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WACKEN OPEN AIR - A.D. 2010, prima parte
18/08/2010 (5893 letture)
PREMESSE
In questo Live Report cercheremo di spiegare, a coloro che avranno la pazienza di leggerlo, cosa significhi vivere il Wacken Open Air; è doveroso mettere in conto sin da subito che nessun racconto, per quanto accurato, potrebbe mai esprimere appieno cosa sia la Mecca del metal: troppe le sue sfumature, troppe le sensazioni indescrivibili che si provano a parteciparvi. Chi l'ha già vissuto sa di cosa parliamo, se invece siete tra quelli che non hanno ancora avuto occasione di andarci vi auguriamo di farlo al più presto, perché sarà un'esperienza che rivoluzionerà il vostro concetto di festival e di concerto.

Perdonateci se la trattazione potrà sembrare schizofrenica, ma stiamo scrivendo questo report in due e ci stiamo rendendo conto che nonostante questo, purtroppo, non riusciremo a coprire tutti i 90 e più gruppi che hanno partecipato al Wacken 2010. Inizieremo a parlarvi di quest'esperienza a partire dal tragitto, dato che abbiamo usato mezzi diversi, e proprio la scelta del mezzo è fondamentale, data la lunghezza del viaggio e la quantità delle cose necessarie ad affrontare lo stesso e il campeggio.

LA VIA VERSO LA MECCA
Gianluca Leone “Room 101”, viaggio in macchina.
Martedì 3 agosto:

La sveglia è suonata puntuale alle 05.30 del mattino, ma io ero già sveglio: troppi pensieri a proposito del posto dove stavo andando... Wacken, il sogno di ogni metallaro. E' un anno che aspetto questo momento, e ora che è arrivato faccio fatica a crederci.
Colazione sbrigativa e subito mi reco all'uscita dell'autostrada di Vercelli, dove ho appuntamento con i miei compagni di viaggio (la mia dolce metà e suo fratello); caricate le valigie nella macchina già stipata all'inverosimile (meno male che quasi tutti abbiamo giocato a tetris almeno una volta nella vita) si parte: il navigatore segna circa 1290 km... sarà lunga.
Dopo varie fermate tattiche in autogrill tra Italia e Svizzera, attraversando parte dell'Austria e del Liechtenstein, raggiungiamo infine la Germania: bene, che ci crediate o no, anche se siamo entrati in terra tedesca solo 100 km fa e ne manchino 800 per arrivare a Wacken, sull'autostrada cominciano ad apparire le prime auto con scritte inequivocabili sui vetri: W.O.A., il popolo di Wacken è già in movimento, e sono decine e decine le auto con quelle lettere che incontreremo durante il resto del viaggio, con conducenti e passeggeri che non mancheranno mai, una volta appurato che anche noi abbiamo le tre fatidiche lettere, di salutarci con corna dai finestrini e headbanging furioso, con annesso rischio di incontri ravvicinati del terzo tipo con il volante.
Sono le 21 circa quando decidiamo di fermarci a Brema per cercare un albergo, a Wacken mancano 170 km circa: la comodità della macchina è proprio questa, da stanchi si può spezzare il viaggio, e soprattutto le autostrade tedesche (a parte occasionali code) sono rapide e gratuite.

Mercoledì 4 Agosto:
Alle 09.00 siamo già di nuovo in viaggio e nel giro di un'ora e mezza avvistiamo finalmente l'uscita dell'autostrada di Itzehoe: il giallo cartello indica Wacken, il tasso delle macchine con la scritta WOA aumenta in modo esponenziale e le strade per arrivare al festival sono segnalate da cartelli provvisori; poco prima di entrare nel paesino facciamo un brutto incontro con la polizia teutonica, che decide che deve perquisire la nostra auto (controlli a campione per ragioni di sicurezza, dicono) e tenerci lì per più di un'ora. Una volta ripartiti entriamo finalmente a Wacken (4.000 abitanti circa durante tutto il resto dell'anno), passiamo sotto la famosa scritta “Welcome Metalheads” e attraversiamo le strade di questo tipico paesino rurale tedesco, con tanto di casette tipiche, che brulica letteralmente di metallari. Oh, visione paradisiaca.
Gli accessi al camping sono molteplici e tutti presidiati, se in uno c'è troppa coda si viene deviati in quello successivo; una volta trovato l'ingresso parcheggiamo nella zona assegnata -per fortuna si possono montare le tende vicino alla propria auto. Iniziamo a svuotare l'abbondante bagaglio e a montare il nostro accampamento (due tende, un tavolino e tre sedie); appena finito scopriamo che i nostri vicini tedeschi sono più organizzati di noi: hanno un gazebo. Avremmo potuto pensarci, ma la macchina era troppo carica, poi l'occhio ci cade sulla fila dietro la nostra... ma è un frigo quello che stanno piazzando in quell'enorme tendone militare?!

