Privacy Policy
 
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
In A Gadda Da Vida - 1968
Clicca per ingrandire
Heavy - 1968
Clicca per ingrandire
Iron Butterly - 1968
Clicca per ingrandire
Iron Butterfly - 1969
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

22/11/17
HYPERION
Dangerous Days

24/11/17
SCORPIONS
Born To Touch Your Feelings

24/11/17
LOCH VOSTOK
Strife

24/11/17
STRAY TRAIN
Blues From Hell

24/11/17
WILDNESS
Wildness

24/11/17
HOUSTON
III

24/11/17
AETHERIAN
The Untamed Wilderness

24/11/17
DEEP AS OCEAN
Lost Hopes | Broken Mirrors

24/11/17
STARBLIND
Never Seen Again

24/11/17
DEGIAL
Predator Reign

CONCERTI

22/11/17
MARILYN MANSON + GUEST
PALA ALPITOUR - TORINO

22/11/17
ULVER + STIAN WESTERHUS
SANTERIA SOCIAL CLUB - MILANO

23/11/17
ULVER + STIAN WESTERHUS
QUIRINETTA - ROMA

24/11/17
ULVER + STIAN WESTERHUS
ALMAGIA' TRANSMISSIONS FESTIVAL - RAVENNA

24/11/17
DESPITE EXILE
VECCHIA SCUOLA PUB - PALAZZOLO (BS)

24/11/17
BLACK STAR RIDERS
CIRCOLO COLONY - BRESCIA

24/11/17
6TH COUNTED MURDER + KALIAGE
THE ONE - CASSANO D'ADDA (MI)

25/11/17
THE MODERN AGE SLAVERY + DESPITE EXILE + AMBER TOWN
LA TENDA - MODENA

26/11/17
MESS EXCESS + AENIGMA
RIFF CLUB - PRATO

27/11/17
MASTODON
LIVE CLUB - TREZZO SULL'ADDA (MI)

JURASSIC ROCK - # 25 - Iron Butterfly: il pesante volo della farfalla di ferro
12/12/2010 (5394 letture)
Le origini, la successiva evoluzione del movimento hard‘n’heavy e di tutte le correnti ad esso collegate non possono prescindere da una band, oggi ai più semi-sconosciuta, ma importantissima per la nascita, l'esplosione del heavy-metal e seguenti aggiornamenti in termini di influenze per il sound quale oggi conosciamo. La band in questione è quella degli Iron Butterfly, che visse una stagione di straordinario successo grazie all'intuizione di un brano, un solo brano, che racchiudeva in sé tutti gli elementi che oggi fanno grande ed universale il rock, l'hard, l'heavy, il black, il gothic, il dark, il garage, l'acid e in definitiva, tutti gli elementi, influenze e sottogruppi che caratterizzano buona parte del sound mondiale racchiuso in borchie, catene e dragoni.

