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ACCEPT - Il sangue delle nazioni
21/08/2010 (2149 letture)
Gli Accept. Sicuramente uno dei gruppi che maggiormente ha inciso nella formazione di tanti headbangers degli anni 80. Il combo teutonico ritorna adesso con un nuovo album intitolato Blood of the Nations, un nuovo cantante, ed un vecchio chitarrista a raccontarci quello che lo riguarda. Ecco a voi l'intervista con Wolf Hoffmann, una chiaccherata un cui si è parlato dei vecchi tempi, dei nuovi, e con una piccola sorpresa finale.

Francesco: Ciao Wolf, come va? Partiamo dai vecchi tempi? Gli Accept sono stati durante gli 80's uno dei gruppi più influenti della scena Europea, ed il salto di qualità della band è forse avvenuto con l'innesto in formazione proprio di un giovane Wolf Hoffmann.
Wolf: Dici? Bè...ti ringrazio, ma non so quanto questo corrisponda al vero. Ero molto giovane, quello che ho portato in formazione è stata sicuramente una grande voglia di fare e più ancora un approccio più moderno in un gruppo che si era formato musicalmente negli anni 70 introducendolo alle nuove tendenze, questo si.

Francesco: Molti considerano l'uscita di Restless and Wild come il punto zero dello Speed. Sei d'accordo?
Wolf: Assolutamente si. In quel disco sono contenuti alcuni pezzi che sicuramente all'epoca della loro uscita rappresentavano un vero colpo per il panorama di allora, e devo dire che molti si sono accodati a quello stile. Si, direi che lo Speed è nato lì.

Francesco: C'è una cosa che voglio chiederti a proposito di Fast As a Shark. Il divertente intro, (un estratto dalla canzone popolare Tedesca "Ein und ein Heller Batzen" - NdR), è stato strumentalizzato spesso, ma vuoi dirmi come e perchè venne usato?
Wolf: Ma quello fu un gioco. Dieter Dierks, (il produttore - NdR), cantava sempre questo motivetto antico che sentiva sempre cantare da sua mamma, e la utilizzammo un po' perche staccava molto dal pezzo, un po' per fare uno scherzo a Dieter, tutto quello che se ne scrisse dopo è solo spazzatura. (La canzone -pur ottocentesca- venne utilizzata nelle parate naziste, e qualcuno associò il nome degli Accept a quella deleteria ideologia - NdR).

Francesco: Un'ultima cosa circa gli anni 80. Sono realmente diversi i Kids di allora e quelli di oggi? E la scena in generale?
Wolf: In sostanza quelli di oggi sono più smaliziati, è normale date le possibilità a disposizione, ma qualcosa si è perso in termini di entusiasmo. La scena è tutta diversa, prima era difficilissimo arrivare ad incidere e se poi non raggiungevi dei volumi di vendita minimi rimanevi ai margini, noi stessi con Restless and Wild che pure è una album storico abbiamo venduto molto, ma non tanto da entrare nel giro maggiore. Oggi è facilissimo farsi un disco in casa con un suono magnifico, ma arrivare ad un contratto minimamente serio è più difficile di un tempo.

Francesco: Veniamo all'oggi. Nuovo album e nuovo cantante, Mark Tornillo dai TT Quick. Mi parli di lui e di come visiete trovati?
Wolf: E' accaduto tutto nel 2009. Ero con Peter Baltes a Philadelphia ed abbiamo cominciato a suonare i vecchi pezzi. Un tecnico ci ha chiesto se poteva chiamare un cantante a provare con noi e dopo qualche minuto Mark era nello studio. Ci è sembrato sia in grado di rendere il vecchio corso che di mettere personalità in un eventuale corso nuovo, e da lì è nato tutto, del resto la sua esperienza nei TT Quick è importante. (Per chi non lo sapesse un gruppo metal con una dignitosa carriera - NdR). Molti come al solito si sono inizialmente fossilizzati sulla mancanza di Udo, ma ora che hanno sentito il disco o qualche concerto si sono tutti zittiti.

