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DONNE ROCCIOSE - # 1 - Patti Smith
25/07/2010 (8248 letture)
Poetessa? Performer? Cantante? Sacerdotessa? Modella fotografica? Musa? Ribelle? Attrice?
Patti Smith è stata -ed in parte è ancora- tutto questo ed anche qualcosa in più, contribuendo in maniera spesso determinante a plasmare una certa parte del mondo del Rock, qualche volta in maniera involontaria.

Parzialmente ignorata dalle ultimissime generazioni a causa sia dell'appartenenza ad una schiatta inevitabilmente molto diversa da quella attuale, sia da una produzione che da troppi anni non raggiunge più vertici veramente interessanti, Patti è anche l'icona di una New York che non esiste più e che forse non è mai esistita, di una città che solo con alcuni rari prescelti ha mostrato un lato nascosto, quasi unico, mentre a tutti gli altri ha riservato quella più dura di mega-metropoli metaculturale, con tutti i pregi ed i moltissimi difetti che questa sua condizione comporta.
La storia di Patti prende le mosse dalla panchine dei parchi, delle strade e dalle scale antincendio degli edifici della Grande Mela su cui lei dormiva e viveva senza che nessuno le arrecasse danno, e nella situazione socio-politica della fine dei 60's già questo ha del miracoloso, anche se ad onor del vero oggi è probabilmente molto peggio, ma per motivi diversi e generalmente ben più "bassi".

Già ragazza madre e poetessa alternativa, la Smith sopravvive come commessa di libreria, scrittrice per il teatro e varie altre occupazioni che la rendono contigua al mondo alternativo culturale della New York dell'epoca, un mondo che comprende personaggi quali Andy Wharol, Lou Reed e compagnia, il tutto finchè la poetessa con la passione per la lirica decide per la musica o la musica decide di risucchiarla.
Quale delle due non è chiaro e nemmeno importa. Quel che conta è che da allora la sintesi sincretica delle arti audio-visuali introdotta dall'artista porta una ventata di novità sia nel messaggio che nel modo di veicolarlo, producendo conseguenze allora forse poco valutabili, e che avrebbero inflluenzato pesantemente sia il punk, sia la new wave, ancora piuttosto lontana, che il rock in generale. Il tutto rimanendo una donna molto Americana, molto legata ai principi fondamentali alla base della nascita degli Stati Uniti, ma perfettamente cosciente dei vari tradimenti culturali e politici che questi hanno subito in particolare durante il ventesimo secolo, tanto da cantare: "Sono un'artista americana e non ho colpe".

L'artista esordisce nel 69 come attrice nella commedia Femme Fatale ma, già "contro", lo fa nei panni di un uomo. Poi scrive -e qui ci sono già legami con settore hr- per i Blue Oyster Cult, band in cui milita il compagno Allen Lanier, ma intrattiene anche una relazione con Tom Verlaine dei Television, relazione a tre regolarmente dichiarata a tutte le parti in causa. Intanto comincia a comporre dei sottofondi sonori per le sue esibizioni poetiche e di libere associazioni in collaborazione con il chitarrista Lanny Kaye, il quale rimarrà con lei per larga parte della sua carriera. Il linguaggio usato dalla performer è libero, crudo, a cavallo tra Kerouac e Dylan, e le sue esibizioni hanno come teatro locali quali il CBGB'S , un posto che saluterà l'esordio del Patti Smith Group, dei Television, dei Ramones, del Blondie dei Talking Heads ed innumerevoli altri gruppi simil proto-punk, e che poi negli anni '80 vedrà esplodere molto gruppi metal. Il suo singolo d'esordio Hey Joe/Piss Factory è però responsabile più che altro di aver segnato il punto zero concettuale della new wave.



