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DREAM THEATER - Un Teatro di Sogni infranti da Mike?
15/09/2010 (5617 letture)
Questa non sarà una nuova biografia sui Dream Theater: ci sarà tempo per narrarne le gesta nella loro completezza. Questo non sarà nemmeno un giudizio sommario sul loro operato: per i voti e le critiche vi rimando alle esaurienti recensioni presenti sulle nostre pagine. In questo breve articolo semplicemente si faranno delle riflessioni su alcuni fatti recenti, si cercherà di fare il punto della situazione e di discuterne assieme a voi.
Il fatto è che, nel bene o nel male, i Dream Theater rappresentano e rappresenteranno sempre uno dei capisaldi del Progressive moderno (Metal o Rock, poco importa): se ne può parlare bene o se ne può parlare male... ma si finisce sempre e comunque per parlarne. E' dunque giusto, a mio avviso, cercare di comprendere i motivi che hanno portato, pochi giorni fa, all'abbandono del team da parte di Mike Portnoy, lasciando gran parte della stampa specializzata e dei fan a dir poco sbigottiti. Probabilmente irritati.
Non sarà un comunicato stampa di Mike, nè uno del resto della band, a consegnarci la verità assoluta su quanto accaduto, così come non saranno le biografie di prossima uscita (e vedrete che ne usciranno) nè i pettegolezzi e le informazioni rilasciate alla stampa dai siti ufficiali dei Dream Theater: quelle sono soltanto parole, e come tali soggette ad interpretazione e manipolazione a seconda delle esigenze; l'unica cosa che possiamo fare per approfondire l'argomento è ragionare insieme su alcuni dati incontestabili, che fanno parte della storia del gruppo in maniera innata, mai scalfiti dalle mode, dalle etichette e dalle esigenze di mercato.

Il primo dei dati di fatto è che Mike Portnoy è sempre stato il portavoce della band, ed è sempre stato anche un uomo molto impegnato. Viene da pensare ad un individuo egocentrico quanto eccentrico, anche guardando il suo passato: non si è mai fatto mancare lo spazio per un assolo di batteria dal vivo, nè una maglietta stravagante che attirasse l'attenzione del pubblico, nè una gara a chi sfoggiasse il set di piatti e pelli più appariscente e voluminoso, con quelle sue sfilze infinite di rototom, grancasse e metalli vari. Negli ultimi anni aveva cercato di alzare ulteriormente il tiro proponendosi come backing vocals (e tralasciamo volutamente sulle prestazioni). Insomma, un uomo sicuro di sè, un vero rocker, e pronto a fare da punto di contatto tra la stampa e la band, da curatore della corrispondenza epistolare, da eclettico ideatore di complessi concept album, da uomo di famiglia e di spettacolo allo stesso tempo.
Chi vi ricorda tutto questo? In tempi recenti, in realtà, sono passati alla cronaca altri due importanti portavoce di band, ed è importante citarli per capire come, facendo scelte diverse, si possano ottenere effetti diversi.

Se dunque abbiamo visto e stiamo attualmente vedendo gli effetti dello split in seno ai Dream Theater (shock tra gli addetti ai lavori, smarrimento su quale pista seguire, fonti ufficiali controverse sull'accaduto, sviluppo dei progetti paralleli dei musicisti coinvolti), abbiamo ormai metabolizzato quanto successo ad altre due band capitanate da soggetti affini, vale a dire Metallica ed After Forever. Nel primo caso l'imputato è Lars Ulrich, casualmente un altro batterista ed un altro uomo sicuro di sè; nel secondo caso stiamo parlando del chitarrista Sander Gommans, factotum della formazione power gothic olandese. La cosa principale che accomuna questi tre individui, contando anche Mike Portnoy, è che tutti hanno raggiunto un punto di rottura con il resto della band e tutti hanno chiesto un periodo di pausa. Ora, il termine "periodo di pausa" è quantomeno sibillino: quando si fa un lavoro, e lo si fa veramente bene e volentieri, in genere non si sente la stanchezza: talvolta mi sono sentito dire, in vari ambiti lavorativi "non ho bisogno di vacanza... il mio lavoro mi piace così tanto che mi riposo lavorando" (credeteci o no, è la verità!), e la fatica finisce per diventare il resto del mondo. In questo caso parliamo di un'attività legata alla musica, fortemente voluta e non imposta (il sogno di una vita, potremmo dire) e tutto riesco a pensare fuorchè non sia un'attività divertente. Stressante certo, ma sicuramente divertente.
