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SIKELIAN HELL FEST - La voce dell'organizzazione
03/08/2010 (3557 letture)
Com'è andata ormai lo avete saputo dal nostro Live Report. In quella sede abbiamo anche dato alcune spiegazioni che potevano in parte giustificare l'assenza del pubblico, ma in parte maggiore la stigmatizavano con durezza. Spazio adesso a chi sicuramente ne sa più di noi, ovvero all'organizzatore Manfredi Pellitteri, che ci parla della sua delusione e di alcuni retroscena dell'evento.

Francesco: Allora Manfredi, purtroppo non si può che partire dalla considerazione principale, ossia la scarsissima partecipazione di pubblico. Parliamo di freddi numeri, io ho partecipato al Day 1 ed ho contato un centinaio di presenti, puoi dirmi il numero esatto dei partecipanti alle tre serate?
Manfredi: Stiamo ancora calcolando il numero preciso, poichè dipende dai documenti che ci inviano passo passo i circuiti di biglietteria, ma il numero dei paganti non supera le 300 presenze per l'intero festival.

Francesco: Allucinante. Certamente il risultato del Fest è stato influenzato dalle vicende esterne che hanno avuto per protagonisti negativi prima la Chiesa e poi il Comune, anche se mi risulta che quest’ultimo abbia poi fatto sostanzialmente marcia indietro. Mi sveli i retroscena dietro queste discutibilissime prese disposizione?
Manfredi: Guarda, ad essere sincero non riesco a dare una valutazione del tutto oggettiva. Di certo questa vicenda ha influenzato molto l'affluenza del pubblico, per non dire che è stata determinante. Sappiamo per certo che una fetta di utenti ha disdetto le prenotazioni. I retroscena sono molto meno complessi di quanto si creda. In effetti la cosa disarmante è che è successo tutto in maniera molto tranquilla, come se per il Comune fosse una cosa non così spiazzante annullare un Festival di questo calibro una settimana prima dall'inizio. La Chiesa, come avrai visto, ha preso le sue posizioni alla luce del sole, schierandosi contro, e dichiarando che non tutte le forme d'arte possono essere ammissibili. In definitiva è oggettivo che vi sia stata una forte ingerenza della chiesa all'interno di affari che non sono di sua competenza.

Francesco: Quello che in particolare ha lasciato letteralmente basiti è stato il contenuto del testo del comunicato stampa a firma del Vescovo di Trapani che associava i concerti metal ai rave party e i suoi partecipanti a pericolosi incitatori alla violenza gratuita ed altre simili amenità. Cosa pensi di queste forme di palese ignoranza?
Manfredi: Ritengo che questi avvenimenti ci mettano di fronte la realtà delle cose. Una delle più potenti e influenti istituzioni al mondo parla ed elargisce giudizi su un mondo che del tutto disconosce, predicando la limitazione anzichè l'apertura e la tolleranza, dimostrando una forte ignoranza non solo in fatto di movimenti culturali e di arte, ma anche nelle loro competenze. Non penso che Gesù Cristo predicasse la censura. Tutto sommato leggere che il Festival era un rave party è stato divertente.

Francesco: Al di là di tutto però –come ho chiaramente specificato nel report che è uscito il 30 Luglio- io credo che la colpa maggiore sia da imputare comunque a chi continua a lamentarsi della situazione, salvo poi restare a casa o peggio andare a vedere un gruppetto dedito a cover in qualche pub spendendo magari più di 20 euro in birra. Sei d’accordo?
Manfredi: Questo a parer mio è un altro elemento da tenere in considerazione. Ma qui l'errore di valutazione è stato nostro. Pensavamo che i Siciliani avessero bisogno di riscattarsi dalla stasi che li contraddistingue. Avevamo un'occasione per iniziare un percorso ed è stata gettata al vento. Forse se avessimo organizzato la "Notte della Lamentela" l'affluenza sarebbe stata incredibile.

Francesco: Vedi questa situazione come particolarmente riguardante la Sicilia o credi che sia il metal in generale un affare in perdita? E come mai in Italia è così?
Manfredi: Ritengo che il Metal sia un movimento culturale molto forte, e questo lo dimostra la storia. Il problema è la Sicilia.