LE ORIGINI
Originari di San Diego-California, gli I.B. si formarono e coagularono intorno alla figura dell'organista Doug Ingle, promettente musicista della psychedelic-scene californiana, che nel 1966 chiamò con se il possente batterista Ron Bushy, non un eclettico damerino delle pelli ma dotato di un drumming essenziale e metronomico, il chitarrista Danny Weiss, il cantante Darryl DeLoach -anche autore dei testi- e il bassista John Penrod. Seguendo la nascente scena acid, si trovarono molto spesso a suonare nei localini di Los Angeles a fianco dei Jefferson Airplane, Canned Heat e tutti gli esponenti della Summer of Love dove fecero la conoscenza giusta e, firmando un contratto con la Atlantic, pubblicarono nel 1968 il loro primo disco intitolato semplicemente Heavy. Cosa sia Heavy è presto detto: una giusta e sapiente miscela di sonorità “dure” di rock-blues su un tappeto di suoni vagamente classicheggianti (il padre di Doug era organista nella locale chiesa) suonati dallo stridulo vagito della tastiera Vox Continental, un must per le band degli anni “60 (la stessa di Ray Manzarek-Doors). Atmosfere cupe (dark) e ossessivi acidi-riffs di chitarra catturata nuda-e-cruda come era d'uso, atmosfere ossianiche create magistralmente dal tastierista, il tutto sostenuto dal drumming pesante e preciso di Ron Bushy, che interagiva perfettamente con il possente basso di John Penrod. Possession, quindi Unconscious Power, un inno alle droghe che “...facevano scalare le montagne e rimuovevano le inibizioni...”, e il tenebroso Iron Butterfly Theme che apriva i concerti facendo scorrere brividi lungo la schiena degli spettatori, erano i pezzi forti, ma in genere tutto l'ellepi suonava di timbriche inconsuete e particolarmente cupe benchè in piena psyco-era ci si fosse abituati a sonorità nuove, ma ovviamente questo lavoro le superava tutte... Più pesanti dei Vanilla Fudge, con cui dividevano la scena psychedelica ma certamente complementari poiché entrambi usavano quella miscela di rock con spruzzate di classico che poi sarebbe “degenerata” (non tutti ne fecero buon uso) nel proto-prog. Comunque l'indirizzo musicale intrapreso sotto la guida del fondatore Doug Ingle non trovò d'accordo tre dei cinque membri della band che, completate le registrazioni in cinque giorni di lavoro, abbandonarono la formazione senza neanche attendere l'uscita del disco, considerato da loro deludente. E' così che il bassista fu rimpiazzato da Lee Dorman anche alla seconda voce e il chitarrista lasciò la postazione ad Erik Braunn, giovanissimo e talentuoso musicista che gettò alle ortiche il posto di violinista nella Boston Symphony Orchestra per seguire il suo istinto alla chitarra. Nel gennaio del 1968 il disco fu distribuito nei negozi e vendette più di un milione di copie durante l'anno di uscita, uno dei primi dischi di pop ad aggiudicarsi il Golden Record.

Heavy – (ATCO 1968)
L'artwork di questo lavoro -uscito all'inizio dell'anno, ritrae la band, ognuno al proprio strumento, in un paesaggio lunare dominato da un grande orecchio sulla cima del quale siede John Pernod, il cantante. Dieci i brani, aperti da Possession (scritta da Ingle, che proprio in quei giorni sposò una diciottene compagna di scuola, ma si accorse ben presto di essere perseguitato dalla gelosia maniacale della partner); l'ossessiva canzone dominata dall'organo riflette il suo stato d'animo. Il matrimonio durò pochissimo. Unconsciuos Power, uscito anche su singolo, è uno scatenato beat-blues che fu anche molto criticato per la crudezza con cui invogliavano all'uso delle droghe e alla libertà sessuale, molto bella la prova del chitarrista che però lascerà subito dopo. Seguono Get Out of my Life, Woman -quasi un barocco elettrico molto cadenzato e ossessivo, uno dei cavalli di battaglia dal vivo. Gentle As It May Seems, un veloce heavy-rock che inneggia, come tante in quel periodo, ad una completa libertà sessuale, è un tentativo di interazione tra chitarra-organo. You Can't Win, primo esempio di canzone politically-uncorrect poiché è una denuncia contro la brutalità della polizia e del sistema politico americano, ideologie hippies come le tematiche di bands quali Buffalo Springfield e Byrds, che allora dominavano la scena. So-Lo, altro esempio delle influenze classicheggianti su Doug, un minuetto, una spiritosa canzone d'amore una-tantum. Look for the Sun, influenzata dal grave fardello dell'LSD e, come dichiarò Doug, questa canzone è un quadro che descrive gli aspetti positivi della vita sotto un punto di vista completamente “diverso”. Fields of Sun, oscura, poderosa come il pestaggio di Ron Bushy sulle pelli, strani cori per un brano fortemente caratterizzato dalla epicità del cantato. Stamped Ideas è un blues-pop come se ne suonavano tanti alla fine degli anni “70, con un ritmo stomp tipico del periodo e un assolo di chitarra, uno dei primi tentativi di sganciarsi dalla forma-canzone. Iron Butterfly Theme è l'episodio che già li consegna alla storia delineando chiaramente le intenzioni delle Farfalle; ritmi pesanti, chitarre pesanti, atmosfere pesanti, effetti pesanti, biglietto pesante per un viaggio di acido pesante... Il Capitolo II confermerà la buona prova di questo innovativo sound.

