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JOHN BONHAM - Bonzo e la bestia
25/09/2010 (18875 letture)
Parlare di John Bonham oggi, nel trentennale della sua scomparsa, non è facile per me. Un po' per la mia autoimposizione a non voler fare una biografia in senso stretto (che sarebbe risultata arida e senza sentimento), un po' perchè la sua figura è una delle più amate dal sottoscritto. Ricordo i primi contatti con la musica dei Led Zeppelin grazie ai dischi di mio padre, lo stupore nel sentire la potenza che veniva sprigionata da quel batterista... in quel momento anche lo Ian Paice di Made in Japan (che era stato uno dei miei primi amori musicali) sembrava un pigmeo di fronte all'energia ed al pathos che uscivano dalle casse. Dunque sono passati 30 anni da quel 25 Settembre 1980, in cui il mondo si svegliò senza John Bonham, ennesima morte nel mondo del rock, che quell'anno ci aveva già portato via Bon Scott ed un paio di mesi dopo anche John Lennon.

L'INIZIO DALLA FINE
Tante cose sono state dette e scritte in merito alla scomparsa di Bonham, le colpe sono state date al famoso "patto col diavolo" fatto da Page (ed in misura inferiore anche a Plant), voci alimentate a mio parere da giornalisti (con i quali la band ha sempre avuto delle divergenze) e da groupies in cerca di notorietà.
Il 24 Settembre fu l'ultima volta che i quattro Led Zeppelin suonarono insieme: era imminente l'ennesimo tour americano e la band doveva provare nella saletta presente nella nuova casa di Page a Windsor. Bonzo aveva appena smesso di farsi di eroina e beveva molto; inoltre prendeva anche una medicina contro l'ansia chiamata Motival. Quella mattina Rex King (il nuovo tour manager che aveva preso il posto di Richard Cole) andò a prendere Bonham, che però volle fermarsi in un bar a mangiare un paio di panini e a bere vodka. Arrivato in sala prove continuò a bere fino a quando non fu più in grado di suonare... già questo era un brutto presagio, dato che fu sempre motivo d'orgoglio del batterista il non essere mai stato così scoppiato da non riuscire a suonare.
Alla sera si sarebbe tenuta sempre nella casa di Jimmy Page una festa che avrebbe dovuto segnare la rinascita del gruppo. Bonzo chiaramente continuò a fare bisboccia, fino ad addormentarsi sul divano; un assistente di Page (che aveva già avuto a che fare con situazioni simili) lo prese di peso e lo portò in camera da letto, coricandolo di lato e mettendo alcuni cuscini sotto la sua testa. Il pomeriggio del giorno dopo uno degli assistenti di Plant andò a sincerarsi delle condizioni di Bonham, trovandolo con la faccia blu ed il polso inesistente. Fu subito fatta chiamare un'ambulanza, ma ormai era tardi: John era morto in mattinata.

BONZO...
Nato il 31 maggio 1948 nel Worcestire, John Henry Bonham aveva dimostrato una naturale predisposizione alle percussioni. prima pestando sulle pentole della madre, poi su una batteria improvvisata creata dal padre, il quale gliene regalò una vera -ed arrugginita- per i 15 anni.
Tony Webb and The Spiders, Nicky James Movement, A Way Of Life, Band Of Joy, Crawling King Snakes (le ultime due con alla voce un tale Robert Plant)...ecco i nomi delle band in cui Bonzo militò, al mattino lavorava con il padre in cantiere ed alla sera si sfogava sulle pelli. Anche quando si sposò all'età di diciassette anni non riuscì a fare a meno della batteria (nonostante una promessa fatta alla moglie), piuttosto smise di fumare per pagare l'affitto della roulotte in cui abitavano. Il suo carattere silenzioso, gentile ed affabile gli valsero il soprannome di Bonzo, come il cane dei cartoni animati inglesi; il suo modo di suonare era invece all'opposto e cominciò a dargli un po' di fama, anche negativa: alcuni gestori di locali non volevano band in cui suonava lui, a causa del rumore che era in grado di fare. Per evitare questi inconvenienti, John affinò la tecnica, riuscendo a suonare forte senza rompere le pelli (come gli capitava in molte occasioni); foderò inoltre la cassa con della carta stagnola per farla crepitare ed iniziò a suonare a mani nude.
