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JURASSIC ROCK - # 22 - Jimi & Janis
13/09/2010 (11641 letture)
Settembre-ottobre 1970, i rintocchi delle Hell's Bells del rock suoneranno per ben due volte a triste corollario di due tragiche fini. Due icone, miti veri con il fascino oscuro delle loro umane debolezze, uniche rock-stars nel senso più completo della parola, autentici capiscuola nel loro genere accomunati da tragici incroci del destino; entrambi ventisettenni, entrambi figli della cruda generazione sex, drugs & R'n'r, entrambi fatalmente con la stessa iniziale nel nome, il famoso Club J-27 che include anche Jim Morrison e Brian Jones. Entrambi nati sotto una cattiva stella che il personale genio ha saputo poi volgere a loro favore e morti tragicamente a due settimane di distanza uno dall'altra; entrambi oggi avrebbero compiuto 67 anni.

Jimi Hendrix
James "Jimi" Allen Marshall Hendrix (Seattle, 27 novembre 1942), uno strano mix di indiano cheyenne con radici africane, crebbe con la nonna paterna per via del divorzio dei genitori in un ambiente disagiato della periferia di Seattle (una città che, in seguito, ricorrerà spesso nel mondo del rock), al compimento dei 15 anni la nonna gli regalerà una chitarra malridotta presa da un trovarobe. Per il ragazzo fu una folgorazione; quella chitarra per suonatori destri che, lui mancino, utilizzò con la stessa cordatura, fu la sua compagna fedele nelle lunghe ore rubate alla scuola abbandonata ben presto per seguire i suoi nuovi punti di riferimento: Muddy Waters, Elmor James, Chuck Berry, il blues di Chicago e soprattutto Robert Johnson che, si dice, abbia venduto l'anima al diavolo (... e non è solo una leggenda). Arruolamento coatto nel 1961 in forza al 101s Airborne Division a Fort Campbell-Kentucky destinazione Vietnam; un incidente paracadutistico e una sua dichiarazione di omosessualità presso lo psicologo dell'esercito pongono fine al periodo sotto le armi (cosa non si faceva per evitare la guerra !!!).
Si stabilì a Nashville nel Tennessee e, con l'ex commilitone Billy Cox mise in piedi una piccola band con ingaggi nella comunità afro-americana della città, saltuarie prestazioni come turnista e lunghi tour nel Chitlin' Circuit, locali alternativi sparsi nel sud degli Stati Uniti dove la paga era quasi sempre rappresentata da una cena a base di zuppa, carne di maiale o soul food, l'insieme delle pietanze tradizionali della comunità afro-americana degli stati sudisti, lo stesso circuito frequentato regolarmente da Ray Charles, Otis Redding, Ike & Tina Turner ed altri artisti ad inizio carriera quando la segregazione razziale impediva il libero accesso dei neri del sud a strutture più moderne ed equipaggiate.
Deciso a lasciarsi alle spalle una situazione di degradante razzismo, ma fortunatamente anche di grande “apprendistato del blues”, Jimi si trasferì ad Harlem (New York) dove, dopo una sua travolgente esibizione all'Apollo Theater, si procurerà la possibilità di suonare come chitarra solista nei favolosi Isley Brothers per un lungo tour negli Stati Uniti. Passò poi alla band di Little Richard, che lo licenziò ben presto perchè non sopportava il suo innovativo stile chitarristico e finì allo stesso modo nel breve periodo di Ike & Tina Turner. Fece quindi il turnista per la Motown (Marvin Gaye, Smokey Robinson, Curtis Knight etc.) che, nonostante la sua insofferenza a moduli precostituiti e a rigide gabbie musicali, gli servì come eccellente rodaggio per sviluppare ed arricchire la sua personalità musicale. Per porre fine ad un regime di “sudditanza musicale”, Jimi si decise a creare la sua personale band che si esibiva spesso al Cafè Wha al Greenwich Village di New York. Nello stesso cafè, tale Frank Zappa fece conoscere a Jimi un nuovo apparecchio che dava una distorsione particolare al suono della chitarra; eravamo al Cafè Wha e Jimi, entusiasta del marchingegno, ribattezzò il pedale con il nome di “wha-wha”.