Arturo Zancato “Flight 666”, viaggio in pullman.
Mercoledì 4 Agosto:

Quattro amici si ritrovano una mattina per andare insieme all'evento più atteso dai metalheads di tutto il globo, il Wacken Open Air, ed io sono tra questi. Ci attende un viaggio di circa diciassette ore in pullman, ma siamo sicuri che ne valga la pena. I biglietti li abbiamo comprati sei mesi prima, perché si sarebbero esauriti in breve tempo, e così è stato. L'appuntamento con gli organizzatori del viaggio è davanti ad una stazione ferroviaria di Torino, noi ci facciamo trovare lì ampiamente in anticipo, intravediamo altri impavidi metallari avvicinarsi lentamente alle prime luci del mattino, e finalmente ecco arrivare il pullman; una volta saliti (ore 10.30 circa) ci avvisano che dobbiamo passare da Milano a prelevare altri ragazzi, coi quali il pullman si riempirà.
Durante il tragitto si fa di tutto per passare il tempo: c'è chi parla col proprio vicino, chi dorme, chi mangia, chi legge e chi ascolta musica, tutti fanno qualcosa ma il tempo sembra non trascorrere mai, è una vera Odissea. Parlando scopriamo che tra di noi ci sono anche due ragazzi di un gruppo metal del Veneto, ovvero cantante e bassista degli Shining Fear, che durante il viaggio di ritorno ci hanno fatto ascoltare il loro debut album, Apocalife. La gente che s'incontra su un pullman diretto a Wacken è davvero particolare, facciamo infatti subito amicizia con un ragazzo della Sicilia che ci dice di essere al suo primo concerto in assoluto, e di essere partito da casa sua a Catania in aereo, diretto a Milano, per poi aspettare il nostro pullman e farsi quindi ancora le “ultime” diciassette ore di viaggio.
Nel trascorrere della notte in Germania, quando cala il buio, ai lati delle strade si possono vedere un numero spropositato di lucine rosse lampeggianti, e per chi come noi non ne è abituato, solo dopo averci pensato su per qualche minuto capiamo che si tratta delle pale eoliche per l'energia pulita, ampiamente diffuse in terra tedesca, cosa difficile da trovare in certi “bei” Paesi.
Dopo quattro soste di almeno mezz'ora l'una, dopo ormai quasi venti ore di traversata dell'Europa in autobus, dopo aver pagato esorbitanti cifre per mangiare due cavolate nei vari autogrill, ecco che iniziamo ad intravedere i primi cartelli con scritto W.O.A., per la gioia di tutti, e subito c'è chi ne approfitta per far su le proprie cose ed apprestarsi a scendere. Ma ancora non siamo arrivati, il tragitto che porta dall'ingresso per i pullman all'area di sosta sembra infinito quanto il viaggio; passiamo anche in mezzo alla cittadina di Wacken, dove si può capire quanto questo festival sia importante per tutti e da tutti sia apprezzato: alle finestre di ogni casa troviamo appesa almeno una bandiera con su scritto W.O.A. 2010, talvolta la troviamo persino appesa con un'asta in qualche giardino. Purtroppo è notte e di gente in giro non ne vediamo, ma per questo dobbiamo solo aspettare qualche ora.
Quando il motore dell'autobus si spegne sono ormai le sei del mattino e nessuno ha più voglia di dormire, siamo tutti carichi per i concerti che ci attendono (vedasi Alice Cooper e Iron Maiden come primo giorno), e dopo le prime foto di gruppo sul luogo, entriamo e cerchiamo un posto dove montare la tenda. Quando abbiamo finito sono ormai le sette passate, e allora il momento tanto atteso è giunto, prendiamo la strada verso i due palchi principali e aspettiamo che i cancelli del "regno" si aprano per noi.

