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JUDAS PRIEST- ROB HALFORD - Chrome master, steel warrior
30/11/2010 (11785 letture)
Venti neri e apocalittici soffiano dirompenti sul piccolo atomo del male chiamato Terra. Attraverso i decenni, attraverso le epoche, armate di ragazzi affrontano le ruvidezze dell’essere, muniti di chiodo e aggrappati al sound della Bestia. Potrebbe essere il desolante scenario di un film ambientato in un mondo lacerato dalla falsità, dalla corruzione, dal trionfo dell’apparire a discapito dell’essere, e il cacciatore del male arriverebbe in sella alla sua rombante Harley, completamente cuoioborchiato, per ergersi a paladino delle truppe di acciaio e metallo. Dall’alto dell’Olimpo infernale s’innalza l’aurea leggendaria del Metal God, Rob Halford, l’incontrastabile leader dei Judas Priest, lo screamer per antonomasia, il simbolo di un’epoca, il pioniere di un genere, l’artefice di un modo di essere e di vivere: padre di tutti i metallari vestiti di pelle nere e catene, Rob Halford è un personaggio di importanza seminale all’interno del panorama hard’n’heavy internazionale, incarnando quasi da solo l’origine del tutto. Grazie alla sua voce lacerante e potente sono state aperte nuove strade stilistiche, inaugurando l’epoca dell’heavy metal ‘moderno’; grazie al suo estremismo visivo, ricercato e spettacolare nel coprirsi di pelle, borchie, frustini e manette, è stato generato il prototipo base del look metallico per eccellenza: prima c’erano solo camice a fiori e pantaloni a zampa. Una vera divinità avvolta dal rispetto riverente di intere generazioni, un uomo di grande personalità, di polso, cuore e cervello; un guerriero valoroso capace di ragionare e sfruttare la potenza dell’heavy metal per comunicare messaggi forti ed importanti, senza mai scadere nell’essere una band ‘scherata’ o apertamente moralista. Un uomo contro a prescindere, capace di affrontare la realtà a testa alta sin dall’inizio, per mettere a tacere perbenismimi, conformismi, tabù e ogni sorta di ignoranza umana. Pressochè irresistibile col suo screaming travolgente, il cantante inglese ha riempito le pagine di storia del metallo settantiano ed ottantiano, proiettandosi nella leggenda con album epocali e canzoni immortali, sostenuto dalla musica scintillante ed esplosiva della sua band. E pensare che le origini del Metal God per eccellenza sono umili e comuni, radicate in un'ordinata famiglia della periferia di Walsall, tipicamente inglese: gli Halford erano poveri, ma anche molto uniti. il padre lavorava nell'industria metallurgica britannica, e Rob crebbe col suono delle acciaierie che rimbombava nella testa. Tuttavia, era consapevole di essere diverso da tutti gli altri ragazzini del circondario: in lui il desiderio di fuga era molto più sentito, e mal si adeguava a quell'ambiente tetro, sudicio ed asfissiante. Nella sua anima pulsava l'indole dell'artista, e infatti tra i primi lavori che si trovò ci fu quello di apprendista addetto alle luci di un teatro. Insomma, in un modo o nell'altro, pur sempre di palcoscenici si trattava, e Rob ardeva intensamente dalla voglia di conquistarli.

Birmingham è ancora profondamente segnata dalle lacerazioni belliche e dalla povertà quando Rob viene alla luce tra ciminiere e acciaierie di una squallida periferia. Non un posto felice dove nascere, Birmingham: l’infanzia e l’adolescenza del ragazzo corrono via veloci, tra banchi di scuola che tremano a causa del poderoso trambusto proveniente dalle vicine fabbriche metalmeccaniche, mentre altrove i suoi coetanei potevano covare ben più rosei sogni hippy. Non c’era spazio per fiori e speranze, nella grigia e fuligginosa cittadina di Birmingham: solo lacrime e tanto sudore per sudarsi la pagnotta. Le condizioni disagiate che portarono alla nascita di una piccola band hardrock, inizialmente chiamata Polka Tulk Blues Band e successivamente divenuta Black Sabbath, furono le medesime che portarono alla nascita di un altro gruppo dalle timbriche rockeggianti: i Judas Priest. Lasciata la scuola ed il coro, Halford aveva trovato -come detto- un impiego da tecnico dietro le quinte di un teatro, ma ben presto il suo carisma, la sua ambizione e la sua attitudine naturale di primadonna lo portarono dall'altra parte della barricata, tanto che per un paio di anni lavorò come attore al Grand Theatre di Wolverhampton: si sentiva a suo agio davanti alla gente, e sognava fortemente di diventare qualcuno che la gente potesse riconoscere facilmente, era sicuro di sé e abbastanza tagliato per inttattenere le vaste platee. Il cammino per consacrarsi nel mondo della recitazione, però, era estremamente duro, ed il ragazzo capì che il modo migliore per raggiungere lo scopo era la musica. Nel frattempo, infatti, il giovane Halford si era cimentato nel canto in band come i Lord Lucifer, gli Hiroshima, e gli Abraxas: quando i Priest si separarono dal loro vocalist Al Atkins nel 1973, la band puntò tutto sulla voce acuta e poliedrica di Halford, la cui sorella Susan altro non era che la ragazza del bassista fondatore dei Priest, Ian Hill. Fu l’inizio di una leggenda. Inizialmente i Judas Priest suonavano un progressive rock apparentemente innocuo, ma già dal secondo album Sad Wings Of Destiny il loro sound andò evolvendosi, maturando in epica e potenza che permisero alla band di essere accostata all’heavy metal. Con Sin After Sin e il successivo Stained Class la band ereditò lo scettro dei Black Sabbath,, declinanti, sul trono di maggior esponente del genere metal: e, assieme ai squillanti duelli di chitarra di KK Downing e Glen Tipton, a spiccare era la voce di Rob Halford, capace di passare dalla timbrica acuta a quella più morbida e suadente. Pezzi come Victim Of Changes, The Ripper e Dreamer Deceiver sono tra le performances migliori del singer, che però stava per dare una direzione stilistica ancor più particolare allo stile della sua band. Il look hippy, fatto di camicie fiorite e braghe a zampa non era sufficientemente aggressivo, e andava revisionato. Bazzicando per sexy shop (alcuni sostengono che ci lavorasse), Halford fece una scorta di abiti neri di pelle, borchie, frustini e manette, e inventò dal nulla il look tipico dell’heavy metal. Halford iniziò a presentarsi sul palco su una rombante Harley Davidson, coperto di pelle e borchie, con occhiali scuri, giubbotto in pelle da motociclista e cappello da poliziotto, adottando un aspetto da macho ben presto imitato da tutti gli altri componenti della band; pezzi come Exiter, all’epoca rivoluzionari per ferocia e velocità, furono seguiti da un taglio stilistico sempre più aggressivo nel disco del 1979 Killing Machine, divennero il poderoso biglietto da visita di una band che mise alle strette la moda del punk, che aveva ormai ridotto a misera comparsa l’heavy metal nella scena inglese. E all’epoca non era certo facile affermare la supremazia di un genere così particolare e underground come l’Heavy Metal, come spiega lo stesso Halford: 'A quei tempi la comunicazione era lentissima. Dovevi metterti sulla strada e restarci. Tutti quegli anni che sono stato nei Priest, sono stati letteralmente vent’anni sulla strada insieme, con pochissime pause. Senza soste. Non c’era MTV, non c’era Internet. Non c’era il passaparola delle riviste. Era tutto estremamente primitivo e allo stato iniziale'.