L'anno della svolta fu il 1966, di scena al Cheetah Club conobbe la ragazza di Keith Richards dei Rolling Stones. Linda, impressionata dallo stile di Jimi, volle presentarlo al produttore Andrew Loog Oldham, lo stesso del quintetto che non trovandolo abbastanza interessante declinò l'invito cosa che non fece Chas Chandler a cui l'agguerrita ragazza portò in seguito Hendrix. Chas, manager degli Animals si convinse da subito che una versione di un blues di Billy Roberts, Hey Joe, proposta secondo lo stile aggressivo del nuovo chitarrista poteva diventare un ottimo singolo di lancio al punto da indurlo a trascinare letteralmente il chitarrista a Londra per metterlo sotto contratto e, successivamente, affiancargli dei musicisti adeguati al nuovo sound che aveva in mente: una formazione sul modello power-trio (molto in auge, visto il successo dei Cream) e gli strumentisti scelti allo scopo, entrambi inglesi, furono il chitarrista Noel Redding dirottato al basso, e il furioso batterista Mitch Mitchell: erano nate le Experience. Nel dicembre del “66 uscì quindi il 45 giri Hey Joe/Stone Free. La risposta del pubblico fu notevole confermata anche dai due singoli seguenti, Purple Haze e The Wind Cries Mary, tutti brani che divennero basilari nei, letteralmente incendiari, live acts del gruppo, affiancati da riletture di classici del blues di Howlin' Wolf e B.B. King.
Are You Experienced?, ellepi del 1967, fu secondo al solo, splendido Sgt. Pepper's dei Beatles: la Experience però era in cerca dell'occasione giusta per sfondare negli States, dove era ancora sconosciuta ed ecco nel giugno dello stesso anno la band approdare al Festival Pop di Monterey dove tenne una devastante esibizione nella quale, in una selvaggia foga artistica, furono distrutti chitarre e amplificatori alla fine di un'esibizione nella quale Hendrix suonò con la chitarra sulle spalle, con i denti, contro gli amplificatori e mimando atti sessuali. Performance consegnata alla storia...

Il 1967 è l'anno dello sperimentale Axis:Bold as Love, proiettato verso funk e blues dalla travagliata storia creativa culminata con Hendrix che perde i nastri definitivi, già mixati e dimenticati poi su di un taxi, e che dovrà rifare da capo il lavoro. Anche la copertina non fu gradita all'axeman, che voleva un'immagine da indiano pellerossa e non indiano-indù e il seguente tour creò vari problemi allo stesso chitarrista, che fù più volte arrestato per possesso di droga e devastazione di stanze d'albergo, come a Stoccolma per esempio. Comunque Spanish Castle Magic e Little Wing sono già leggenda.

Con Electric Ladyland tutto si fà difficile, Hendrix diventa ingestibile e Chas, lo scopritore, lo molla esasperato. Jimi vuole fare di testa sua e si abbandona in studio a versioni infinite dei pezzi frutto di jam e sedute di registrazioni senza tempo e spazio, cosa abbastanza improponibile per un manager che ha scadenze precise, consegne tassative e budget pre-definiti. Jimi elabora, modifica, estende, amplifica brani musicali che sembrano non avere mai una via d'uscita con session in cui i musicisti ospiti (Al Kooper, Buddy Miles, Steve Winwood etc...) vanno e vengono senza soluzione di continuità e senza dare un apporto decisivo al lavoro, inoltre furibondi litigi con il bassista Noel Redding, che più volte abbandona le sedute. A lavoro ultimato, si dovrà assistere ad un nuovo ritardo nell'uscita perchè la copertina prescelta con una serie di donne nude (foto di Linda McCartney) incapperà nelle maglie della censura. Per fortuna ci regalerà Voodoo Child, e la celeberrima cover di All Along the Watchtower.