IRON BUTTERLY - THEME


IL CAMBIO
Non tutti furono d'accordo sulle idee musicali di Ingle, unico compositore delle musiche che indirizzando la band verso il suono cupo e duro, stava caratterizzando il loro sound. Il bassista e paroliere John Pernod e il chitarrista Dan Weiss abbandonarono gli Iron Butterfly per formare i Rhinoceros, una sorta di supergruppo con elementi provenienti dai Buffalo Springfiled, Electric Flag e Checkmates. Attivi dal 1967, incisero tre album di discreto politik-rock tipicamente americano, ospiti al Festival di Monterey e tours con i Love e i Doors, con cui condividevano il produttore, Paul Rothchild, e tours con Traffic e Spooky Tooth nei loro passaggi in America. Nel 1969 malauguratamente il cantante e band leader Alan Gerber rifiutò la partecipazione al Festival di Woodstock per impegni precedenti con la Boston Ballroom; il resto della band non la prese bene e lasciò il gruppo formando così i Blackstone Rangers, con scarso successo, tanto da sciogliersi nel 1973. Darryl DeLoach, il cantante, transfuga invece e fondò una band a suo nome, Two Guitars & Darryl, ma senza particolari onori.
Uscito Weiss dai Butterfly, il rimpiazzo fu trovato in un diciassettenne, un ragazzo prodigio che avrebbe avuto un futuro come violinista sinfonico se non avesse conosciuto i matti che alla fine dei “70 affollavano la Bay Area. Erik Braunn (Keith Brann) di Boston, conobbe gli Iron Butterfly durante un programma di aggiornamento a San Francisco dove fù mandato proprio dalla suo college; amore a prima vista per l'atmosfera elettrica che si respirava nella Baia (forse complice qualche “acido”) e per i suoni nuovi che si libravano nell'aria gettò a mare l'austera divisa collegiale e, con una chitarra a prestito, entrò in studio al seguito di Doug Ingle per partecipare alle registrazioni di quello cha sarà l'indiscusso caposcuola dell'heavy; entrando in studio Doug disse solo ad Erik: “suona come i Cream...”. Le biografie riportano anche il gossip che Braunn, essendo il più ragazzino e il più appetibile, fu oggetto di autentica venerazione da parte delle fans che più volte gli invasero le camere d'albergo costringendo il malcapitato (!?) a numerose prestazioni sessuali plurime (comunemente chiamate “orge”). Il fatto di non riuscire a gestire l'improvvisa notorietà e l'immancabile uso e abuso di droghe, fecero perdere la testa a Erik che nel 1971 lasciò la band per una carriera solista mai decollata, militò in oscure formazioni psyco-rock e, complici anche complicazioni cardiache congenite peggiorate dalle distruttive condizioni di vita, nel luglio del 2000, appena compiuto i 50 anni, Erik trovò la morte.
Lee Dorman, bassista e backing vocal di St.Louis-Missouri, prese il posto di John Pernod e contribuì al successo degli I.B.. Entrato in un secondo tempo nella band, trovò comunque il modo di distinguersi e di imporsi sia per il suo particolare stile musicale, poco tecnico ma molto fisico, sia come vocal poiché aveva una voce dalla timbrica particolarmente oscura che ben si sposava con il suono dark della band. Contribui anche a livello compositivo portando importanti suggerimenti sugli arrangiamenti e componendo lui stesso alcuni brani. Attualmente, già settantenne, gira ancora l'America con una formazione degli Iron Butterfly che comprende anche il batterista e co-fondatore Ron Bushy.
Appena lasciato dai tre tranfughi, Doug non si perse d'animo e, mentre Heavy scalava rapidamente le classifiche, tornò in studio per cementare la nuova formazione. Con un pugno di sue nuove canzoni e qualche idea dei neo-arrivi ad aprile cominciò le registrazioni di quello che sarebbe diventanto poi (ma ancora non lo sapevano...) il caposcuola dell'heavy.