Halford era senza ombra di dubbio l'elemento più creativo all'interno della band, un vero artista: una primadonna con tutti i vizi e i vezzi del caso, ma anche il carisma adatto per reggere non solo l'impatto del palco, ma anche le questioni manageriali. Fu British Steel a consacrare le coordinate dell’heavy moderno, dirompente in Rapid Fire, anthemico in Metal Gods, esaltantissimo in Breaking The Law: l’ugola di Halford e il suo carisma innato al centro del palco lo innalzarono al rango di divinità, tanto che venne da allora indicato con un nickname tratto da una delle citate canzoni, The Only MetalGod. L'Inghilterra era, a quell'apoca, il fulcro del movimento della NWOBHM: una fucina capace di partorire decine di band valide tutte diverse l'una dall'altra, artefici di una vera e propria rivoluzione culturale che rispondeva all'egidia dei pionieri, dei Maestri: i Preti di Giuda, naturalmente. British Steel fu un disco chiave, una pagina nuova che aggiungeva leggenda al palmarès di una band che aveva già provveduto a scrivere ampie pagine di storia e letteratura: 'Fu quella la grande svolta dei Priest. Quel disco cominciò ad abbattere tutti i muri dell’oppressione nel senso più ampio del termine. Appena incominciarono ad andare in onda brani come Living After Midnight e Breaking The Law seguì tutto il resto. Io inventavo la mia tecnica vocale man mano che andavo avanti, in realtà. In giro non c'era granchè, e nessuno forte al punto di dire che volevo somigliare a questo o imitare quello'. Con quell’aspetto aggressivo e la sua timbrica inconfondibile, forte nelle parti da duro ma assolutamente favolose quando impegnata nello screaming più acuto dell’epoca –tecnica che in pratica fu introdotta proprio da Halford- il bravo cantante incarnava la figura del metaller intransigente, guardato con rispetto e timore dalla gente comune, adorato come un Imperatore dai suoi adepti. Pochi potevano sapere che dietro quell’aspetto da macho si nascondeva anche una personalità sensibile, un’intelligenza acuta ed un cuore d’oro, che anche nei testi non si limitava a parlare di frivole dabbedaggini ma affrontava argomenti di attualità, tematiche complesse e socialmente ‘scomode’, che facevano riflettere l’ascoltatore: 'Non sono mai stato uno che scrive di tette e culi. Non sarei mai capace di scrivere The Thong Song, ma potrei scrivere Breaking The Law. Alla fine la musica è fatta per divertirsi, ma se riesci a metterci dentro qualcosa in più c’è più soddisfazione. Non sono uno che lancia messaggi, quale che sia il metro di giudizio, ma mi piacerebbe pensare che le cose di cui scrivi sono questioni importanti che non riguardano soltanto me, ma tutti quanti. Il glam metal? Quelle band, nel loro stile e approccio, sono quello che definisco metal tette e culi. Niente di male... Non mi aspetterei che venisse fuori altro, da Hollywood'. All'inizio degli anni ottanta i Judas Priest incarnavano l'essenza stessa dell'heavy metal, e ne erano i Profeti designati: tanto nell'impatto visivo, pirotecnico e spettacolare, quanto nella tecnica d'esecuzione. British Steel era più immediato e semplificato nelle architetture, rispetto ai fastosi predecessori, ma al contempo era molto più duro, compatto e veloce: il riffing restava affilato ma guadagnava in potenza, le ritmiche si facevano più martellanti ed il vocalism di Rob Halford veniva esaltato dal guitarworking fulminante di Tipton e Downing, eccitanti e letali nei loro fraseggi incrociati e nei loro assoli al fulmicotone.

Nasceva in quei giorni la cultura dell’heavy metal in quanto ‘fede’ e militanza: gli anni ’80 furono il decennio d’oro, attraversati con l’impeto e la gloria di dischi memorabili e leggendari come Screaming For Vengeance e Defenders of the Faith, nei quali il singer sfoderava prestazioni maiuscole. La leggendaria formazione britannica, dall'alto della sua esperienza e dell'eccezionale valore tecnico, stilistico e storico acquisito disco dopo disco, era ormai una pietra miliare dell'intero movimento metallico internazionale, capace di imprimere con sempre ugual freschezza ed efficacia il proprio marchio di cromo e acciaio nei solchi degli album. Screaming For Vengeance rimaneva granitico e diretto come il predecessore, ma acquistava qualche trama più articolata e notevoli dosi di ulteriore melodia nel chitarrismo, imbevendosi di atmosfere apocalittiche ridondanti; Defenders of the Faith ne sublimava l'essenza, approfondendone gli arrangiamenti e innalzando alla massima potenza l'alone epico ed intimidatorio tipico del true metal. Man mano che i dischi importanti si succedevano, l'importanza di Halford continuava a confermarsi vitale: grazie a lui si era sfuggiti alla monotonia dei pub, tanti anni prima, e sempre grazia al suo grande entusiasmo e alla sua ambizione si erano scalte le vette della musica pesante internazionale. Possedeva notevoli doti di compositore, ed era eccellente nella scrittura di testi intensi e profondi: gli veniva spontaneo, di getto, e il risultato era elevatissimo, come ricordava l'ex drummer John Hinch: Rob eccelle nel creare parole dal nulla. Dategli una melodia e in un lampo si mette a mormorare parole a caso, e ovviamente quella é la formula giusta per trovare le parole giuste per le canzoni. Velocità e potenza si mescolavano ad anthem più sostenuti, solennità ed epicità ridondante si alternavano a prestazioni di eccezionale esplosività, tutto sempre sotto il segno indelebile della voce del Metal God, leader eccezionale e faro guida di un plotoncino implacabile, scintillante nei live shows ed incontenibile nelle superbe sfuriate strumentali, operate dai duelli intricati delle due chitarre: probabilmente, la coppia di chitarristi più celebre, influente e brillante dell'heavy metal: 'Man mano che ci si addentrava negli anni Ottanta esplose tutto. Appena gli Americani scoprirono questa cosa che arrivava dall’Inghilterra e che gli Europei chiamavano ‘Heavy Metal’, e la assimilarono nel loro tipo di stile di approccio, il fenomeno assunse proporzioni globali'. Gli anni Ottanta non erano stati solo gloria e splendore per l’heavy metal e i suoi portabandiera. La terribile forca della censura e del perbenismo aveva fatto si che dai palchi sudati delle arene e dei piccoli pubs, l’heavy metal finisse sui banchi dei tribunali. Le accuse erano le più disparate, dal satanismo all’istigazione nazista, dal trattamento di tematiche crude e violente alla diffusione di termini e situazioni vietate ai minori: i politicanti e gli esponenti benestanti della società ‘per bene’, non avendo di meglio da fare, iniziarono a occuparsi dei dischi hard’n’heavy, ascoltandoli al contrario per rintracciare blasfemi messaggi subliminali o accusandoli di traviare gli adolescenti, istigandoli al suicidio o mettendo nelle loro teste idee scomode, ribelli, che andavano contro la politica del ‘è tutto bello, va tutto fottutamente bene’ che da sempre si cerca di far passare. Più o meno tutti ci sono passati, da Ozzy ai Metallica, e di certo non fecero eccezione i Judas Priest, incriminati per esempio –tra le altre cose- per un brano ritenuto scandaloso come Eat Me Alive e per un omicidio colposo compiuto in Nevada da parte di due adolescenti, dopo essersi ubriacati ascoltando l’album Stained Class. Racconta il buon Rob: 'In questi casi non puoi tirarti indietro. A parte che non puoi tirarti indietro quando ricevi un mandato di comparizione, ma non si tratta solo di quello. Si tratta sostanzialmente di reagire quando ti accusano di aver fatto una cosa che non hai fatto. Ci siamo difesi, abbiamo difeso la nostra musica e abbiamo difeso i nostri fans'. Contro l'ingiustizia della censura.

