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IRON MAIDEN - Sia santificato il loro nome
20/08/2010 (7199 letture)
Quelle copertine coloratissime e sconcertanti, un mostriciattolo scheletrico dalle fattezze di pseudo-zombie, il logo rosso sgargiante, un impatto grafico capace di rapire generazioni di grandi e piccini, quel sound inonfondibile costruito su potenza epica e fluida melodia, cascate di note esplose in meravigliose galoppate: la memoria corre indietro nel tempo, ricordi ed emozioni si acavallano mentre, per l’ennesima volta, la nostra mente e i nostri occhi si poggiano sullo sguardo dilaniato di Eddie the Head. Non ci vorrà poi molto a ripassare la storia, basterà il riff secolare di 2 Minutes To Midnight o l’assolo sfibrante di Phantom Of The Opera a risvegliare sensazioni mai sopite; e allora la nostra fantasia volerà ancora verso la Londra del Ruskin Arms oppure tra le Piramidi di Powerslave, nella cybercity di Somewhere In Time o tra l’inquietante notte di Fear Of The Dark. Ci sono kolossal cinematografici e best seller letterari capaci di sfidare l’incedere del tempo con la loro grandezza, ci sono canzoni e album destinati a rimanere per l’eternità nei cuori e negli stereo degli appassionati: e tra questi, molti hanno impresso quell logo rosso sgargiante e il mostriciattolo scheletrico sulla copertina. Lo avrete capito –e altrimenti fatevi visitare da uno bravo-, si parla degli Iron Maiden, si parla della leggenda. L’attesa per il nuovo album della band inglese era cresciuta progressivamente man mano che l’estate entrava nel vivo, e ora che The Final Frontier è uscito nei negozi è inevitabile riaprire il baule dei ricordi, fare il punto della situazione e chiedersi che cosa ancora possiamo aspettarci dalla Vergine di Ferro. Dire Iron Maiden equivale a dire heavy metal: l’immaginario collettivo accosta istintivamente la band di Steve Harris, assieme ai Metallica, alla parola ‘acciaio’ in un ipotetico dizionario della musica dura, e i motivi son presto spiegati: un sound rivoluzionario ostentato con testardaggine mentre nel Regno Unito dominava il punk, una passione per l’heavy metal perpetuata fino a rinnovare e modernizzare con classe, energia e melodia le sorti del movimento stesso, una corrente di nuove leve –la NWOBHM- guidata con prepotenza dall’alto di concerti spettacolari e dischi leggendari, se è vero come è vero che dall’omonimo Iron Maiden a Powerslave l’ensemble britannico non ha fallito un colpo, sfornando di anno in anno una nuova ‘raccolta di classici’ tutt’oggi riproposti in sede live. Maiden & Metal, un binomio inossidabile, capace di arrivare persino alle orecchie (e agli occhi) di chi di metal non ne capisce un tubo, grazie a quelle melodie straripanti e a quelle copertine magnifiche capaci da sole di costruire un mondo a parte, un universo parallelo, fatto di sogni (per chi li ama) ed incubi, per chi li teme e, soffocato dalla propria ignoranza, si aspetta dalla Vergine di Ferro musica brutale, confusa e blasfema. Lo stereotipo del metallaro puzzolente ed ignorante viene completamente annullato dalla sontuosa grandezza di una band che ha saputo abbattere tabù e aprire nuovi sentieri, con i testi storici, letterari, mitologici e cinematografici cantati da un uomo colto come Bruce Dickinson, animale da palco e cervellone bilaureato che è praticamente da sempre –o, meglio, da quando Mister DiAnno trangugiò l’ennesima birra che fece traboccare il vaso del morigerato Steve Harris- l’interprete dell’essere Iron Maiden in tutto e per tutto, nei valori come nell’implacabile irruenza visiva, nella ricercatezza del pensiero come in quella tecnico-musicale. Mamma ignoranza è sempre incinta, e allora chi non capisce si limiterà a continuare a credere negli Iron Maiden ‘satanici’ di The Number Of The Beast (ma alla fine quella canzone parla semplicemente di un incubo) allontanandosi dalla realtà di sei ragazzoni innocui come agnellini e dalla passione sfrenata per la propria musica, sicuramente frenetici e implacabili quando calcano un palco ma del tutto ammirevoli nelle proprie vite private, persone umili e simpatiche prim’anzi che rockstar. Avranno anche un conto in banca mastodontico, ma sicuramente loro lo meritano più di una qualsiasi Madonna o di una Lady Gaga da quattro soldi, pseudo-artisti che farebbero una figura migliore al fianco di Charlotte The Harlot piuttosto che in un’arena colma di illusi.

