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INSUBRIA FESTIVAL
PARCO GHIOTTI - MARCALLO CON CASONE (MI)

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INSUBRIA FESTIVAL
PARCO GHIOTTI - MARCALLO CON CASONE (MI)

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PARCO GHIOTTI - MARCALLO CON CASONE (MI)

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WE ROCK - Azienda Agricola Il Pigno, Pisanp (CT), 07/08/2010
03/09/2010 (4584 letture)
La scomparsa di Ronnie James Dio, un'autentica icona dell'hard & heavy, avvenuta lo scorso 16 maggio, ha lasciato di certo un vuoto incolmabile, unito alla consapevolezza di aver perso una grande persona, sia dal punto di vista umano che artistico: ciò è vero al punto che, se spesso i metallari al giorno d'oggi sembrano essere sempre più divisi da generi e sotto-generi, da correnti e movimenti vari, Dio era uno dei pochi in grado di mettere d'accordo un po' tutti e la sua figura imponeva rispetto da parte di qualsiasi amante del metal, a prescindere dai generi o dai gusti. Dopo la sua morte, sono fioccati così tributi un po' dappertutto, sia da parte di musicisti famosi che meno famosi, magari il più delle volte per cavalcare la cresta dell'onda e guadagnarci anche qualcosa, oppure altre volte semplicemente per rendergli un omaggio in maniera sincera e spassionata, un po' come si farebbe nei confronti di un caro amico che non c'è più. Proprio con questo spirito, è nata in maniera quasi spontanea ed immediata l'idea di alcune band siciliane di celebrare questo grande artista, ricordandolo nel più classico dei modi, vale a dire con un concerto-tributo a lui dedicato. La location prescelta presenta un carattere indubbiamente bucolico, vista l'ambientazione in un suggestivo paesaggio agreste alle pendici dell'Etna, in mezzo agli ulivi, in località Pisano, una frazione di Zafferana Etnea: un clima dunque ideale, con una serata fresca, benchè ci si trovasse in Sicilia in una torrida giornata di agosto! L'affluenza è stata davvero notevole: a tal proposito, per dovere di cronaca, non posso fare a meno di osservare come il pubblico presente fosse di certo più numeroso di quello registrato in tre giornate di Sikelian Hell Festival (svoltosi pochi giorni prima) e, d'accordo che qui l'ingresso era gratuito, ma si trattava comunque di un posto alquanto fuori mano e il bill non era di certo paragonabile. Volendo cercare una chiave di lettura, forse ciò potrebbe essere interpretato nel senso che i metallari siciliani (nei confronti dei quali nelle scorse settimane è stato detto praticamente di tutto, proprio a causa di quel clamoroso flop), "se" (e sottolineo il "se") vogliono, sanno anche muoversi: se non l'hanno fatto in quell'occasione, evidentemente è stato a causa di una serie di condizioni tali da portare a quella situazione; se così non fosse, significherebbe che stasera Dio ha fatto un piccolo miracolo (e in tal caso: santo subito!). Evitiamo comunque di entrare nel merito della questione, sulla quale si è già ampiamente discusso e passiamo a parlare del concerto.

In tutto le band coinvolte sono state sette: alcune di esse già con un certo background alle spalle come gli Ancestral e gli Steel Raiser; qualche altra giovane e di recente formazione; infine, alcune altre formate apposta per l'occasione da musicisti di differenti gruppi.