Oltre alla musica ‘maligna’, come la consideravano gli individui socialmente rispettabili, i musicisti rock e metal sono da sempre stati additati anche di condurre vite non morigerate, bagnate dall’abuso di alcool e droga, più o meno a torto. Pochissimi ne sono a conoscenza, ma anche il mite Rob Halford è passato per gli intricati labirinti della dipendenza, pur senza mai macchiare la sua immagine o lasciare che questa divenisse un’ossessione capace di rovinare la vita di una persona e portarla al limite della sopportazione psichica (come accaduto, ad esempio, con l’alcool a James Hetfield o con diverse sostanze stupefacenti ad altri artisti che non è il caso di elencare). Lo screamer britannico racconta: 'Andare in giro, farti di droga, farti di alcool, tirare fino a tardi, fotterti il cervello e fare tutto quello che vuoi: credo che quelle cose sembrano fantastiche solo in funzione del vivere,e la vita è un gran dono. Però, cadere nella trappola della dipendenza e fotterti la vita è una gran brutta cosa. Ci sono stato su quella strada. Ho sbattuto contro il muro, come tanti musicisti. Avevo tratti di personalità ossessivi che non ho scoperto finchè non sviluppai la dipendenza da alcool e droghe. Si ripercuoteva su quello che mi piaceva fare con la musica, perchè mi rovinava la voce, e così nel gennaio del 1986 ho deciso di affrontare la situazione. Adesso vedo altre persone della mia età, e ringrazio Dio di non avere il loro aspetto'. La fine del decennio vide un piccolo calo di ispirazione, sfociato in un paio di album non eccezionali (con addirittura qualche sperimentazione glam), ma la straordinaria forza della band venne ribadita con immane grandezza in Painkiller del 1990: un disco apocalittico, la summa stessa dell’heavy metal, con un Halford assolutamente galattico, stellare. Il sound della band acquisisce una potenza ed una modernità impressionanti rispetto al passato, anche grazie all'introduzione di un nuovo drummer capace di conferire compattezza e potenza come mai, in precedenza, si era udito su un disco del Prete di Giuda. Ovviamente la rilevanza stilistica del riffing e delle sezioni strumentali affidate alle sei corde di Tipton e Downing rimaneva in primissimo piano, se non addirittura migliorandosi ulteriormente dal punto di vista dell'epicità, della potenza, della velocità e della maestosità. Heavy Metal liquido, bollente, possente, letale: un macigno che influenzerà anche il death, il thrash, il power del decennio successivo, e non solo. Eppure, fu l’inizio della fine. Apparente. Attirato da una carriera solista e spinto da svariate altre motivazioni mai del tutto chiarite, Halford lascia i Judas Priest. e affronta i Nineties tra progetti paralleli ed altre band come i Fight, gli Halford e i Two: 'Ho avuto la fortuna di poter apprezzare tanti generei diversi di metal, dal primo materiale tradizionale di cui ero parte anch’io fino a vedere come è cambiato con gli Slipknot e in generale. E’ fantastico. Ho sperimentato, mi sono divertito, ma dopo tante sperimentazioni mi sono reso conto che quello che amo di più, e quello che faccio meglio, è l’heavy metal. Tutte le cose che ne tiro fuori sono ancora intatte. Sono ancora qui a lavorare e non posso fare a meno di urlare a squarciagola e ridurmi a brandelli le corde vocali. Non riesco a smettere'. La passione non smette dunque di pulsare forte.