WOODOO CHILE - Jimi Hendrix


L'anno seguente le cose si complicano per tutti, la band è oggetto dell'isteria collettiva dei fans e capita spesso che la date del tour di supporto a Electric Ladyland siano sospese per lancio di lacrimogeni, cariche della polizia, devastazioni; al Denver Pop Festival i musicisti dovranno scappare nel cassone di un camion del service. Hendrix viene di nuovo e più volte arrestato per droga e non potrà più entrare in Canada, inoltre è in corso una causa legale con un precedente produttore, Ed Chalpin, che lo obbligherà ad un forzato stop, Noel Redding è sempre più indisposto nei confronti delle manie del band-leader, tanto che alla fine del giro lascerà decretando di fatto lo scioglimento delle Experience. Prima però il tour di Jimi trova il tempo di passare anche dall'Italia (maggio 1968, Piper-Milano, Palasport-Bologna, Teatro Brancaccio-Roma). I titoli della stampa locale: “Orrore al Brancaccio...” e “Un Mostro a Roma...” etc...(dove “mostro” non era certo un complimento...).

L'estate del 1969 è quella dei “Tre giorni di Pace. Amore e Musica” che ha consegnato Hendrix all'immaginario collettivo, un'esibizione di oltre due ore con una band estesa ma raffazzonata e impreparata, battezzata proprio su quel palco come Gipsy Sun and Rainbow (e che Jimi scioglierà subito dopo), seppure un act travagliato da innumerevoli problemi tecnici dati dalle continue mancanze di corrente dovute alla pioggia dei giorni precedenti (ecco il perchè dei lunghissimi “solo” senza band di supporto alle spalle), seppure in condizioni fisiche precarie offuscato da droghe e alcool, Jimi passerà alla storia come “l'eroe di Woodstock” per la lunga improvvisazione costellata da feedback e per la riproposizione di un distorto Inno Americano, The Star-Spangled Banner, con momenti di assoluta ed esaltante chitarra solista a sostegno di un impegno antimilitarista.

Segue il travagliatissimo periodo Band of Gypsy, segnato da un tour che definire controverso è semplice eufemismo: risse fra un irriconoscibile Hendrix e l'entourage, risse fra l'imponente batterista Buddy Miles e il manager Michael Jeffrey, che preferiva Mitch Mitchell, risse fra Hendrix in completo stato lisergico e il pubblico da lui insultato continuamente, tanto da essere di nuovo arrestato a Detroit durante il Winter Festival of Peace (!!!) e poi al Madison Square Garden di N.Y., fine anticipata della band e del tour a cui seguirono pesanti penali da pagare. Nonostante tutto si fece seguito con un doppio album dal vivo, l'unico della produzione autorizzata di Hendrix, registrato l'ultimo giorno dell'anno 1969 al Fillmore East di New York e chiamato, appunto, Band of Gypsys. L'album conteneva perle live dilatate di Machine Gun, Wild Thing, Hey Joe, Purple Haze, Voodoo Child, Foxy Lady, Fire, Stone Free etc...

Il 1970 lo vede protagonista del Cry of Love Tour con una nuova band (Billy Cox, Buddy Miles, Steve Winwood, Chris Wood, Juma Sultan etc...) e la contemporanea realizzazione del personale studio di registrazione che Jimi chiamerà Electric Lady Studios, una concezione avvenieristica di spazio, acustica, luce e registrazione che comporterà un enorme impegno economico da parte del chitarrista. Gli studi, inaugurati alla fine di agosto del 1970 vedranno la presenza di numerosi ospiti per una interminabile session che darà vita a Belly Button Window, l'ultimo pezzo a firma di Hendrix, dopodichè si recherà all'Isola di Wight per un arrancante, incerto, nervoso a volte irritante concerto, preludio del dramma; un'inutile e provocatoria God Save The Queen, un'improbabile Sgt. Pepper's, qualche buon ricordo come Foxy Lady, Red House, Hey Joe o Purple Haze, che si perdono stancamente nella fine dell'estate inglese. Seguirono alcune date sparse fra Germania, Danimarca e Svezia e un passaggio senza impegni a Londra. La mattina del 18 settembre 1970 Hendrix venne trovato morto dalla sua ragazza tedesca Monika Dannemann nell'appartamento che aveva affittato al Samarkand Hotel, al 22 di Lansdowne Crescent, soffocato nel suo vomito dopo un improvvido cocktail di alcool e tranquillanti. Non appena la notizia della morte del chitarrista si diffuse, il suo appartamento fu saccheggiato e devastato da un'orda di sciacalli, fra cui membri della polizia stessa e del First Aid, in cerca di cimeli ed oggetti che gli erano appartenuti. Fine ingloriosa per un mito della chitarra.
Mr. Stratocaster è sepolto nella cappella monumentale di proprietà della famiglia Hendrix, in una zona marginale del complesso funebre del Greenwood Memorial Park Renton a sud di Seattle.
R.I.P.