Vi abbiamo descritto i viaggi in macchina e in pullman e, come avrete capito, se in futuro avrete intenzione di servirvi di quello in pullman sappiate che metterà a dura prova la vostra resistenza fisica, mentre quello in macchina per quanto pesante offre qualche comodità in più. E' anche possibile raggiungere Wacken in treno o in aereo, soluzioni più comode ma che non consentono di portarsi molto bagaglio (soprattutto l'aereo), oltre ad essere parecchio costose.

IL FESTIVAL
Gianluca Leone “Room 101”
Il giorno Pre-Festival:

Arrivare la mattina del giorno prima dell'inizio aiuta a rendersi conto di dove ci si trova e a fare un giro preliminare; intanto per spiegare l'indescrivibile atmosfera basta dire che i nostri vicini di tenda tedeschi hanno impiegato meno di un'ora per invitarci nel loro gazebo per una salutare bevuta! Di seguito in una lunga passeggiata abbiamo potuto constatare le titaniche dimensioni del campeggio, che ospitava 80.000 persone (solo la nostra tenda si trovava ad un kilometro e mezzo dall'area dei palchi): tende, tendoni e gazebo a perdita d'occhio in tutte le direzioni, una miriade di persone e una Babele di lingue (c'è gente da tutto il globo) che va a mischiarsi con il volume degli stereo dei campeggiatori, che non si spegneranno mai durante tutto il soggiorno (nemmeno di notte, ma vi garantisco che dormirete beatamente comunque).
Molta gente è già completamente sbronza ma questo non fa che aumentarne l'espansività e la simpatia (in tutto il festival non ho assistito ad una singola rissa o ad un singolo litigio); ci rechiamo al Wackinger Village (centro nevralgico del festival, adiacente alla zona dei palchi), passando davanti ad un curioso figuro con solo indosso un costume da Borat e ad un vichingo scalzo, a petto nudo (ci saran stati 12 gradi) con addosso solo un kilt e l'elmo cornuto che barcolla pericolosamente davanti alla sua tenda (penso sia crollato a terra poco dopo).
Raggiunto il village ci mettiamo in coda per ritirare la full metal bag, borsa compresa nel prezzo del biglietto contenente: torcia led, poster e cartoline del festival, tappi per le orecchie, mantellina anti-pioggia, un sacchetto di patatine, una toppa, degli adesivi, un portachiavi e un accessorio atto ad impedirvi di diventare genitori durante la manifestazione. Facciamo un giro nell'area in prossimità dei palchi intorno agli stand che vendono cibi di ogni tipo e al metal market (se siete particolarmente spendaccioni statene alla larga), prendiamo da mangiare e constatiamo purtroppo che i prezzi della birra sono aumentati rispetto agli anni precedenti (restituendo il bicchiere o il boccale: 3.50 euro la media e 8 euro un litro).
All'improvviso veniamo sorpresi da un nubifragio breve ma violento (non abbiamo nemmeno tempo di infilarci le mantelline); il tempo a Wacken è questo, ci troviamo a meno di 100 km dal Mare del Nord, i venti sono forti e le condizioni climatiche cambiano in fretta, per fortuna nella tre giorni di concerti durante questi ultimi non è caduta una singola goccia d'acqua; stupefacente l'escursione termica: se con il sole ci si avvicinava ai 30 gradi e ci si scottava facilmente, dopo il tramonto le temperature calavano fino a circa 10 gradi e il fiato cominciava a condensare.
Durante la serata riesco ad assistere nel WET stage (il palco più piccolo posto sotto un enorme tendone) ad un pezzo dell'esibizione degli italiani Penthagon, vincitori delle qualificazioni alla Metal Battle nel nostro Paese, concorso a cui partecipano gruppi emergenti da tutto il mondo, quest'anno vinto dalla band finlandese Battle Beast.
All'una di notte torniamo in tenda, domani sarà una lunga giornata!

5 Agosto 2010, “A Night to Remember”
Prima di iniziare a parlarvi dei concerti della Night to Remember vi racconterò solo un piccolo aneddoto: ci trovavamo nel Wackinger per pranzare, in attesa di metterci in coda per l'inizio dei concerti; in quest'area del festival c'è un piccolo palco che viene utilizzato dai gruppi locali (come quello dei pompieri di Wacken); mentre eravamo seduti al tavolo, in un attimo di relativa calma, sentiamo portate dal vento le note di Master of Puppets eseguita con strumenti classici e una batteria: ho subito pensato a qualche piccolo gruppo che proponeva cover dei Metallica con tali strumenti, poco dopo la canzone termina e noi ci alziamo giusto per dare una rapida occhiata, appena arriviamo lì non riesco a credere a quello che sto vedendo... ci sono 3 violoncelli e quello lì in piedi che firma autografi assomiglia molto ad Eicca Toppinen... avevo gli Apocalyptica che suonavano a 30 metri di distanza con meno di 50 curiosi a vederli (dato che lo show essendo a sorpresa non era stato annunciato in nessun modo) e non me ne sono accorto... me tapino!