Nel frattempo i Priest caracollavano col sostituto Ripper Owens: nonostante dichiarazioni focose di Tipton e Downing, tese negli anni ad accusare Halford Di tradimento ed incoerenza, la Reunion era stata nell’aria da sempre, peraltro fomentata dallo stesso Halford che mai aveva dimenticato il Grande Amore della sua vita. E, a proposito di amore, nel 1998 arriva il clamoroso outing: Halford svela la sua omossessualità, sfatando un tabù che nell’ipereccitato mondo macho dell’heavy metal sembrava essere invalicabile: 'Per me suonare in posti come la Lituania o la Tahilandia, dove non c’è un atteggiamento molto tollerante nei confronti della comunità omossessuale, è una grande vittoria. L’importante è continuare a restare vigili su ogni forma di discriminazione, e ce ne sono molte. Io sono fortunato perchè nessuno mi ha mai creato problemi per questo. Anzi, la comunità metal si è sempre dimostrata incredibilmente open-minded rispetto ad altri ambienti culturali. Forse perchè i conservatori ce l’hanno anche con i metallari. Però non sono mai stato un attivista in senso stretto e ritengo che molte cose devono essere vissute a livello individuale. Non mi piace essere considerato un simbolo ideologico e correre il rischio di essere strumentalizzato, magari additato come esempio negativo. ‘Vedete? Tutti i gay sono come Halford. No, non fa per me. Tutto sommato, quello che vuole molta gente è solo di essere lasciata in pace, di non sentirsi rompere le scatole tutti i giorni. E’ così difficile farlo'? Il Metal God è gay: vedendolo coperto di pelle con i suoi completini sadomaso, qualcuno lo pensava sin dalla prima ora, ma era pur sempre una provocazione, un ‘effetto di scena’. E invece ricalcava la realtà, che viene accolta dalla comunità metallica con molto garbo: nessuno ha pensato, nemmeno per un attimo, di schiodare Halford dal suo trono di divinità incontrastata dell’heavy metal. Anzi, il ritorno nei Priest, avvenuto in pompa magna nel 2004 –con un grande tour e l’album del ritorno alle origini Angel Of Retribution, ben accolto dai fans di vecchia data- non fa che contribuire alla definitiva mitificazione del MetalGod, che peraltro in quegli anni aveva anche rivestito il ruolo di singer dei Black Sabbath: non è da tutti poter raccontare di aver cantato sia per i Sabbath che per i Priest, ovvero i due titani, i pionieri, i fondatori di Birmingham! Addirittura, nel corso dei Nineties, Tony Iommi aveva proposto ad Halford di entrare stabilmente nella sua band, ma poi non se ne fece nulla. Sarebbe stato grandioso. Il Metal God prosegue invece la sua attività con gli Halford, con album di livello discreto tesi più che altro ad onorare un contratto, con un heavy metal un pò sempliciotto, ‘usa e getta’ ma mai ‘venduto’. Uno come Halford non ha bisogno di farlo: 'Se hai un certo aspetto e suoni in un certo modo, ti si può spalancare un pubblico potenzialmente più grande. Noi Priest abbiamo gestito la situazione dicendo anzitutto che non ci saremmo mai venduti. Non l’abbiamo mai fatto per soldi. C’è un modo per gestire e affrontare la situazione restando comunque fedele ai principi della tua musica, pur sperando di fare qualcosa che possa raggiungere più persone. E’ un equilibrio sottile in effetti'. L’attualità vede Halford e i Priest sul proscenio dell’hard’n’heavy con un ritrovato blasone ed un rinnovato rispetto da parte di stampa e fans: nessuno può più mettere in dubbio la loro posizione di supremazia nella storia del metal, e la band è guardata con stima e ammirazione in ogni angolo del globo. Incutono rispetto, timore riverenziale ed è giusto che sia così: sono una leggenda. L’ultimo Nostradamus, sinfonicamente pomposo e costituito su un complesso concept storico, si discosta dallo stile classico della band ma contribuisce a darle un alone mistico, perchè a quell’età e dopo quasi quarant’anni di heavy metal potente è anche giusto sperimentare qualcosa di più cerebrale, magniloquente. La voce di Halford non è più quella di un tempo, e il celebre screaming viene per forza di cose limitato al necessario, su disco come on the road; ma quell’alone di mitico che aleggia attorno alla figura vampiresca del Metal God, nascosto dietro i suoi occhiali scuri e sotto quel mantello nero, resterà per sempre un fuoco capace di incendiare gli animi militanti di ogni buon vecchio metalhead.



Quello che si offende facilmente
Mercoledì 10 Gennaio 2018, 8.51.42
85
Sadwings ho sentito alcuni spezzoni dei live che hai suggerito, in effetti all'epoca anche sugli acuti era spettacolare, però non dimentichiamoci che in quegli anni incominciava a circolare anche un certo Eric Adams...sentiti cosa combina su Hatred da Into Glory Ride, Halford ha sicuramente sdoganato un certo modo di cantare e questo merito non glielo toglie nessuno, però io ad esempio preferisco timbriche alla Adams, ma cmq è solo questione di gusto personale ovviamente.
Roadie
Martedì 9 Gennaio 2018, 23.02.51
84
@Suarez Vuoli linciare me? spero di no. Hi metalhead!
Suarez
Martedì 9 Gennaio 2018, 22.48.04
83
Ovviamente si scherza uomo! o forse no... Io Halford lo considero per distacco il miglior vocalist metal della storia quindi sono un po di parte
Sadwings
Martedì 9 Gennaio 2018, 16.26.57
82
io dico solo di andarsi a sentire e a guardare, live vengeance, us festival, il bootleegs dell'era ram it down, il live a dortmund per capire che halford all 'epoca aveva una vpce disumana a cui il buon ripper non può arrivare. Ora ovviamente a quasi settanta anni ci sono dei evidenti limiti ma riesce a regalare ancora delle buone performance. P.S. Forse dal punto di vista vocale la miglior versione di painkiller, eseguita da rob, è quella di live in athen del 2003 con il suo gruppo solista.
Quello che si offende facilmente
Martedì 9 Gennaio 2018, 16.16.23
81
Beh Suarez l'hai presa bene!
tino
Martedì 9 Gennaio 2018, 16.07.37
80
i judas di tim owens sono stati una meteora trascurabile in un periodo di bassa popolarità del metal classico, quindi ha poco senso confrontarli con quelli di rob halford. La colpa non è di owens che tecnicamente è ineccepibile, ma di un periodo non favorevole e la scelta di conseguenza di fare dischi con sonorità non continuative, scelta che non premia e mette in cattiva luce il nuovo arrivato che si prende tutte le responsabilità e ne esce con le ossa rotte dal confronto con l’illustre predecessore. Se owens fosse entrato nel gruppo in un periodo più favorevole con dischi più ordinari sarebbe stato meno traumatico e di conseguenza fallimentare. La stessa cosa si può dire con un avvicendamento simile, la torre per tate. Il giovane americano ne esce vittorioso perché la proposta musicale è in linea con il passato glorioso del gruppo, se la torre avesse cantato i dischi pseudo grunge anni 90 il risultato non sarebbe stato a lui favorevole. Sia tate che halford sono dei monumenti del cantato metal e per sostituirli a dovere oltre alle doti tecniche (che sono indiscutibili) ci vuole anche una band che ti faccia un disco su misura altrimenti tu che sei il frontman paghi per tutti.
Quello che si offende facilmente
Martedì 9 Gennaio 2018, 15.57.10
79
Ho letto commenti iper entusiasti, indi per cui qualche super fan di Halford potrebbe incazzarsi... cmq trovo molto più bravo King Diamond per quanto concerne falsetto ed acuti. Nei primi lavori senz'altro ha toccato note davvero inumane ma oggettivamente mi da l'impressione che un po come Gillian (a cui si dev'essere ispirato) ha semplicemente cantato fuori dal suo registro, finché era un baldo giovane la cosa ha funzionato, poi come sempre avviene(a meno che noi studi ed alleni la voce) ha perso tutta la gamma degli acuti. Sarebbe interessante che qualche esperto di canto dicesse la sua in proposito, così tanto per avere un parere anche tecnico...detto questo è stato e rimarrà sempre un grande,nulla da obiettare dal punto di vista storico.
Suarez
Martedì 9 Gennaio 2018, 15.54.59
78
Per ciò che hai detto, linciarti é giusto il minimo
Roadie
Martedì 9 Gennaio 2018, 15.52.49
77
@Quello che si offende facilmente A me la versione che piace di più di Painkiller è l'ultima (Live a Wacken), perché nonostante sia quella più "imperfetta" è quella che ha un cantato più vario e più potente... come vedi i gusti e le opinioni sono tante. A volte sembra che abbiano fatto solo quel disco: è un disco bellissimo che probabilmente rappresenta bene l'Heavy Metal, ma il genere ed il loro stile lo avevano già definito nei 15 anni precedenti. Hi Metalhead!