HEY JOE – HENDRIX & EXPERIENCE


Janis Joplin
Janice Lyn Joplin (Port Arthur-Texas 19 gennaio 1943), prima di tre figli di Dorothy, una collaboratrice universitaria e Seth, ingegnere petrolifero, entrambi ferventi cattolici e fedeli della Church of Christ. Ammaliata dalle voci di Bessie Smith, Odetta e Big Mama Thornton cerca di emularle, costituisce diversi gruppi musicali, prettamente di genere folk, durante la frequentazione della High School e suona in coffee-house e school-party fin quando venne chiamata come solista da Chet Helm, un amico d'infanzia, nei Big Brothers & Holding Company, quasi un'istituzione musicale nell'ambito californiano, perciò lascia gli studi che comunque svolgeva, intelligentissima, con ottimo profitto (100/100) per questo, destino delle bruttine-secchione, vessata e derisa dai compagni di scuola. Fervente attivista per l'eguaglianza e i Diritti Umani, si batte strenuamente per questi prima da San Francisco dove si era trasferita nel 1966, in piena Summer of Love, per seguire la band e poi dai palchi di mezzo mondo fino ad essere più volte aggredita durante i tour negli Stati del sud ma anche in Europa.

Il 1967 è l'anno del debutto discografico per Big Brothers & Holding Company, titolo anche del primo ellepì con la voce di Janis, un album tutto sommato acerbo e mediocre che, pur non raggiungendo traguardi particolari, lasciava già intravedere quale sarebbe stata la strada artistica della Joplin; il blues 'n' soul della ragazzina sovrappeso, con la pelle rovinata dall'acne e piena di complessi che cercava rifugio nella musica. Brani come la ballata Bye Bye Baby, la corale Easy Rider, Down on Me e la sofferta The Last Time segnavano già la svolta nella vita della giovane. Il primo grande trionfo gli sarà però tributato qualche mese dopo al Festival Pop di Monterey (stesso anno della presenza di Hendrix) durante la quale la giovane texana ammaliò il pubblico con la sua voce graffiante e con un repertorio fatto di standard blues fra cui l'indimenticabile version di Ball and Chain.

Sarà però il seguente Cheap Thrills, dal vivo e assemblato in fretta e furia per monetizzare il crescente successo della ragazza dalla voce cartavetrosa, quello con la celebre copertina del fumettista underground Robert Crumb, a proiettare la hippy-band nell'olimpo delle classifiche immediatamente al primo posto per oltre due mesi e quindi all'attenzione mondiale. Curiosa la genesi del disco, che incorse per ben due volte nelle maglie della censura: la prima perchè si era proposto una copertina con tutti i componenti nudi nello stesso letto (quattro uomini e una donna: sconveniente...) e poi perchè il titolo originario doveva essere Sex, Dope and Cheap Thrills (Sesso, droga e scarse emozioni-altrettanto sconveniente negli anni “60...). Memorabile in questo disco la versione acida di Summertime, un classico di George Gershwin, la Ball and Chain che l'aveva fatta trionfare a Monterey l'anno prima, il trascinante boogie-blues Roadblock e ovviamente il cavallo di battaglia rappresentato da Piece of My Heart (cover di Dusty Springfield) uscito anche come singolo ed in vetta solitario per altri due mesi nella US Top. Durante il successivo tour, sempre negli Stati del sud a cui era particolarmente invisa (invitava spesso i neri sul palco a cantare con lei) e, dove le differenze razziali erano ancora palesi, viene fatta oggetto di numerose ripicche da parte della locale polizia e più volte gli fanno interrompere i concerti per “linguaggio volgare e osceno”. La stessa FBI di Richard Nixon aprì un dossier su Janis come “persona da controllare nell'ambito della contestazione giovanile anti-governativa...”

