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RACCONTARE IL MITO - # 9 - Metallica, Milano, 1992
08/10/2010 (6137 letture)
Novembre 1992

In Italia non si parla d’altro. Da mesi.
2 date, solo 2, per ammirare la splendente cometa Metallica nel roboante Wherever We May Roam Tour Europe. Il 16 novembre i four horsemen saranno a Roma, mentre il giorno dopo, il 17, a Milano. In estate siamo stati tutti quanti accecati dalla performance al Tribute di Wembley in onore di Freddie Mercury in cui, assieme agli artisti più blasonati del momento, i nostri si sono esibiti in mondovisione.
Il circo dell’heavy non può mancare al commiato del rocker inglese e i Metallica suonano davanti a 70.000 persone in delirio, aprendo questo show galattico con i successi estratti dall’ultimo, controverso album: un set di soli 3 brani (Enter Sandman, Sad But True e Nothing Else Matters) che fa lacrimare sangue a tutti gli intervenuti. James Hetfield, unendosi ai Queen e a Toni Iommi, canterà poi anche Stone Cold Crazy, certificando il grande potere del Black Album e del Wherever We May Roam Tour che, di lì a poco, partirà anche nel vecchio continente. Negli States i botteghini sono stati letteralmente presi d'assalto, facendo registrare un costante sold-out. La premiata ditta James & Lars è in questo momento l'icona più rappresentativa della scena “dura”, nonostante gli addetti ai lavori inizino a storcere il naso a causa di questo successo massivo.

A proposito: il Black Album o Metallica o S/T -che dir si voglia- è criticato per il sound poco aggressivo ingegnerizzato da Bob Rock (già con i Motley Crue ed i Bon Jovi), per i tempos esageratamente lineari e ammiccanti, per la presenza di ben 2 lenti (The Unforgiven in memoria di Cliff, e la strappalacrime Nothing Else Matters), per la copertina considerata "inespressiva" e perfino per la nuova grafica del logo che si "spiaccica" sulla cover in obliquo e con colori poco contrastanti. I rimproveri, guarda caso, sono direttamente proporzionali al successo. L’album schizza nelle posizioni top delle classifiche di tutto il mondo e, con il passare del tempo, nelle menti di ogni essere vivente si consolida il moniker Metallica. Non è raro vedere signori e/o signore di mezza età uscire dai negozi con una macchia nera tra le mani: Metallica (a me è sempre piaciuto chiamarlo così) entra nelle case degli italiani come il vino e la pasta, ossia dalla porta principale.

L’annuncio del passaggio nel belpaese crea un’attesa febbrile. Ho tra le mani il biglietto da mesi: per procurarmelo ho saltato (“bigiato”, nel gergo studentesco delle mie zone) un giorno di scuola. Ne avrei “bigiati” due, tre, mille…
Al momento della messa in vendita mi fiondo, assieme agli amici e sfidando l’alba, dall’usuale rivenditore che, in pochissime ore, esaurisce tutti i tagliandi. Dopo un’ora abbondante di attesa, noi tutti riusciamo comunque a procurarci il lasciapassare che esibiamo per giorni e giorni quale inarrivabile feticcio. In poco tempo tutti sanno che parteciperò al Wherever We May Roam Tour; lo dico a chiunque mi passi accanto e molti vorrebbero essere nei miei panni, non essendoci stata la possibilità di coprire l'intera (ed inesauribile) domanda. L’Italia sta letteralmente impazzendo per i Metallica.
La scuola non mi dà tregua: interrogazioni, spiegazioni, la paura (indotta, non reale) degli esami di maturità. Ma tutto questo sembra non importarmi. Il 17 novembre ci sono i Metallica e chiedo di non essere sottoposto ad interrogazione né il giorno stesso, né (tantomeno) quello successivo. A scuola sono bravo e diligente e nessuno (professoresse arcigne incluse) se la sente di dire di no ad una richiesta tanto infantile quanto passionaria. La musica, per il sottoscritto, è un sentimento ben oltre la ragione; molto più eccessiva di quanto un fruitore medio possa comprendere.