Francesco: Credo che per valutare correttamente cosa significhi mettere in piedi una baracca come il Sikelian Hell Fest sia forse utile descrivere il lavoro, il tempo e l’impegno che questo richiede. Mi descrivi come siete arrivati al Fest partendo dall’idea?
Manfredi: Contrariamente a chi crede che il lavoro dell'organizzatore sia tutto rose e fiori mi piacerebbe sfatare questo mito. Questa professione è particolarmente stressante, fatta di sacrificio e fatica. Bisogna tenere duro per andare avanti, e quello che ci tiene, o teneva, in piedi era la voglia smisurata di cambiare il mondo culturale in Sicilia. Di guadagni non ne abbiamo ancora visti, benchè siano stati meritati. Ad ogni modo l'iter che porta ad un evento di questo genere è lungo e complesso, con molti incidenti di percorso, e questo dipende da una normativa di settore ormai obsoleta ed inappropriata. Lasciamo perdere la burocrazia poichè non finirei mai di spiegarla.

Francesco: Il bill era essenzialmente rivolto all’estremo. Solo un vostro gusto personale o una scelta “commerciale”?
Manfredi: Qui c'è stata una scelta. Distaccarsi dalle correnti canonicamente acclamate per rivolgersi alle realtà attuali, quindi alle avanguardie. L'obiettivo era quello di rendere la Sicilia un luogo di incontro per l'Europa e farla emergere dal suo torpore e dalla tendenza diffusa di riciclare ciò che nelle principali città d'Europa è ormai "passato". Sarà una scelta non condivisibile, ma è stata la nostra.

Francesco: Come è stata operata la selezione dei vari gruppi e con quali criteri avete scelto quelli Siciliani?
Manfredi: I big sono stati selezionati in modo da offrire realtà pienamente affermate spaziando sui generi a 360° (vedi Napalm Death, Extrema, Caliban). Per quel che riguarda i supporter Europei intendevamo offrire alla Sicilia l'avanguardia, quel che si sviluppa nel mondo per adesso (vedi The Ocean, War from a Harlots Mouth, Textures). Le band locali sono state selezionate seguendo un duplice criterio: meritocratico il primo, geografico il secondo. Spero che i pochi presenti abbiano apprezzato.

Francesco: Capitolo Necrodeath. Come vi hanno di fatto costretto ad escluderli e quanto concretamente credi vi abbia danneggiato la loro assenza in termini di presenze?
Manfredi: Credo che l'assenza ci abbia danneggiato, ma non in modo determinante. Come hanno fatto a vietarlo? Il punto 16 del Disciplinare riporta: "E' vietato consentire esibizioni di artisti anticristiani o anticlericali", etc.. Si deduce che è stato necessario evitarlo, sia per la mancanza di tempo per negoziare la cosa, sia per il bene dell'intero Festival.

Francesco: Parliamo di cifre se ti è possibile. Quanto avete speso e quanto avete incassato?
Manfredi: Bella domanda. L'importo si aggira intorno ai 130.000 €. Per quel che riguarda l'incasso parliamo del 15% dell'importo circa. (Non sono mai stato forte in matematica ed a scuola la materia in cui riuscivo meglio era "Storia della Nullafacenza", ma se non erro il totale dovrebbe essere... allucinante - NdR).

Francesco: So che la risposta è praticamente scontata, ma credi di poter rifare questa esperienza? O magari di rifarla più in piccolo, magari elaborando un bill diversamente impostatato?
Manfredi: Riproporla sarebbe come prendersi a calci da soli. Credo che finchè sarò qui mi dedicherò a piccole realtà, cercando di rimettere a posto le cose. Sono una persona coerente e non intendo vendermi per esigenze di guadagno. Il mio obiettivo è cambiare la gente, non assecondarla, cercare di creare una coscienza artistica e culturale. Credo sia questa la vera "mission" dell'operatore dello spettacolo, il quale ha di sopra una forte responsabilità sociale.