Nell'estate del 1968 era in tour con Tim Rose e l'amico Plant gli propose di entrare nei New Yardbirds, ma il batterista rifiutò perchè gli andava benissimo l'attuale ingaggio di 40 sterline settimanali. Poco dopo Jimmy Page lo vide suonare dal vivo e decise che quello sarebbe dovuto essere il suo batterista: cominciò allora un bombardamento di telegrammi da parte di Plant e Peter Grant (futuro manager della band) per convincere Bonzo, il quale aveva ricevuto anche altre offerte in quel periodo -tra le quali un certo Joe Cocker. Alla fine decise che la musica dei New Yardbirds gli sarebbe piaciuta di più da suonare e fu così che entrò nei futuri Led Zeppelin.

...E LA BESTIA
I tour dei Led Zeppelin erano ottime occasioni per perdere il controllo: droga, alcool, groupies, nessuno era immune al clima di depravazione festaiola, dai roadie ai manager, dalla band al dottore che si portarono dietro in un'occasione. E proprio durante questi momenti venne fuori l'altro aspetto della natura di Bonham: La Bestia. Amante della campagna, della famiglia, delle automobili e delle bevute al pub quando era a casa, distuttivo, rissoso, irascibile ed arrogante quando era on the road. Come nel romanzo di Stevenson, John durante le tournèe si trasformava in un'altra persona, che venne per l'appunto chiamata La Bestia da Benoit Gautier, un impresario francese dell'Atlantic che fece da responsabile della sicurezza nelle date in Francia nel 1973. Egli farà anche un interessante ritratto dei quattro, ecco quello che aveva dedotto su Bonzo:

"Poteva essere la persona più generosa ma anche la peggiore. Bonzo si metteva a piangere quando parlava della sua famiglia. Poi i roadie cominciavano a spingerlo a fare qualcosa e lui perdeva il controllo. Se glielo chiedeva Jimmy, si metteva a lanciare bevande o a gettare cibo sulla gente. Non aveva alcuna difesa naturale contro chi cercava di manipolarlo e non aveva nessuno a proteggerlo"

Era effettivamente così, inoltre durante le prime tournèe i quattro Zeppelin erano molto uniti nei "divertimenti" post-concerto, in seguito ognuno seguirà i propri interessi. Bonham, proprio a causa del suo carattere ingestibile, verrà molte volte escluso da party in locali chic per paura dei guai che avrebbe potuto causare...la frase d'ordinanza in quei casi era "Non ditelo alla Bestia".
Oltre alle consuete distruzioni di alberghi (come la sua musa Keith Moon), Bonzo si rese autore di alcuni gesti al limite del comico verso altri musicisti: durante la festa di compleanno del batterista, un George Harrison colpevolmente ubriaco scaraventò lo strato superiore della torta addosso a Bonham, il quale si trasformò nella Bestia all'istante e (dopo aver scagliato la parte rimanente della torta addosso all'ex-Beatles) buttò tutti gli invitati in piscina.
Un'altra volta nel 1976 si palesò dietro le quinte di un concerto dei Deep Purple: visibilmente ubriaco, notò un microfono libero e venne colpito da un'improvvisa ispirazione...allora si presentò sul proscenio e disse:

"Sono John Bonham dei Led Zeppelin e voglio semplicemente annunciarvi che abbiamo un nuovo album in uscita: si chiama Presence e, cazzo, è fantastico!" Prima di andarsene si girò verso il chitarrista dei Deep Purple e pronunciò le immortali parole: "E per quanto riguarda Tommy Bolin: non sa suonare un cazzo!"

CAUSA ED EFFETTO
La situazione si reggeva dunque su di un delicato equilibrio: quando era a casa era Bonzo, quando era in tour beveva per la nostalgia e diventava La Bestia. Ad un certo momento però si giunse ad un punto di rottura, identificato con l'anno di esilio fiscale che la band prese nel 1975: in pratica per sfuggire alle rigide tasse inglesi, gli Zeppelin poterono stare a casa solo per un breve periodo. La cosa, oltre a portare alle conseguenze immaginabili su Bonham, spinse anche un'altra persona dell'entourage del gruppo verso il baratro: si trattava di Richard Cole.