C’è chi dei Iron Maiden non ne avrà mai abbastanza (e siamo in tanti), c’è chi invece non avrà pietà, che si tratti di merchandising, che si tratti del nuovo album o che si tratti semplicemente di discutere il valore, attuale e passato, della seminale formazione britannica, capace come solo i Metallica di scatenare commenti contrastanti in quantità torrenziale, capace di catalizzare le attenzioni e le discussioni, a dimostrazione del fatto che, nel bene o nel male, la fanciulla di Ferro non passa mai di moda. Amati e odiati, non ai livelli dei Four Horsemen ma questo è solo un merito del combo di Steve Harris, che difficilmente è caduto in basso sotto il livello di sufficenza nella qualità degli studio album, mai venduti spudoratamente alla causa commerciale, e parliamo puramente di musica e non di ciò che gli gira intorno: quegli ultimi tre album sono lì a ribadirlo, con fierezza, e il nuovissimo The Final Frontier è tutto da scoprire, cero è che difficlmente Sir Harris si può permettere uno scivolone proprio ora, proprio in coda, ora che dei veterani i Iron Maiden sono quelli più in forma. E chi ne dubita vada a notare che i Judas Priest non pubblicano un grande disco ormai dal 1990, che i Black Sabbath non esistono più, che Slayer e Megadeth pestano sull’acceleratpre ma l’originalità e la vitalità degli anni migliori è ormai lontana, che i Manowar si sono dati a frivoli sinfonismi, che i Metallica sembrano catturare ormai da un pezzo più sorrisini ironici che simpatie. Sono ancora qui e in gran forma, questi vecchietti indistruttibili, ancora sulla breccia dopo aver attraversato cinque decenni di musica dura: i Seventies, gli Eighties, i Nineties, gli zero e ora gli anni ’10, sempre capitanati da quel furbastro di Steve Harris, con la sua chioma sempre fluente e lo sguardo da volpone, di chi la sa lunga, di chi ora è potente e può permettersi di decidere qualsiasi cosa riguardi le sorti della Vergine di Ferro: canzoni, registrazioni, tour, promozioni, rapporti con i media, case discografiche, fans. Un uomo potente che tiene saggiamente nelle sue mani il pallino di un enorme business come oggi è la sua band, un uomo che non ha mai voluto scendere a compromessi e che con la sua testa dura e l’occhio lungo non ha fatto che meritarsi tutto il successo e la ricchezza di cui ora gode. Perchè dobbiamo ricordarci di quando era il punk a dettare legge e lui rifiutò di abbassare la testa, dobbiamo ricordarci del fenomenale bassista che è stato e che è ancora oggi, naturalmente, padre putativo di decine di canzoni che hanno segnato la storia di intere generazioni. Harris è innanzitutto questo, l’anima pensante e trepidante dei Maiden prim’ancora che il loro boss assoluto. Poi c’è lui, naturalmente, il Re assoluto, l’istrionico Bruce Dickinson, un animale da palco che negli anni migliori era un’attrazione superlativa, una trottola incontenibile che schizzava da tutte le parti, fasciato di cuoio, tappezzato di borchie, ridondante di carisma.