Francesco: Ti lascio lo spazio dell’ultima domanda per aggiungere quello che vuoi e che io magari non ti ho chiesto. Dì pure ciò che vuoi.
Manfredi: AAA cercasi lavoro nel campo dello spettacolo, discreta esperienza. Chiamare ore pasti. ;) . Francesco, grazie mille dell'interesse e della voce che ci stai dando.
A presto e un abbraccio,
Manfredi

Si, a presto Manfredi, speriamo. Stay Heavy, nonostante tutto.



AL
Giovedì 19 Agosto 2010, 11.47.19
20
peccato per la non riuscita della manifestazione. è sempre un peccato perchè sono occasioni di lanciare dei nuovi gruppi metal e di far arrivare il metal ovunque. mi permetto comunque anche io di sottolineare il fatto che la manifestazione andava, come prima edizione, svolta in modo meno "ambizioso".. solo 1 giorno x esempio, magari spendendo meno in attrezzatture etc... e poi negli anni successivi ingrandirsi.. ma la mia è una opinione personale, non faccio il promoter di mestiere...
dave 81
Lunedì 9 Agosto 2010, 15.27.27
19
Questa è la realta'....tutti qui in italia sanno solo a lamentarsi e frignare la battuta di manfredi sul "FESTIVAL DELLA LAMENTELA" e' vangelo secondo me...Mi spiace veramente per quello che e' successo ma e' inutile in Italia non esistera' mai una scena metal meglio emigrare o lasciar perdere siamo una razza per il 70% di mediocri schizzinosi....tristezza
Raven
Giovedì 5 Agosto 2010, 20.55.29
18
La realtà è proprio questa. Iron maiden, Ac/Dc, altri 4 o 5, poi quando si propone l'avanguardia si sta a casa....
Anthony
Giovedì 5 Agosto 2010, 18.46.19
17
underaugust, condivido il tuo pensiero; in questi giorni si è parlato più che altro di location e bill sbagliati e si è puntati il dito contro l'organizzazione che, a detta di molti, avrebbe commesso diversi errori di valutazione. Pur riconoscendo l'importanza che i suddetti fattori hanno avuto nella vicenda Sikelian, io ritengo che il discorso culturale e la mentalità ottusa del "metallaro" medio esercitino un peso ed un'influenza enorme su talune vicende legate all'intrattenimento musicale.
underaugust
Giovedì 5 Agosto 2010, 16.30.16
16
davvero deprimente. Cerco sempre di essere presente agli eventi del sud (purtroppo non ho potuto essere presente per l'occasione) e so bene cosa vuol dire organizzare da noi (quest'anno il comune sta boicottando un mio festival per impedire la presenza di band death perchè "rumorose", figuriamoci!!). Mi permetto di fare un'osservazione forse superflua, e non certo provocatoria gratuitamente: non è che per caso la gente non va più a questi concerti perchè semplicemente si rompe le palle? Stiamo tutti a parlare dei mezzi che non c'erano, della distanza... ma come giustamente fa notare l'organizzatore "Distaccarsi dalle correnti canonicamente acclamate per rivolgersi alle realtà attuali, quindi alle avanguardie". Non so voi, ma io vedo troppa gente che ascolta due tre dischi degli AC/DC e degli iron maiden e si definisce metallaro... spesso sono gli stessi che considerano un gruppetto i Testament, schifano deicide e cannibal corpse e snobbano tutti gli altri. Non è un problema della Sicilia, la stessa ostilità verso certe cose la riscontro anche in Calabria... grazie dello spazio concesso
Elluis
Giovedì 5 Agosto 2010, 16.02.10
15
@ Raven: devi considerare gli spostamenti, cioè come è collegata ad esempio Palermo con Alcamo, con treni, autobus o cosa? Se organizzi un festival e ti aspetti un pienone devi pensare di potenziare gli spostamenti con dei mezzi aggiuntivi (autobus ad esempio), coinvolgendo anche il Comune locale, cosicchè si possa fornire alla gente un utile servizio di navetta. @ Beppehmdiana: io penso invece che abbiano fatto bene gli organizzatori, che si sono presentati subito professionalmente con un festival ben organizzato, con due nomi internazionali su tre headliners, e con un palco di tutto rispetto ecc., l'unica pecca purtroppo è stata la risposta del pubblico.