Il fatidico giorno arriva e la discografia del quartetto californiano è impressa nella mia mente. Il Palatrussardi trabocca di appassionati fin dal pomeriggio. Arrivo presto, senza sottovalutare l’interminabile coda, ma non basta: il serpentone avanza lento ed ogni minuto è un giro di orologio in meno tra me ed i Metallica. Fuori beviamo, cantiamo, sbeffeggiamo il “nemico” comune di allora -il “pericolosissimo” Jovanotti di ciao mamma, guarda come mi diverto. Qualcuno parla dei recenti fatti di mafia, altri ingannano il tempo chiacchierando di Gullit e compagni (purtroppo noi nerazzurri dobbiamo subire passivamente lo strapotere rossonero). Ci si diverte.
Dopo ore, non minuti, finalmente sono all’interno.
Il colpo d’occhio, anche con le luci accese, è incredibile. Il palco, a forma di diamante e strutturato per penetrare tra la folla e creare un muro di frontisti ben più lungo di quello di un palco dritto, è gigantesco ed accoglie al suo interno il cosiddetto snake pit, ossia una sacca dedicata ad un pubblico privilegiato (credo estratto da un concorso indetto dai vari fan club residenti). Il parterre è colmo e le tribune lo sono allo stesso modo. Io e l’amico che mi accompagna (ciao Dario, hai visto? Ogni tanto fa bene ricordare) ci posizioniamo davanti al mixer, in una zona molto strategica per intercettare i molti conoscenti presenti alla serata. Uno via l’altro dispensiamo saluti ai nostri concittadini frequentatori del Midnight Pub!
Improvvisamente si spengono le luci: è il momento, penso. Mi sbaglio: il megaschermo del locale, che credevo morto, si desta improvvisamente mostrando un Lars Urlich avvolto negli asciugamani.

Milano, siete caldi?

Le parole che escono dalla bocca del più conosciuto batterista metal, in collegamento dal camerino preparatorio, sono una fucilata. Siamo tutti allibiti, dato che questa scenetta autocelebrativa ricorda paurosamente l’overture del concerto di Madonna del 1987, in quel di Torino.

Ciao Italia, ciao Torino,
Siete pronti? Siete pronti?
Bene, anch’io
Siete già caldi?
Bene, anch’io
Are you ready?
Allora andiamo…


Questa è la frase esatta pronunciata da miss Ciccone durante la diretta TV di quella sera di 23 anni fa.
Lars gigioneggia in un breve monologo, faccia sorridente verso la telecamera. Sono algido, altro che caldo…