Ma sarà anche appagante? Credo che questo sia il bandolo della matassa: Portnoy, Gommans, Ulrich (ed il resto dei Metallica) avevano bisogno di una vacanza perchè non completamente appagati. Non contenti di aver monopolizzato concept, rapporti con la stampa e visibilità sul palco, hanno deciso di dover cercare strade lavorative più piacevoli. I motivi sono sicuramente differenti, certo, ma quello che ci interessa analizzare in questo frangente sono le reazioni del resto della band, ovvero come si è evoluto il loro rapporto. Ebbene, nel caso dei Metallica la pausa effettivamente c'è stata (anche se non è stata ufficializzata): dopo il Black Album (ed in realtà dopo anche altri dischi) i musicisti si sono presi diversi break, utili a calmare gli animi sempre più infiammati nel tentativo di riprendere poi più forti di prima la loro attività (senza ricorrere a side project di salvataggio, tra l'altro). Nel caso degli After Forever la pausa invece ha coinciso con uno split vero e proprio (ma con la promessa di una reunion) e la prosecuzione dei progetti solisti. Il mio personale giudizio è che il presente "postbellico" in entrambi i casi non sia che la pallida ombra del loro glorioso passato. Con questo cosa voglio dire? Semplicemente che quando la musica scritta assieme ad altri elementi raggiunge un punto di rottura -il mancato appagamento di cui sopra- è tempo di cambiare rotta radicalmente: si possono anche incollare con calma infinita i pezzi del passato, ma le tracce della colla tra le crepe si vedranno sempre... non si può mai tornare indietro del tutto e le divergenze dovrebbero essere interpretate come un campanello d'allarme.
Nel caso dei Dream Theater, le prime crepe apparvero con la dipartita di Kevin Moore. Da quel momento in avanti è come se la band non fosse più stata mossa dal divertimento puro (la gioia di stare e del suonare insieme, per dirla romanticamente) ma dall'eterna domanda "e ora cosa dobbiamo fare?". Falling Into Infinity prima (un tentativo mancato di aprirsi al mainstream), Scenes From A Memory dopo (un tentativo riuscitissimo di scimmiottare i progster del passato), e da lì in avanti tutti i dischi dei Dream Theater hanno riflesso sempre più l'insoddisfazione dei musicisti, consci di far parte di una macchina incontrollabile, capace solo di costruire un progetto sull'irrequietezza del dire "questo l'abbiamo già provato... e ora cosa dobbiamo fare?".

Il caso di Mike Portnoy è -ed è questa la cosa veramente interessante- se possibile ancora più complesso di quello di Gommans e Ulrich: lui infatti segue infiniti progetti paralleli da molto tempo, ovvero cerca di sfogare i propri impulsi "negativi" in modo da non pesare sull'equilibrio della band principale, ma nonostante questo è arrivato al punto di rottura definitivo, trasformando i progetti paralleli in primari. Perchè una persona così coinvolta in un progetto dovrebbe abbandonarlo completamente? Cosa si è perso durante il percorso? Ma, soprattutto: perchè cercare di mantenerselo stretto a sè con le unghie, promettendo reunion, amicizie eterne, supporti in sede live?
L'unica parola a cui riesco a pensare è denaro... ma ora voglio sentire la vostra opinione al riguardo.



toni
Mercoledì 29 Settembre 2010, 15.02.25
31
se MP è uscito dal gruppo perche il resto della band non voleva lasciargli il tempo per recuperare dopo il tour con AS mi viene da pensare che: 1- ci sono stati dei seri scazzi con petrucci e labrie, visto che rudess ha dichiarato amore fraterno a mezzo stampa e myung conta come il 2 di picche a briscola. 2- con la sua dipartita portnoy ha voluto mettere in seria difficoltà il resto della band perchè prima di tutto i DT devono trovare un batterista all'altezza che regga anche in sede live, poi devono sostituire il suo non indifferente apporto compositivo. 3- non è una questione di soldi perchè portnoy continuerà a ricevere le royalties dai DT, e il suo status di drumming hero gli permette di mantenere tutti i contratti di sponsorizzazione, per non contare ciò che farà in futuro. insomma parafrasando il titolo dell'ultimo album, vedo nubi oscure e pochi sprazzi di cielo azzurro nel futuro dei Dream Theater. Chi ci perde è sicuramente il resto della band a meno che non fosse proprio portnoy a porre dei freni all'evoluzione musicale del quintetto. Tuttavia, visti i presupposti attendiamoci l'inevitabile reunion.