Cosa può dirci di nuovo un album inedito degli Iron Maiden nel 2010, a trent’anni esatti dall’esordio e a dieci dal primo capitolo della reunion col figliol prodigo, quel Bruce Bruce che la Vergina l’aveva condotta all’apice e l’aveva poi lasciata ad un decennio di stenti (i Nineties), affidata alle cure vocali del povero Blaze Bayley, coraggioso e volenteroso ma troppo piccolo per reggere il peso delle enciclopedie? La nuova triade di pubblicazioni iniziate da Brave New World aveva riannodato i fili della cronologia spezzati dopo lo split pre-X Factor, riscoprendo il gusto per le galoppate e evolvendo un certo gusto per le trame progressiste nell’act inglese, che si trovava ora con tre chitarre su uno stesso palco (storie di addii e ritorni, riconoscenza e sentimenti a prevalere sui contratti); quattro anni sono passati dall’ultimo A Matter Of life And Death, quattro anni in cui i Nostri non se ne sono stati con le mani in mano, ma hanno anzi fatto la felicità dei detrattori che li accusano di eccessivo attenzione per il business: negli anni 2000 sono state pubblicate la bellezza di quattro diverse raccolte, cinque live (tra nuovi e vecchie reliquie rispolverate, come Beast Over Hammersmith risalente al tour di The Number Of The Beast) comprendenti l’ultimo monumentale Flight 666 -documentario di un tour-nostalgia dedito alla riproposizione dei classici ottantiani con tanto di scenografia ‘egiziana’ ereditata dai ruggenti Powerslave’s years- e sette DVD video. I fans più accaniti, insomma, avranno il portafogli in lacrime. Eppure qualcuno crede ancora nell’ispirazione della mitologica band inglese, che ha ancora qualcosa da dire soprattutto in America: a differenza dell’Europa, il Nuovo Continente non ha una cultura musicale storica abbastanza fedele da ‘imporre’ alle band scalette imeprniate sostanzialmente sul vecchio materiale, ma accetta di buon grado l’esibizione del repertorio recente. I ragazzini americani tra A Matter Of life And Death, e The Number Of The Beast, probabilmente, preferiranno sempre acquistare il primo. In Europa il discosso è diametralmente opposto, e il fatto si ripercuote on the road: fino a qualche anno fa sarebbe scoppiata una rivoluzione, probabilmente, se i Maiden si fossero presentati in Italia o in Germania con una scaletta come quella suonata il 9 giugno a Dallas, nella prima data del loro nuovo tour mondiale: The Wicker Man come opener è già di per sè un oltraggio a chi non concepisce un’intro non affidata all’irruzione orgasmica della classicissima Aces High, per non parlare poi del succedersi di pezzi tratti quasi esclusivamente dagli ultimi tre dischi in studio: Brave New World e Paschendale, Wildest Dream e No More Lies; Gost Of Navigator e Blood Brothers. Solo nei bis sono arrivate le varie The Number Of The Beast e Hallowed Be Thy Name. In Europa sarà così? Difficile dirlo, anche se nell’esibizione di Wacken gli inglesi si sono mantnuti su una setlist ‘moderna’; molto probabilmente la folla invocherà fin da subito Wratchild e Run To The Hills, perchè uno show della Vergine di Ferro senza The Trooper è qualcosa di inimmaginabile. Certo, l’Inter ha vinto la Champions League e l’America ha eletto il suo primo Presidente di colore, ma i Maiden non sarebbero i Maiden se privati della loro essenza ottantiana.

