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TRIUMPH OF THE FOLK - Misano Adriatico, Boulevard Rock Club, 23/10/2010
29/10/2010 (4821 letture)
Il Boulevard Rock Club di Misano Adriatico (RN) apre le porte al folk e lo fa alla grande: un mini festival con nomi di spicco della scena italiana e, da headliner, coloro che -riassumendo in tre parole- sono da considerarsi i “fondatori del genere”, ovvero gli Skyclad.
Il locale è una discoteca rock divisa in tre sale e quella principale e più spaziosa è dove si svolgono i concerti: ad occhio e croce può contenere qualche centinaio di persone, e nel corso della serata, in particolare coi Folkstone, sarà colma di pubblico. Il palco, dopo i recenti lavori di ampliamento, è grande e abbastanza esteso per ospitare gruppi con molti elementi come quelli che prenderanno parte al festival.

E così, dopo un viaggio di un’ora e mezza in automobile, raggiungo il locale in orario per l’inizio dell’esibizione dei Kalevala, gruppo folk di Parma con 3 demo all’attivo. I nostri, nonostante un nome nordico che mi ha subito portato a pensare al metal finlandese, propongono un’interessante miscela di musica popolare, influenze rock e seventies: buona sia la presenza scenica (ognuno con un look diverso e personale) -il flautista ha omaggiato un paio di volte Ian Anderson dei Jethro Tull con la “sua” classica posa-, sia l’esecuzione dei brani, in particolare ha ricevuto consensi la cover di Branduardi Ballo in Fa Diesis Minore, cantata a gran voce dal pubblico. Dopo circa quaranta minuti di concerto i Kalevala escono di scena tra i meritati applausi del pubblico e lasciano posto ai Furor Gallico, gruppo emergente con un cd demo (390 B.C. – The Glorious Dawn del 2008) e un recente full lenght autoprodotto, il convincente self-titled. Il gruppo lombardo sul palco è compatto e affiatato; i ragazzi suonano e si divertono e il pubblico sembra gradire, incitando a più riprese i sette (manca il polistrumentista Merogaisus, oggi impegnato alla chitarra coi Folkstone) extreme folksters. Canzoni come Miracolous Child, Venti di Imbolc e la divertente Curmisagios (che scatenerà il primo vero pogo) sono ormai dei piccoli classici, ma il forte, com’è facilmente prevedibile, arriva con l’attesa La Caccia Morta, canzone che ha visto la presenza come ospite di un giovane amico che, senza fare una sola prova, ha suonato con precisione il thin whistle. Applausi anche per i bravi Furor Gallico capeggiati dal simpatico cantante Pagan e avanti coi Folkstone, la band più attesa della serata.

Ma qualcosa non va. Ci sono problemi con un microfono, e lo show slitta di almeno venti minuti, fatto che penalizzerà i bergamaschi costringendoli a tagliare la scaletta. Appena l’inattesa complicazione viene risolta, i Folkstone partono con l’opener dell’ultimo disco Damnati Ad Metalla, Longobardia, ed è subito tripudio! Il pubblico è spudoratamente dalla loro parte, i cori d’incitamento si susseguono e le loro t-shirt sono tra le più indossate dal numeroso pubblico. Pubblico che merita un plauso per la presenza fisica, i continui incoraggiamenti ai gruppi sul palco, per il pogo divertente e mai violento (infatti parlerei più di uno scontrarsi ballando che un vero e proprio pogo), coinvolgendo anche un buon numero di fanciulle, sempre numerose ai concerti di questo divertente ed emozionante genere musicale. Lore è in gran forma, la sua voce rozza e bassa è perfetta per il sound così magicamente arcaico, e egli duetta con il pubblico con intelligenza e carisma; la sezione ritmica -composta dai picchiatori Ferro ed Edo Sala (nuovo elemento in sostituzione dello storico Marco Forese)- lavora nell’ombra offrendo una solida base per il chitarrismo semplice ma grintoso di Maury, Clara ricama melodie delicate in mezzo a tanta (ordinata) confusione, mentre il trio delle meraviglie Roby, Teo e Andreas alle cornamuse è il vero spettacolo nello spettacolo. La setlist, per quanto forzatamente ridotta per il disappunto di musicisti e fans, è comunque più che soddisfacente, dal momento che sono stati eseguiti gli inni Folk Stone, Frerì, Briganti di Montagna, Un’altra Volta Ancora e Con Passo Pesante. Personale momento clou è stata l’esecuzione di Terra Santa, canzone alla quale sono particolarmente legato per le tematiche trattate. Il tempo sembra volare e dopo poche canzoni e tanto headbanging i Folkstone sono costretti a lasciare il palco agli headliner della serata, gli inglesi Skyclad.

