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METALLICA + GODSMACK - Palamalaguti, Bologna, 11/12/2003
15/11/2003 (5372 letture)
Giovedì 11 Dicembre, nonostante sia ancora al lavoro mi ripeto continuamente "Cazzo,stasera i Metallica..."
Non mancano tonnellate di dubbi che l'ultimo lavoro dei Four Horsemen hanno suscitato in me, non manca la perplessità nel sentire Hetfield in vesti di Alberto Castagna perdere l'aggressività del suo vocal... insomma, quel che si dice che sarà un appuntamento al buio.
Bologna dista 220 Km. Ecco allora inforcare la mia Jeep, caricare il mio amico Lorenzo e via.
La radio sputa per quasi tutto il viaggio i cavalli di battaglia dei 'Tallica ad un volume che sfiora il ricovero in ospedale, a birra scorre che è un piacere, una pizza al volo nel fedele Autogrill e... puf... eccoci fronteggiare prepotentemente il Palamalaguti di Bologna, lì dove un'ora a quella parte i miei pensieri avrebbero avuto una risposta.
Sono circa le 7.30 quando una pessima realtà si presenta davanti ai nostri occhi; il biglietto in mio possesso (preso 4 mesi prima) mi obbliga ad entrare nel pad che mi condurrà nella sfigatissima tribuna, dove la mia "fila" è costituita da 7/8 persone, mentre il mio amico entra nell'entrata cosiddetta "seria" tappata, a differenza della mia, da 700/800 persone.
Comincio ad immaginarmi un concerto seduto da parte alla famigliola felice dove i genitori hanno portato i bimbi a vedere il concertino come regalo per natale, dove la gente rigosamente seduta ed assuefatta dalle canne comincia dopo poco a dimenticarsi che c'è sul palco. Non fa per me.
Corrompo spudoratamente un ragazzo della pubblica assistenza di Bologna (che anche se non leggerà mai questo articolo saluto!!!) che mi fa passare per una scalinata dove in fondo si sarebbe aperta per me la serata.
Eccoci lì, dopo essermi fortunatamente ritrovato con il mio compare (e festeggiato adeguatamente il ritrovo con 3 birre), sgomitiamo per arrivare ad una 5/6° fila per noi piu che adeguata.
Attaccano quindi gli americani Godsmack, gruppo che non ha mai suscitato in me grande interesse e che conosco giusto per 2 canzoni di numero. Fortunatamente 2 delle 5 da loro eseguite sono proprio quelle.
Si inizia con una scenografia mediocre, i nostri entrano sul palco schitarrando a più non posso e dietro di loro lo schermo proietta il logo della band. La canzone in questione è Awake tratta dal secondo ed omonimo album.
Il pubblico reagisce bene al pezzo (che secondo me merita) e si comincia a creare l'atmosfera che da li a poco avrebbe ricevuto i Metallica, ma ora ci sono i Godsmack che, nonostante ai più che leggeranno questo articolo non interesseranno, il loro show l'hanno pur fatto. L'act statunitense sfodera tutta l'energia possibile, coinvolgendo nel limite il pubblico sottostante con tracce carine ed orecchiabili, sicuramente aiutate dall'amplificazione mostruosa che rimbombava nel palazzetto; I Stand Alone è la traccia successiva (non nella scaletta ma da me conosciuta!) che viene interpretata dalla band in un modo differente, allungandola di diversi minuti con una prova divertente del frontman cimentato ai bonghi e successivamente in un faccia a faccia che vedeva i due membri (cantante e batterista) suonare contemporaneamente su due batterie che roteavano su se stesse.
Ora, pur la prova dei Godsmack sia stata digeribilissima (e il compito non era facile..) pur mettendo tutta la mia buona volonta, ma il genere proposto continua ad essere per me uno scoglio di ardua tollerabilità (soprattutto dopo 4 minuti di una stessa canzone) e la maggior parte del pubblico, pur applaudendo notevolmente la prova della band, non è mai riuscita ad infiammarsi seriamente,ad eccezione dei momenti di incitamento verso il pubblico a riguardo dei Metallica. I Godsmack comunque escono tra gli applausi e, spero per loro, orgogliosi per aver avuto una possibilità di mettersi in discussione enorme.
Tra il sudore che già gronda, il fiatone per la mancanza (quasi) assoluta di ossigeno, lo staff dei Metallica comincia a preparare il palco, rivoltandolo sottosopra fino a fargli perdere completamente aspetto. Sullo sfondo viene immediatamente calato un telone che raffigura tanti simboli dei Metallica, vengono piazzati 6 microfoni (3 sul piano basso dello stage e 3 su quello alto) accordati piu volte gli strumenti, ore e ore di soundcheck, e dopo (sono stato davvero stringatissimo per evitare almeno a voi quei pallosissimi minuti) una stremante attesa, ecco il Palamalaguti rimanere al buio più completo.