Quel nucleo che profuma di passato è quanto in molti si augurano di trovare nel nuovo The Final Frontier, che però non promette di lasciare troppo spazio alla nostalgia fin dalla copertina, affidata alla matita di Melvyn Grant (le cover storiche sono opera del celebre Derek Riggs), ci sbatte in faccia un Eddie troppo diverso da quello che ha allietato l’infanzia di intere generazioni di headbangers; ma se andiamo oltre, e cioè puntiamo dritto alla musica, ci rendiamo conto che Harris e soci stanno cercando di continuare un discorso. Un discorso progressivo iniziato nell’era della Reunion, e ciò si deduce dalla notevole lunghezza dei dieci pezzi previsti in scaletta, per un totale di 76 minuti e mezzo di durata (non certo pochi): dai 4 minuti e mezzo di The Alchemist agli 11 della conclusiva When The Wild Wind Blows. Sulla rete e prime date del tour la band ha presentato uno dei tanto attesi nuovi pezzi, El Dorado, che sul web sta riscuotendo consensi ma che non appare particolarmente esaltante nelle linee vocali, anzi alquanto ripetitiva; le parti strumentali sono dure e convincenti, il taglio stilistico è accostabile a quello dei pluricitati ultimi tre album ma sinceramente ci si attende qualcosa di più coinvolgente da chi ha scritto pagine di musica troppo forte e troppo importante. L’album è finito persino negli special dei telegiornali nostrani, il che aiuta a comprendere la fama e la portata di questa realtà. Rispetto, fama e tradizione grondano ormai da un bel pezzo sotto il gonfalone della truppa britannica, e non sarà questa ultima frontiera ad attaccarlo: attendiamo curiosi di scoprire l’ultimo pargolo di Sir Harris, consapevoli del fatto che questo non cambierà di una virgola –nel bene e nel male- ciò che il popolo di cuoio e metallo nutre e deve nutrire nei confronti di questa istituzione.



Philosoper3185
Martedì 9 Dicembre 2014, 17.40.15
54
Ottimo articolo.Condivido molte cose che sono scritte...purtroppo noto molto spesso a giro,un fanatismo abbastanza dilagante quando oso muovere qualche critica ai Maiden...li amo come il 90% dei Metallari e non,però non posso sentire gente che non accetta critiche sui Maiden perchè per loro è come se uno bestemmiasse maometto ad un Mussulmano!
Painkiller
Mercoledì 8 Settembre 2010, 17.33.32
53
beato te......
hellvis
Mercoledì 8 Settembre 2010, 16.05.20
52
Davvero? Comperavo tutto quello che trovavo dei Priest in vinile negli anni 80 fino a Painkiller, poi li ho un po' persi di vista anche se la reunion non mi è dispiaciuta. Di singoli ne avrò una quarantina il fatto è che ho tutto in soffitta però sono tutti messi benissimo.
Painkiller
Mercoledì 8 Settembre 2010, 15.28.20
51
hai singoli dei priest??? che c...fortuna!!! Quelli sì che sono difficili da trovare.
hellvis
Mercoledì 8 Settembre 2010, 15.23.08
50
@ Painkillers. Grazie delle info. Sono tutte stampe inglesi,( alcune si aprono a poster) tranne Twilight Zone e Purgatory che sono italiane, Wrathchild che è giapponese e Play with Madness che è americana con la stessa canzone sui 2 lati. Ho anche un bel po' di singoli dei Priest. Meglio che mi informi.
Painkiller
Mercoledì 8 Settembre 2010, 9.36.47
49
@hellvis: non è così facile caro mio!!! 1) devi confrontare i codici stampati sulla copertina, sull'etichetta adesiva e se è una stampa italiana anche sul vinile stesso, perchè le stampe italiane riportano anche la data della stampa del vinile. Devono coincidere. Inoltre l'etichetta adesiva circolare deve essere perfettamente centrata sul vinile ma anche stampata perfettamente simmetrica. 2) Dipende dallo stato di usura, su internet si trovano le classificazioni. 3) poi dipende da quante copie si trovano in giro o sono state stampate all'epoca. 4) vai un mercatino tipo vinylmania e scopri i prezzi.
Painkiller
Mercoledì 8 Settembre 2010, 9.32.00
48
è sul vinile picture!!!