Anthony
Martedì 28 Settembre 2010, 17.54.31
30
@ Olof: si, è probabile che, nella seconda parte della loro carriera, Train Of Thought rappresenti un caso particolare e, per certi versi, un episodio abbastanza riuscito. Da un punto divista tecnico non mi sento di dare un giudizio particolarmente positivo, l'ispessimento del suono delle chitarre si è rivelato positivo perchè accompagnato da un paio di riffs di ottima fattura, ma per il resto non mi sembra che la band si esprima a grandissimi livelli. Petrucci indovina i riffs ma si snatura come chitarrista solista, ciònonostante la cose tengono fino alla fine, seppur tra alti e bassi, e gli altri componenti della band non possono che adeguarsi alla linearità dei pezzi. Comunque, visto come "esperimento" il disco può essere valutato in maniera positiva. Per il resto sono d'accordo con te sul fatto che la seconda fase della loro carriera sia abbastanza sterile e inconcludente; gli ultimi dischi sono poca cosa rispetto a ciò che sono riusciti a fare negli anni '90. Ed è per questo che la notizia della dipartita di Portnoy mi lascia del tutto indifferente...
Renaz
Mercoledì 22 Settembre 2010, 14.37.59
29
@eAelfwine: purtroppo la recensione di Scenes è già stata fatta e quindi non posso elencare nel dettaglio tutti gli scimmiottamenti, e questo articolo non è il luogo adatto per farlo (anche se sapevo che vi sareste attaccati all'unica critica che ho mosso nell'articolo...)
Olof
Mercoledì 22 Settembre 2010, 12.01.15
28
reputo scenes un grandissimo disco, ma esistono in effetti diverse "assonanze" (non tantissime, ma in quantità comunque rilevante). Concordo con tutti riguardo la sterilità dei cd post "scenes from a memory", ma io ne salverei uno: train of thoght. A mio giudizio è stato un tentativo (riuscito) di mettersi in gioco con sonorità più cattive, riuscendo a rimanere i soliti sboroni ipertecnici del decennio precedente. che ne pensate voi?
Aelfwine
Lunedì 20 Settembre 2010, 15.55.30
27
Che tra l'altro secondo me non è una bella canzone... qualcuno sa spiegarmi perché tutti adorano questa The Spirit Carries On? Quali meriti musicali ha? Comunque, Renaz, lo scimmiottamento lo capisco fino ad un certo punto... come ho già detto, non mi piacciono i Dream ma considerare Scenes come un album interamente derivativo mi sembra eccessivo... almeno finché non mi si argomenta il contrario!
Renaz
Venerdì 17 Settembre 2010, 14.52.11
26
ho citato Scenes perchè di solito si incensa The spirit carries on, che in realtà è uno dei brani più derivativi in assoluto
ayreon
Venerdì 17 Settembre 2010, 14.48.52
25
a me è sembrato si divertisse a suonare molto più con i transatlantic che con i DT,chi c'era a Maggio all'alcatraz può confermarlo
Franky1117
Venerdì 17 Settembre 2010, 14.44.26
24
e chissà quante altre non ne ho colte
Franky1117
Venerdì 17 Settembre 2010, 14.43.38
23
@Renazltre a quelle che hai fatto notare tu,mi sembrano ancora più spudorate le "assonanze" presenti negli ultimi 4 osceni album nei confronti di Genesis Muse Megadeth Metallica U2
Franky1117
Venerdì 17 Settembre 2010, 14.41.36
22
secondo me non se n'è andato per soldi(tanto ce li ha e li fa comunque),ma perchè si è accorto del brutto periodo compositivo del gruppo (qualcosa che non va per forza ci dev'essere se no mica se ne andava),e poi oltretutto è sempre impegnato con altri progetti,che probabilmente gli danno più soddisfazioni e gli tolgono tempo alla band originale....comunque non ci trovo davvero nulla di strano nell'abbandono di Portnoy,anzi,mi sembra che da quello che ha dichiarato (se è vero),è sembrata una separazione pacifica(poi secondo me è ovvio che non è facile abbandonare del tutto il gruppo e lasciare sempre uno spiraglio,visto che lui è praticamente il fondatore e poi gli altri della band saranno suoi amici).