SKYLINE & GUESTS
Sono quasi le 15.00 quando finalmente i cancelli dell'area dei palchi si aprono, la gente comincia ad entrare ordinatamente e viene perquisita in modo approfondito, senza eccezione alcuna: il procedimento è tuttavia molto veloce.
Appena entrato vedo finalmente l'imponenza dell'area concerti: il perimetro è tappezzato di stand dove potersi rifocillare, sulla sinistra il grande tendone del WET stage, di fronte gli imponenti palchi gemelli Black Stage e True Metal Stage e sulla destra il poco più piccolo Party Stage.
Mi posiziono di fronte al True Metal Stage in attesa dell'inizio del più grande concerto a cui abbia mai assistito.
Si parte alle 16.00 in punto, prima con la presentazione del festival e poi con l'ingresso degli Skyline, la band che aprì la primissima edizione del festival nel 1990: lo spettacolo è gradevolissimo grazie all'ottima tecnica della band e agli ospiti che partecipano alle canzoni. L'immortale Doro che canta l'inno di Wacken We are the Metalheads e All We Are dei suoi Warlock; quando la bionda cantante teutonica lascia il palco, gli Skyline continuano a proporci le cover di Breaking the Law e Shot Down in Flames, rispettivamente di Judas Priest ed AC/DC. Arriviamo poi alla più che dovuta commemorazione di Ronnie James Dio, il quale ci ha purtroppo lasciato pochi mesi orsono, con la commovente esecuzione della canzone Holy Diver; la resa a livello vocale non è nemmeno lontanamente simile a quella di Dio, ma conta il pensiero.
Le ultime due canzoni: l'inno di Wacken 2010 e la cover degli Accept Balls to the Wall vengono eseguite con la collaborazione di un UDO in gran forma: insomma, un gran bel modo per cominciare. Segue una breve parentesi con le annuali premiazioni dell'edizione tedesca di Metal Hammer presentata da Schmier (cantante e bassista dei Destruction).

ALICE COOPER
Il primo vero concerto di un headliner della giornata è quello di Alice Cooper sul True Metal Stage, ci siamo già piazzati sotto questo palco (anche un po' perché sullo stesso più tardi avrebbero suonato gli Iron Maiden) consci che saremmo rimasti senza cibo nè acqua per le ore a seguire; riusciamo ad avvicinarci abbastanza grazie al fatto di esserci messi in coda ai cancelli della zona dei palchi con largo anticipo sull'orario di apertura (che non viene rispettato in quanto la gente viene fatta entrare in anticipo!).
Dopo qualche piccolo inconveniente tecnico senza conseguenze un'ora prima dell'inizio, con dell'acqua piovana accumulata nei giorni precedenti che cade dal tetto dello stage sullo stesso, si può cominciare: ora gradiremmo davvero molto raccontarvi nei dettagli lo show della leggenda dello shock rock, ma nessuno di noi due è riuscito a vedere il concerto in modo accettabile dato che non eravamo a conoscenza della moda (mi auguro solo teutonica) di fare crowdsurfing in continuazione senza un solo minuto di pausa durante ogni singolo concerto. Non abbiamo nulla contro la gente che si diverte così, specie se si tratta di avvenenti fanciulle tedesche del peso di 50 kili, ma quando a passarti sopra almeno una volta ogni 2 minuti sono crucchi obesi dal peso minimo di 100 kili, beh, capirete il nostro disagio. Per quello che abbiamo visto in quei rari momenti di calma, lo show di Alice è come al solito una via di mezzo tra un concerto e uno spettacolo teatrale, tra l'altro per nulla penalizzato dall'orario pomeridiano, con uso di una scenografia varia e imponente (c'era la famigerata ghigliottina), senza pause o particolari dialoghi con gli spettatori. La band di Cooper ha suonato senza sbavature e i suoni erano davvero ben bilanciati (uno standard per Wacken). Sono state eseguite le immortali: Poison, School's Out, Billion Dollar Babies, Feed my Frankenstein, solo per citarne alcune.
In definitiva un gran bella esibizione, durante la quale abbiamo imparato una lezione fondamentale: se a Wacken vuoi guardare un concerto con calma (calma = niente emuli di Big Jim che ti passano sulla testa ogni tre secondi) devi piazzarti ai lati del palco, dove tra l'altro si vede sempre benissimo, o in prossimità delle torri delle luci e del mixer, avendo cura di tenerle alle proprie spalle in modo da essere riparati dai “flussi” di gente trasportata sulla testa della folla.