Silvia
Martedì 9 Gennaio 2018, 14.58.07
76
@Quello che si offende, perché linciarti? Ognuno ha le sue preferenze che sono legate alle emozioni suscitate da una voce. Un cantante può essere il simbolo di un genere e avere un grande valore x capacità tecniche, interpretative e carisma ma non x questo deve piace a tutti. A proposito mi fa piacere che siamo in tanti ad apprezzare Rob nei toni medio bassi. X me comunque uno dei cantanti più emozionanti e bravi del metal.
Quello che si offende facilmente
Martedì 9 Gennaio 2018, 13.58.11
75
Magari mi linciate adesso , ma secondo me la cantava meglio Tim..... molto più potente, la versione che preferisco di Halford resta quella in studio.
Sandro70
Martedì 9 Gennaio 2018, 12.46.18
74
Ho visto due date ( Bolzano e Brescia ) della tourneè di painkiller e gli acuti di Rob Halford erano qualcosa d'incredible ( uguali e anche meglio che sul disco ) . Altro che imbarazzanti. Certo adesso che passato la sessanina ,non si puó pretendere che la voce non abbia dei cali.
Quello che si offende facilmente
Martedì 9 Gennaio 2018, 8.44.53
73
Rispetto assoluto per il suo ruolo e la sua storia, ma sugli acuti mai piaciuto, inoltre dal vivo certe performance risultano imbarazzanti,quando appunto va sugli acuti, molto ma molto meglio sui toni medi e bassi che secondo me rispecchiano molto di più la sua voce reale.....
Silvia
Martedì 9 Gennaio 2018, 0.16.08
72
@rik, grazie x l’info, non lo sapevo in realta’, vedo di recuperarlo.... si’ si’ so che i Pantera non sono la tua cup of tea @Painkiller, neanch’io sono iscritta ma ho visto i suoi video e i suoi post, hahaha, sempre autoironico o burlone, è vero!!! A me interesserebbe proprio la bio di Halford in quanto persona perche’ credo che si saprebbe raccontare molto bene dato che spesso nelle interviste offre degli spunti di riflessione (o di risata, hahaha ) molto particolari. Concordo inoltre con lui,il limite di molte bio dei musicisti è che descrivono molti eventi o pettegolezzi (spesso scottanti infatti) ma a volte senza spessore o approfondimento, utili solo ai fans, oppure sono un inno all’ego della rockstar, una noia insomma
Painkiller
Lunedì 8 Gennaio 2018, 23.21.36
71
Halford ha dichiarato più volte che la band non ha alcuna intenzione di pubblicare una biografia, perché quello che tira di una biografia di solito sono gli argomenti “scottanti”, e lui non dirà mai nulla di Glenn o degli altri. I Judas Priest hanno deciso di comunicare con la musica, e se qualcuno vuole la biografia della band, basta che metta su Rocka Rolla, e da lì tutti i dischi in successione, fino all’ultimo. In effetti si è però dichiarato più possibilista su una sua biografia. Ha detto che considera la sua vita un viaggio interessante, che forse vale la pena, e vorrà, raccontare. Nel caso parlerà solo di lui e poco o niente della band. Ha anche detto che è felice di lavorare da anni con uno staff che tiene a loro e che supporta sempre il loro desiderio di privacy. Chissà.
Painkiller
Lunedì 8 Gennaio 2018, 22.52.53
70
@Silvia: io non sono iscritto ad alcun social network ma i suoi video sul suo profilo sono troppo divertenti. È un burlone il buon Rob.
rik bay area thrash
Lunedì 8 Gennaio 2018, 20.15.02
69
@Silvia, ehm si in effetti i pantera non rientrano tra i miei ascolti, ma ormai un po ci conosciamo ... ... magari ne sei già a conoscenza, ma sul n° 27 di classix metal c'è un articolo di oltre 10 (dieci) pagine dedicate interamente ad halford. Certo non è un' autobiografia ma è comunque interessante ...
Silvia
Lunedì 8 Gennaio 2018, 19.48.28
68
@Painkiller, a me pero’ interessa la sua (di Halford intendo) prospettiva sui fatti, nel senso che quando li racconta è molto divertente e arguto, starei ore a sentirlo o leggerlo Certo scrivere non è come rispondere alle interviste....
Roadie
Lunedì 8 Gennaio 2018, 10.46.58
67
Sono sicuro che prima o poi uscirà una loro biografia ufficiale e sarà mia all'istante. Hi metalhead!
Painkiller
Lunedì 8 Gennaio 2018, 7.45.32
66
@Silvia: anche i Judas in toto, non hanno ancora voluto rilasciare una biografia ufficiale, anche se ne esistono comunque di interessanti...
Silvia
Lunedì 8 Gennaio 2018, 1.01.18
65
@Painkiller, è molto bello leggere tanta passione da parte tua x i Judas! Concordo sulla descrizione della voce. @fasanez, certo ce ne sono tanti con grande carisma! Il mio post era una risposta a Lisa. /// A proposito di Halford mi dispiace un po’ che non voglia scrivere un’autobiografia perche’ secondo me sarebbe molto interessante anche x chi non e’ fan, dato che Rob sembra essere molto profondo ma con grande humour
Painkiller
Domenica 7 Gennaio 2018, 23.47.55
64
La sua voce è cambiata negli anni, ma non necessariamente in peggio. Voce calda e profonda nei bassi, potente e graffiata nei mesi, acuta e mefitica negli alti. Capacità interpretativa, teatralità, personalità da vendere. “Rob canta meglio oggi che vent’anni fa” (2006. Glenn Tipton. Cit.). Li ho visti tante volte dal vivo, non mi ha mai deluso, anche quando era sofferente per i noti problemi alla schiena. Unico, il migliore, niente e nessuno potranno mai convincermi del contrario.
fasanez
Domenica 7 Gennaio 2018, 21.51.02
63
@Silvia come presenza scenica e carisma, anche gente come Adams, De Feis, Snider, Coverdale non scherzano, ma la lista sarebbe lunga... e andiamo OT.
Silvia
Domenica 7 Gennaio 2018, 20.43.47
62
@Lisa certo mi riferisco al periodo d'oro x ogni frontman, neanche Phil oggi ha la stessa energia dei 25 anni. Ti capisco comunque, Halford ha una grande personalità. Io però preferisco i frontmen più... adrenalinici e invece credo che il più sensuale sia Joe Elliott pur nella sua semplicità (sempre ai tempi d'oro). @rik, sì ricordo il tuo post e concordo su Dickinson, x me come presenza scenica viene subito dopo Phil Anselmo (tu non sarai d'accordo certamente, hahaha! ). Infine anche x me, come x Rob Fleming, Halford è magico sui toni medi e bassi, senza togliere niente ai suoi incredibili acuti che però a volte non rientrano nei miei gusti
Rob Fleming
Domenica 7 Gennaio 2018, 18.41.26
61
Come è giusto che sia Rob Halford è ricordato per i suoi acuti, ma quello che invece ho sempre apprezzato di lui è il suo timbro nei bassi. Una voce bellissima, carica di magia che in Rocka Rolla, album sin troppo bistrattato, ci regala momenti di classe purissima.
