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RACCONTARE IL MITO - # 15 - Saxon, Napoli, 1985
13/12/2010 (4688 letture)
Nel 1985 i Saxon erano un gruppo in forte declino, anche se il peggio forse doveva ancora arrivare con Rock The Nations e Destiny. Dopo Power And The Glory e Crusader (quest'ultimo poi da me discretamente rivalutato dopo aver acquistato il vinile) e l' apparizione a Sanremo dell'83 che per me fu una specie di coltellata, questo è l'anno di Innocence Is No Excuse, un lavoro decisamente criticabile se considerato sotto stretta ottica heavy, ma interessante da un punto di vista hard rock, pur se orientato con tutta evidenza verso il mercato americano leggero.
Ad ogni modo la notiza della presenza della band a Napoli presso il Palatenda Partenope mi consentì quello che all'epoca giudicai alla stregua di un pellegrinaggio fatto per rendere omaggio ai Saxon, la band che con Denim and Leather mi aveva risucchiato in quel metal-trip che ancora oggi, a distanza di circa trent'anni, mi vede appassionato viaggiatore come allora. Non importava come e quanto potessero essere scaduti, semplicemente glielo dovevo.

Ed allora appuntamento alla stazione con i soliti tre o quattro e con una decina di nuove leve che per la gran parte si perderanno per strada poco dopo (nel senso che abbandoneranno il metal) destinazione Napoli.
Quattordici ore ore di treno tra andata e ritorno da trascorrere forse su uno strapuntino, ma a diciassette anni questi sono dettagli. Sul treno la prima sorpresa: una intera carrozza è occupata da siciliani che si recano al concerto, quasi tutti operai della raffineria di Augusta che poi incontreremo nuovamente in altre trasferte metalliche, la notte trascorre quindi tra bevute, cazzeggiamenti vari ed incredibili sforzi per capire di quali gruppi parla un ragazzo biondo dal pesante accento siracusano e strafatto al punto da rendere incomprensibile le band che cita, tra le quali riuscimmo a decifrare solo i Manowar, forse.
Alla stazione di Napoli ci rendiamo conto di essere veramente tanti, almeno una quarantina, una cifra inverosimile di persone che si muove dalla Sicilia per un evento metal a metà anni 80, e la cosa ci gasa parecchio.
Sosta presso un negozio di dischi con materiale irreperibile da noi nell'alto Maghreb, poi raggiungiamo la location dell'evento, fa un caldo malefico e la mia tenuta costituita da t-shirt con bandiera del Sol Levante, gilet e pantaloni di pelle cernierati e scarpe da tennis alte non mi aiuta per nulla, ma camminare in quaranta per Napoli con la gente che si scosta al nostro passaggio è impagabile.

Il Palapartenope è solo un tendone posto quasi di fianco al Palasport, teatro di un differente evento di ben altra levatura del quale forse parlemo in seguito, ed una volta dentro lo spettacolo è quasi desolante, non più di 200 persone presenti all'interno di uno spazio che potrebbe contenerne molti, ma molti di più, il vantaggio è che non abbiamo alcuna difficoltà a raggiungere la prima fila a due o tre metri dal palco.
Ad ogni modo il concerto ha inizio, l'abbigliamento di Biff è decisamente rivedibile, specialmente per ciò che riguarda la tutina bianca aderente evidenzia-pacco, ed ha un senso solo se rapportato alla decade degli 80's ed al periodo che la band stava attraversando, ossia quello che lo avrebbe portato sempre più verso una impostazione a stelle e striscie prima del ravvedimento metallico.
Il baffo di Steve Dawson conquista subito una buona fetta di spazio on stage (che erroraccio abbandonare il gruppo subito dopo il tour per volere della moglie) l'altro baffo di Graham Oliver è proprio davanti a me, la pelata di Paul Quinn è occultata da una pacchiana visierina rossastra da golfista in tinta con i pantaloni tigrati rossi che probabilmente serve a tenere insieme dei capelli posticci, dato che la bandana d'ordinanza bianca da rubacuori impenitente deve ancora venire. Dietro le pelli Nigel Glockler.

Nonostante l'atmosfera initima la band non si risparmia affatto, i pezzi di Innocence Is No Excuse dal vivo sembrano molto migliori di quello che sono su vinile, specialmente Rockin' Again, Back On The Streets e The Devil Rides Out, anche perchè personalmente li ascolto per la prima volta proprio in questa occasione, ma ovviamente la parte migliore del concerto è rappresentato dall'esecuzione dei pezzi storici, ed è veramente quasi un fatto misitico per me ascoltare le esecuzioni live di Denim And Leather e Princess Of The Night -specialmente quest'ultima ha rappresentato per me la vera porta d'accesso al metal- e dei già grandissimi classici 747 (Strangers in the Night), Motorcycle Man, 20.000 FT, Fire in the Sky, Never Surrender, dell'anthem Wheels of Steel usato per il consueto dialogo con il pubblico e, se non ricordo male, dei più che trascinanti bis di Strong Arm of the Law e della tellurica Motorcycle Man.
In mezzo da ricordare qualche altra pacchianeria come un perno montato sulla cintura di Quinn che gli consente di far roteare la chitarra di 360° e le bacchette di Glockler con le punte in fiamme mentre battono su tom elettronici usati per simulare delle esplosioni durante il suo solo di batteria. Allora ci si divertiva con poco.