Matocc
Martedì 7 Settembre 2010, 18.58.27
47
@ Painkiller: il fatto è che sul mio CD single I Live My Way non c'è quindi non la conosco
hellvis
Martedì 7 Settembre 2010, 18.58.09
46
Io ho una trentina di 45 giri dei Maiden in soffitta. Qualcuno sa dove posso controlarne il valore? Li comperavo per le b-sides che erano per lo più inedite.
AL
Martedì 7 Settembre 2010, 10.14.10
45
anche io trovo i 3 bonus di X factor molto validi... e anche le cover non male...
Painkiller
Martedì 7 Settembre 2010, 9.34.53
44
@Matocc: ti sei dimenticato di I live my way... bellissima...
Matocc
Lunedì 6 Settembre 2010, 17.47.30
43
@ Painkiller ono perfettamente d'accordo, ho anch'io il singolo Man On The Edge e Justice Of The Peace & Judgement Day sono dei gran pezzi, non filler messi lì tanto per fare; avrebbero fatto la loro bella figura su The X Factor... anche i 2 pezzi aggiunti a Lord Of The Flies (Doctor Doctor e My Generation) pur essendo "solo" cover non sono male...
Painkiller
Lunedì 6 Settembre 2010, 10.35.48
42
@Matocc: so tutto so tutto della questione del nome della canzone. Fino a No prayer ho quasi tutto il possibile dei Maiden. Pensate che ho un cappellino, con toppa dei Kiss ricoperta da quella di Piece of mind, che Dickinson lanciò al pubblico durante il concerto con gli Anhtrax del '90 al Palatrussardi. Il suo cappellino, quello che indossava, con la toppa dei Kiss appunto, quando gli iron fecero da spalla ai Kiss appunto. Ma quando poi uscì fear of the darl persi la voglia di collezionare reliquie e rarità.....anche perchè le B-Side facevano pena, vedi space station n°5 et simila. Solo quelle di Man on the edge erna davvero belle, anzi, mi sembrano superiori a molti brani invece inseriti nell'album.
Matocc
Venerdì 3 Settembre 2010, 18.28.25
41
@ Painkiller : a proposito del tuo LP di POM tientelo ben stretto! come già saprai -è scritto anche nella rece dell' album- è la prima stampa italiana originale, poi venne ritirata dal mercato e sostituita con l'attuale perchè Frank Herbert non volle concedere l'uso del titolo del suo romanzo (Dune appunto) in quanto "odiava il rock". anche un mio amico ha quello stesso vinile e quando mi disse che l'ultima song sul suo disco si intitolava Dune anzichè TTAL gli diedi del rincoglionito tutta la sera per poi scoprire che aveva ragione e che quindi il rincoglionito ero io!!!!
krok
Venerdì 3 Settembre 2010, 18.14.55
40
@Painkiller:ahahahaah!!!!
Matocc
Venerdì 3 Settembre 2010, 18.11.34
39
@ AL & Zarathustra : in effetti la faccia di Eddie appare sfalsata dalla costa destra dei CD (da Iron Maiden a Live At Donington) mentre compare senza errori dal lato sinistro (bisogna però partire da Live At Donington fino ad arrivare ad Iron Maiden anche se come logica sarebbe il contrario - che casino!!!!)... il CD "incriminato" è 7SOA7S
Matocc
Venerdì 3 Settembre 2010, 17.56.11
38
@ krok : bella, quello è il disegno di Derek Riggs per rappresentare Tailgunner
AL
Venerdì 3 Settembre 2010, 12.16.20
37
@Zara: ahhhhh!! x fortuna avevo già altri album e non ho completato la raccolta...
Painkiller
Venerdì 3 Settembre 2010, 10.20.58
36
@Krok: nella versione russa Eddie tiene in mano una bottiglia di Smirnoff???