Lo storico tour manager era sempre tra i protagonisti delle scorribande alcoliche e sessuali (il famigerato episodio dello squalo era opera sua), ma in quel periodo cominciò anche a farsi di eroina. Cole c'era sempre quando Bonzo era in giro per locali, in molti casi istigandolo a fare qualcosa, ma sempre pronto a fermarlo quando andava oltre. Era anche uno dei pochi a poterlo contrastare fisicamente: in un paio di occasioni gli ruppe anche il naso!
La sua tossicodipendenza lo portò all'inizio del 1980 al licenziamento e poi ad un arresto in Italia dove, durante il soggiorno a Regina Coeli, apprese della morte di John. Chissà se quel giorno ci fosse stato lui ad occuparsi del suo batterista...

L'EREDITA'
Portnoy, Jordison, Hoglan, Lombardo... tanti nomi sono usciti fuori negli ultimi 30 anni, incensati da critica e fans e la discussione tra chi sia il miglior batterista è aperta (anche sul nostro forum) e difficilmente si riuscirà a stabilirlo con certezza. Bonham probabilmente a livello di tecnica sarebbe dietro, ma aveva qualcosa che lo mette a mio parere davanti agli altri: Moby Dick. Lasciando perdere la versione su Led Zeppelin II (bella sicuramente, scritta come emulazione della Toad di Ginger Baker), il suo assolo che ogni sera si ripeteva in tutti i posti in cui suonasse era il punto focale del concerto: era l'unico pezzo che non veniva mai tagliato, poteva durare 10, 20 o 30 minuti ed il pubblico andava in ogni caso in visibilio; se una sera lo spettacolo era un po' fiacco a causa delle condizioni di Page o di Plant (a dire il vero piuttosto cagionevoli di salute) ci pensava Bonzo ad infiammare la platea. Nessuno dopo di lui riuscirà a tenere così bene il palco ed a essere così determinante, è per questo che invidio chi quella sera del 1972 lo vide esibirsi al Velodromo Vigorelli a Milano.

Inizialmente quando ho cominciato a scrivere questo articolo pensavo di chiuderlo con un video di Bonzo in azione, ma poi mi sono reso conto che sarebbe stato un peccato mettere solo un video scelto da me, quindi ho preferito lasciare a voi lettori la scelta di cosa ascoltare per rendere il giusto omaggio a John Henry Bonham.

Ciao John, continua a guidare le bacchette di tutti i batteristi da lassù, in cima alla scalinata per il paradiso.



Silvia
Domenica 13 Maggio 2018, 12.29.42
41
Bonham è uno dei miei batteristi preferiti e credo che pochi abbiano o abbiano avuto la personalità, originalità e senso del tempo che lui aveva. La tecnica fine a se stessa x me lascia il tempo che trova, si può anche replicare con lo studio mentre la fantasia e il tocco sono elementi unici e fanno la storia (imo)
Rob Fleming
Domenica 13 Maggio 2018, 7.30.28
40
Sono "pienamente d'accordo a metà" con @Lele 12Dianno. Per me come musicisti erano superiori alla media, mentre il tempo ha rivelato che come compositori hanno durato lo spazio di un battito di farfalla (al netto di tutti i prestiti raccolti in giro). Su Bonzo posso dire che mi è sempre piaciuto pur non avendo io una conoscenza tale dello strumento per cogliere tutte sfumature (diciamo pure che l'unico assolo di batteria che non mi ha annoiato lo ha fatto Carl Palmer e sono sopravvissuto a Paice e Peart)
Lele 12 DiAnnö
Domenica 13 Maggio 2018, 3.48.57
39
La forza degli Zeppelin stava nell'insieme. Presi singolarmente, in un certo senso sono tutti e quattro sopravvalutati (@TheNemesis: comunque JPJ non era poi così scarso )
TheNemesis
Domenica 13 Maggio 2018, 1.42.52
38
Ho sempre pensato che John Bohnam fosse un ottimo fabbro. Alla fine, il suo sound è stato caratterizzato dalle "famose" terzine alla cassa. Ben poco rispetto ai veri grandi della batteria, da Ian paice (per rimanere nel genere) a Phil Collins. E non sto parlando di tecnica pura (nel qual caso Bonzo verrebbe seppellito dalla stragrande maggioranza dei batteristi rock) ma di musicalità e inventiva. "Starway to heaven" Phil l'ha suonata al Live Aid con l'alluce del piede sinistro.... Bohnam: batterista ampiamente sopravvalutato solo perchè suonava in un gruppo strepitoso... o meglio, suonava in un duo strepitoso: Jimmy Page e Robert Plant (stendiamo un velo pietroso su John Paul Jones).