Francesco: parlami di Blood of the Nations, l'ho ascoltato solo una volta, (questo al momento dell'intervista - NdR), ma mi pare di notare chitarre molto taglienti. Sarà un classico lavoro degli Accept o qualcosa di diverso?
Wolf: E' una album molto Accept, molto Heavy e con chitarre rasoianti. Direi che nonostante la presenza di un singer americano è diversissimo da Eat The Heat, che era un tentativo di imporsi sul mercato americano in un momento molto particolare per noi, ma non andò bene e noi stessi non eravamo soddisfatti. Quello di ora è un lavoro nel quale ci riconosciamo, molto rappresentativo del nostro tipico suono, ma anche con alcuni elementi nuovi che abbiamo inserito per modernizzare il tutto.

Francesco: Quanto ha influito in tutto ciò il lavoro di Andy Sneap?
Wolf: Sicuramente molto. Andy sa il fatto suo ed è anche un nostro fan. E' stato in grado di ottenere un suono pesante, soprattutto per le chitarre che risultano molto anni 80, ma con una resa sonora come quella consentita dai mezzi attuali, è stato veramente bravo anche a rendere il suono molto "made in Germany", lo abbiamo scelto apposta del resto.

Francesco: C'è anche un divertente video in cui suonate insieme.
Wolf: Lo hai visto? Si, lo abbiamo girato a Londra, si tratta di Balls To The Wall e ci siamo divertiti come pazzi ad ospitare Andy sul palco. E' un grande professionista ed è sempre molto bello lavorare con lui, veramente.

Francesco: C'è un filo conduttore nell'album?
Wolf: Non c'è un concept, è solo che la title-track prescelta parla di militarismo e del sangue stupidamente versato per le guerre, anche se forse Teutonic Terror è più rappresentativa.

Francesco: Vi siete anche accasati bene, ossia con la Nuclear Blast.
Wolf: Si, non poteva andarci meglio, è l'etichetta più importante ed ha tutto quello che serve per farci lavorare al meglio, tutto ok direi.

Francesco: Passerete in Italia?
Wolf: Attualmente non è previsto, sicuramente non prima della fine dell'anno, ma cercheremo di venire.

A questo punto l'intervista sarebbe finita, ma dato che Wolf mi ha telefonato con alcune ore di anticipo sull'orario concordato, il sottoscritto era comodamente spaparanzato in spiaggia quanto la chiamata mi ha raggiunto. Sentendo dei rumori di fondo il chitarrista mi ha chiesto dove fossi ed io gli ho risposto che dato che abito in Sicilia ero al mare. Fin qui nulla di strano, ma quando Wolf ha sentito "Sicilia" mi ha detto:
Wolf: Davvero? Sicilia...la conosco, un paio di anni fa sono stato in una città che si chiama Messina, ricordo una bellissima spiaggia.
Francesco: Eh? Messina?? Ma io abito proprio a Messina.
Wolf: Veramente? Io ero ospite di un musicista con cui stavo portando avanti un progetto che si chiama Mafali.

Francesco: Ma... Mafali? (Un cognome noto in città tra i musicisti -ndr) Ma non sarà Pippo Mafali?
Wolf: Pippo è il fratello, li conosci?

Per farla breve scambiando qualche altra battuta con lui ho scoperto di parlare a Wolf dalla stessa spiaggia in cui lui era stato quando aveva soggiornato qui e che il fratello di quel Mafali presso cui era ospite era il maestro di basso del mio bassista quando avevo anche io una band alcuni eoni fa. Sono piccole storie e coincidenze, ma mi ha fatto piacere sapere che la mia storia si è indirettamente incrociata, seppur alla lontanissima, con quella degli Accept. Storie di metal, storie di fratellanza universale.



Raven
Sabato 21 Agosto 2010, 15.18.11
4
No, no, magari lo avrei chiesto davvero quando ho intervistato Gilbert.
il leccese90
Sabato 21 Agosto 2010, 15.14.55
3
ahah non volevo fare il professor metal..era solo una curiosità..bella intervista raven!
Raven
Sabato 21 Agosto 2010, 14.35.31
2
A saperlo lo avrei chiesto a Paul Gilbert
il leccese90
Sabato 21 Agosto 2010, 13.56.56
1
lo sapevate che wolf oltre a essere il chitarrista preferito di paul gilbert,è un fotografo molto famoso in amrica?tanto che si presenta come fotografo e non come musicista(parole di udo)
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