E' comunque Lou Reed a condurla al primo vero contratto discografico, e lo fa in grande stile, interessando della cosa direttamente Clive Davis, Presidente dell'Arista. In tal modo il mondo viene scosso dall'uscita nel '75 di Horses, prodotto da John Cale, un album che nulla concede alla commercialità e non fa altro che riproporre sulla lunga distanza -lunga per quanto il vinile consentiva all'epoca- tutte le prerogative messe in luce fino a quel momento nel circuito underground. Si tratta di un'album recitato/cantato che fornisce l'impressione che la musica sia quasi limitativa delle potenzalità espressive della Smith, e dirompente dal punto di vista religioso: "Gesù è morto per i peccati di qualcun altro, non per i miei".
Un'ininterrotta serie di testi visionari e dissacranti legati da musica isterica ed ipnotica connotano un lavoro che consegna l'artista al mondo e, pur essendo poco d'impatto rispetto a certe cose seguenti, risulta comunque il più importante dal punto di vista delle influenze verso la scena musicale mondiale, a causa del modo di cantare e di stare sul palco di Patti.
Di seguitoKimberly.



Le influenze letterarie dell'artista si fanno sentire in particolare nell'album seguente del 76, Radio Ethiopia. Borroughs, Ginsberg, Kerouac, ma è in particolare Rimbaud, considerato a tutti gli effetti un proto-punk letterario, a far sentire la sua presenza, portando la cantante a confezionare un album sgraziato, violento, nero, lirico, scomodo, ondivago, ma forse l'aggettivo più calzante è "irritante", perchè una performance del genere può solo irritare, sconcertare l'ascoltatore, il quale poi può scegliere tra due soluzioni: abbandonare per sempre Patti, o farsi trascinare nel suo gorgo oscuro. Molti optarono per la prima soluzione, ma i più per la seconda.



Nel '78 il "tradimento" di Because the Night, un pezzo che tutti conoscono. Firmato da Bruce Springsteen, che lo scarta perchè troppo femminile e ceduto a Patti che incideva nello studio accanto, ed in seguito disconosciuto dalla nostra per eccesso di commercialità, esso caratterizzarà Easter presso il grande pubblico, ed è un peccato, perchè quel disco -una volta "pulito" da questa ingombrante presenza- risulta assolutamente competitivo rispetto ai primi due. Sicuramente nel complesso un po' più facile, con un paio di pezzi tipicamente hr ed in generale più levigato rispetto ai primi due, tuttavia Easter presenta una tracklist di ottimo livello e più di un testo interessante. Come spesso accade in questi casi, si crea una prima frattura tra critica e pubblico, col secondo sempre più dalla parte della Smith e vendite conseguenziali.
Il processo sarà maggiormente evidente con Wave, un altro buon disco che però incontrerà ancor meno il favore della critica ed un minor volume di vendite. Da notare la produzione firmata Todd Rundgren.



Da qui in poi a mio avviso la parabola musicale di Patti Smith esaurisce la sua ragion d'essere. Dopo una lunghissima pausa l'artista produce ancora otto dischi tra l'88 ed il 2008, -sempre con Kaye e Daugherty al fianco, ma a parte qualcosa da salvare qua è là come l'inno pop/rivoluzionario di People Have The Power e la ballad Paths That Cross contenute in Dream of Life, My Madrigal tratta da Gone Again, album dedicato al marito Fred Smith dei mitici MC5 scomparso nel 1994, 1959, dedicata all'invasione Cinese del Tibet presente su Peace and Noise e poco altro, l'intensità di un tempo è solo un ricordo; tuttavia non è questo il modo migliore per valutare il suo operato negli anni, perchè l'impronta di Patti sulla musica va oltre la musica stessa.
Quello che la nostra Rocker ha prodotto è un'attitudine, un modo di cantare fatto di toni profondi, sofferti, recitati, declamanti, alternati a ululati lancinanti e nervosi, sciamanici direi, un modo di interpretare i testi che ha trovato un punto di incontro tra il punk che nasceva e la new wave che sarebbe nata, il tutto pur non essendo mai stata una cantante ed una musicista punk.
Ma è anche la sua vita in sè ad essere un romanzo rock sempre "contro", una vita fatta come accennato all'inizio dell'articolo e poi intrecciata con personaggi quali ad esempio Robert Mapplethorpe, il grande e controverso fotografo. Alla sua memoria la Smith dedicherà un poema intitolato The Coral Sea, un'opera manifestamente sentitissima che analizza e descrive nel profondo gli ultimi giorni di vita dell'artista visuale e che è stata anche musicata e rappresentata assieme a Kevin Shields dei My Bloody Valentine.
Di lei sono però ancora vive e forti le affermazioni controverse, come quella di considerare i migliori perfomers di tutti i tempi Mick Jagger, Hitler e Gesù, le lotte per la liberazione sessuale delle donne, l'avvicinamento al Cristianesimo di Luciani ed al Buddismo, l'omaggio ad Ho Chi Minh di Gung Ho, il sostegno al Dalai Lama ed ultimamente quello ad Emergency. Una figura che unisce l'epoca Beat con l'oggi e che occupa ancora un posto importante nella storia del rock. Per chi volesse approfondire la sua storia segnalo una biografia del 2010 intitolata Just Kids.