MOTLEY CRUE
L’esibizione dei Motley Crue scorre via senza infamia e senza lode, a giudicare dalla reazione del pubblico (gran parte di esso in attesa solamente della successiva performance della Vergine di Ferro), ma è da sottolineare l’impegno che ci mettono quest’oggi i quattro statunitensi, che riescono ad ottenere alla fine applausi anche da chi all’inizio si esaltava con un unico coro, ovvero: “Maiden, Maiden”. L’ugola di Vince Neil sembra non risentire nè dell’età nè delle attitudini autodistruttive di colui a cui appartiene, il drumming di Tommy Lee è preciso e potente, senza ombra di sbavature, e chitarra e basso svolgono il loro compito nel migliore dei modi, ed è sempre emozionante poter ascoltare dal vivo brani come Shout At The Devil, Saints Of Los Angeles, Dr. Feelgood o Girls, Girls, Girls; una grande performance dunque, che rende soddisfatti i numerosi glamster e non giunti fin qui nel nord della Germania per vedere i loro beniamini.

IRON MAIDEN
Appena dopo la performance dei Motley Crue, il coro “Maiden, Maiden” diventa ancora più diffuso e ora l’intera folla non aspetta altro. Sono le 21.30 circa quando tutto a un tratto iniziamo a sentire la canzone scelta come intro dagli Iron Maiden, ovvero la celebre Doctor Doctor degli UFO, con annesse immagini dell’universo che si susseguono sui maxischermi posti lateralmente ai palchi, e già cominciamo tutti a cantare e ad esaltarci; un uomo dello staff tira giù il telone che fino ad un attimo prima copriva il drum set di Nicko McBrain ed il palco, e la folla è sempre più fremente: dopo un ulteriore intro giusto per caricare ancor di più chi già non lo fosse abbastanza, ecco Adrian Smith che fa il suo ingresso sul palco con The Wickerman, seguito a ruota da tutti gli altri membri. La folla va in totale delirio quando entra Bruce Dickinson, sempre al pieno delle sue capacità ginniche, ed inizia a cantare: da questo momento sarà uno spettacolo unico al mondo. Ghost Of The Navigator fa sempre un bell’effetto quando la si sente live, e Wratchild trasmette ancora una grande energia anni ’80 al pubblico (penso che almeno i tre quarti della gente presente a Wacken abbia assistito allo show dei Maiden); subito prima dell'attacco del quarto pezzo ho nutrito qualche dubbio: si tratta di El Dorado, e temo che anche dal vivo possa non risultare una grandissima canzone... bene, ho avuto di che ricredermi: qualunque brano della loro carriera va ascoltato almeno una volta in versione live (ancor meglio se il live lo puoi vivere in prima persona), infatti anche questa nuova proposta dal vivo sembra essere più che valida e, se eravate lì, vi sfido ad affermare che non abbiate sentito il vostro vicino che la cantava a squarciagola! L’atmosfera si calma leggermente ed eccovi servito un capolavoro fin troppo sottovalutato: Dance Of Death, con un’unica luce rossa ad illuminare il volto di Bruce, e tutti ad intonare il testo imparato ormai a memoria, prova magistrale in cui però bisogna registrare alcuni problemi ai cavi delle chitarre che talvolta non permettevano la perfetta esecuzione dei brani (problema che si è protratto infatti anche su altre canzoni); intense sono risultate anche le due del penultimo disco, ovvero The Reincarnation Of Benjamin Breeg, una delle poche che risulta forse migliore se ascoltata su album, e These Colours Don’t Run, caratterizzata da un gran bel ritornello, perfetto da eseguire davanti al pubblico delle grandi occasioni. E’ ora il momento del terzo, ma non ultimo, pezzo preso da Brave New World, la ballads di metà concerto, quella che permette a chi è nelle prime file di riprendere fiato e a chi è dietro di abbracciarsi col primo che capita (è successo davvero), la canzone dedicata in ogni esibizione di questo tour dei Maiden a Ronnie James Dio, sto parlando ovviamente di Blood Brothers, capace ancora di emozionare come la prima volta che l’avete sentita. Ma il tempo per il romanticismo è già finito, arriva Wildest Dreams, canzone dal forte impatto che fa la sua bella figura in mezzo a tanti capolavori, seguita a ruota da No More Lies, anch’essa molto apprezzata ogni qualvolta viene eseguita dal vivo, e Brave New World, tra i momenti più alti dell’intero show, con la sua atmosfera inizialmente lenta e dolce, e che pian piano s’incattivisce. E’ ora tempo di Fear Of The Dark, la canzone tra tutte più cantata dal pubblico, capace di emozionare ogni volta di più: un coro unico di quasi un centinaio di migliaia di persone, un’esperienza da vivere, così come la seguente Iron Maiden, durante la quale entra in scena Eddie in versione “mostro cattivo e futuristico”, forse il meno bello tra i tanti Eddie visti sul palco dei Maiden fino ad oggi. Piccola pausa, e si riprende subito con l’immortale e immancabile The Number Of The Beast, la canzone più conosciuta dal popolo metallaro, esecuzione perfetta, senza una nota fuori posto, e che riesce a coinvolgere sempre anche chi gli Iron Maiden li conosce ben poco. Seguono Halloweed Be Thy Name, grande esecuzione anche in questo caso, e il fanalino di coda Running Free, durante la quale un Bruce particolarmente in forma si diverte a scherzare col pubblico tedesco. Finito il concerto ne usciamo stremati ma più che soddisfatti, un’esperienza senza precedenti per chiunque l’abbia vissuta, un’esperienza da consigliare assolutamente per chi ancora non ne abbia avuta l’occasione.
A night to remember.

