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ROYAL HUNT - Ritorno alle radici
22/07/2010 (2204 letture)
Si svolge via mail la mia intervista con Andre Andersen, mainman e principale compositore degli ormai storici Royal Hunt; quella che solitamente sarebbe stata un'intervista fredda, fatta di risposte brevi ed impersonali, si rivela essere invece uno scambio di battute contenutisticamente interessante: dal track by track dell'ultimo disco della band, X, a quel mezzo annuncio sul nuovo tour, all'approfondimento sul tema dell'artwork e sullo stato e le finalità della band... signore e signori, a voi Andre Andersen: buona lettura!

Khaine: Ciao Andre, benvenuto su Metallized.it! E’ un piacere averti sulle nostre pagine, soprattutto data la pubblicazione del vostro nuovo disco, X.
Andre: Grazie mille, mi fa piacere essere "qui" :)

Khaine: Ascoltando X ho notato parecchie sfumature tipiche di certi generi di musica che si ascoltavano negli anni ’70: puoi confermare la mia impressione? In tal caso, ti va di illustrare ai nostri Lettori i motivi che vi hanno condotto a questa particolare scelta?
Andre: Sono sempre stato un grande amante delle band e degli album "classici"... la mia vecchia collezione di "vinili" è ancora la mia gioia ed il mio orgoglio :-) Una delle ragioni che mi ha portato a realizzarne uno proviene, forse, dal mio generale disappunto verso un certo insieme di uscite della scena rock e metal... pare che in molti usino seguire la stessa formula: computerizzata, pesantemente orchestrata e, in un certo senso, non-originale. Quindi abbiamo scelto un approccio analogico, molto live e senza tanti fronzoli.
Questa volta abbiamo deciso di rivisitare le nostre radici ed incorporare alcuni degli elementi musicali tipici degli anni '70 all'interno del nostro songwriting, così da rinforzare quella particolare atmosfera, impiegando principalmente tecniche di produzione musicale "retro" (e l'incisione esclusivamente analogica è una di queste). La musica è stata descritta come "un interessante miscela di ciò che è oggi viene citato come Classic Rock (ciò che hanno realizzato i Kansas, i Genesis, i primi Emerson Lake And Palmer, ed i classici della stessa epoca di Deep Purple e degli Uriah Heep) e le composizioni che contraddistinguono i Royal Hunt.

Khaine: Ti va di parlarci delle tematiche affrontate nei testi del disco? Quando scrivete un pezzo, stabilite una connessione tra la musica e le liriche oppure il processo creativo dei testi è slegato da quello delle musiche?
Andre: Direi che più che altro si tratta di un concept musicale (nel senso di cui ti ho parlato poco fa) e quindi, ovviamente, tutte le liriche sono state scritte per combaciare con quel suono "retroattivo". E si, la presenza di un intro (Arrival) e di un outro (Departure) rende il tutto una specie di viaggio musicale.

End Of The Line: in un mondo così mutevole i nostri modi -ed i nostri ritmi- di vita paiono evolversi, accelerare, diventare sempre più efficienti e razionali... noi lo chiamiamo progresso. Ma percepiamo il miglioramento che ci aspettavamo? Sembra che alcuni dei valori di base siano stati dimenticati, o semplicemente perduti, lungo la strada... forse è tempo di fermarsi un secondo e guardarsi intorno: siamo andando tutti nella stessa direzione?

King For A Day: avidità, l'onnipresente piaga della nostra società. Vediamo tutte queste persone attorno a noi mentre attraversano ogni limite etico, ancora ed ancora una volta per raggiungere "un po' più del tutto", totalmente incurante del fatto che il loro tempo -in molti casi- è limitato.

The Well: avete mai immaginato di rivivere alcuni momenti speciali del vostro passato? State attenti a ciò che desiderate, perchè ciò potrebbe farvi guardare anche alcuni episodi lontani -dietro alla nostalgia- in retrospezione, scoprendo tutte le opportunità perdute, le decisioni sbagliate o semplicemente risvegliando ricordi che avrebbero dovuto restare dimenticati.

Army Of Slaves: in molte situazioni una singola persona si potrebbe sentire impotente, inabile a cambiare le cose; aggiungi un po' di individui egualmente preoccupati e motivati, ed avrai un potere che deve essere riconosciuto con... "uno schiavo a capo di un'armata di schiavi, non è più uno schiavo".

Shadowman: uno spacciatore di droga è il tuo miglior amico, ed il tuo peggior nemico. Ti terrà per mano, e ti condurrà per un vero "percorso del piacere" e fino al suo limite, e poi -quando la tua nave inizierà ad affondare- ti abbandonerà all'istante.

Back To Square One: ci sono dei momenti, nella vita di tutti, in cui qualunque strada tu scelga essa ti porterà inevitabilmente ad un altro vicolo cieco: la vita può diventare sempre più complicata, portando delle situazioni che si è incapaci di risolvere... alle volte non ci si prova neanche a farlo. in quel caso, sarebbe più intelligente ripartire da capo, tornare da dove si è iniziato: back to square one.

Blood Red Stars: durante uno dei miei viaggi in Russia, ho lasciato un hotel nel mezzo della notte, per fare una passeggiata attorno al Kremlino. La cosa che più mi ha colpito è che, nonostante la gran parte della struttura politica del del Paese sia stata rifatta (sin dai tardi anni '80), queste stelle rosse erano ancora alla cima di quelle torri, trasmettendo in qualche modo una disagevole luce rosso sangue attorno a loro... avevo la canzone dentro la mia testa in meno di mezzora.