Kleyos
Venerdì 17 Settembre 2010, 14.23.14
21
Sinceramente trovo ben poche connessioni fra lo split degli After Forever e lo split di Portnoy con i DT visto il fatto che lo split degli After Forever (e la conseguenza "pausa di riflessione" come è stata chiamata da molte riviste specializzate) è dovuta principalmente ad un "burn-out" (termine con cui viene indicato lo stato di salute di Sander Gommans, mastermind degli AF, proprio dal blog presente sul MySpace ufficiale della band) avvenuto a Gennaio 2008, data in cui casualmente comincia la "pausa di riflessione" secondo blog e riviste. L'unica connessione che vedo tra le due vicende è il fatto che tutti hanno cominciato a pensare ai propri side projects (che tralaltro erano già nati da qualche tempo visto che Joost, il tastierista, scriveva non solo la musica degli AF ma anche quella per il suo side project, Sander già lavorava agli HDK così come Andre Borgman pensa al proprio side project). Insomma, sinceramente non vedo altre connessioni fra le due cose quindi trovo inutile il paragone. Sicuramente Mike Portnoy avrà avuto le sue buone ragioni per uscire dal suo progetto quali erano i Dream Theater e sinceramente, dopo 25 anni di onoratissima carriera, anche se fosse stato per soldi non mi sento di criticarlo per questo. D'altronde, i Dream Theater hanno tirato fuori degli album unici nel loro genere e sicuramente hanno dato prova non solo della loro bravura come musicisti, ma anche di saper gestire una band di fama internazionale (e quando si parla di fama internazionale non credo che molta gente possa neanche immaginare cosa significa per una persona sentire questo peso). Io credo che Portnoy stia semplicemente ricaricando le batterie a livello mentale cercando di ritrovare proprio quel divertimento di cui tu parli e che evidentemente aveva perso nell'arco degli anni (e anche in questo caso non lo critico perchè dopo 25 anni di carriera è difficile avere sempre lo stesso divertimento di un tempo). D'altronde, anche questa possibilità non è da eslcudere visto che i DT hanno persino deciso di cambiare casa discografica proprio perchè mancava il divertimento. Certo, la scelta della Roadrunner non è stata un'ottima scelta vista la grandezza della casa discografica stessa, però comunque non mi sento di biasimare nè Portnoy nè i Dream Theater per questo perchè per quanto mi riguarda rimarranno sempre e comunque una band che ha fatto la storia del progressive in qualsiasi modo vogliamo metterla, sia che piacciano sia che non piacciano proprio perchè che se ne parli bene o che se ne parli male, l'importante è che se ne parli.
krok
Venerdì 17 Settembre 2010, 12.21.02
20
Il difetto più grosso dei DT secondo me è sempre stato quello di scopiazz...ehm... scimmiottare le altre band...per esempio l'intro di trial of tears "ricorda vagamente" Xanadu dei Rush (e seguirebbero moooolti altri esempi....)
Renaz
Venerdì 17 Settembre 2010, 11.08.32
19
Capolavoro o no, resta uno scimmiottamento
Arekusu
Venerdì 17 Settembre 2010, 9.24.34
18
Se è per questo, in "Home" ci sono anche evidentissime assonanze coi Tool! E, nonostante questo, considero quel disco un capolavoro...
Renaz
Venerdì 17 Settembre 2010, 0.09.31
17
Condivido sia il pensiero che il cognome di Zampirone Per rispondere ad Aelfwine, trovo strano che nessuno abbia trovato le evidentissime "assonanze" (non mi spingo oltre per non offendere nessuno) tra certi pezzi di Scenes e quelli dei Pink Floyd (solo per fare UN esempio), in particolar modo di The Wall... fidati, sono dei "rimandi" molto diretti
Aelfwine
Giovedì 16 Settembre 2010, 23.07.13
16
Ho letto tutti i commenti, e vedo che ognuno è abbastanza morigerato e saggio nei giudizi. Sulla questione Protnoy mi pronuncio poco, ormai i Dream non mi interessano più dal 2000, e credo anche ovvio che tra qualche anno scapperà la reunion che riscuoterà critiche, consensi e denaro. Piuttosto, scrivo questo intervento principalmente per chiedere a Renaz la spiegazione del fatto che Scenes From a Memory scimmiotta il prog del passato. Personalmente, è l'unico capolavoro, insieme ad Images & Words, che riesco ad annoverare ai Dream, e mi farebbe piacere conoscere le critiche di un esperto. Anche Zampirone ha detto che tale album non gli piace per niente, spiegatemi un po' perché..