beppehmdiana
Giovedì 5 Agosto 2010, 15.33.21
14
Scusate il mio intervento magari fuori luogo, certo, parlare con il senno del poi non ha senso, ma invece di fare il passo più lungo della gamba, da quel che mi è parso di capire, si poteva organizzare una prima edizione con band locali o di formazioni del su Italia, capire qual'era la risposta, e poi eventualmente..... Ripeto, so di attirare le ire di molti, organizzatori in primis, ma gettare la spugna al primo tentativo fallito, è troppo facile, anche perchè si sa, le band che da noi fanno il pienone sono le solite 2/3, poi c'è il vuoto, non credetevi che in una città del nord i concerti per le band di medio/grosso calibro, facciano più spettatori, anzi.... Ed un gemellaggio con l'Agglutination, no?
Raven
Giovedì 5 Agosto 2010, 14.06.58
13
Ad ogni modo Alcamo è a mezz'ora da Palermo.
Elluis
Giovedì 5 Agosto 2010, 11.54.33
12
Capisco la delusione di Manfredi, che non ho il piacere di conoscere, ma di cui ho grossa stima dopo questa intervista. Il bill secondo me era valido, ma affittare uno stadio è stato un passo più lungo della gamba: io credo che un secondo Sikelian Hell si possa fare, ma in un locale da 2-3-400 persone, non di più, e in un posto un po più "facile", tipo verso Palermo o Catania, grandi città con più richiamo (e più facili da raggiungere per chi arriva in Sicilia).
sud sud
Giovedì 5 Agosto 2010, 4.13.47
11
RISPETTO!!!!
Raven
Mercoledì 4 Agosto 2010, 11.35.16
10
li lasciamo oltre la linea del Piave, qui andiamo a maccheroncini alla norma
Richard
Mercoledì 4 Agosto 2010, 7.54.51
9
...anche a me piacerebbe vederti dalle TUE parti... sperom (speriamo) !!! quando verremo, avete i casoncelli ?
Raven
Martedì 3 Agosto 2010, 21.02.41
8
Sono anche io con Pandemonium, la penultima risposta dovrebbe essere stampata e distribuita a tutti gli operatori del settore, ma sarebbe tempo perso. Richard, mi piacerebbe vedere i Folkstone dalle mie parti
Filippo Festuccia
Martedì 3 Agosto 2010, 19.29.26
7
Cuore di metallo \m/
Richard
Martedì 3 Agosto 2010, 19.00.47
6
ci piacerebbe poter mettere i nostri piedoni sull'amato suolo Siculo magari accompagnati dalla competenza di Manfredi. Se qualcuno vuole portarci in Sicilia o quantomeno in sud Italia la prossima stagione si faccia avanti con proposte serie. Per i contatti chieda direttamente a Gallina (ti disturbo ?) Richard - FolkStone
Sangi
Martedì 3 Agosto 2010, 15.46.36
5
Davvero da schifo, ci fossero in sardegna persone così..
AdemaFilth
Martedì 3 Agosto 2010, 13.02.26
4
Diamine quanto mi dispiace...
hm is the law
Martedì 3 Agosto 2010, 12.42.31
3
Assurdo, semplicemente assurdo
Pandemonium
Martedì 3 Agosto 2010, 12.41.52
2
La penultima risposta la stamperei a caratteri cubitali su tutti i giornali italiani, per ricordare ai "grandi" organizzatori di festival del nostro paese con quale ottica si deve lavorare nel campo dello spettacolo e della cultura. Invece che puntare al vero arricchimento culturale ormai lo spettacolo in Italia è solo mero intrattenimento per lo spettatore e profitto per l'organizzatore (la logica imprenditoriale ha assorbito ed annichilito il vero spirito sia di uno che dell'altro). Non solo Manfredi ha ragione nel merito, ma anche nella forma e nei principi del proprio mestiere, eppure, in Italia persone di questo calibro sono destinate al fallimento o all'emigrazione.
il leccesethrasher90
Martedì 3 Agosto 2010, 11.46.14
1
rispetto per quest'uomo..si è spaccato il culo e ha ricevuto solo calci in bocca...poi non ci meravigliamo se qua sotto non si organizza niente
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