The Last Leaf: questa canzone si basa -in modo molto romanzato- sul racconto di O. Henry... una triste ma bellissima storia su tutte le nostre paure, perdite e speranze.

Falling Down: hai avuto poco fortuna ultimamente? Niente soldi, niente benzina, niente alcol e nessuno con cui parlare? ecco, questa è la canzone giusta per te: un'ironica, umoristica (eppure un po' nostalgica) descrizione di una situazione in cui molti di noi ragazzi si sono ritrovati, qualche volta, nella vita :-)

Khaine: X è il primo disco dei Royal Hunt a vedere la partecipazione del talentuoso bassista Andreas Passmark: come siete entrati in contatto con lui, e qual è stato il suo ruolo nella composizione delle musiche che compongono l’album?
Andre: Andreas mi è stato presentato da Marcus, nostro chitarrista, e ci ha impressionato con le sue abilità musicali tanto quanto con la sua etica professionale, e con la sua personalità a modo. Quest'album è molto "bass-based", ed Andreas ci fa una gran bella figura.

Khaine: Andrè, tu sei l’unico membro fondatore rimasto dei Royal Hunt: cinicamente, qualcuno potrebbe vedere i Royal Hunt come una sottospecie di progetto solista. Se qualcuno vi criticasse in questa maniera (io non mi sogno neanche lontanamente di farlo), voi cosa rispondereste?
Andre: Yep, sono l'ultimo uomo rimasto :-) Circa i cambi di line-up: non sono -quasi- mai dovuti a differenze di opinione, si tratta solo della natura di questo business (o di ciò che è diventato): certe persone, semplicemente, non riescono a stare in una sola band, ognuno fa un po' di lavoro da un lato... ed alle volte occasionalmente. Ovviamente, alcuni ragazzi più spesso degli altri (Henrik e Steen, per esempio, dato che viviamo abbastanza vicini l'un l'altro) ma non posso pensare a qualcuno a cui non ho parlato di recente... noi tutti andiamo avanti tranquilli.

Khaine: X vede la partecipazione di ben cinque coristi, tra cui Henrik Brokmann, ossia il primissimo cantante dei Royal Hunt: quali sono i rapporti con Henrik e, nello specifico, qual è stato il suo ruolo nell’incisione del disco?
Andre: Questa volta Henrik ha fatto un mucchio di backing vocals... è un mio grande amico e ci piace uscire insieme e passare del tempo in studio, di tanto in tanto. Un grande cantante ed un simpatico ragazzo.

Khaine: Ti va di parlarci dell’artwork? Metaforicamente parlando, cosa rappresenta?
Andre: Abbiamo sfruttato l'impressione musicale: uno sfondo semplice, equilibrato ed, in qualche modo, sterile (la città moderna), con un visitatore/intruso di vecchia data (quella specie di Olandese Volante: la nostra "nuova" direzione musicale :-)). Ed è solidamente incatenato al molo... strano tanto quanto un vecchio, rovinoso trattore in mezzo ad un elegante ufficio di marmo e vetro :-) Inoltre: lo stile di Kai Brockschmidt mi ricorda alcune delle cover che ho nella mia collezione di vinili (Kansas? Uriah Heep?... non ne sono certo), quindi -dopo averne brevemente discusso con i ragazzi, ed aver fatto un mucchio di modifiche (per le quali ho torturato Kai per quasi un mese :-)) abbiamo scelto questo.

Khaine: Quando, ad aprile dello scorso anno, avete annunciato la vostra imminente entrata in studio, avete anche specificato che le recording sessions si sarebbero svolte esclusivamente sfruttando strumentazione analogica: puoi illustrarci i motivi di questa scelta?
Andre: C'è qualcosa di speciale nel suono analogico... è semplicemente più attraente (ma anche più costos :-)). Ho registrato e prodotto quest'album prevalentemente nei miei Northpoint Studio, ma -a causa dell'utilizzo esclusivo di equipaggiamento vintage (un vecchio drumkit della Ludwig, dei modelli anni '70 della Vox)- abbiamo sfruttato un altro paio di studios al fine di avvicinarci quanto più possibile al sound di questi classici album rock, senza tuttavia dimenticare il fatto che la fuori è il ventunesimo secolo :-)

Khaine: Bene, ora che avete fatto il nuovo album, i vostri fan si aspetteranno di vedervi suonare queste canzoni dal vivo: quando potremo vedervi onstage in Italia?
Andre: Stiamo trattando con diversi promoters, in questo momento, quindi spero veramente di poter essere in grado di fare un tour in autunno.

Khaine: Se uno guarda la vostra pagina su wikipedia noterà che il vostro genere di musica viene qualificato come contenente elementi di hard rock, power metal, heavy metal, neo-classical metal, progressive metal… ma voi, in realtà, come qualifichereste la vostra musica?
Andre: E' praticamente impossibile... abbiamo quasi tutti questi elementi nella nostra musica. Ma, dopo vent'anni di "servizio" ed un sacco di album alle spalle, possiamo dire: "Suona come i Royal Hunt" :-)

Khaine: Ok, parliamo di internet: se su google digito “royal hunt” mi vengono fuori, all’incirca, 2.260.000 risultati, 3.070.000 immagini, 2.380 video e via dicendo... tutto questo cosa significa per voi?
Andre: Difficile dirlo... probabilmente dimostra un po' di interesse dai fan della musica, e se questo è il caso, ne sono felice :-)

Khaine: Molto bene Andre, ti faccio l’ultima domanda e poi ti lascio in pace: cosa preferisci tra la pizza e la pasta??? :-D
Andre: Molto semplice: nulla è meglio di pasta fresca con vera salsa di pomodoro fatta in casa, e qualche polpetta di carne :-)



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