ObscureSolstice
Domenica 7 Gennaio 2018, 18.36.25
60
La voce....e che voce...
rik bay area thrash
Domenica 7 Gennaio 2018, 18.08.06
59
Come avevo scritto da un'altra parte (qui su metallized) ma non ricordo più dove, sorry), halford rappresenta con la sua voce, con la sua presenza, il look, il charisma, l'essenza stessa dell' heavy metal. I judas priest hanno codificato quello che tutti chiamano heavy metal, halford tutta la parte 'visiva' e di range per quanto riguarda la voce. La presenza scenica era assoluta nei primi anni 80, berretto, chiodo, frustino e non ultima la famosa moto. Molti non saranno d'accordo, ma un certo dickinson (early 80) forse aveva la presenza scenica catalizzante come halford, anche grazie a una voce grandiosa. (Imho)
fasanez
Domenica 7 Gennaio 2018, 18.06.38
58
Non amo particolarmente i priest, pur amando i classici, ma l'importanza di Halford, il suo carisma e il suo "essere heavy metal" è assolutamente fuori discussione. Un modello per una generazione.
ObscureSolstice
Domenica 7 Gennaio 2018, 17.49.51
57
Rob Halford è il Metal. I Grandi possono stare anche fermi a cantare smuovendo intere folle di gente con la sua particolarità. Nessuno come lui, nessuno arriverà a tanto.
lisablack
Domenica 7 Gennaio 2018, 17.11.48
56
Silvia..adesso è un po' statico, d'altronde ha passato i 60 anni..be' certo Anselmo sul palco ai tempi migliori era una bestia, nel senso che si scatenava come un matto, mi piaceva molto anche a me..su Dickinson c'e poco da dire..l'ho sempre adorato e lo seguo da una vita..ma per me perde il paragone con Halford. Come dice Gals, evocativo e teatrale, aggettivi centrati in pieno..e io aggiungo anche una carica sensuale (almeno a me trasmette questo) che non guasta mai..anzi!
Mulo
Domenica 7 Gennaio 2018, 17.02.24
55
Come cantate è spaziale ma nei live dice sempre le stesse cose (livbe vengeanche,quello alla long beach del '84 e priest live sono delle fotocopie a riguardo).
Silvia
Domenica 7 Gennaio 2018, 15.09.42
54
@Gals, si’, sul fatto che sia teatrale ed evocativo concordo, ma io preferisco Phil Anselmo o Bruce Dickinson come frontmen (non amo i paragoni ma lo dico in risposta al post di Lisa). Comunque Rob è uno dei personaggi e cantanti che amo di piu’ (intendo a prescindere dai pezzi) come ho scritto al #33.
Galilee
Domenica 7 Gennaio 2018, 14.57.54
53
Ora che ha un mal di schiena bestia si. Se ti guardi un live degli anni 70/80 si muove come un pezzo. Ovvio non ha uno stile rock n roll, ma è giusto così. Rob è teatrale, evocativo e totally crazy
Silvia
Domenica 7 Gennaio 2018, 14.55.28
52
@Lisa non pensi che sia un po' statico sul palco?
lisablack
Domenica 7 Gennaio 2018, 13.47.42
51
Forse il miglior frontman di sempre in ambito metal..per me è davvero unico.
Roadie
Domenica 7 Gennaio 2018, 13.30.55
50
Halford anche nella sua carriera solista ha fatto cose notevoli: su tutti cito Live Insurrection. E' ad un livello altissimo con una prestazione di Rob veramente sopra le righe (in "Hell's Last Survivor" e "Sad Wings" sfodera acuti micidiali). Nei live degli Halford c'è tutto: Judas Priest, pezzi solisti e Fight. Hi metalhead!
Silvia
Giovedì 4 Maggio 2017, 19.28.07
49
@InvictuSteele, sì anche a me i PF e Ralf piacciono moltissimo, hai ragione non sono trascendentali però ho visto (su Youtube) che sono molto solidi dal vivo (incredibile il batterista, che fra l'altro è italiano) e album come Nuclear Fire mi piacciono molto. Sicuramente sì Ralf è il più vicino a Rob fra tutti, e fra l'altro x questa audizione ha perso il posto nei Gamma Ray. Capisco entrambi, lui che voleva inseguire il suo sogno di cantare nei Judas e loro che si sono visti mettere in secondo piano. Vabbè a me Kai piace moltissimo anche come cantante (quando era più giovane, diciamo fino ai 45 anni), ho letto i tuoi gusti al 39 e immagino che non sia il tuo preferito 😅. Naturalmente Ralf è un'altra cosa, ti dirò mi piaceva molto anche coi GR quando aveva meno tecnica ma era molto più ruvido. I PF sono un gruppo che mi piacerebbe vedere live sicuramente. Non essendo una fan dei Judas non saprei giudicare Owens, non ricordo assolutamente la sua voce quindi figurati quanto mi ha colpito. Che poi comunque sostituire un mito come Rob è un'impresa titanica, sinceramente era meglio sciogliersi forse (lo so magari vi sembra un'eresia) perchè non c'è solo lo screaming da eguagliare ma anche il modo speciale di cantare e la personalità catalizzante.
InvictuSteele
Giovedì 4 Maggio 2017, 18.18.40
48
Silvia, Ralph mi piace moltissimo, è un grandissimo vocalist e forse l'unico vero erede di Halford (vocalmente parlando, ovvio) ma meglio che sia andata così e che abbia formato i Primal Fear, che io considero una buona band, niente di eccezionale sia chiaro, ma quello che fanno lo fanno bene. Mentre Ripper Owens non ha combinato nulla in carriera, è stato sballottato di qua e di là ma non ha mai trovato stabilità, inoltre non mi piacciono gli album a cui ha preso parte, per niente. Ralph almeno ha la sua dignità e aggiungo, i Gamma Ray hanno perso una potenziale enorme mandandolo via nei primi anni 90. Kay Hansen ha perso un vocalist della madonna... altro che i suoi acuti stonati
terzo menati
Giovedì 4 Maggio 2017, 18.13.31
47
Secondo me owens non ha capitalizzato perché i priest avevano cambiato pelle, al contrario sulla roba più classica post Réunion sarebbe andata diversamente, un po' come se la torre avesse cantato sugli ultimi lavori con tate, avrebbe sicuramente fallito. Owens sui pezzi classici e' immenso, sentire ad esempio sul tubo la cover di abigail o di Flight of icarus con le iron Maidens, sarebbe in grado di sostituire chiunque nei gruppi storici, magari anche Brian Johnson...il.problema è che sarà sempre il numero due
Silvia
Giovedì 4 Maggio 2017, 18.09.38
46
Sì è vero e soprattutto bene che abbia formato i Primal Fear, un bel gruppo solido, però lui è un super fan dei Judas Priest quindi ha mollato tutto x quella audizione. Come se io avessi fatto l'audizione x i Maiden x sostituire Adrian all'epoca. Altro che infarto suonare con Steve Harris, mi sale la tachicardia al solo pensiero
Mulo
Giovedì 4 Maggio 2017, 18.00.51
45
Meglio x Ralph se nn l'hanno preso.....Uno cantante cmq conosciuto nell'ambiente come lui avrebbe preso solo una sonora delusione (e un non apprezzamento dai fan dei Priest che vogliono Rob e nessun altro a cantare )ad entrare in una band come i Priest......Capiamoci,prendere il posto di leggende come Halford o Dickinson conviene solo se sei un totale sconosciuto in modo che in quei 4-5 anni massimo di militanza (xchè poi richiamano l'originale nn ci son cazzi)il mondo (e le etichette)si accorge di te e se sei bravo avrai richieste una volta conclusa la permanenza nella band...