Zampirone
Giovedì 16 Settembre 2010, 22.38.22
15
Volevo finalmente parlare con sua maest Renaz (che è anche un mito per me visto che portiamo lo stesso cognome: ma non saremo mica fratelli? ) A parte ciò, penso che i motivi che possano portare un musicista a lasciare una band qualunque siamo molteplici. Il fatto poi di essere PERENNEMENTE attaccati alle solite band è prova di come ci si fossilizzi fin troppo sui soliti nomi (se devo leggere una recensione di un gruppo thrash leggo più commenti sui Metallica che non sui Death Angel, gruppo che merita davvero!). Per me i Dream Theater morirono con "Scenes From A Memory" (Eh già quello che tutti reputano capolavoro, ma che per me è porcheria...) e da lì diciamo che fu solo mestriere. Quando un musicista vede SOLDI MA TANTI SOLDI non scrive più per PASSIONE, ma per mestiere e per semplice e banale manierismo. E' una cosa che è capitata un pò a tutti e, paradossalmente, anche a quelli che non hanno visto sti gran soldi (troppi i nomi da citare come ricordare il periodo 1994-1995 quando tutti i gruppi hard rock fecero degli aborti grunge?). Penso che Portnoy alla fine abbia fatto bene a staccare la spina (ma sarà così?) e anche se lo avesse fatto per soldi sarebbe una pausa "godereccia" (mortacci tua ancora sordi vuoi!). Tuttavia mi puzza un pochettino sta storia della "dipartita", non vorrei che fosse la solita presa per il culo fatta da altri gruppi che dopo 15-16 anni ritornano con la formazione originale...che pena che sarebbe però!
LAMBRUSCORE
Mercoledì 15 Settembre 2010, 20.10.46
14
x cosa era stato arrestato? forse aveva suonato fuori tempo???
metal4ever
Mercoledì 15 Settembre 2010, 19.47.45
13
@zarathustra: Perchè lo ritengo sprecato per quel gruppo pur non avendo niente contro di loro, però se andrà lì sarà solo per il vil denaro visto che a quanto pare gli Avenged stanno guadagnando popolarità, cmq hai detto bene nn penso neanch'io che accadrà, cmq qualunque decisione prenderà la rispetterò e continuerò a seguirlo dovunque vada, stessa cosa se capitasse nel caso farebbero la stessa cosa gente come Harris, Hetfield, Akerfeldt ecc...
Renaz
Mercoledì 15 Settembre 2010, 17.46.41
12
Ciò non di meno, è così. A me ultimamente fanno cagare tanto quanto Metallica e Iron Maiden, gli altri due gruppi dell'immaginario collettivo che ho citato, ma non saremo nè tu nè io a cambiare il corso delle cose. Meglio piuttosto interrogarsi sul perchè succede che il pubblico si impunti sempre sui soliti nomi... la discussione a cui volevo arrivare, del resto, comprende anche questo argomento
Anthony
Mercoledì 15 Settembre 2010, 17.39.07
11
Renaz, che i Dream Theater rappresentino nell'immaginario collettivo il genere prog non è tanto una "scomoda verità" quanto piuttosto una verità amara e desolante. Sul fatto, poi, che siano "molto chiaccherati" non vi è dubbio, ma non credo che si tratti di un merito o di una cosa positiva, anzi... direi, invece, che ciò non depone nè a loro favore, nè del pubblico metal.
Renaz
Mercoledì 15 Settembre 2010, 16.53.13
10
@Anthony: per quanto sia una scomoda verità, i Dream Theater sono ormai LA band moderna nell'immaginario collettivo (leggi: il lato commerciale dell'immaginario) per quanto riguarda il prog, così come i Metallica lo sono per il thrash e gli Iron Maiden per l'heavy metal. Si può discutere per anni sul loro valore (siamo qui apposta) ma il fatto che ormai siano un simbolo, e in quanto tale "molto chiacchierati", è una realtà oggettiva.