Torniamo verso la stazione attraversando i Campi Flegrei di notte con un retrogusto amaro in bocca nel constatare quanta poca gente sia accorsa per vedere un gruppo che comunque è un'icona metallica e che tanto ha contribuito ad imporre il metal in Europa, coscienti del fatto che quella band non esiste più come puro gruppo heavy (non potevamo sapere che molti anni dopo sarebbero tornati alla grande) e comunque fieri di esserci stati, come atto di fede, come ringraziamento. Never Surrender.



Fabio Rasta
Venerdì 28 Luglio 2017, 15.35.08
20
L'esodo di 40 (!) siciliani verso i SAXON, ha un che di biblico. Reso in maniera davvero esilarante. La visiera di PAUL QUINN ricorda quella della partita a tennis di Fantozzi con scritto Casinò Municipale di St Vincent.
Andy '71 vecchio
Sabato 7 Settembre 2013, 9.13.30
19
Fantastica band,anche nei giorni nostri,sempre al top dal vivo,una certezza!Qualsiasi album facciano,live non si discutono!
Raven
Venerdì 6 Settembre 2013, 22.41.49
18
A parte l'inutile ripetizione dopo che lo avevi scritto sulla recensione, evidentemente abbiamo concetti di purezza diversi. In ogni caso è la storia dei Saxon -anche recente- a parlare, e mi pare sia chiarissima su cosa la band intenda per HM. Roba piuttoso lontana da IINE.
Francesco
Venerdì 6 Settembre 2013, 22.19.08
17
Innocence is no excuse è un album di heavy metal puro ed è tutt'altro che 'leggero'
Celtic Warrior
Domenica 5 Febbraio 2012, 13.10.44
16
Rivisti ultimamente e devo dire che i SAXON mi regalano sempre le stesse emozioni di quando ero ragazzino , IMMORTALI
forbiddenevil
Domenica 5 Febbraio 2012, 12.40.55
15
30 settembre 1985 , stesso tour ma li vidi a Torino. Ricordo che per me fu memorabile (allora), avevo 14 anni........15 giorni dopo lamia vita era destinata a cambiare: VENOM, EXODUS, ATOMKRAFT sempre a Torino !!
MAIDEN 65
Sabato 30 Luglio 2011, 18.03.54
14
Ottimo articolo
Raven
Martedì 14 Dicembre 2010, 8.30.46
13
@Hellvis: allora ho fatto bene a non citare nulla in proposito, ma non sono nemmeno sicuro che fosse l'81.
Hellion
Lunedì 13 Dicembre 2010, 17.38.24
12
..avrei voluto esserci!
hellvis
Lunedì 13 Dicembre 2010, 17.04.14
11
@Raven: ripensandoci credo che il concerto di Kerrang! non sia questo. Ricordo che nelle foto Biff aveva gli spandex a righe ed i capelli erano molto meno "cotonati" ed a posto. Mi sa che era l'81.
hm is the law
Lunedì 13 Dicembre 2010, 16.50.47
10
No non mi lamento e ci mancherebbe altro però i Saxon come i Judas Priest sono una lacuna.
Raven
Lunedì 13 Dicembre 2010, 16.39.55
9
Credo, ma non ne sono certo, quindi non ho citato nulla in proposito.
hellvis
Lunedì 13 Dicembre 2010, 16.32.54
8
@Raven: Me questo è il concerto dell'articolo su Kerrang! del tour italiano?
Raven
Lunedì 13 Dicembre 2010, 16.07.08
7
Non lamentarti Fabiè, nel saldo dei concerti visti mi batti largamente, messina e roma non sono la stessa cosa
hm is the law
Lunedì 13 Dicembre 2010, 15.28.57
6
Un gruppo che dal vivo mi manca e che agli inizi dedgli anni ottanta adoravo. Ottimo articolo.
zoso
Lunedì 13 Dicembre 2010, 13.31.00
5
il loro miglior album è sicuramente strong arm of the law!
Raven
Lunedì 13 Dicembre 2010, 13.28.48
4
Con Power conservarono ancora una buona fetta di fans, ma con Innocence evidentemente ne persero parecchi.
hellvis
Lunedì 13 Dicembre 2010, 13.07.28
3
Urgh! Solo 200 persone??? Porca miseria! Comunque io li avevo visti a Mestre (VE) per il tour di Power and the Glory. Concerto rumorosissimo e con un pubblico numerosissimo piuttosto fuori per il "freddo Nord". Dopo 2 ore che il concerto era terminato il tendone (ma negli anni 80 in Italia c'erano solo tendoni per i concerti metal?) crollò per via di una specie di tromba d'aria e di un temporale fortissimo che si abbatè nella zona....un vero HEAVY METAL THUNDER!!!
Raven
Lunedì 13 Dicembre 2010, 12.52.07
2
Religiosamente conservate come per quelle della rece di Denim and Leather che si riferiscono a questo stesso evento
Khaine
Lunedì 13 Dicembre 2010, 12.13.51
1
Con tanto di foto d'epoca Succede solo su metallized!
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Una delle locandine usate all'epoca
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