Silvia
Giovedì 4 Maggio 2017, 17.54.40
44
InvictuSteele non ti piace Ralf Scheepers? Secondo me non lo presero al posto di Rob x la pronuncia non nativa, come lui sospetto'
tino
Giovedì 4 Maggio 2017, 16.59.58
43
non si può negare che gli acuti di gillan alla child in time abbiano influenzato il suo modo di cantare.
klostridiumtetani
Giovedì 4 Maggio 2017, 16.49.03
42
e david coverdale, e ian gillan, e....
tino
Giovedì 4 Maggio 2017, 16.27.38
41
e ronnie
InvictuSteele
Giovedì 4 Maggio 2017, 16.05.32
40
E aggiunto Geof Tate alla lista dei più grandi di sempre, lo dimentico sempre.
InvictuSteele
Giovedì 4 Maggio 2017, 16.03.49
39
Un mito, l'incarnazione stessa dell'heavy metal, uno dei vocalist più grandi di sempre (Però dopo David Defeis e Eric Adams, manche Michael Kiske e Michael Sweet, Carl Albert e Midnight) e leader di una band che definire fondamentale è riduttivo. I Judas sono tutto, in 40 anni di carriera hanno toppato giusto 2-3 dischi... quelli con Ripper alla voce manco li calcolo tanto fanno cagare.
tino
Giovedì 4 Maggio 2017, 13.44.28
38
giusta osservazione
Mulo
Giovedì 4 Maggio 2017, 13.00.18
37
Tino,sono 2 dischi importantissimi e fondamentali (Defenders è quasi perfetto)ma a me non fà impazzire ne uno ne l'altro (pur riconoscendone il valore).Son gusti....
tino
Giovedì 4 Maggio 2017, 12.40.49
36
dopo che un veterano come il mulo che ho sempre rispettato mi dice che non gli convince defenders (o screaming) mi è caduto un mito
Silvia
Giovedì 4 Maggio 2017, 12.06.46
35
@Mulo io conosco solo i singoli degli anni 80 ma non ho approfondito la discografia; essendo più attratta da altri gruppi destinavo i soldini a comprare altro e non avevo amici che potessero duplicarmi le cassette. Ieri ascoltavo British Steel e la voce mi è piaciuta molto. Gli album precedenti ad un rapido ascolto non li ho proprio capiti. Fighissimo il video di Breaking the Law
Mulo
Giovedì 4 Maggio 2017, 11.12.00
34
Grande si Halford e Judas perfetti da Sad Wings fino a British Steel (Unleashed in the east è semplicemente perfetto),poi non mi han preso un granchè sino a Painkiller che adoro....Non mi piaciono un granchè nemmeno gli osannatissimi Screaming e Defenders...Appena ho l'occasione mi procuro Nostradamus (ha detta di molti un capolavoro).
Silvia
Giovedì 4 Maggio 2017, 10.59.28
33
Che voce ma che voce!!! Mi piace molto quando rimane sulle tonalità medio basse perchè è davvero unico, tagliente, corposo e mai monocorde, si riconosce fra mille (anche se Ralf Scheepers, che adoro, è sorprendentemente simile però) mentre lo screaming mi sembra spesso eccessivo e non mi va tanto (gusto personale). Inoltre mi piace perchè si autoironizza molto (è uno spasso, tipicamente british!) e ha esternato con eleganza e sensibilità il suo essere omosessuale. Sinceramente mi aspettavo 300 commenti su questo articolo, Rob è uno che ha segnato il metal, e lo dico anche se non sono una fan dei Judas, ho sempre preferito i diretti concorrenti dell'epoca 😉
Christian death rivinus
Lunedì 17 Ottobre 2016, 23.21.56
32
Sul podio con dickinson,dio e kiske.....immenso the metal king
Lemmy
Lunedì 17 Ottobre 2016, 21.46.31
31
Lunga vita al grande Halford, a lui va un particolare riconoscimento e ringraziamento , tutto mio e dal cuore, e del tutto personale, glielo devo a Rob Alford la tua voce mi ha aiutò anni fa , ai tempi dell'università a preparare e superare esami paerticolarmente ostici.Grazie.
MetallaroRosso
Lunedì 17 Ottobre 2016, 21.25.09
30
uno dei migliori metal singer
daniele
Mercoledì 27 Luglio 2016, 18.44.05
29
halford e eric adams iraggiungibili
terzo menati
Mercoledì 13 Gennaio 2016, 23.06.31
28
Non scordatevi tate Dio e Eric Adams anche se parte tutto dal duo gillan plant
Christian death rivinus
Mercoledì 13 Gennaio 2016, 23.00.39
27
Lui e' il piu'bravo ,dietro di lui c'e' solo bruce dickinson ,gli altri che Non sto a citare sono si bravi ma hanno avuto solo dei brevi periodi di gloria ,poi la normalita'.......un'altro grande e' king diamond....comunque bello l'articolo
Vitadathrasher
Mercoledì 13 Gennaio 2016, 22.44.49
26
a volte esagera con il falsetto per i miei gusti.
Philosopher3185
Mercoledì 13 Gennaio 2016, 21.59.00
25
Lui è un grande! non solo perchè è uno dei piu' grandi vocalist del genere,ma anche come persona.Uomo molto intelligente,riflessivo e dotato anche di un certo humor tipicamente inglese che non guasta.
Painkiller
Martedì 11 Ottobre 2011, 14.50.54
24
Grazie. Sì, è stato davvero emozionante...
the Thrasher
Lunedì 10 Ottobre 2011, 14.49.31
23
@painkiller: molto bello ed emozionante il tuo bel racconto, deve essere stato proprio bello stringere la mano a rob!
il vichingo
Lunedì 10 Ottobre 2011, 14.43.05
22
Per quel che mi riguarda è IL più bravo, il più leggendario singer Heavy! Inchinatevi alla potenza del MetalGod! Bruce Dickinson e Ronnie James sono molto bravi ma non toccano le vette di Rob!!!!