Le mani alzate e le urla della gente creano nella mia testa un fischio quasi intollerabile, l'aria che si respira è di pura e semplice tensione, il cuore batte a mille.
Parte la solita intro The Ecstasy Of Gold che viene accompagnata vocalmente dalle migliaia di presenti, tutti impazziti quando ecco il palazzetto esplodere all'ingresso dei Metallica, si, proprio i Metallica.
In una frazione di secondo parte una devastante Blackened e dopo 40/50 secondi di pogo indemoniato si vedono arrivare le prime barelle che trascinano fuori a forza 4 donzelle svenute per il troppo (credo) delirio nei loro piccoli cuoricini.
Trascinati nel pogo anche i barellieri (...) si rimane incantati (e piacevolmente sorpresi) dall'ottima intonazione di Hetfield che questa sera sembra non voler dare spazio proprio a nessuno. La canzone scorre precisa e potente come non mai, la gente sembra fuori di testa quando sentiamo le note dare il via a Seek and Destroy uno dei primi brani della band che divide nettamente il pubblico cimentatosi ad ascoltare i Trasher dal Black Album (punto di partenza troppo spesso usato) e la vecchia guardia che usa tutta la voce quasi già sparita dopo 2 brani, per supportare il combo statunitense.
I quattro sono in perfetta forma e si vede, Trujillo è un vero e proprio (e quando dico vero e proprio..) animale, arpiona il basso dimenandosi e ripiegandosi su se stesso e schivando la chioma che sembra non finire mai, Kirk Hammett corre sul corpulento palco avanti e indietro incitando e regalando al pubblico sublimi assoli, Lars alla batteria gioca e scherza con il resto della band ed interagisce con il pubblico con scenette crepapelle (fenomenale il duetto improvvisato dove Lars suona la chitarra accompagnato da Kirk alla batteria!).
Ma il delirio è appena iniziato e, essendomi ormai pienamente ricreduto sul conto dei nostri, mi dedico in pieno delle energie a contribuire al supporto vocale (e fisico visto il pogo infernale) al concerto.
Tempo di salutare il pubblico e fare i piu sentiti ringraziamenti per la gente recatasi ai piedi di Hetfield che parte una incendiaria serie senza tregua dove si susseguono brani come Enter Sandman, l'esplosiva Battery per dare spazio anche a brani recentissimi come Frantic, St.Anger e Dirty Window che la gente accoglie a pieni voti.
E' già trascorsa piu di un'ora ed i Metallica sembrano caricarsi minuto dopo minuto regalando performances sublimi da ogni punto di vista, evitando vistosamente quell'atteggiarsi da "Rockstar", tecnica che troppi gruppi sembrano adottare oggi, scherzando di continuo con il pubblico, addirittura chiedendo il permesso a voler di popolo nell'eseguire una canzone piuttosto che un'altra.
Quando l'ora e mezza di concerto scocca i Metallica si congedano (non venendo prontamente creduti da nessuno) ed escono dallo stage per rientrare dopo 40 secondi circa. Master Of Puppets è alle porte; partono i primi tre accordi della canzone e la gente sembra volare sulla testa degli altri, le facce paonazze dal caldo si fanno sempre più accaldate e la gente si accalca per gustarsi la prova da un angolazione piu idonea possibile, pelle d'oca.
Nothing Else Matters è il momento di adorazione completa per tutti i presenti che accompagnano per tutta la durata della prova con migliaia di accendini che incorniciano perfettamente quello che il Palamalaguti sta offrendo questa sera ai presenti. Ecco la seconda uscita dal palco dei Metallica, questa volta presa quasi seriamente dalla gente che tormentata dall'idea della fine del concerto comincia a fischiare come un treno a vapore impazzito.
L'attesa è ripagata da un rombo di mitragliatore, lanci di bombe, spari, elicotteri da guerra e lassù, sopra tutti, in una penombra che lascia intravedere solo la sagoma, James Hetfield che accarezzando la sua chitarra partorisce le note della stupefacente One.
Ormai la gente è al settimo cielo e non può far altro che continuare a vivere emozioni che scorrono lungo la schiena di (credo e spero) tutti. Anche la band, salta, balla, incita il pubblico (come se non fosse già rovente..) e continua a voler far valere il marchio di fabbrica "Metallica" sfornando a ripetizioni canzoni quali All within my hands, Am I Evil?, Wherever I May Roam per chiudere con chitarre impazzite che, esauste sembrano chiedere pietà.
3 ore di concerto non è da tutti si sa, soprattutto se suonate con un carisma ed una piacevolezza che credo pochi gruppi possano garantire. Rimangono loro, incontrastati, criticati, adorati, immortali e imitati. Rimangono i Metallica.



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METALLICA + GODSMACK
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