IN-A-GADDA-DA-VODA – (ATCO - 1968)
Il disco originale si apre con Most Anything You Want, un brano sorprendemente arioso per gli standard degli Iron, dominato dall'inconfondibile suono della tastiera Vox, potrebbe benissimo provenire dal repertorio dei Doors. Flowers and Beads, ballata in stile flowers-power sostenuta da coretti e perfetta prova di Doug alla voce con cori che ricamano sulla sua grezza performance ma capace anche di armonizzazioni. L'anima più cupa fa già capolino in questa My Mirage, cadenzata su ritmi ipnotici e testi visionari. La seguente Termination è l'unico brano a firma del giovane Braunn in cui la sua chitarra distorta duetta con la pesante batteria di Bushy e dimostra la sua abilità in un solo sostenuto sempre dalla tastiera. Are You Happy è il brano che privilegiavano dal vivo tanto da aprire molti concerti con questo motivo invece che con il “Theme”. Questa track molto sostenuta dava a loro la possibiltà di scaldarsi e di entrare in sintonia con il clima del concerto poiché ognuno aveva una parte importante e poteva già testare gli strumenti e l'amplificazione; ancora non si usava il sound-check. Giriamo l'ellepi ed ecco trovarci con un brano solo, la monumentale, la visonaria, fantastica, unica In-A-Gadda-Da-Vida... Entrando in studio, l'Ultrasonic di New York, con più possibilità economiche alle spalle, gli Iron Butterfly sperimentarono questo nuovo tipo di approccio musicale realizzando per la prima volta nella storia della musica rock una suite lunga 17 minuti, una facciata intera, dove tutti i componenti a turno avrebbero avuto la possibilità di esprimere il loro talento in lunghi “solos”. Introduce la pianola (non organo...) con una variazione su un tema di Bach e già l'atmosfera si fa pesantemente gotica, la voce di Doug canta le poche frasi del testo e subito un magnifico assolo distorto di chitarra. E' la volta di Ron Bushy, il metronomico drummer che dà una lezione di ritmo nei suoi tre minuti di assolo in cui vengono anche inseriti, per la prima volta, effetti di flanging sui tamburi, al nono minuto, quando la batteria stà scemando, ecco entrare in punta di piedi l'atmosfera onirica dettata dagli accordi di un organo da chiesa che via via diventa più invadente fino a dominare la scena all'esplosione del famoso riff con Erik che si scatena in un assolo. E' il momento del bassista che si infiamma sulle rullate di batteria, entra la tastiera molto orientaleggiante, rumori e stridii di chitarra e il suono si fa caos... poi la ripresa del tema iniziale ti porterà stremato fino alla fine dei solchi. Un inno alla generazione acida.
Il tema, il testo e il titolo, che è la contrazione di In A Garden Of Eden, furono scritti in una notte di fumi, alcool e droghe da Doug Ingle in assenza degli altri, in quelle disastrose condizioni, non si sa come ma registrò anche un provino casalingo. Al rientro, Ron Bushy con cui divideva l'appartamento ascoltò il nastro dove l'autore appunto biascicava queste strane parole, all'atto di realizzare la canzone, Ron ritenne l'effetto molto coinvolgente e chiese di non cambiare il tipo di pronuncia del testo lasciando perciò questa strana dizione finale. E' inutile dire che su questo titolo si scatenarono le più strane congetture e una ridda di ipotesi ma fu proprio Doug a chiarire la particolarità del titolo; solo il risultato di una notte di bagordi. Oltre ad essere il primo album con una brano così lungo fu anche il primo album della storia ad aggiudicarsi il disco di platino per aver venduto, nel corso dell'anno di uscita, 3 milioni di copie e quasi due anni nella Top Ten americana; a tutt'ora il totale è di circa 20 milioni... musica e cifre d'altri tempi. Magnum Opus.

In-A-Gadda-Da-Vida, baby
don't you know that I'll always be true?
Oh, won't you come with me
and take my hand?
Oh, won't you come with me
and walk this land?
Please take my hand!


IN-A-GADDA-DA-VIDA


I seguenti album Ball (1969) e Metamorphosis (1970) continuarono l'evoluzione del gruppo verso l'hard-rock, termine e espressione inventati da loro, tentando di evolversi in forme differenti come il funk ma anche verso un rock più elaborato. I risultati pur se originali e audaci non furono ritenuti dal pubblico all'altezza dei due precedenti lavori e quindi accolti tiepidamente. Il gruppo si sciolse nel 1971 per riformarsi negli anni seguenti e vivere tutt'ora fra tour celebrativi e vecchi ricordi a cui Doug Ingle però non ha mai partecipato lasciando piena libertà agli altri nell'utilizzo del nome e considerando chiusa la parentesi musicale con conseguente uscita di scena anche a seguito di pericolose derive che la sua salute aveva preso in quegli anni frenetici. Line-up 1967–1969 (La line-up che ha inciso In-A-Gadda-Da-Vida, Ball, e Live) Doug Ingle – voce, tastiere - Erik Braunn– chitarra, voce - Lee Dorman – basso, voce - Ron Bushy – batteria, percussioni, backing vocals