Painkiller
Lunedì 10 Ottobre 2011, 14.11.50
21
...era il tour degli Halford a supporto di Resurrection, la location il mitico Rolling Stone di Milano, gli Overkill di supporto...cantavo a squarciagola sull sulle note di Silent Scream, sotto il palco. A fine canzone Rob Halford si accuccia verso l'odience, mi tende la mano, me la stringe, mi fa i complimenti per come stavo cantando...quel giorno ho pianto...il mio idolo, l'eroe di cui avevo i poster in cameretta, colui che consideravo l'inarrivabile, l'unico che potesse fregiarsi del titolo di Metal God senza essere preso per un presuntuoso... era sceso dal trono, aveva fatto un regalo ad un fan che capiva essere non STRASFEGATATO, di più. E' sempre stato unico nella sua capacità di scaldare l'ascoltatore nei toni bassi, unico a lanciarla in screaming...ancora oggi, che non può raggiungere certe vette con continuità, la sua voce a tratti roca, a tratti piena e corposa, è inavvicinabile per chiunque. Non mi riferisco alla capacità di andare in alto con la voce, ma la capacità di modularla, in tal senso è ancora inimitabile Sulla sua immagine ha (ben) scritto Rino, ha creato il solco, tutti gli altri sono arrivati dopo...
Judas
Lunedì 22 Agosto 2011, 12.15.44
20
(scusate il doppio post)
Judas
Lunedì 22 Agosto 2011, 12.12.39
19
Hey, gran bell'articolo! In fondo uno dei più leggendari singer di sempre dell'hard&heavy se lo merita eccome
Judas
Lunedì 22 Agosto 2011, 12.12.27
18
Hey, gran bell'articolo! In fondo uno dei più leggendari singer di sempre dell'hard&heavy se lo merita eccome
zoso
Sabato 11 Dicembre 2010, 18.05.32
17
bè, comunque un altro motivo per cui lo stimo un casino è appunto per essersi dichiarato omosessuale strafregandosene dei giudizi altrui, soprattutto degli eventuali giudizi dei fan da sempre abituata agli stilemi del metallaro macho. può non sembrare ma ci sono volute le palle per farlo.
Sugara 'Sug Zug'
Sabato 11 Dicembre 2010, 16.36.46
16
Articolo eccezionale, soprattutto perché l'ho letto con Defenders of the Faith come colonna sonora! PELLE D'OCA! Rob Halford > tutti gli altri PS: zoso hai veramente ragione comunque. haha
SNEITNAM
Sabato 4 Dicembre 2010, 14.02.03
15
Ah e complimenti a te Rino per tutto ciò che hai scritto. L'inizio sopratutto mi ha fatto venire la pelle d'oca dall'emozione
SNEITNAM
Sabato 4 Dicembre 2010, 13.59.33
14
Semplicemente un mito, lui e i Judas Priest! Sarò sempre grato, eternamente, a queste bands monumentali e storiche per aver letteralmente creato L'Heavy Metal in ogni suo aspetto, perchè mi hanno dato una strada su cui poter veramente valorizzare e realizzare la mia esistenza
ZAGOR
Venerdì 3 Dicembre 2010, 19.30.36
13
ragazzi senza the voice halford il metal sarebbe un po' troppo povero! siamo stati fortunati a sentirlo e vederlo calcare palchi e dischi.......cito solo due dischi .'unleashed in the east' e ' screaming for vengeance'( e ci sarebbe molto altro).......e poi chissenefrega delle sue tendenze!ai fini musicali sono irrilevanti!
jek
Giovedì 2 Dicembre 2010, 20.15.33
12
Articolo bellissimo, da un alone epico ad un personaggio stupendo. Complimenti.
zoso
Mercoledì 1 Dicembre 2010, 13.51.29
11
se fossi gay penso che sarebbe la mia icona sessuale (anche prima di freddy mercury). però, ora come ora, mi basta averlo come icona musicale.
il leccese90
Mercoledì 1 Dicembre 2010, 12.00.58
10
ahah okok no è solo che la parte dei "banchi che saltano per effetto delle industrie" la dice lo stesso rob in quel programma..bravo metallized che fa sempre grandi articoli!
the Thrasher
Mercoledì 1 Dicembre 2010, 11.36.25
9
@il leccese90: oddio, avevo visto qualcosa di simile su mtv qualche anno fa (e l'avevo registrato anch'io), ma non è che sia stato quello ad ispirare quest'articolo, anche perchè, appunto, è passato diverso tempo da quando l'ho visto io! di documentari e (soprattutto) libri sulla storia dell'heavy metal ne ho divorati diversi XD
il leccese90
Mercoledì 1 Dicembre 2010, 11.30.44
8
thrasher ti ho beccato..hai visto il programma a puntate di mtv "the history of metal"!io l'ho registrato..gran bell'articolo cmq!
metal4ever
Mercoledì 1 Dicembre 2010, 11.17.46
7
Bravo Rino grande articolo come sempre! Stima e Rispetto assoluto per Halford!!
the Thrasher
Mercoledì 1 Dicembre 2010, 11.04.42
6
@Radamanthis: grazie infinite per i complimenti!!
Radamanthis
Mercoledì 1 Dicembre 2010, 10.54.34
5
@The thrasher: "Venti neri e apocalittici soffiano dirompenti sul piccolo atomo del male chiamato Terra. Attraverso i decenni, attraverso le epoche, armate di ragazzi affrontano le ruvidezze dell’essere muniti di chiodo e aggrappati al sound della Bestia. Potrebbe essere il desolante scenario di un film ambientato in un mondo lacerato dalla falsità, dalla corruzione, dal trionfo dell’apparire a discapito dell’essere, e il cacciatore del male arriverebbe in sella alla sua rombante Harley, completamente cuoioborchiato, per ergersi a paladino delle truppe di acciaio e metallo. Dall’alto dell’Olimpo infernale s’innalza l’aurea leggendaria del Metal God" ... SEI STATO IMMENSO....UN INIZIO DA BRIVIDI!!!!!!!!! COMPLIMENTI
dani
Mercoledì 1 Dicembre 2010, 10.03.01
4
Grandi Priest!!!!! L'album Painkiller è un CAPOLAVORO!!!!
Raven
Mercoledì 1 Dicembre 2010, 9.16.33
3
Dopo Ronnie Dio
Raven
Mercoledì 1 Dicembre 2010, 9.16.09
2
Rob è un'icona, il più grande.
Franky1117
Mercoledì 1 Dicembre 2010, 3.04.09
1
beh grande halford, un' icona immortale. certo non canta piu e non si muove piu come i vecchi tempi, ma pur immobile e sottotono vocalmente ha un carisma e un magnetismo invidiabili
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Rob Halford negli anni d'oro
ARTICOLI
30/11/2010
Articolo
JUDAS PRIEST- ROB HALFORD
Chrome master, steel warrior
 
 
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