Zarathustra
Venerdì 3 Settembre 2010, 9.47.18
35
@AL: in realtà non viene proprio perfetta, si sfalsa un po' a un certo punto
AL
Venerdì 3 Settembre 2010, 9.36.22
34
grande matocc !! sapevo del colore del cielo di TNOTB e dei live... la ristampa è quella che sul lato ha la faccia di Eddie di Iron Maiden? se compravi tutti i cd avevi il faccione completo se non sbaglio...
jek
Giovedì 2 Settembre 2010, 20.48.00
33
Complimenti per l'articolo preciso e mai noioso. Condivido totalmente l'analisi su harris e più sento il disco e più l'apprezzo perchè riesce a coniugare innovazione e passato.
krok
Giovedì 2 Settembre 2010, 18.21.36
32
Cercate la copertina di No Prayer versione russa della Gala records....
Painkiller
Giovedì 2 Settembre 2010, 11.57.14
31
@Matocc: ciumbia, che dovizia di particolari! Dei live che citi ho le prime versioni, ma ora i colori sono coperti dalla polvere, sono pessimi!!! Beh, io ho il vinile di piece of mind con To tame a land ancora chiamata DUNE...
Matocc
Mercoledì 1 Settembre 2010, 17.59.22
30
@ Painkillerrmai sono lanciato, voglio fare il saccente... i cd remaster del 1998 hanno copertina diversa nel primo album con un Eddie più "curato" rispetto all' originale che era abbastanza grezzo, in TNOTB con il cielo che da azzurro diviene plumbeo (infatti la EMI sbagliò stampa e il disco uscì con un "inferno sereno") , in POM nel quale cambia un po' il colore (da giallino a verdino) come anche in SIT dove in precedenza gli sfondi e Eddie erano sul roseo mentre ora sono più sul grigio scuro, in NPFTD dove come già detto sparisce il tombarolo baffuto, i 2 album A Real Live One & A Real Dead One diventano un unico doppio CD e infine in Live At Donington dove appare un Eddie demone alato mentre nella stampa del 1993 la copertina era semplicemente bianca con titolo nero...
hm is the law
Mercoledì 1 Settembre 2010, 12.57.14
29
Articolo veramente bello. Grandi Iron!
Painkiller
Martedì 31 Agosto 2010, 11.49.45
28
Razzo, è vero! Ma dimmi te...
Matocc
Lunedì 30 Agosto 2010, 18.51.51
27
@ Painkiller: la versione originale del 1990 mostra Eddie che con la mano stringe la gola di un tombarolo con tanto di lampada, mentre nell' edizione del 1998 c'è solo Eddie che spacca il sepolcro e il ridicolo omino non c'è più... nella rece di NPFTD l'immagine è quella della prima versione. Sembra "AGUZZATE LA VISTA" della Settimana Enigmistica
Painkiller
Lunedì 30 Agosto 2010, 14.54.58
26
@Matocc: ma scusa, che copertina avevi di No Prayer????? Io ne ho sempre vista soltanto una, identica nella prima versione ed in quella remastered.....
Painkiller
Lunedì 30 Agosto 2010, 14.53.23
25
@Tim: Owens ha una voce mostruosa e Jugulator è molto bello ma secondo me è però meno vario di Painkiller. Owen ha una grande ugola ma Halford quando è in forma è decisamente più "lirico", oltre al fatto che Owens non ha la stessa capacità di modulare la voce e la stessa capacità di interpretazione, soprattutto sulle canzoni "soft". In questo senso credo che Halford sia davvero unico ed inarrivabile e nel live in London, sebbene Owens non abbia alcun problema con qualsiasi tonalità, è evidente. Owens però, e lo ripeto, ha una voce mostruosamente potente e la versione di "Flight of Icarus" nel tributo agli IRON ne è la conferma.....pazzesco!
Painkiller
Lunedì 30 Agosto 2010, 14.48.11
24
@Rino: non sono d'accordo, ma credo sia inutile fare botta e risposta sul perchè Angel per me sia superiore a qualsiasi album dei Maiden dopo 7th son ed il contrario per te.....rispetto la tua opinione ma non concordo. Non è poi vero quel che scrivi sulla questione live, e lo dico solo per "dovere di cronaca" e senza alcun tipo di critica. Nell'ultimo tour hanno sempre suonato live "Judas rising" & "Hellrider", già considerati dei classici all'altezza del passato.....