Ci sono ancora poche decine di persone quando, intorno alle 20,30, aprono il concerto i Bad Intripped, proprio uno dei gruppi formati appositamente per questa serata, composto da Giacomo Pitrè alla voce (Demiurgo/Jack & Roll), Alessandro Baldi alla chitarra (Demiurgo/Baldi band), Alessio Vasta al basso e Antonio Portale alla batteria (Steel Raiser/Jack & Roll). I ragazzi iniziano subito con grandissimi pezzi, eseguendo uno dopo l'altro Starstruck, Lady Evil, Overlove e Die young, riscaldando molto bene il pubblico e dando il via al tributo nel migliore dei modi. Seguono gli Steel Grinders, giovane e promettente band heavy alle sue primissime uscite (credo fosse la terza in assoluto), che annovera tra le sue fila un chitarrista già di una certa esperienza come Christian Balsamo (ha suonato praticamente in un'infinità di gruppi e attualmente è anche negli Hot Rod e nei Sinless). I ragazzi hanno ben impressionato, proponendo tre brani del repertorio di Dio, vale a dire Stand up and shout, Master of Insanity e King of rock and roll, più un paio di brani propri, presentati per la prima volta dal vivo. In un brano, il cantante Federico "Fano" Indelicato ha anche duettato con Valentino Valenti (ex Noble Savage), che ritroveremo sul palco un po' più avanti. A questo punto, avviene un po' uno stravolgimento della scaletta, perchè gli Ancestral, che avrebbero dovuto suonare per ultimi, salgono sul palco proprio dopo gli Steel Grinders. Inutile precisare che la band di Castelvetrano era l'ospite d'onore della serata e i ragazzi hanno senz'altro saputo tenere testa alle aspettative, peraltro con il cantante Mirko Olivo davvero in splendida forma. Il loro contributo all'evento si è concretizzato con TV Crimes (tratta dall'album Dehumanizer dei Black Sabbath), per poi suonare un paio di pezzi del proprio repertorio (trascinante in modo particolare il secondo, Achille's fury), più un inedito assoluto, eseguito per la prima volta dal vivo, Master of Fate, un brano molto interessante, che la band di certo riproporrà presto. Si prosegue alla grande con gli Steel Raiser: Alfonso Giordano intona subito Don't talk to strangers ed è un tripudio generale da parte dei presenti, nel frattempo aumentati considerevolmente di numero rispetto ad inizio serata. Si continua con We rock ed Egypt, quest'ultimo un brano tratto da The last in line, cantato da Alfonso in coppia con Valentino Valenti (praticamente due ex cantanti dei Noble Savage), al termine del quale il primo lascia il microfono a quest'ultimo per interpretare la splendida ed emozionante Heaven and Hell. Ritorna quindi sul palco Alfonso per chiudere con due pezzi tratti dall'album della band, Race of Steel, tra i quali spicca Ride the Fire, forse il loro brano più rappresentativo. Anche questa una bella esibizione, impreziosita dalla prova dei due chitarristi Gianluca Rossi e Giuseppe Seminara, stasera in grande spolvero. È la volta quindi di un'altra band creata apposta per questo concerto, i Dream Evil, composti da Andrea Squillaci e Dario Pappalardo (rispettivamente voce e tastiera dei Meijah), Salvo Longo (Unplugged) alla chitarra (siamo abituati a vederlo con la chitarra acustica ma stasera si presenta in una sorprendente versione elettrica), Salvo Pedalino al basso e Gabriele Vinciguerra alla batteria: la band va anche in questo caso a rispolverare brani tratti da vari momenti della carriera di Dio, nello specifico Neon Knights, Long live rock 'n' roll, Man on the silver mountain, Dream on e I could have been a dreamer. Segue una band storica del Catanese, gli Aracne, che ripropone le mitiche Holy Diver e Rainbow in the Dark, per poi aprire una piccola parentesi, passando ad alcuni brani del proprio repertorio, come My heart will go on (la celebre canzone della colonna sonora del film Titanic, qui praticamente in versione death) e alcuni pezzi storici dei Metallica, tra cui Master of puppets e Seek and destroy. Il pubblico sembra gradire molto ed il pogo diventa scatenato. Dopo gli Aracne tocca ai Sacred heart: naturalmente non si tratta della band Aor/hard rock inglese, bensì di un altro gruppo creato per l'occasione, composto da Riccardo Liberti e Luca "Blackmore" Campione dei Noble Savage (rispettivamente basso e chitarra), Klaudia dei Disasterhate alla voce e Gaetano Ronsisvalle dei Concept of Dream alla batteria. I pezzi da loro scelti sono Children of the sea, Letters from the Earth, Kill the king ed infine Caught in the middle, tratta dal capolavoro Holy Diver. Anche la loro è una buona prova ed il pubblico ha senz'altro gradito, dimostrandosi particolarmente partecipe; tra l'altro, mi pare che questa fosse la prima volta che Claudia si cimentasse cantando in chiaro e devo dire che se l'è cavata davvero egregiamente.

In linea generale, devo constatare come vi sia stata tanta qualità stasera, anche ben al di là delle mie aspettative iniziali e tutti i musicisti coinvolti si sono approcciati all'evento con assoluta serietà. Allo stesso tempo, però, si è venuta a creare una bellissima atmosfera, nella quale si respiravano grande amicizia e reciproco rispetto e che ha trovato il suo culmine nella conclusiva Stars (canzone alla quale Dio aveva collaborato nel 1986 in occasione dell'Hear 'n Aid), dando vita ad una jam session che ha rivisto sul palco diversi protagonisti del concerto. Stasera abbiamo assisitito dunque ad un grande esempio di unione, civiltà ed amicizia, all'insegna del più puro divertimento. E ancora una volta, penso che possiamo ringraziare il buon vecchio Ronnie di questo.

Si ringrazia Valeria Caudullo per le foto



Riccardo Liberti
Venerdì 3 Settembre 2010, 21.11.09
2
Gli Organizzatori del "We Rock" ringraziano tutta la redazione di Metallizzed e in particoar modo ad Elio Ferrara x la professionalità dimostrataci da sempre! Serata indimenticabile! A presto... R.I..P Ronnie J. Dio
The Stahlreaper
Venerdì 3 Settembre 2010, 19.45.21
1
Anche se ho fatto parte di coloro che stavano sopra il palco non mi posso esimere dal dire che è stata una delle più belle serate cui ho preso parte, sia dal punto di vista dell'esecutore che dello spettatore. Un plauso particolare a Riccardo dei Noble Savage & Co., che si sono sbattuti non poco per organizzare tutto!
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La locandina della serata
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