Line-up 2010
Lee Dorman – basso, voce - Ron Bushy – batteria, percussioni, backing vocals - Charlie Marinkovich – chitarra, voce - Martin Gerschwitz – voce, tastiere

* Una particolarità della registrazione su disco dello storico hit è la non perfetta allineatura della voce e degli strumenti che a volte, anche se impercettibilmente, vanno e vengono all'ascolto. Questo è dato dal fatto che Don Casale, il fonico di studio, registrò le prove degli Iron Butterfly per testare livelli, nastri e strumenti in attesa dell'inizio ufficiale delle registrazioni. Il produttore Jim Hilton all'ascolto dei provini ritenne questi molto validi e con un mood che difficilmente avrebbero potuto ottenere provando più e più volte e sovraregistrando, così si decise di utilizzare quei takes anche se imperfetti.

*Fra le 100 canzoni rock di tutti i tempi, In-A-Gadda-Da-Vida occupa la 25a posizione. Coverizzata fra gli altri da Slayer, Blind Guardian, Electric Heart, Smashing Pumpkins, Weird Al Yankovic e... Bart Simpson. Usata in Resident Evil, The Final Nightmare, Beavis & Butthead, Ocean Twelve, CSI-Las Vegas, senza contare le decine di versioni in stile dance.

* Inseriti nel bill del Festival di Woodstock il 17 agosto, gli Iron Butterfly si trovarono costretti all'aereoporto di New York e impossibilitati a raggiungere la località del concerto a causa della circolazione stradale bloccata. Chiesero telefonicamente di avere un elicottero a disposizione per poter giungere sul luogo del concerto ma non arrivò per una serie di disguidi e così furono obbligati ad annullare l'esibizione.

* Durante il primo tour americano del 1969 i Led Zeppelin aprirono i concerti degli Iron Butterfly con debutto il 31 gennaio al Fillmore East-NY. L'anno dopo, con il tour di Zeppelin II, furono gli Iron ad aprire a Plant & C. con partenza il 29 agosto dallo stadio di Winnipeg-Canada. Per ogni data gli Iron presero 10.000 $, gli Zep 50.000 $...

* Ovviamente il nome della band ha dato origine più o meno inconsciamente a tutta una serie di nomi con l'aggettivo simile: Iron Maiden, Iron Fire, Iron Angel, Iron Savior, Iron Wolf, Iron Mask, Iron Sword, Iron Wave, Iron Age, Iron Dragon, Iron Cobras, Iron Force, Iron Horse, Iron Legion etc..

Discografia
Heavy (1968) ° In-A-Gadda-Da-Vida (1968) 4 Platinum ° Soundtrack to the Savage 7 (1968) ° Ball (1969) ° Live (1970) ° Metamorphosis (1970) ° Evolution: The Best of Iron Butterfly (1971) ° Star Collection (1973) ° Scorching Beauty (1975) ° Sun and Steel (1976) ° Rare Flight (1988) ° Light & Heavy: The Best of Iron Butterfly (1993) ° In-A-Gadda-Da-Vida Deluxe Edition (1995)

VOX CONTINENTAL V301E
Il Vox Continental è sicuramente degno di essere il “Re” degli organi combo. Caratterizzato da un sound inconfondibile a fronte delle poche regolazioni disponibili. Nato come sostituzione per l’organo Hammond in un periodo dove la portabilità per le esibizioni live era un fattore importante, oggi è ricercatissimo sia dai collezionisti che dagli amanti della musica beat dove in passato regnava incontrastato.