DISCOGRAFIA STUDIO
1975 - Horses
1976 - Radio Ethiopia
1978 - Easter
1979 - Wave
1980 - Dream Of Life
1994 - Exodus
1995 - Paths That Cross
1996 - Divine Intervention
1996 - Gone Again
1997 - Peace And Noise
2000 - Gung Ho
2002 - Land - Best Of 1975 To 2002
2004 - Trampin
2008 - The Coral Sea



Shadowplay72
Sabato 2 Dicembre 2017, 2.19.13
9
La poetessa del punk.album come Horses,radio Etihiopia,e easter,sono dei classici senza tempo!
Raven
Domenica 13 Agosto 2017, 14.17.07
8
E chi ti dice che in futuro non sia tra i nomi in programma?
utente0
Domenica 13 Agosto 2017, 13.59.56
7
Quello che mi da veramente fastidio è che l'Italia abbia sempre osannato la Smith, anche la "grandeur" di questa bio-recensione ne è una prova, a discapito dell'altra artista connazionale e coetanea che iniziò nello stesso periodo e negli stessi locali della Smith e che suonò con Fred Smith, anche. Parlo di Deborah Harry che non viene considerata artisticamente da un certo pubblico per il suo lato commerciale, quello ( apriti cielo ) disco, di Heart of glass e altri singoli da classifica.Del resto una è inguardabile l'altra bella come Marilyn, una santona punk, l'altra provocante e atea ma vocalmente ineccepibile, ascoltare la versione live di Ring of fire di Johnny Cash che fece con i Blondie per avere conferma. Triste molto triste.
Philosopher3185
Sabato 1 Febbraio 2014, 18.10.42
6
A me onestamente,non dispiace per niente la sua musica...sono uno che varia molto.E' stata una grande autrice e un ottima vocalist,tra l'altro,lei quando è venuta a Firenze,mi hanno detto che non se la tira minimamente ma che anzi si fermava ad autografare per molto tempo dischi e vinili con un grande sorriso.Un bel esempio di singnorilità e rispetto per i fans!
Raven
Lunedì 29 Aprile 2013, 15.12.27
5
Non credo abbia alcuna importanza. Avevi intenzione di sposarla?
Il Buongustaio
Lunedì 29 Aprile 2013, 14.41.15
4
questa "donna" ha la femminilità di un paracarro...
Raven
Martedì 27 Luglio 2010, 8.56.58
3
In realtà la considero anche io maggiormente dal punto di vista attitudinale.
hm is th law
Martedì 27 Luglio 2010, 8.55.38
2
Personaggio controverso ma indiscutibilmente un'icona del rock. Personamente non mi ha mai fatto impazzire giusto riscoprirla con questo ottimo articolo.
Filippo Festuccia
Domenica 25 Luglio 2010, 11.40.07
1
Un'icona pazza, completamente fuori controllo, espressione artistica pura. I brani che ha scritto con i Blue Oyster Cult sono splendidi, a dimostrazione che il contesto conta veramente poco se c'è il genio.
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Patti Smith
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