Passano pochi minuti e lo show ha finalmente inizio. I Metallica si presentano al Wherever We May Roam Tour senza opening act, promettendo circa tre ore di musica: una maratona lunga oltre 20 brani! L’avvio, seppur scontato, è da pelle d’oca! L’introduzione chitarristica di Enter Sandman è coperta dalle urla ed il pogo parte al primo mid-tempos di batteria, nonostante la leggerezza complessiva del brano. Hetfield è magnetico anche se la sua voce fatica a riempire il palazzetto, mentre Ulrich, che sbuca dal sottopalco grazie ad un artificio meccanizzato, è una furia solo in fatto di gestualità populista e presunzione. Coperto dall'immensa Tama doppia cassa, pare concentrarsi poco sulle pelli e moltissimo sul pubblico manifestando, soprattutto durante i pezzi di ...And Justice For All (ripresi in un ottimo medley), alcune pecche tecniche molto evidenti.
Creeping Death e Harvester Of Sorrow mostrano l’intensità di uno spettacolo che si destreggerà abilmente tra gli episodi seminali e l’ultimo, recentissimo album. Accanto al condottiero James ed al giullare (per atteggiamenti) Lars, spicca l’ingombrante Jason Newsted, al secondo lavoro in studio con gli horsemen: partito (e arrivato) come il figlio di un dio minore (Cliff, si sa, è oramai una figura mitologica e -come tale- irraggiungibile), dal vivo è un vero trascinatore. Il basso suona sterentoreo e le sue pennate con il plettro (ok, Cliff usava le dita) risuonano come la luttuosa campana di For Whom The Bell Tolls (traccia che live ha un piglio pazzesco). Completano l'impatto on-stage lo sguardo minaccioso ed un portamento decisamente accattivante e fiero. In Kirk c'è invece qualcosa che non gira a dovere: la sua prestazione, costantemente sul filo della sufficienza, è fortemente condizionata dagli assoli tormentati. Subito, con Enter Sandman, l'ex Exodus stecca un paio di note, così come in Fade To Black (ma questo è un classico) la precisione chirurgica necessaria ad un solista si staglia miseramente sui tasti della sua Ibanez. Il riffing è invece preciso, grazie anche a suoni mastodontici che trasformano le varie canzoni, One su tutte, in mitragliate da incursore. Proprio quest'ultima, assieme alla precedente Seek And Destroy, cantata da Jason anziché da James, rappresentano l'apice dell'apprezzamento della folla. La prima, accompagnata lampi di luce bianca sincronizzati con la cassa, emoziona moltissimo, mentre la seconda raccoglierà i frutti di una serata fantastica e difficilmente riproponibile. Prima però la scaletta espone una buona rivisitazione della carriera dei Metallica, alternando i nuovi ai vecchi episodi. La “palpebra” cala solo durante le libertà di Lars (davvero pretenzioso) e l'assolo di Kirk, ma per fortuna -a risvegliare- c’è un’incredibile infilata tratta da Kill ‘Em All, Ride The Lightning e Master Of Puppets, chiusa con la martellante Whiplash. In questo lasso di tempo la Milano metallica (il nord Italia metallico, oserei dire) raggiunge l’orgasmo collettivo più importante di sempre.
Come qualunque concerto che si rispetti (??) arriva anche il momento degli accendini: sono già passate 3 delle 4 track four -Welcome Home (Sanitarium), The Unforgiven e Fade To Black, ma è tempo dell’unica, vera ballad della carriera. Nothing Else Matters è suonata dai 4 con una sensibilità inconsueta per dei thrasher e la tensione (positiva) si scioglie in un caldo abbraccio di dolcezza.

Sulle note di Seek And Destroy il Palatrussardi canta assieme alla possente voce di Jason

Searching, seek and destroy

mentre Hetfield percorre il diamante in lungo ed in largo, scendendo fino alle transenne per stringere mani e godersi l’oramai regolare esaltazione di massa.
Avendo già invocato Master Of Puppets, puntualmente suonata, la gente aspetta solo il gran finale, con il set di cover che i Metallica propongono oramai da tempo: Last Caress, Am I Evil? e l'eccezionale Stone Cold Crazy dei Queen -preceduta dalle schiacciasassi Battery e Motorbreath, portano a termine uno spettacolo lunghissimo ma senza dubbio eccezionale.
Sono stravolto, stonato dalla potenza della frontline e tanto adrenalinico da volerne ancora.
Tanta stanchezza ed altrettanto godimento sembrano non poter soddisfare la mia fame. Giuro di volerne ancora; di volerli ancora.

La realtà sarà però un bel po’ diversa dai sogni e dalle speranze, dato che nessun altra esibizione a cui assisterò sarà tanto avvincente quanto questa. Ma allora è vero: il Black Album ha segnato negativamente la carriera della più famosa thrash-metal band di sempre?
La storiografia musicale, nonché la critica spicciola, passano probabilmente questa tesi annaffiata di invidia, a cui però non ho mai creduto. Metallica, con tutti i suoi difetti, è un album piacevole e coinvolgente. Non è Master Of Puppets, non è Kill ‘Em All, non è Ride The Lightning e nemmeno ...And Justice For All, tuttavia mostra con dignità le sue “borchie” da oltre 19 anni.
La mia verità (che se vorrete potrete fare vostra) è che è stato proprio il Wherever We May Roam Tour a fiaccare gli americani, non il Black Album! Da un lato il susseguirsi di serate così dispendiose, sia fisicamente sia psicologicamente, ha certamente pesato sulla creatività a breve termine; dall’altro lo smisurato successo ha malauguratamente corroso quell’umiltà necessaria per rimettersi ogni giorno in discussione, tipica degli esordi. Sono altresì convinto di un altro fatto: durante questo magnifico periodo i Metallica hanno ricevuto ogni sorta di onore e soddisfazione…
…così tante da esaurire il credito nei confronti della loro musa ispiratrice e -probabilmente- anche di quello staccato dalla fortuna!