SETLISTS
SKYLINE & guests

1 Inno di Wacken “We Are the Metalheads” (con Doro)
2 All We Are (cover dei Warlock, con Doro)
3 Breaking the Law (cover dei Judas Priest)
4 Shot Down in Flames (cover degli AC/DC)
5 Holy Diver (cover di Dio)
6 Inno di Wacken 2010 (con Udo)
7 Balls to the Wall (cover degli Accept, con Udo)

ALICE COOPER
1 School's Out
2 No More Mr. Nice Guy
3 I'm Eighteen
4 Wicked Young Man
5 Ballad Of Dwight Fry
6 Go To Hell
7 Guilty
8 Cold Ethyl
9 Poison
10 From The Inside
11 Nurse Rozetta
12 Be My Lover
13 Only Women Bleed
14 I Never Cry
15 Black Widow Jam
16 Vengeance Is Mine
17 Dirty Diamonds
18 Billion Dollar Babies
19 Killer
20 I Love The Dead
21 Feed My Frankenstein
22 Under My Wheels
23 Elected
24 School's Out

MOTLEY CRUE
1 Kickstart My Heart
2 Wild Side
3 Shout At The Devil
4 Saints Of Los Angeles
5 Looks That Kill
6 Live Wire
7 Don't Go Away Mad (Just Go Away)
8 Same Ol' Situation (S.O.S.)
9 Mutherfucker of the Year
10 Ten Seconds to Love
11 Primal Scream
12 Dr. Feelgood
13 Girls, Girls, Girls

IRON MAIDEN
1 The Wicker Man
2 Ghost Of The Navigator
3 Wrathchild
4 El Dorado
5 Dance Of Death
6 The Reincarnation Of Benjamin Breeg
7 These Colours Don't Run
8 Blood Brother (dedicata a Ronnie James Dio)
9 Wildest Dreams
10 No More Lies
11 Brave New World
12 Fear Of The Dark
13 Iron Maiden
14 The Number of the Beast
15 Hallowed Be Thy Name
16 Running Free


Il report di Skyline & guests è a cura di: Gianluca Leone “Room 101”
Il report di Alice Cooper è a cura di: Arturo Zancato “Flight 666” e di Gianluca Leone “Room 101”
I report di Motley Crue e degli Iron Maiden sono a cura di: Arturo Zancato “Flight 666”