Mauri
Lunedì 7 Novembre 2016, 21.53.38
37
Per capire che suono fa la batteria di bonham, basta salire e girare la chiave che mette in moto un trattore...poi ingranare la marcia, una dopo l'altra...e poi frena, e volgi lo sguardo ai solchi che le ruote hanno inciso sulla terra . Ecco che suono fa !
mario
Sabato 2 Aprile 2016, 18.07.50
36
Per quanto riguarda la "tecnica in generale", la pensò proprio come Bonhsm, si espresse permette esemplarmente ed emblematicamente, puoi avere tutta la tecnica che vuoi , na se non hai personalità', passione e originalità cosate ne fai?la personalità'_ e la originalità' dono le cose che contano,e ovviamente il discorso vs slkargati a tutti gli strumenti, e in campo chitarristico sia Page che Blackmore dono stati dei grandissimi, Blackmore ha comunque prodotto di più' di Page, e ancora continua anche ultimamente bene col duo nuovo progetto, anche se i fasti di un tempo credo non verranno più', e anche lui lo sa, ma comunque sono entrambi storia,questo e' quello che conta a mio modesto parere.
mario
Sabato 2 Aprile 2016, 17.51.31
35
Per me non e' questione di essere superiore o meno, il fatto che tutti i chitarristi che hanno fatto storia meritano, se non c'era i prima il coraggio tutto nuovo nel sound del geande Page , Blackmore probabilmente non avrebbe fatto quello che ha fatto, Page HS fatto cose che Blackmore non ha mai fatto e viceversa, Blackmore poi per me e' davvero un grande ma ha fatto anche cose ridicole per me come quelle con sua moglie.I Led Zeppelin quando hanno visto che gli eventi e le circostanze non lo permettevano più' hanno smesso la loro attività' e chiusa la loro carriera con dignita', a differenza di tanti altri, resistendo anche a cifre con molti zeri.
Metal Shock
Sabato 2 Aprile 2016, 17.36.30
34
Bonham è forse uno dei migliori batteristi di tutti i tempi, ma anche Ian Paice non è da meno. Per quanto riguarda Paige, beh penso la droga abbia fatto i suoi effetti, e in quanto a idee le ha finite nel giro di pochi anni, Blackmore gli è di molto superiore.
mario
Sabato 2 Aprile 2016, 17.29.15
33
Bonham non e' affatto sopravvalutato, col suo stile ha fatto scuola , uno stile fatto di destrezza, abilita' e furiosa potenza, uno stile originale e inconfondibile, molto imitato in seguito, uno come lui non di era nsi visto prima, live era una dinamite,una bomba, basta ricordare il fatto che una volta livello si esibivano il gruppo di James Brown, rbvene i 3 batteristi rimasero allibiti nel vederlo in azione, smmutolirano in edtasi , mrraviglionfidi di come facesse, s fare un lavoro cosi' potente e preciso che loro facevano in 3.Ormai non mi stupisco più' di niente, mi mancsvacqusta dei led Zeppelin e di Bonham sopravvalutati, non c'è più' religione veramente.