Matocc
Domenica 29 Agosto 2010, 11.48.32
23
Ragazzi l'altro giorno sono andato ad aiutare un amico per un service live, così facendo mi sono procurato i soldi per comprarmi TUTTI i cd remastered degli Iron (che avevo già in edizione originale).... sarò malato ma sono ben contento di averlo fatto, tra l'altro ora ho finalmente No Prayer For The Dying con una copertina decente!!!! E comunque si sentono davvero bene
krok
Sabato 28 Agosto 2010, 20.10.13
22
@Tim:Ah,ok! Ma ce l'ho Jugulator e mi piace molto...solo che non lo considero superiore a Painkiller e a tutta la discografia dei Maiden!
Filippo Festuccia
Sabato 28 Agosto 2010, 19.09.11
21
Tranquillo, no problem
Tim “The Ripper”
Sabato 28 Agosto 2010, 18.58.48
20
@ krok e @ Filippo Festuccia il link era la canzone jugulator dei priest ragazzi chiedo scusa non sapevo che non si possono mettere link.
krok
Sabato 28 Agosto 2010, 18.43.04
19
@Tim:non ho idea del video che volevi farmi vedere,ma pur considerando Ripper Owens un ottimo cantante continuerò comunque non essere d'accordo su quanto hai detto...
Filippo Festuccia
Sabato 28 Agosto 2010, 15.03.32
18
@Tim: niente link, la prossima volta facci attenzione
Tim “The Ripper”
Sabato 28 Agosto 2010, 15.02.30
17
@ krok (link video cancellato)
The Thrasher
Domenica 22 Agosto 2010, 20.28.36
16
@Tim “The Ripper”, come dice filippo sono questioni di gusti. però credo che painkiller e i classicissimi maideniani stiano nell'olimpo dei capolavori del metal per qualche ragione, se qualcuno poi ritiene jugulator inferiore a painkiller rispetto per i suoi gusti ma credo sia una netta minoranza rispetto a quello che dice la storia.
Filippo Festuccia
Domenica 22 Agosto 2010, 19.57.00
15
@Tim "The Ripper": ecco, diciamo che sono gusti. perdonatemi se non commento l'articolo [molto bello, comunque] ma ultimamente sui Maiden sto scrivendo fin troppo
krok
Domenica 22 Agosto 2010, 19.52.05
14
davveo un bell'articolo!!!! @Tim"the ripper":non sono assolutamente d'accordo...
Tim “The Ripper”
Domenica 22 Agosto 2010, 19.40.11
13
the thrasher una precisazione "jugulator" dei priest è un must che si mangia sia painkiller e tutta la discografia dei maiden, la voce di Tim Owens distrugge sia halford che di Dickinson.
qwerty9035
Domenica 22 Agosto 2010, 17.25.54
12
@simur&Master: Le mode sono fatte per passare.
Master Of Pizza
Venerdì 20 Agosto 2010, 22.19.58
11
Bell'articolo!!grandi maiden comunque,anche se il nuovo disco non prende come dovrebbe e potrebbe,dato che si parla degli Iron maiden,l'heavy metal insieme ai Judas.@simur:l'heavy metal tutto non può e sopratutto non deve essere moda(secondo me)..altrimenti saremmo semplicemente come tutti e non più i metallari che siamo
Maurilio
Venerdì 20 Agosto 2010, 20.32.08
10
hai fatto benissimo a parlare delle copertine e del logo. Stupendi,copiati da altre band e divenuti un simbolo per il metal.Purtroppo senza Derek Riggs anche quelle sono peggiorate. Io amo quella di Maiden Japan, con Eddie con la spada da samurai e quella di The Trooper,assolutamente fantastica(ho il maxi-singolo in vinile comprato solo per la copertina).Delle piú recenti mi piace solo quella di Fear of the dark,di cui ho la maglietta.