Se non fosse stato così, in questo 2010, l’Italia starebbe ancora proferendo con rispetto il nome dei Metallica, aspettandoli con impazienza ogni giro delle stagioni!
E invece…

SETLIST WHEREVER WE MAY ROAM TOUR EUROPE
01. Enter Sandman
02. Creeping Death
03. Harvester Of Sorrow
04. Welcome Home (Sanitarium)
05. Sad But True
06. Wherever I May Roam
07. The Unforgiven
08. Justice Medley
09. Bass Solo
10. Guitar Solo
11. Through The Never
12. For Whom The Bell Tolls
13. Fade To Black
14. Master Of Puppets
15. Seek & Destroy
16. Whiplash
17. Nothing Else Matters
18. Am I Evil? (Diamond Head cover)
19. Last Caress (Misfits cover)
20. One
21. Battery
22. Motorbreath
23. Stone Cold Crazy (Queen cover)



angus71
Lunedì 8 Aprile 2019, 17.36.18
22
ecco, qui dissento... all'epoca facevo parte del fanclub per cui stravedevo per i metallica. faccio parte di quei "cagacazzo" (passatemi il termine) che non hanno mai apprezzato fino in fondo il black album (comunque gran disco) e, soprattutto, non mi sono goduto in fondo il concerto per il numero assolutamente eccessivo di pubblico. location sbagliata anche se ,le alternative, non erano troppe. avevo preferito di gran lunga il damage inc tour e quello di justice.
Andy71
Sabato 19 Novembre 2011, 10.10.10
21
Presente....GRANDISSIMI!!!
Ian666 Metal in the blood
Sabato 9 Ottobre 2010, 16.32.57
20
Grandi e ancora grandi i "vecchi" Metallica quando ancora erano i four horsemen prima di vendersi con Load e Reload adesso in questi ultimi due anni con death magnetic hanno cercato di ritornare sui loro passi anche se penso che i "vechi" Metallica non torneranno più ...
Hellion
Sabato 9 Ottobre 2010, 10.17.17
19
@Frankyono stati davvero devastanti....mi correggo era l'88...sorry.....
MAXSLAYER
Sabato 9 Ottobre 2010, 1.22.30
18
Grande articolo io mi ricordo che per vedere quel tour sono andato a norimberga con un bus organizzato dal fan club italia.. Ricordi indelebili e qualche anno prima sono andato a vedere and just for all tour nell 88 a Padova e per finire passando x bologna prima del tour death magnetic e vi garantisco i tallica dal vivo Che sia nell 88 che nel 2010 sono sempre tra i piu grandi emozioni vere grazie x la gioia di esserci e godere con la loro musica... E un bel fuc. per chi non gli aprezzano
Franky1117
Sabato 9 Ottobre 2010, 1.10.54
17
che show che dev'essere stato questo qua!!! quanto mi sarebbe piaciuto andare a un concerto del genere. @Hellion: a te forse ti invidio ancora di più, immagino che nell'89 quando li hai visti tu erano devastanti al massimo.....pfff peccato che ero troppo piccolo all'epoca
Paolo Pain
Venerdì 8 Ottobre 2010, 20.26.20
16
Per quel concerto non riuscii a trovare i biglietti, avevo 15 anni e non ero assolutamente esperto in queste cose. Ma mi rifeci alla grande il 23 giugno dell' anno successivo al "Delle Alpi", con il concerto del "Nowhere else to roam tour", che divenne un mini festival per rimpiazzare il defunto Monster of Rock. Fu il mio primo concerto, e che concerto. Ad aprire le danze gli Extrema, seguiti dai The Cult, per proseguire con Suicidal Tendencies e Megadeth. Se penso che sono passati quasi 20 anni mi viene da piangere, ormai in Italia il metal non toccherà più quelle vette. E' impensabile al giorno d' oggi, assistere ad un concerto con 40000 spettatori, o addirittura 60000 come nel 1992 per i Guns. Posso solo essere orgoglioso di aver vissuto un grande periodo della nostra musica, i giovani di oggi, purtroppo, per assistere a questi bellissimi eventi, sono costretti ad andare all' estero...
Hellion
Venerdì 8 Ottobre 2010, 19.54.31
15
