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MARCO MENDOZA BAND - Nocelleto, 29/07/2010
08/08/2010 (2361 letture)
Pianificare la stagione dei concerti per chi -come me- vive al di sotto di Roma significa preventivare almeno un paio di gite nella Capitale per sfamare la genuina fame da pogo e di buona musica. Poi, molto raramente, ci scappa il concerto dalle tue parti, e in questo caso non bisogna assolutamente lasciarsi sfuggire l’occasione di ascoltare un po’ di buona musica, specialmente se gratis. È stato proprio questo il processo logico che si è innescato nella mia testa una volta venuto a conoscenza della data che Marco Mendoza avrebbe tenuto il 28 Luglio a Nocelleto -un comune a circa quaranta minuti da casa mia- con la sua band (e che band!) nel corso del Nocelleto Free Music, un festival musicale di tre giorni che prevedeva il 28 un contest tra band emergenti, il 29 il concerto in questione, e il 30 Luglio il concerto di The Niro, poi annullato causa maltempo.

Detto fatto. Saranno state le nove quando io e altri tre miei amici partiamo alla volta della location per gustarci quella che poi si rivelerà una grande serata di musica rock. Il trio è salito sul palco verso le 22:30, non facendo attendere i presenti più del dovuto. Bisogna subito dire che Marco Mendoza è anche un ottimo cantante e un frontman carismatico, oltre ad essere un bravissimo bassista -e il suo passato con band del calibro di Whitesnake, Thin Lizzy e le sue collaborazioni con artisti quali David Lee Roth e Ted Nugent testimoniano quanto appena detto. Un vero e proprio mattatore che ha tenuto banco per tutta la durata del concerto. Vero è che Mendoza era accompagnato -per tutto il tour italiano- da due musicisti nostrani di tutto rispetto, sto parlando del funambolico Andrea Braido -si, è quello del primo Vasco Rossi- alla chitarra, e dell’ottimo Pino Liberti dietro le pelli. Una classica formazione rock a tre elementi che ha davvero fatto divertire i presenti.

La scaletta riproponeva buona parte del suo disco Live For Nation, un tradizionale album di hard rock molto attento alle linee melodiche. Da ricordare la partecipazione di Richie Kotzen e Steve Lukather al disco. Pur non conoscendo l’album nota per nota, ricordo l’esecuzione di buona parte dei pezzi. In ordine sparso: l’opener Not For Me, la roboante Look Out For the Boys -una delle più convincenti anche dal vivo-, la melodia della title track Live For Nation davvero buona in sede live, dove il buon Marco è riuscito a stare sempre sul pezzo senza mai andare in difficoltà. Inoltre, essendo messicano, ogni tanto ha lanciato perle di saggezza in uno strano mix tra inglese, spagnolo e qualche parola in italiano (No drugs, No Alcohol y buena comida! ). Scherzi a parte, la sensazione che ho avuto è che i primi a divertirsi siano stati proprio i tre artisti sul palco che nel bel mezzo delle canzoni si sono spesso lanciati in lunghe jam session strumentali che hanno impreziosito lo show. Tornando alla scaletta, vorrei segnalare la buona You Want Me, Let the Sun Shine -apertura dello show-, l’arrembante Broken e la bellissima Still In Me, molto melodica e palesemente influenzata dal blues. Capitolo a parte merita l’acustica e raffinatissima Dance With Me, scritta da Mendoza durante la lunga malattia che aveva colpito il padre. Dopo circa un’ora e mezza i nostri salutano il pubblico, salvo poi ritornare per il classico encore, composto da una sola canzone: la funkeggiante I Feel Good di James Brown riarrangiata e dilatata fino ai quindici minuti dai tre per un finale davvero a sorpresa per tutti. Una vera e propria gemma.

Per chiudere, vorrei fare i complimenti agli artisti e all’organizzazione, magari ci fossero più eventi di questa dimensione e -soprattutto- gratuiti. Bravi ragazzi, continuate così.



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