Rob Fleming
Sabato 2 Aprile 2016, 17.21.51
32
Non sarei così drastico come Domenico - la fama degli Zeppelin non risiede affatto nel live - però c'è del fondamento in quel che dice. Ho già scritto altrove penso che la media qualitativa dei Deep Purple sia superiore a quella degli Zeppelin sebbene ritenga che i migliori album di questi ultimi siano superiori ai migliori del Purple. Per quanto riguarda Page/Blackmore è probabile che gli abusi di sostanze chimiche abbiano inciso non poco. Di certo c'è che Blackmore lascati i Purple ha scritto Stargazer e tornato nei ranghi Perfect Strangers e Anya (e anche il primo dei Blackmore's night è ricco di perle). Page praticamente nulla; forse qualcosina con Coverdale. Sul Bonham batterista non mi esprimo perché non ho le competenze adeguate.
mario
Sabato 2 Aprile 2016, 17.02.07
31
Made in Japan fu ritoccato per stessa ammissione di Lord, a me sinceramente della diatriba di che ce l'ha più' lungo tra i 2 grupoi storici, non me ne frega niente, fatto sta che hanno cominciato ptima i Led Zeppelin a cambiare le carte in tavola con il sound del rock, e questo anche per merito della sezione ritmica cui contribui' in maniera decisiva anche Bonham, comunque sono due gruppi che ho sempre amato.
Domenico
Sabato 2 Aprile 2016, 14.56.58
30
Jonh B. come i Led Zeppelin enormemente sopravalutato. Era il batterista di un gruppo, che per fare musica doveva avere l'ispirazione esoterica, gruppo che trovò la fama leggendaria, nel ritoccato album dal vivo. Mi domando cosa sarebbe stato il video di Made in Japan dei Deep Purple. Ma mi domando, se tutti coloro che considerano geniali i Led Zeppelin, hanno mai ascoltato RAT PAT BLUE dei Deep Purole in studio, e se si sono mai domandati se era possibile pei i Led Zeppelin riuscire in un qualcosa del genere. Per i fan, perchè tranne che nella versione live del film, Page è ridicolo quando suona stairway to heaven? Come mai non è stato più in grado di suonare quel pezzo in quel modo? Andate a leggere i ritocchi in studio che ha avuto il doppio dal vivo.
DP
Mercoledì 28 Gennaio 2015, 17.01.17
29
« Avevamo ottenuto un backstage pass per le due serate del festival di Knebworth (1979). Bonham arrivò insieme a suo figlio Jason e si sedette alla batteria per controllarne l'accordatura. L'impianto di amplificazione non era ancora acceso e lui fece qualche acciaccatura (rullante-tom-timpano-cassa) che subito il palco iniziò a tremare. Io e John (Deacon) ci guardammo negli occhi e ci abbracciammo. » (Roger Taylor - Queen)
DP
Mercoledì 28 Gennaio 2015, 16.56.53
28
Le sue celeberrime terzine di cassa sono divenute un vero e proprio marchio di fabbrica e venivano suonate mediante l'utilizzo di un singolo pedale, il leggendario Ludwig Speed King regolato con molle ad alta tensione. Dopo una prova iniziale di cui presto ne abbandono l ' idea Bonham preferiva non utilizzare piu' la doppia cassa.
DP
Mercoledì 28 Gennaio 2015, 16.47.00
27
« La batteria non c'entrava. John si sedette dietro un kit in miniatura: una cassa da 18", un rullante alto 4", un tom da 12" e uno da 14"... ed era quel suono! Rimasi annichilito da quello che stavo sentendo, e da come lo stava suonando: da quel minuscolo kit stava uscendo il sound dei Led Zeppelin! » (Dave Mattacks) Questo mini kit era stato realizzato appositamente dalla Ludwig per il figlio Jason.
DP
Mercoledì 28 Gennaio 2015, 16.42.20
26
"SE IL TUO SOUND SI BASA SOLO SULLA TECNICA SUONERAI COME CHIUNQUE ALTRO . CIO' CHE CONTA E' ESSERE ORIGINALI" J.H. Bohnam
Painkiller
Lunedì 27 Settembre 2010, 13.38.05
25
@Alex Ve: concordo pienamente, ognuno è libero di distruggersi come vuole.....l'importante è che non crei danno agli altri.......per questo ho citato Best......