Tutte le foto allegate a quest'articolo sono a cura di Luca Magni e di Stefano Dolce.



zel
Martedì 31 Agosto 2010, 12.32.30
31
Ah! Bene mi fa piacere!!! se lo sono proprio meritati di andare a suonare a wacken!!! peccato allora per il risultato finale... e peccato non esser potuto venire! soprattutto! ehehe sarà per la prossima... Grazie!
Room 101
Martedì 31 Agosto 2010, 10.53.31
30
@zel: allora dei Penthagon ho visto 3 canzoni, conta che era il giorno prima dell'inizio (molta gente doveva ancora arrivare), mi hanno fatto una buonissima impressione, cattivi, puliti e il tendone del WET stage dove si esibivano era strapieno, con un pubblico molto coinvolto, quindi sì, hanno suonato bene, molti credevano avessero buone chances di vincere la metal battle
zel
Martedì 31 Agosto 2010, 2.44.15
29
Come hanno suonato i Penthagon? li ho visti un po' di volte dal vivo sono fantastici!!!
LAMBRUSCORE
Mercoledì 25 Agosto 2010, 14.20.15
28
io non sono neanche 1,80. son stato a wacken un po' di anni fa. ho visto (quando ero sano) senza problemi tanti gruppi, se sei piccolino vai nei posti dove puoi fare stage diving, baci il cantante, ti lanci se non ti cacciano fuori tutto ok...ovvio che nei concerti da rockstar non lo puoi fare, parlo anche di gruppi che dicono di essere underground, alla buona ecc... ma poi se ti avvicini al palco son dolori, ahiaiaiaia...
Room 101
Venerdì 20 Agosto 2010, 15.45.25
27
2.80 con le corna
Riccardo
Venerdì 20 Agosto 2010, 15.09.18
26
Sono tutti 'sti cavolo di vichinghi che sono alti 2 metri e 50...
Room 101
Venerdì 20 Agosto 2010, 14.07.16
25
A me invece spiace sempre per quei poverini che stanno dietro di me..anche se a Wacken ci sono stati momenti in cui non ci vedevo nemmeno io..e sono alto 1.90...
Er Trucido
Venerdì 20 Agosto 2010, 13.53.05
24
Sarò sfortunato ma in tutti i concerti in cui sono stato trovavo sempre qualcuno più alto di me davanti e sono poco più alto di voi!
Filippo Festuccia
Venerdì 20 Agosto 2010, 13.26.19
23
Ecco, io che sono alto più o meno come te allora faccio prima a portarmi una scala per l'anno prossimo!
Vlaew
Venerdì 20 Agosto 2010, 12.48.17
22
Essere lì è stato eccezionale! E' in momenti come questo che vorrei una macchina del tempo!! Comunque sti maledetti tedeschi son troppo alti, durante i Maiden non solo non ho visto praticamente nulla a causa di un "muro" di teutonici alti almeno 1.80, ho pure rischiato di soffocare! Tempi duri per una tappetta alta "solo" 1.72 xD
Room 101
Giovedì 19 Agosto 2010, 21.28.01
21
@leccese: Leggilo è un capolavoro e una volta che l'avrai finito penserai al nostro mondo attuale e ti verranno in mente un sacco di riflessioni...è angosciante ma è uno dei libri più belli che abbia mai letto.
il leccese90
Giovedì 19 Agosto 2010, 21.12.29
20
oddio per una battuta ho scatenato il dibattito del secolo XD!grandi carcass e grande libro..sono anni che mi prometto di leggerlo ma non ne ho mai l'occasione
Er Trucido
Giovedì 19 Agosto 2010, 16.35.24
19
Bel report, mi è piaciuta molto la parte introduttiva del viaggio. Aspetto la seconda parte con ansia!
Nightblast
Giovedì 19 Agosto 2010, 15.34.07
18
Confermo che il brano dei Carcass è ispirato al testo di Orwell...
Er Trucido
Giovedì 19 Agosto 2010, 14.46.01
17
è probabile che anche il brano dei carcass si riferisca a quello (ora non ho bene a mente il testo). comunque tutto risolto, leggerò più tardi il report ora devo quasi uscire
Room 101
Giovedì 19 Agosto 2010, 14.42.08
16
Ah ok chiedo venia ma questa è l'ulteriore conferma che non sono un cultore dei Carcass XD no il nick arriva dal libro 1984 di Orwell
Er Trucido
Giovedì 19 Agosto 2010, 14.25.23