Tampa, 17 novembre 1969 Appena iniziata Summertime, un poliziotto con il megafono interruppe il canto di Janis Joplin, lei che aveva precedentemente cercato di convincere educatamente le forze dell'ordine che non era un problema tutta quella gente sotto e sopra il palco, ma con questa interruzione esplose dicendo "Smettete di rompere le palle a questi ragazzi" i poliziotti le chiesero di invitare il pubblico a sedersi. Janis replicò "Non dirò mai una cazzata del genere" e terminò Summertime. Alla fine, disse rivolta ai ragazzi: "Sentite, se non facciamo niente di sbagliato, loro non possono dire nulla" In migliaia però, tra il pubblico, salirono in piedi sulle poltrone, spaventando a morte i proprietari del locale che staccarono la corrente e accesero le luci. Janis corse verso il poliziotto che l'aveva interrotta con il microfono durante Summertime, gli diede del figlio di puttana, lo insultò e minacciò di prenderlo a calci in faccia. Alla fine del concerto, a mezzanotte, la polizia andò nel camerino per arrestarla. Purtroppo per la Holding Company questo sarà l'ultimo disco con la presenza della talentuosa ma irrequieta vocalist, che d'ora in avanti si autodeterminerà per una scelta da solista come consigliata dal proprio manager Albert Grossman, lo stesso di Dylan, Richie Havens e The Band. Paradossalmente il successo la fece diventare anche un sex-symbol, lei che non si curava affatto della sua estetica, che si vestiva apparentemente con l'usato dei mercatini off e che curava poco anche l'igene personale, ma nonostante ciò non sembra sia stato un problema per i suoi numerosi “accompagnatori” fra cui, si dice e si annoverano, anche Jim Morrison e Leonard Cohen. L'autorevole "The Village Voice", giornale della controcultura californiana, sentenziava: "Pur non essendo bella secondo il senso comune, si può affermare che Janis è un sex symbol in una brutta confezione". Una sua “particolare” amica, tale Peggy Caserta, ha però dichiarato che Janis si sentiva particolarmente attratta verso persone del suo stesso sesso, ma non si dichiarò mai lesbica o bisessuale, ma semplicemente “bisognosa di sesso”. "Janis ammirava molto Grace Slick dei Jefferson Airplane; pensava che fosse fighissima e, forse un po', da questo punto di vista, la invidiava pure; sicuramente è stata uno dei suoi più grandi amori" (Peggy Caserta).

Allestì la sua personale corposa soul-revue band alla maniera dei neri della Motown o della Stax, chiamata Kozmic Blues Band, con la quale intraprese prima un piccolo tour primaverile europeo (comprensivo del solito Royal Albert Hall a Londra), poi un lungo tour americano a seguito dell'uscita del disco I Got Dem Ol' Kozmic Blues Again, Mama, e in cui erano anche comprese la cover di To Love Somebody, Kozmic Blues di sua composizione come One Good Man, impreziosito dalla chitarra di Mike Bloomfield, Work me Lord, storico pezzo del chitarrista blues Nick “El Greco” Gravenites e la stessa band la accompagnò quell'estate del “69 anche a Woodstock in una memorabile esecuzione di Work me, Lord, consegnata alla storia dall'altrettanto famoso film di Wladeigh. Purtroppo la collaborazione con la soul-revue non andò oltre questi episodi per l'instabilità fisica e sentimentale di Janis sempre in bilico fra grandi amori e passeggere fughe sentimentali, fra il bisogno di un uomo vero al proprio fianco e il disordine sessuale, fra grandi passioni musicali e depressione per delusioni artistiche come il recente album e gli ultimi concerti tenuti da solista. Anche la subdola eroina si era impossessata della vocalist ed era oltremodo difficile tenere dietro a impegni pressanti ed essere al top della forma in una situazione fisica indebolita dalla pesante dipendenza delle droghe e dell'alcool soprattutto da intere bottiglie del micidiale Southern Comfort.