Anthony
Mercoledì 15 Settembre 2010, 16.26.36
9
Io credo che si parli troppo dei Dream Theater e nel caso specifico di Mike Portnoy... e sinceramente non ne capisco la ragione! O meglio, penso che non ce ne sia una realmente valida, se non quella che accompagna solitamente le storie di tanti gruppi famosi i quali subiscono anzitempo ed impropriamente un processo di beatificazione che li porta ad essere costantemente al centro dell'attenzione a prescindere da quelli che sono i loro reali meriti artistici. Nel caso della band newyorkese quello che avevano da dire, musicalmente parlando, lo hanno già detto negli anni '90... i loro ultimi dischi sono alquanto opachi e privi di spunti o idee realmente interessanti; di conseguenza non capisco come mai si parli così tanto di loro!! In fondo si tratta di una band che non ha più molto da dire in ambito progressive e che anzi non è neanche più accostabile al genere a causa di trasformazioni stilistiche che ne hanno gradualmente deteriorato le partiture e le peculiarità iniziali. Mike Portnoy ha lasciato la band... e chi se ne frega mi viene da dire!
Holydiver
Mercoledì 15 Settembre 2010, 16.05.46
8
Mah, secondo me le cose sono andate più o meno così: Portnoy aveva voglia di "svagare" un po', cercare nuovi stimoli, misurarsi con diversi musicisti, sperimentare nuove cose, ecc. e non a caso è andato in tour con Transatlantic, Avenged 7fold e qlk altra band, subito dopo il ProgNationTour. Gli altri invece sono rimasti concentrati sulla band principale. Naturale che Portnoy fosse un po' spompato e potrebbe aver chiesto di dfferire di qualche tempo le registrazioni dell'album previste per gennaio. La band avrà risposto qlcs tipo: "Ma tu te ne vai a suonare con cani e porci e poi vieni a dire a noi di spostare le registrazioni? Non esiste!" e allora ognuno per la sua strada. Teoricamente sarebbe potuto succedere anche qlk anno fa, ma il fatto che Portnoy fosse coinvolto nella Liquid Tension Experiment insieme a Petrucci (e Rudess, poi inserito in line up) ha reso le cose molto differenti rispetto alla situazione odierna
Zarathustra
Mercoledì 15 Settembre 2010, 15.54.03
7
@metal4ever: perché? [fermo restando che non penso che accadrà]
metal4ever
Mercoledì 15 Settembre 2010, 15.45.56
6
Se va agli Avenged mi cala na cifra.....
Renaz
Mercoledì 15 Settembre 2010, 15.23.54
5
@sandman: in realtà non è sbagliata neanche la tua versione sono stato vago apposta, senza dare un parere preciso, proprio per stimolare una discussione senza pregiudizi...
sandman
Mercoledì 15 Settembre 2010, 13.26.17
4
allora avevo capito male?
sandman
Mercoledì 15 Settembre 2010, 13.25.48
3
renaz intendeva che così si crea molta più attenzione al nome, quindi se tornano insieme la gente compra dischi e va ai concerti solo per dire, c'ero all'ultimo concerto dei DT con portnoy. se si annuncia l'ultimo tour la gente partecipa per dire la stessa cosa. si crea attenzione sul nome. onestamente non credo questo sia il caso. per come la penso io, la questione è molto semplice: semplicemente quando si sta tanti anni con le stesse persone, magari amici, si accetta di tutto, poi una scintilla fa scattare qualcosa che ti spinge ad allontanarti da quelle persone almeno per un pò. succede spesso anche con le relazioni tra persone "normali", non solo musicisti. sono situazioni che non si sa mai come finiranno e neanche sta volta lo sappiamo
Renaz
Mercoledì 15 Settembre 2010, 13.21.39
2
Beh, sì, secondo me già solo con gli Avenged potrebbe fare più soldi. Spesso le collaborazioni esterne vengono pagate di più...
metal4ever
Mercoledì 15 Settembre 2010, 13.13.58
1
Articolo interessante,@Renaz: ma non ho capito l'ultima parte c'è ipotizzi che se ne sia andati dai DT per denaro??? perchè gli altri progetti gli danno più soldi??? non so ...illuminami
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