...ahahahah, azzz, mi hai fatto prendere un colpo, cmq grandissimo report, io li vidi a Bologna qualche mese prima, con AcDc, Queensryche...anche se la prima volta, anno 1989, non la scorderò mai!
Giasse
Venerdì 8 Ottobre 2010, 18.16.57
14
AHAHAHAH... sorry Hellion, sono californiani... (ero allo scientifico: geografia si fa solo in prima) )
Hellion
Venerdì 8 Ottobre 2010, 17.50.18
13
...il quartetto di Tampa?
hellvis
Venerdì 8 Ottobre 2010, 15.13.19
12
Io li avevo visti a Milano per il Master Of Puppets tour con Jason Newsted che aveva da poco rimpiazzato il povero Cliff. Concerto epocale, uno dei migliori mai visti anche se poi il mio interesse per i Metallica svanì già con il Black Album.
Painkiller
Venerdì 8 Ottobre 2010, 14.31.20
11
Ora voglio la rece del concerto Iron Maiden/Anthrax del 1990 al Palatrussardi.......mi spiace per chi non c'era, ......
metal4ever
Venerdì 8 Ottobre 2010, 13.00.40
10
Grande Articolo!!!! mi è salita l'adrenalina solo a leggerlo , Magari ad esserci.... Detto Questo me metto a Palla il Live & Shit!!!!!!
zoso
Venerdì 8 Ottobre 2010, 12.30.46
9
cos'è questa scaletta?! è mostruoso.....mai nella mia vita riuscirò a vedre una tale scaletta in un concerto! non è giusto! dovevo nascere prima....merda!
MyCoven
Venerdì 8 Ottobre 2010, 11.03.44
8
Dovevo esserci ma saltai per "demeriti" scolastici.....mi mancava la bravura e diligenza di Giasse ))))) Il racconto della serata da parte degli amici presenti all'EVENTO furono a dir poco esaltanti!!! Gran bei ricordi e gran bell'articolo. Come sempre.
mimi
Venerdì 8 Ottobre 2010, 11.03.34
7
Bell'articolo davvero....trasmette la tua emozione.
hm is the law
Venerdì 8 Ottobre 2010, 10.48.16
6
Il 16 novembre 1992 ero al Palaghiaccio di Marino a vedere i Four Horsemen. Che pogo da paura!
Maiden1976
Venerdì 8 Ottobre 2010, 10.43.21
5
davvero un articolo perfetto Giasse, complimenti. Mi ricordo ancora il concerto di Madonna alla tv!! Lo ammetto..all'epoca ero un grande fan della Ciccone
DevizKK(1991)
Venerdì 8 Ottobre 2010, 10.27.54
4
Ho appena formulato un pensiero tutto mio in questo preciso momento...I Metallica in base al ragionamento che sto per fare,si sono rovinati per il semplice fatto che hanno avuto tutto...Ora spiego bene quello che voglio dire...I Metallica dei primi 4 dischi erano Metallica con un'odio profondo verso la società etc...Erano disagiati pieni di rabbia etc insomma sappiamo tutti com'erano...I Metallica del Black Album sono arrivati si arrabbiati,ma forti del successo di quelle 4 belve che li fece diventare già pietra miliare del metal ad inizio carriera...Perche in 5 anni hanno fatto tutto questo...Il black album è un'ottimo disco..davvero ottimo ma non paragonabile agli altri..I cavalieri col black non hanno voluto fare una mezza stron.ata per accaparrarsi nuovi fan,ma hanno fatto solo un disco diverso..Bello,più calmo ma diverso..Evolutivo!!!Detto questo il black li ha fatti diventare stra mega ultra famosi,li conoscevano in tutto il mondo,hanno fatto un tour mastodontico con concerti mastodontici,i loro dischi vendevano in maniera assurda....Ed ecco per magia che i MetallicA incazzati contro la società contro il mondo sono scomparsi,hanno iniziato diciamo ad apprezzare la vita,a pensare la vita è bella,abbiamo tutto,siamo i Metallica,per ogni cazzate che facciamo ne parlano tutti etc etc...Hanno provato a fare ogni cagate che gli venisse in mente,load,reload e st.anger..(Death magnetic non lo ritengo propio una cagata...appena sufficiente)Detto questo (ho scritto un poema) i Metallica hanno perso l'ispirazione,per il semplice motivo che sono cambiati a livello personale,cambiati in modo drastico!!!La rabbia è scomparsa,la voglia di fare thrash era ormai un vecchio ricordo...