TO LOVE SOMEBODY – Janis Kozmic Blues


Iniziata una relazione stabile con David Niehaus, decise di porre fine alla sua tumultuosa vita, a farla finita con gli eccessi e, dopo un ricovero urgente per problemi al fegato (cirrosi?), mise in piedi la Full-Tillt Boogie Band con l'amico chitarrista John Till ed altri musicisti canadesi, per affrontare le nuove sfide che la aspettavano; entusiasta del rapporto con i nuovi ragazzi si dice che abbia esclamato in più occasioni: “Ecco finalmente la mia band...”. Il primo e più importante impegno fu riprendere il contatto con il suo pubblico con un tour che partito ad aprile del 1970, toccò quasi tutti gli Stati Uniti e buona parte del Canada, uno spettacolo itinerante da farsi in treno e denominato Festival Express (esiste anche un bel documento ufficiale filmato dall'omonimo titolo) in cui si esibivano, oltre che Janis e la Full-Tillt Boogie Band, anche Grateful Dead, Delaney & Bonnie e The Band. Il tour si concluse il 12 agosto 1970 all'Harvad Stadium di Boston. Gli stessi giorni, nonostante i molti impegni, trova il tempo di acquistare una più dignitosa lapide per Bessie Smith morta perché, dopo essere stata investita, non venne soccorsa subito in quanto "negra".
Sotto la guida del produttore Paul A. Rothchild (lo stesso dei Doors, Neil Young e Tim Buckley), Janis Joplin e la Full-Tillt si recarono a Los Angeles presso i Sunset Sound Studios per cominciare le registrazioni del nuovo album che, secondo la cantante, sarebbe stato la svolta della sua carriera e soprattutto della sua martoriata e difficile vita. Il primo ottobre completò le ultime tracce di voce terminando le registrazioni della canzone Mercedes Benz e registrò un nastrino con una canzoncina augurale da regalare la settimana dopo il giorno del 30° compleanno di John Lennon, a cui era stata invitata. Non gli riuscì di compiere la missione; il 4 ottobre 1970, allo squallido Landmark Motor Hotel, viene trovata morta per overdose da eroina, abuso di alcolici e il conseguente violento urto della fronte contro lo spigolo di un comodino. La salma sarà poi cremata presso il Westwood Village Mortuary e le ceneri sparse nell'Oceano Pacifico dalla spiaggia di Stinson.

Esce postumo il disco Pearl, dal soprannome della stessa Janis, che contiene veramente delle perle di rara bellezza come Move Over, una delle poche composizioni della cantante, naturalmente la divertente altra propria composizione Mercedes Benz, la rabbiosa e urlata Cry Baby, Half-Moon con la band di Santana ad accompagnare, la rivisitazione di Me and Bobby McGee di Kristofferson (altro nome nel suo carnet di amori/amanti), Buried Alive in the Blues (Sepolta viva nel blues), terribile presagio, chiude epicamente Get It While You Can, il suo ironico epitaffio, quasi sapesse dello sorte che l'attendeva.
R.I.P.

'Cause we may not be here tomorrow.
And if anybody should come along,
He gonna kill you with love and affection,
I say, get it while you can, yeh,
get it while you can.

[...]

Perchè domani potremmo non essere qui
Ogni cosa segue il suo corso
Lui ti darà il suo amore e il suo affetto
Io dico prendili finchè puoi...