Simur
Venerdì 20 Agosto 2010, 20.11.16
9
Splendido articolo, La vergine Di Ferro non passerà MAI di moda
The Thrasher
Venerdì 20 Agosto 2010, 20.00.12
8
grazie a tutti per i complimenti! @ Painkiller, concedimi una precisazione: parlare di 'buon album' e di capolavoro è diverso, come puoi confermarmi, e io intendevo dire solo questo: angel of retribution, da fan scalmanato dei priest, è un disco che mi piace moltissimo, ma secondo me non all'altezza dei classici d'epoca. ritengo, sempre secondo la mia opinione, che i primi 2 album dei maiden post reunion possano stare leggermente sopra angel of retribution, non dico siano dei nuovi classici ma pieni di pezzi suonati live tutt'oggi, per cui di importanza storica molto più rilevante della band. Pur bello, 'angel..' non ha la stessa influenza, per i judas, di quanto ne abbia 'brave...' o 'dance of ...'. è solo un'opinione e rispetto quella di chiunque altro naturalmente
Room 101
Venerdì 20 Agosto 2010, 15.49.24
7
Bellissimo articolo!
AL
Venerdì 20 Agosto 2010, 15.31.38
6
un articolone della madonna! voto 100. da un fan dei Maiden da ormai 21 anni... unica cosa che mi chiedo:ma i capelli di Harris sono veri???!!??
metal4ever
Venerdì 20 Agosto 2010, 15.06.36
5
Ottimo Articolo, e mi sento orgoglioso di essere fan di uno dei più grandi gruppi del pianeta LONG LIVE IRON MAIDEN!!!!!!!!!!!!!!!!!!
ozzMadman
Venerdì 20 Agosto 2010, 14.24.32
4
premetto che non sono mai stato un grandissimo stimatore dei Maiden (per quel che riguarda la NWOBHM preferisco molto di più band come judas saxon e diamond head) bellissimo articolo..personalmente per quel che ho ascoltato l'ultimo non mi ha colpito molto, anzi mi ha lasciato un pò deluso visto quanto mi erano piaciuti i lavori post reunion però aspetto a dare un giudizio definitivo (magari alla lunga guadagna punti) mi trovo però d'accordo con quel che dice Painkiller: "Angel of Retribution" era l'album che volevano i fans. Gli Slayer per quel che mi riguarda non hanno mai sbagliato un colpo
Michele
Venerdì 20 Agosto 2010, 14.20.37
3
Bell'articolo. Non ho altro da dire.
Michele
Venerdì 20 Agosto 2010, 14.20.37
2
Bell'articolo. Non ho altro da dire.
Painkiller
Venerdì 20 Agosto 2010, 13.52.22
1
Bell'articolo Rino! Mi trovi particolarmente d'accordo quando scrivi "Eppure qualcuno crede ancora nell’ispirazione della mitologica band inglese, che ha ancora qualcosa da dire soprattutto in America: a differenza dell’Europa, il Nuovo Continente non ha una cultura musicale storica abbastanza fedele da ‘imporre’ alle band scalette imeprniate sostanzialmente sul vecchio materiale, ma accetta di buon grado l’esibizione del repertorio recente. I ragazzini americani tra A Matter Of life And Death, e The Number Of The Beast, probabilmente, preferiranno sempre acquistare il primo". Non mi trovi d'accordo sui Judas: Angel of retribution è esattamente quello che i fans si aspettavano ed è un album che ha ottenuto ottimi consensi dai fan della prima ora mentre Nostradamus è un album coraggioso, forse un po' prolisso, ma di pregevolissima fattura. In più non credo abbia senso paragonare qualsiasi album metal a quello che dai più viene considerato l'album metal per eccellenza. Painkiller è inarrivabile, è uno dei pochi 100 presenti tra le vostre recensioni ......
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