La costruzione dei Vox Continental, brevetto di proprietà della Jennings Musical Intruments, venne affidata ad una ditta italiana, la marchigiana EME (Elettronica Musicale Europea-EKO) di Oliviero Pigini, che realizzò dei bellissimi modelli, tutt'oggi quelli probabilmente più diffusi. E’ importante notare che il mitico Ray Manzarek, leggendario tastierista dei The Doors, utilizzava proprio il modello italiano costruito utilizzando i transistor al germanio SFT363 ed SFT351. Vox Continental è stato prodotto fino al 1972. A differenza degli altri ha gli oscillatori realizzati su schede estraibili, i tasti in plastica anziché legno dai colori invertiti, bianchi per i semitoni, neri gli altri, il colore dei drawbars (bianchi delle armoniche e neri dei filtri) e l'attacco delle gambe metalliche incrociato.
Usato oltre che da Manzarek anche dai Pink Floyd, dagli Animals, dai Beatles, Dai Monkees, dagli Iron Butterfly, dagli Herman Hermit's, Dave Clark's Five, da Brian Auger, dai Tornados e da decine e decine di gruppi che, con il caratteristico suono stridulo del Vox davano un tocco inconfondibile al proprio sound. Ancora oggi usato dagli Smashmouth.
Abbiamo scoperto che l'ingegnere Terzino Ilari, al tempo capotecnico della E.M.E di Recanati (AN) conserva ancora gelosamente gli strumenti di misura (oscilloscopi, generatori di funzioni) con cui operò i primi test sul Continental nonchè alcuni Vox o-ri-gi-na-li che naturalmente non vende! Oltre alle dediche personali di Manzarek e dei migliori tastieristi dell'epoca.