GET IT WHILE YOU CAN – JANIS JOPLIN


L'episodio della caduta sul comodino (per un certo periodo fu accusato anche l'FBI di avere complottato per uccidere Janis, che la riteneva un modello pericoloso o, semplicemente, fastidioso) servì comunque al manager per riscuotere un cospicuo importo dell'assicurazione sulla vita come “morte dovuta ad incidente”, che poi è stato interamente devoluto ad un fondo per la cura delle tossicodipendenze.

Pearl - Move Over * Cry Baby * A Woman Left Lonely * Half Moon * Buried Alive In The Blues * My Baby * Me & Bobby Mc Gee * Mercedez Benz * Trust Me * Get It While You Can * Tell Mama



Nikolas
Sabato 18 Settembre 2010, 15.25.22
12
Janis è la più grande cantante donna di sempre. Non la più brava, la più grande. Divina.
Painkiller
Martedì 14 Settembre 2010, 12.55.42
11
quel che lascia stupiti è che in 40 anni nessuno sia riuscito a raggiungere Jimi per inventiva e genio.....è proprio vero che il talento non si compera, né tantomeno si può ovviare con l'esercizio.....
MyCoven
Lunedì 13 Settembre 2010, 23.18.04
10
Che voce Janis, incantevole.........articolo favoloso. Brividi sulla schiena.
serG
Lunedì 13 Settembre 2010, 19.24.49
9
che brutta immagine Jimi vivo a 67 anni !!!! (anche la Joplin)
Hellion
Lunedì 13 Settembre 2010, 19.13.44
8
..Monika Danneman dovrebbe essere colei che scrisse il testo di We'll burn the sky degli Scorpions, durante la relazione con Uli Jon Roth, che è praticamente come Hendrix sarebbe ora, se fosse ancora vivo...
andrea
Lunedì 13 Settembre 2010, 19.06.34
7
splendido, splendido articolo, complimenti. mi sono davvero emozionato e commosso a leggerlo, come del resto mi era successo per l'altro articolo su janis.
serG
Lunedì 13 Settembre 2010, 19.04.55
6
credo proprio di NO interessano i soliti NUTELLICA e IRONIC MAIDEN purtroppo
hellvis
Lunedì 13 Settembre 2010, 17.39.06
5
Bell'articolo. Chissà se a qualche quindicenne gliene fregherà qualcosa....
metal4ever
Lunedì 13 Settembre 2010, 17.12.36
4
Gran bell'articolo!! Di Hendrix ho letto una sua biografia e quindi un po de queste cose le sapevo di Janis Joplin non conoscevo praticamente nulla...
Painkiller
Lunedì 13 Settembre 2010, 15.34.40
3
@Cozy: massimo rispetto per il tuo nick. Doppia lacrimuccia.
Cozy
Lunedì 13 Settembre 2010, 15.32.26
2
purtroppo il metal per valido che sia non potrà mai schierare personaggi di questo spessore umano e artistico. oggi solo mestiere e "pose" ; una piccola lacrime durante la lettura
Painkiller
Lunedì 13 Settembre 2010, 15.24.53
1
E' raro che un articolo mi faccia emozionare così, rendermi desideroso di leggere la riga successiva come per un buon libro. Ho conosciuto Hendrix quando ormai ero adulto e lo sto scoprendo ancora e sempre di più con il vinile, anche attraverso il recente, postumo e meraviglioso valleys of neptune. Richard hai centrato il bersaglio...hai perfettamente descritto Hendrix nel suo essere genio ribelle e poeta schizofrenico. Janis Joplin la conosco meno musicalmente, ma abbastanza bene a livello "storico". Quello che lei, Hendrix e la generazione "peace and love" sono stati per il mondo intero e per le generazioni seguenti è difficilmente comprensibile per chi non ha vissuto quel periodo. Un effetto domino incredibile, costellato di poesia, musica, e morti tragiche, qualcosa che i ragazzi di oggi dovrebbero studiare a scuola, con tanto di supporti audio visivi, senza ipocrisia.
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Janis & la Holding Company
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Cheap Thrills del 1967
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Janis e Peggy Caserta
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1969 -ultimo Natale in Famiglia
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Landmark Motel-ultima tappa di Janis
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Capolavoro postumo di Janis Joplin
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