Ammetto di essermi avvicinato allo show sicuro di trovarmi davanti ad un gruppo di mosci vecchietti dediti a ricordare quanto erano fighi gli anni passati. Una sorta di Paul DiAnno con più dignità... Giusto quindi fare pubblico mea culpa dato che il quintetto albionico ha sfoderato una prestazione grintosa e divertente, in grado di colpire il bersaglio dritto al centro: vecchietti, ma ancora con tanta voglia di divertirsi e divertire. Il cantante Kevin Ridley, nella band come chitarrista dal 1998 e cantante dal 2001 -anno di uscita dagli Skyclad del fondatore Martin Walkyier- è un personaggio particolare con movenze e mimica facciale a metà tra Mr. Bean e Quentin Tarantino (tanto che più di una volta si è sentito qualcuno del pubblico gridare “vai Mr. Beeean!”), festeggia il suo compleanno brindando con un buon bicchiere di vino rosso e ricordando che è il gruppo sta celebrando il ventennale dalla fondazione. La sua prova è più che buona. Egli dialoga spesso con il pubblico, incitandolo a fare headbanging e facendo battute e strane facce: più di una volta Martin suscita il sorriso della platea. Vocalmente se la cava abbastanza bene, pur non essendo un cantante che rimane impresso nella memoria: d’altra parte non ha qualità tecniche particolari né un timbro unico, ma -dalla sua- esperienza da vendere. Ciò si vede fin dalla prima canzone, l’opener dell’ultimo disco In The... All Together, ovvero Woods Upon The Streets. La scaletta è una sorta di best of -com’è giusto che sia quando si hanno tredici album alle spalle- che tocca l’apice del coinvolgimento con i classici The Antibody Politic, A Well-Travelled Man, prima della quale Kevin chiede di tirar fuori gli accendini per creare la classica atmosfera da ballad, e Penny Dreadful, brano tratto da Irrational Anthems del 1996. Il pubblico, inizialmente freddo e distaccato, risponde con calore man mano che lo spettacolo va avanti, pur conoscendo poco le canzoni (e qui ci sta una bella tirata d’orecchie per i più giovani). Georgina Biddle, la memorabile violinista, è l’anima del gruppo e, pur non aiutata da un fisico non propriamente sportivo, non smette un solo secondo di muoversi, ballare, saltellare e sorridere alle prime file; Steve Ramsey alla chitarra e Greame English al basso suonano con intensità pur rimanendo ai margini della scena, mentre il batterista Arron Walton è bravo a rendere i brani più potenti rispetto alle versioni in studio. L’oretta a loro disposizione passa veloce e, a causa dei problemi avuti durante il sound-check –anche loro-, sono costretti a tagliare parecchie canzoni, con l’evidente disappunto di gruppo e folksters.

Si spengono così i riflettori sul palco e parte la musica in pista: la gente si ammassa sui banchetti del merchandise e cerca i musicisti per le chiacchiere e le foto di rito. Il mini-festival può dirsi sicuramente riuscito, nonostante qualche inconveniente accorso durante la serata. Ottima risposta di pubblico (anche grazie al prezzo irrisorio del biglietto, solamente 12 euro!), buonissima acustica e soprattutto grande qualità sul palco con quattro modi e stili diversi di interpretare il folk metal.
Stando alle prime voci di corridoio, sembra ci sia l’intenzione e la possibilità di proporre nuovamente qualcosa di simile nel 2011, quindi arrivederci al Triumph Of The Folk Vol.2!



=,+]
Giovedì 4 Novembre 2010, 16.23.22
4
(... confido nel Vol.2 ) detto fatto..... 2 APRILE 2011
fabriziomagno
Giovedì 4 Novembre 2010, 0.52.30
3
eh sì Celtico...ottima musica, bell'atmosfera e solo 12 euro di biglietto... confido nel Vol.2
Celtico
Lunedì 1 Novembre 2010, 13.50.35
2
peccato mi sia perso la serata!!!!
gufo87
Sabato 30 Ottobre 2010, 9.29.27
1
gran bella serata pieno di gente gruppi validissimi!!!! e gente stra simpatica!!
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La locandina dell'evento
ARTICOLI
29/10/2010
Live Report
TRIUMPH OF THE FOLK
Misano Adriatico, Boulevard Rock Club, 23/10/2010
 
 
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