é tutto dimostrato dai pezzi che ha fatto James per la madre (mica la odiava a morte ??escape non è contro i loro genitori?)Alla fine della fiera,hanno cambiato stile perche loro a livello personale hanno inziato a smetterla di avercela contro tutti,hanno smesso di pensare che il mondo è una merda ed hanno iniziato a dire che la vita è fantastica....Ovvio non devi odiare il mondo per fare del buon thrash,non fraintendete,ma i Metallica erano anche questo,quel James disagiato e incazzato che sparava rabbia da tutti i pori ed aveva una vena artistica fuori dal normale...Quella vena è andata a fanculo col cambio di vita dei Four Horsemen!!!Spero di essere stato chiaro...Ovviamente è una mia idea!!!Idea che non impongo a nessuno!!!Anzi!!!!
Gemini
Venerdì 8 Ottobre 2010, 10.13.17
3
Sì, ma non è giusto, mi farete moire d'invidia così... :'-( Comunque... già il "Live Sh*t..." è una scarica d'adrenalina mica da ridere, non oso immaginare cosa possa essere stato vederli dal vivo in quel periodo, all'apice della forma (perchè per me il black album è il 5° capolavoro di fila, c'è poco da fare...). Poi sono d'accordo sulla riflessione finale: i Metallica in quel momento avevano avuto tutto: onore, soddisfazioni (e anche fama e tanti bei soldini, chiaro); "Load" secondo me è solo la volontà di sperimentare qualcosa di diverso (forse con la convinzione che comunque qualsiasi uscita a loro nome sarebbe stata un successo...), salvo poi ritornare frettolosamente ad "atmosfere-black album" con "ReLoad" vista la reazione del pubblico metal.
Painkiller
Venerdì 8 Ottobre 2010, 9.27.26
2
@Giasse: bell'articolo davvero!!! Credo che non fu il tour a fiaccarli, ma il successo planetario, tanto che poi non ebbero le palle di tornare a suonare thrash per paura di perdere le legioni di fans della mtv generation.....tutto qui. E non tennero conto che così facendo avrebbero perso molti dei vecchi fans, quelli della metal generation, quelli veramente fedeli.
DevizKK(1991)
Venerdì 8 Ottobre 2010, 6.53.25
1
Bellissimo articolo!!!!!Davvero scritto bene!!!Ma che figata!!!Ho il live shit 2 dvd + 3 cd quel concerto dev'essere stato una vera figata,credo il concerto migliore di tutta la tua vita??????Ho sempre sognato di vedere un concerto del genere,metallica in forma,palco eccezionale tutto perfetto!!!!!!!!!Credo pure io che sia stato il tour mastodontico a logorare i Metallica,ma ancora di più tutto il successo...Molto probabilmente una band del genere avrà anche pensato di aver raggiunto il massimo il culmine,l'apice, di non poter più trovare niente,tanto hanno tutto!!!!!Grandi MetallicA fino al balck album davvero grandi...Giasse ti invidio in una maniera assurda...Al sonisphere a zurigo quando hanno finito i Metallica (ancora di più i Megadeth scarsi di una sola ora a disposizione) dopo 2 e 15 circa di concerto,ne volevo ancora,volevo altri pezzi,nonostante stessi nel fango da più di 10 ore!!!Immagino per te la stessa cosa moltiplicata per 1000...Immagino anche che ne avrai parlato almeno per un mese con i tuoi amici!!!!!Dio che bei tempi andati.....Non è giusto tutto questo!!!Volevo assistere pure io ad un concerto del genere...Ma il mondo è sbagliato!!!Grandi giasse ottimo articolo!!!
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Un biglietto del Wherever I May Roam Tour (fonte: Metallica.com)
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# 3 - Clash Of The Titans, Firenze, 1990
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# 2 - AC/DC, Nettuno, 1984
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# 1 - Iron Maiden, World Slavery Tour, 1984, Bologna
 
 
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