-Cobray
Sabato 15 Giugno 2013, 12.30.16
19
Bellissimo articolo, approfondito ed interessante. Loro sono una pietra miliare della musica, purtroppo poco conosciuti e poco osannati come meriterebbero.
fabio II
Giovedì 17 Novembre 2011, 16.33.09
18
Volentieri Richard; qua la mano! Un saluto!
Richard
Giovedì 17 Novembre 2011, 16.24.16
17
Fabio II - non devi essere molto giovane eh... Diamoci la mano allora eh eh eh...
fabio II
Giovedì 17 Novembre 2011, 13.59.56
16
Band incredibile, al loro cospetto Doors o Love ( che amo ) erano gruppi pubescenti. Tra gli lp meno famosi adoro letteralmente 'Ball', ammantato anche, in alcune canzoni, dal soul; però già in aria di blaxpoitation. Erano decisamente oltre ( non a caso coverizzati anche dagli Slayer )
hellvis
Giovedì 16 Dicembre 2010, 19.35.37
15
Penso di avere ancora il vinile datato primi anni 70.....deve avere i buchi.
Richard
Giovedì 16 Dicembre 2010, 16.59.17
14
@ Nikolas @ Elluis - Con un colpevole ritardo di quasi vent'anni... A letto senza cena stasera...
Nikolas
Mercoledì 15 Dicembre 2010, 13.04.14
13
pure io pure io! Anch'io li ho sentiti la prima volta lì!
Elluis
Mercoledì 15 Dicembre 2010, 12.13.55
12
Per chi non l'ha mai visto consiglio il film "Manhunter - Frammenti di un omicidio", il primo che introduce la figura di Hannibal Lecter: nel film (del 1986 se non erro) compare anche un giovanissimo William Petersen (Grissom di CSI). C'è una scena in cui l'assassino bracca una sua vittima dopo che ha messo su "In-A-Gadda-Da-Vida" a tutto volume. Da brivido davvero. E' stato lì che ho sentito per la prima volta gli Iron Butterfly
pinchelco
Lunedì 13 Dicembre 2010, 10.14.50
11
ciao Richard. articolo interessantissimo come sempre. Grande album quello, una volta avevo il vinile, chissà che fine ha fatto, mi è rimasta una cassetta, devo provvedere.Sulla band invece ammetto che non ne sapevo molto. Gli Slayer ricordo che ne fecero una versione di 2 minuti circa mi pare.
Room 101
Domenica 12 Dicembre 2010, 23.43.42
10
@Richard: Cavolo è vero..mea culpa l'ho rivisto adesso dopo tanto tempo e mi ero dimenticato quel dettaglio...
Richard
Domenica 12 Dicembre 2010, 23.36.38
9
@Room 101 - non con gli accendini al cielo, ma con le candele ! ! ! Non dimenticare che l'episodio si svolge in una chiesa...!
Er Trucido
Domenica 12 Dicembre 2010, 22.49.08
8
@The Thrasher: si venne coverizzata per la colonna sonora del film Less Than Zero e successivamente utilizzata per il retro del singolo di Mandatory Suicide
the Thrasher
Domenica 12 Dicembre 2010, 22.19.03
7
la song 'in a gadda da vida' fu coverizzata, per obblighi contrattuali, persino dagli slayer...
Room 101
Domenica 12 Dicembre 2010, 21.45.22
6
@Autumn:Quella è una delle scene più belle della storia dei Simpson, vedere la vecchietta organista svenire dopo 17 minuti di assoli ecc in mezzo a tutti i fedeli con gli accendini al cielo mi fa morire ogni volta XD
zoso
Domenica 12 Dicembre 2010, 19.46.06
5
ahhhhhhh...la storia....
Autumn
Domenica 12 Dicembre 2010, 19.33.48
4
Mitica la cover di Bart... o meglio dell'organista della chiesa di springfield
Lizard
Domenica 12 Dicembre 2010, 16.21.38
3
Bell'articolo!! Molto importante gettare luce su un gruppo fondamentale!!
Hellion
Domenica 12 Dicembre 2010, 15.21.17
2
...quanto mi esaltano sti articoli! ..a quando la storia dei Doors?..il mio gruppo preferito!
jek
Domenica 12 Dicembre 2010, 13.46.33
1
Ottimo articolo che descrive un gruppo veramente storico. Giustamente va annoverato tra i gruppi apripista del metal anche se a "Heavy" preferisco "Very Heavy Very Umbele" degli Uriah Heep.
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Iron Butterfly - 2010
Clicca per ingrandire
Vox Continental V301E
Clicca per ingrandire
Ray Manzarek (Doors) con Vox Continental
Clicca per ingrandire
The Doors col Vox Italiano
ARTICOLI
12/12/2010
Articolo
JURASSIC ROCK
# 25 - Iron Butterfly: il pesante volo della farfalla di ferro
03/12/2010
Articolo
JURASSIC ROCK
# 24 - Smoke On The Water: quando la Storia si fa Leggenda
25/10/2010
Articolo
JURASSIC ROCK
# 23 - Close To The Edge: Ai Limiti Dell'Impossibile...
13/09/2010
Articolo
JURASSIC ROCK
# 22 - Jimi & Janis
29/06/2010
Articolo
JURASSIC ROCK
# 21 - School's Out
31/05/2010
Articolo
JURASSIC ROCK
# 20 - 1970: Belli e quarantenni
30/04/2010
Articolo
JURASSIC ROCK
# 19 - Paul Is Dead?
29/03/2010
Articolo
JURASSIC ROCK
# 18 - Creedence Clearwater Revival
28/02/2010
Articolo
JURASSIC ROCK
# 17 - COVER STORY: Equipe 84, Corvi ed altri animali...
31/01/2010
Articolo
JURASSIC ROCK
# 16 - C'era una volta Rino Gaetano
20/12/2009
Articolo
JURASSIC ROCK
# 15 - II ritorno del "Biglietto per l'Inferno"
23/11/2009
Articolo
JURASSIC ROCK
# 14 LOU ADLER - Il "papa'" dei Figli dei Fiori
26/10/2009
Articolo
JURASSIC ROCK
# 13 Mad Dogs & Englishmen - The Crazy Baraonda
21/09/2009
Articolo
JURASSIC ROCK
# 12 Il ragazzo con la pistola
05/08/2009
Articolo
JURASSIC ROCK
#11 Abbey Road compie 40 anni
26/07/2009
Articolo
JURASSIC ROCK
#10 - STEVE WINWOOD - L'incredibile storia di Mr. Fantasy
22/05/2009
Articolo
JURASSIC ROCK
#9 VERY 'EAVY...VERY 'UMBLE - Uriah Heep Gli incompresi dell'Heavy Metal
17/04/2009
Articolo
JURASSIC ROCK
#8 - Twentieth Century's Albums
10/03/2009
Articolo
JURASSIC ROCK
#7 THE CREAM - The Dream of a Dream Team
04/02/2008
Articolo
JURASSIC ROCK
#6 ALO - ANDREW LOOG OLDHAM: come si inventa la più grande band di rock & roll del pianeta
09/01/2009
Articolo
JURASSIC ROCK
#5 WHO'S NEXT - "The Who" Genio e sregolatezza
06/12/2008
Articolo
JURASSIC ROCK
#4 WOODSTOCK - Tutto ciò che non vi hanno mai detto...
04/11/08
Articolo
JURASSIC ROCK
#3 Deep Purple In Rock
03/10/2008
Articolo
JURASSIC ROCK
#2 From Genesis to... Travagliato
18/09/2008
Articolo
JURASSIC ROCK
#1 Grand Funk Railroad
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]