15
Penso che leccese si riferisse al tuo nick, Room 101, brano dei carcass nel disco Swansong
Room 101
Giovedì 19 Agosto 2010, 14.08.42
14
@Leccese: Sinceramente non sono mai stato un grandissimo fan dei Carcass li ho visti al Gods 2009 da una posizione defilata, ma non che il pogo sia un problema intendiamoci è che lì davvero è un crowdsurfing continuo e non solo con Alice Cooper o i Maiden, cioè succedeva con ogni singolo gruppo (Tarja compresa XD)
il leccese90
Giovedì 19 Agosto 2010, 13.49.26
13
@room 101 carcass insegnano?
Frankiss
Giovedì 19 Agosto 2010, 13.14.06
12
No problem Room 101..tra colleghi è giusto aiutarsi....ho fatto la precisazione solo per un dovere nel confronto dei lettori..conosco bene le atmosfere e le problematiche dei raduni live mega.... C-Ya!
Room 101
Giovedì 19 Agosto 2010, 13.05.54
11
Grazie anche da parte mia per la precisazione, cii scusiamo per l'errore ma davvero siamo arrivati convinti fosse lui, non eravamo esattamente in prima fila e purtroppo come abbiamo scritto il concerto di Alice è stato un vero inferno, per buona parte dello show eravamo girati da un'altra parte per evitare che qualcuno ci cascasse addosso, personalmente è tanto se ho riconosciuto qualche canzone XD @Mary si è capitato XD io che ho i capelli ricci molto lunghi sono stato fermato da 40 persone (non è un numero sparato così le ho contate) per chiedermi ono veri? è una parrucca? ti senti anni 70 ? ecc XD
Frankiss
Giovedì 19 Agosto 2010, 12.11.19
10
Non solo un Kiss Filippo..solo che Eric Singer l'ho conosciuto personalmente....è inconfondibile sin dal priomo tocco su un piatto....nessuna accusa agli autori del pezzo , la mia è solo una precisazione dovuta ai lettori...
Filippo Festuccia
Giovedì 19 Agosto 2010, 10.54.34
9
@Frankiss: te riconosceresti un Kiss di spalle, senza trucco, vestito da donna a cinquanta metri di distanza: non fai testo
Frankiss
Mercoledì 18 Agosto 2010, 23.09.40
8
Si io lo riconosco...lo conosco bene... Hi....
il leccese90
Mercoledì 18 Agosto 2010, 22.08.42
7
che bill di merda..meglio il nostro gods!atreyu,36 crazyfist,lordi,bullet for my valentine..volete mettere?XD
Mary
Mercoledì 18 Agosto 2010, 20.25.37
6
Bel reportage. Io ho partecipato a Wacken quest'anno, per la prima volta nella mia vita e confermo quanto già detto: è un'esperienza da fare per un metalhead, l'atmosfera è carica e, perchè no, anche affettuosa (sarà capitato anche a voi di conoscere gente a caso in ogni momento della giornata), i concerti spettacolari. Personalmente ho trovato Alice Cooper più coinvolgente dei Maiden, da cui mi aspettavo altre canzoni. Ma non nego di essermi ugualmente emozionata, vedere i Maiden dal vivo è molto... suggestivo.
Filippo Festuccia
Mercoledì 18 Agosto 2010, 16.38.15
5
Io no di sicuro!
Flight 666
Mercoledì 18 Agosto 2010, 16.26.14
4
Grazie per averlo fatto notare, non eravamo al corrente della sovrapposizione dei tour di KISS e Alice Cooper e quindi del fatto che non fosse Singer quello presente davanti a noi... Ma dopotutto senza trucco chi lo riconosce?! XD
Filippo Festuccia
Mercoledì 18 Agosto 2010, 16.02.16
3
In effetti ora mi risulta essere Jimmy DeGrasso (ma io coi batteristi sono negato, non li riconosco mai!).
Frankiss
Mercoledì 18 Agosto 2010, 15.43.08
2
buon reportage, complimenti agli autori....mi permetto solo una correzione....il batterista di Alice Cooper a Wacken non poteva certo essere il citato Eric Singer, impegnato in tour con i Kiss negli Usa da luglio.
Filippo Festuccia
Mercoledì 18 Agosto 2010, 15.35.27
1
L'anno prossimo tutti a Wacken! Sia lodato il metallo.
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