Alex Ve
Lunedì 27 Settembre 2010, 13.14.42
24
Painkiller: certo, ma la cosa più sbagliata che noi possiamo fare -a mio modo di vedere- è rifugiarci nei giudizi morali. Questi sono spesso inutili, la morale rappresenta il massimo del soggettivismo e per di più è collegata ad atteggiamenti interiori. Quindi io mi chiedo, a che serve fare giudizi del genere? Limitiamoci a giudicare in base a ciò che si fa e non in base a ciò che si è (interiormente).
Painkiller
Lunedì 27 Settembre 2010, 10.26.23
23
Bravo Alex! C redo che questa frase di Best ci faccia capire la relatività del giudizio che diamo.....a leggerla verrebbe da dire "come dargli torto", poi con un po' di coscienza magari no......
gemme
Lunedì 27 Settembre 2010, 10.23.19
22
Credo che il modo migliore di apprezzare i Led Zeppeling sia ascoltando quello che hanno creato e suonato. La vita degli artisti è interessante, ma spesso ci racconta di esistenze vissuta oltre ogni limite... Come in questo caso. Se Bonzo ci stesse effettivamente osservando dall'alto (o dal basso) credo che vorrebbe che mettessimo il volume dello stereo a palla e sulla piastra girevole il vinile dei led zeppeling. ...O meglio che suonassimo i suoi pezzi con la stessa energia (impossibile) ... credo sarebbe contento dell'affetto dimostrato da persone come me nate dopo la sua morte. Grazie Trucido! So che Led zappeling sono i papà del Metal, ma ti pensavo "metallico" puro.
Er Trucido
Lunedì 27 Settembre 2010, 10.02.41
21
Grazie Painkiller! Io la citazione che hai scritto so a chi appartiene, ma per il momento taccio...
Alex Ve
Lunedì 27 Settembre 2010, 10.01.46
20
George Best, altro mito
Painkiller
Lunedì 27 Settembre 2010, 9.39.18
19
I Led Zeppelin non mi sono mai piaciuti, Bonham sì, e questo vorrà pur dire qualcosa...la capacità che hanno musicisti come lui di emozionare senza eccessivi tecnicismi è una dote unica e rara, come lui credo Cozy Powell, Blackmore, Hendrix e pochi altri.....immenso. Bell'articolo "Trucido", con tanti spunti anche per chi non è un fan degli Zeppelin. @Richard & Alex Ve : "ho speso un sacco di soldi in alcol, donne e macchine veloci, il resto li ho sperperati...". Chi è l'autore di questa celebre frase???
Alex Ve
Sabato 25 Settembre 2010, 14.55.09
18
Richard: appunto, che lo dici a fare? Ti sei risposto da solo.
Er Trucido
Sabato 25 Settembre 2010, 14.54.34
17
ahahahaha!
Richard
Sabato 25 Settembre 2010, 14.53.28
16
bah...lascia perdere...tristi ricordi...non apriamo vecchie ferite in tutti i sensi !!! ...E poi Gallina è stanco di sentire questa, storia potrebbe averne a male (però Gianni Morandi mi era piaciuto ah ah ah ah ah ah).
Er Trucido
Sabato 25 Settembre 2010, 14.50.12
15
Dai ragazzi cerchiamo di non esagerare, spero che tutto questo sia solo ironia...nell'articolo ho cercato di evitare particolari troppo scabrosi che sono riportati troppe volte dai "giornalisti" musicali. @Richard: è chiaro che Cole ha le sue responsabilità su cosa diventarono Bonzo e Moon, l'unica cosa che faccio è chiedermi se quella sera ci fosse stato lui cosa sarebbe successo, ma siccome è solo una mia supposizione non merita tutto questo spazio (così come non ne merita Cole). Piuttosto, se ricordo bene te quella sera al Vigorelli c'eri...raccontaci un pò come fu vedere Bonzo dal vivo e se è vera la questione dei lacrimogeni sul pubblico
Matocc
Sabato 25 Settembre 2010, 14.45.42
14
sicuramente uno dei più grandi batteristi del rock. pur non avendo una tecnica sopraffina era dotato di un'energia e un tiro micidiali... peccato bruciarsi così . R.I.P.
