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GARY MOORE - Ippodromo delle Capannelle, Roma, 28/07/2010
03/08/2010 (3829 letture)
Il palinsesto della manifestazione estiva denominata Rock In Roma all’Ippodromo delle Capannelle a dire il vero quest’anno non mi ha entusiasmato troppo, se paragonato a quello del 2009 (all’epoca si esibirono gli inossidabili Motörhead, il trio spacca timpani Testament, Exodus, Cathedral e gli industrial Nine Inch Nails... mica pizza e fichi!). Nel 2010 gli unici concerti meritevoli di attenzione sono stati quello del 12 luglio, con i redivivi ZZ Top (ma il costo del biglietto era oggettivamente esorbitante: ben 40 euro!) e quello del 28 luglio con il mitico, inossidabile Gary Moore il quale, peraltro, era la prima volta che suonava nella Capitale, e solo per questo sarebbe stato un delitto non andare a vederlo.

Ho assistito con due amici allo show del chitarrista di Belfast, maestro indiscusso del rock & blues, che è stato coadiuvato da Neil Carter alle tastiere ed alla chitarra, Jonathan Noyce (ex Jethro Tull) al basso e Darrin Mooney alla batteria; Gary, ingrassato a dismisura, si è presentato sul palco con circa quaranta minuti di ritardo (precisamente alle 22.10, rispetto alle 21.30 previste) ma tant’è, ormai chi ci fa più caso ai ritardi romani! Un pessimo lavoro del mixer ha letteralmente rovinato le prime due/tre canzoni, in quanto la voce dell’artista praticamente non si sentiva. Il pubblico, non molto numeroso rispetto alle attese, ha cominciato a rumoreggiare e le cose sono andate un pochino meglio anche se il volume della chitarra è rimasto decisamente troppo alto. A tal riguardo ho saputo che anche lo spettacolo tenuto a Genova due giorni prima ha palesato lo stesso inconveniente, e probabilmente si tratta di una scelta un po’narcisistica dell’artista, che vuole che la sua Les Paul domini su tutto e tutti.

I brani eseguiti hanno abbracciato più che altro gli anni ottanta. Dopo la consueta intro Dunluce la folla si è scatenata sulle note celtic-rock della bellissima Over The Hills And Far Away, tratta unitamente alla successiva, spettacolare Thunder Rising, dall’album Wild Frontier, del 1987. A seguire la graffiante Military Man, mitico pezzo composto da Phil Lynott, leader dei Thin Lizzy. Day Of Heroes, Where Are You Now e Wild One sono, invece e un po’ a sorpresa, tre inediti che saranno inclusi nel nuovo album, in uscita nel 2011 e, nel complesso, sono stati apprezzati dagli astanti. Commozione allo stato puro con le struggenti Empty Rooms e la conclusiva Parisienne Walkways: ho visto tanti ragazzi e ragazze abbracciarsi e baciarsi cullati dalle note suadenti di questi pezzi immortali. Il blues è stato esaltato, invece, dall’immancabile Still Got The Blues e da Walking By Myself; la voce graffiante del musicista irlandese, la sua chitarra perfetta dalla quale fuoriuscivano estasianti note cristalline... che goduria per chi adora questo genere di musica! Gary Moore, nel suo stile, può essere paragonato solo al compianto Rory Gallagher, morto a Londra nel 1995.

Più di un’ora e mezza di grande spettacolo inficiato, come predetto, da qualche problema organizzativo e dalla dabbenaggine del mixer, ma è valsa la pena esserci. Magari avrei gradito ascoltare due perle tratte dal live del 1984, We Want Moore!, mi riferisco a Murder In The Skies e Shapes Of Things To Come, ma alla fin fine è andata bene anche così. Per concludere aggiungo che la scarsa affluenza di pubblico è ascrivibile anche al fatto che nello stesso giorno era previsto l’atteso concerto di Steve Hackett (ex-Genesis) a Villa Ada... mi rendo conto che per i romani fare una scelta è stata impresa ardua!

SETLIST:
Dunluce (intro)
Over The Hills And Far Away
Thunder Rising
Military Man
Days Of Heroes
Where Are You Now
So Far Away
Empty Rooms
Wild One
Blood Of Emeralds
Out In The Fields
Still Got The Blues
Walking By Myself
Parisienne Walkways



hm is the law
Domenica 6 Febbraio 2011, 19.39.25
9
6 febbraio 2011 è morto Gary Moore. Ho fatto appena in tempo a vederlo dal vivo e a regalarvi le emezioni che ho provato. Grazie Gary non ti dimenticherò mai.
Tizi1970
Lunedì 9 Agosto 2010, 11.32.22
8
Speravo in un paio di pezzi in più ma, data l'abitudine ormai consolidata d'iniziare i concerti in ritardo, non credo si potesse andare oltre.
hm is the law
Giovedì 5 Agosto 2010, 19.54.54
7
@ ayreon: sostanzialmente sono d'accordo con te e anche a Roma gran concerto, ma d'altronde la classe non è acqua!
ayreon
Giovedì 5 Agosto 2010, 15.09.10
6
a milano è stato grandioso,poi la scelta di tornare al rock gli ha fatto bene.con i transatalntic è stato per me il miglior concerto dell'anno
Raven
Giovedì 5 Agosto 2010, 10.24.36
5
La vecchia guardia che resiste
Compagno di Merende
Mercoledì 4 Agosto 2010, 16.48.38
4
Al Rock in Roma hanno suonato anche i The Cult, un grande concerto.
il leccesethrasher90
Mercoledì 4 Agosto 2010, 9.56.44
3
uno dei chitarristi meno considerati della storia
hm is the law
Mercoledì 4 Agosto 2010, 8.55.06
2
E' verissimo
P2K!
Mercoledì 4 Agosto 2010, 8.35.39
1
Beh, in Italia i Genesis sono da sempre MOLTO considerati e Steve Hackett si è cullato il pubblico italiano da molti più anni di Gary Moore...
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