Richard
Sabato 25 Settembre 2010, 14.45.25
13
ma cristo... non si possono nemmeno fare battute ??? Tutti con la coda di paglia eh !!! E poi, si vede proprio come non mi conosci...io vengo dagli anni in cui questa era una regola di viata ma sono sopravvissuto. E comunque tutto sommato ti ho augurato solo di diventare una Rock Star , vabbè ma chettelo dico affà ...
Alex Ve
Sabato 25 Settembre 2010, 14.01.09
12
Richard: e tu invece sei sulla strada di un qualsiasi moralista.
Richard
Sabato 25 Settembre 2010, 13.55.46
11
@ AlexVe...hai tagliato "pisciandosi e cagandosi addosso..." non barare. !!! Comunque sei sulla buona strada...per fare la fine di Keith Moon e John Bonham AUGURI
Alex Ve
Sabato 25 Settembre 2010, 13.45.30
10
Richard: "Drogarsi allo stremo, scopare tutto lo scopabile, dormire ininterrottamente per giorni in infide topaie " - MAMMAGARI!!!!
Richard
Sabato 25 Settembre 2010, 13.11.13
9
Drogarsi allo stremo, scopare tutto lo scopabile, dormire ininterrottamente per giorni in infide topaie pisciandosi e defecandosi addossso non mi sembra poi la grande alternativa che Cole poteva offrire. Comunque questo è il tributo da pagare per la VITA DA STAR...
Er Trucido
Sabato 25 Settembre 2010, 12.56.38
8
Anzitutto grazie per gli apprezzamenti ricevuti, Bonzo è stato un grande personaggio e per me è stato un onore poter scrivere di lui. @Richard: è vero Cole disse che probabilmente era un dentice rosso, come il colore dei capelli (e non solo, chi ha orecchie per intendere intenda) della groupie, poi chiaramente ci ha pensato la storia ad ingigantire la faccenda (io stesso non ne ho voluto parlare perchè comunque la storia è stata ingigantita da matti) . Sulla figura del tuo omonimo mi trovi d'accordo, anche se sono convinto che se quel giorno ci fosse stato lui avrebbe trovato qualcosa di meglio da fare per Bonzo, invece che bere tutto il giorno...magari non più costruttivo, ma che non avrebbe portato John alla morte. Chiaramente è solo un'opinione, non avremo mai il riscontro dei fatti.
Richard
Sabato 25 Settembre 2010, 12.39.38
7
Mark Stein dei Vanilla Fudge, in tour quell'anno con gli Zep, filmò con un SuperOtto la presunta scena dello "squalo" pertanto è possibile che sia ancora in circolazione. Però a conti fatti si trattava di un pesce (vivo) poco più piccolo di una trota poi, si sà, le leggende metropolitane tendono ad accrescere i fatti a dismisura ... Di sicuro Richard Cole era un autentico depravato, non per niente veniva dalla scuola degli altrettanto pazzi Who dove "rovinò" un altro batterista, Keith Moon, fino a condurlo alla morte. .
Raven
Sabato 25 Settembre 2010, 11.13.45
6
RIP
hm is the law
Sabato 25 Settembre 2010, 11.07.56
5
Er Trucido mi hai fatto piangere
qwerty9035
Sabato 25 Settembre 2010, 10.59.18
4
il migliore di tutti, semplicemente Riposa In Pace Bonzo
dani
Sabato 25 Settembre 2010, 10.52.47
3
Grande articolo, mi chiedo se quella morte tragica e sciocca non fosse mai avvenuta cosa altro avrebbe potuto darci lui ed i grandi Zeppelin!!!!
metal4ever
Sabato 25 Settembre 2010, 10.50.26
2
Un genio, probabilmente come tutti i bonzi ccercava solo un po di Pace.... R.I.P John
Enzo
Sabato 25 Settembre 2010, 10.31.59
1
Articolo Eccezziunale!!!!!!!!!!John Bonham rules!!R.I.P
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25/09/2010
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JOHN BONHAM
Bonzo e la bestia
 
 
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