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HYBRID CIRCLE - # 1 - Una Buona Ragione Per Fuggire
15/12/2010 (2761 letture)
INTRODUZIONE
A cura di Nicola Strangis "Khaine"

Qualche tempo fa ricevetti una mail: il mittente, Simone Di Cicco degli Hybrid Circle, mi propose una strana collaborazione. Mi raccontò del fatto che la sua band, in occasione della pubblicazione del nuovo disco in studio, Hybrid Circle - Before History, avrebbe pubblicato anche un libro. Mi chiese se fosse possibile promuovere la cosa attraverso le pagine di Metallized, pubblicando l'intero libro in una serie di puntate ad esso dedicate: la risposta non poteva che essere positiva. "Siglato" l'accordo, abbiamo quindi proceduto a pianificare i tempi e le modalità della nostra collaborazione: Hybrid Circle - Prima della Storia, verrà pubblicato con cadenza quindicinale, capitolo per capitolo, fino alla sua naturale conclusione -che, pressapoco, dovrebbe coincidere con l'uscita sul mercato del nuovo disco della band. Nella speranza non solo di farvi conoscere una valida realtà musicale, ma anche di rendervi un servizio che -per quanto inusuale per un sito che tratta prevalentemente di musica metal- possa comunque sposare i nostri gusti e le nostre attitudini.

Eccoci quindi giunti a presentarvi la prefazione ed il primo capitolo di Hybrid Circle - Prima della Storia: buona lettura a tutti! Coloro che fossero interessati, potranno trovare maggiori informazioni sugli Hybrid Circle visitandone il sito internet ufficiale.

SOMMARIO
Personaggi
Prefazione
Una buona ragione per fuggire
Ouverture 209
Il Predicatore
Non tanto diversi da noi
Progetto esca
Saggi, popolo e saggezza popolare
Gioco di squadra
Il piano di CyberVAC
La fabbrica
L’assalto
Mai più come prima
CySquare Zero
Epilogo


PERSONAGGI
Isaac West: Ingegnere fuggitivo della Instead Xelyan corp. che partecipò alla progettazione ed alla costruzione di CyberVAC.
Lex Mitnick: Capo della resistenza a CyberVAC e protagonista principale.
Derek Turing: Esperto in informatica ed elettronica della resistenza.
Harvey Cohen: Predicatore anziano ed appassionato di robotica.
CyberVAC: Macchina detenente il dominio su Xelya. La sua missione è quella di proteggere il Pianeta.
Liberatori: Cyber-soldati progettati da CyberVAC.

“All’amicizia ed alla
voglia di fare le cose insieme.”


“La vita è piacevole.
La morte è pacifica.
È la transizione che crea dei problemi.”
I. Asimov


PREFAZIONE
Difficile è definire semplicemente “album” i nostri primi due lavori (Post-murder reflections e Alien-Nation), essendo più articolati di ciò che possono sembrare ad un primo ascolto. Abbiamo sempre voluto arricchire la parte musicale con una vera e propria trama da seguire durante l’ascolto di un disco. Nel caso di Post-murder reflections il protagonista immaginario del concept era un uomo che, tra sogno e realtà, viveva un’esperienza traumatica a causa dell’omicidio della sua consorte. In Alien-Nation, invece, si è sperimentato il tema dell’alienazione della razza umana, trattando molti argomenti che ci riguardano da vicino. Nonostante le nostre pur sempre vivide idee, fino a qualche mese fa eravamo diventati un gruppo destinato allo scioglimento definitivo. Lo sfaldamento del gruppo, iniziato con l’abbandono consensuale del nostro ex-batterista, prese vigore alla fine delle registrazioni di Alien-Nation, dove anche l’ex-bassista decise, per motivi personali, di lasciare la line-up. Nel gruppo rimanemmo solo in due: Simone (chitarrista) e Stefano (cantante), costretti in un limbo di incertezze durato diversi mesi, nonostante il discreto successo ottenuto da Alien-Nation. Quali ambizioni possono avere solo due componenti in un gruppo? Le nostre convinzioni dunque, si affievolirono gradualmente portando una momentanea interruzione delle produzioni. Purtroppo o per fortuna, il tutto si è rivelato più che necessario. Dopo ben nove mesi di inattività (periodo molto lungo per chi percepisce la musica più di un semplice hobby) le strade con amici di vecchia data si incrociarono per la prima volta anche a livello “professionale”. Ci contattò Matteo Mucci (ex-bassista di un gruppo locale). L’idea iniziale era quella di creare un gruppo parallelo. Questa esperienza risultò positiva, tanto da indurci ad aggregare Matteo ed Alessandro (secondo chitarrista) nel progetto a noi più caro. Gli Hybrid Circle stavano rinascendo. La line-up si completò con l’entrata del tastierista Giuseppe Costantino, anch’egli amico di vecchia data, e del batterista Vittorio Del Prete. Il lavoro che stava prendendo vita, come quelli precedenti, aveva una tematica ben precisa ma discutendone ci siamo resi conto che questa volta non sarebbe bastata. Da qui l’idea di accompagnare la musica con una “trentina” di pagine che avrebbero guidato l’ascolto del nuovo album.

L’ultima traccia di Alien-Nation (Three good reasons to escape) ci ispirò l’avventura di un personaggio (Isaac West) che decise di fuggire dal pianeta Xelya. La nostra fantasia ha inventato un mondo diverso dal nostro. Un mondo in cui l’alienazione della razza Xelyana fu la causa del suo declino. Isaac tenterà durante il suo primo ed ultimo viaggio nel cosmo di aiutare il suo popolo a rimediare al problema creato proprio da, ironia della sorte, un rimedio. La locazione della storia è tutt’altro che casuale. I protagonisti inconsapevoli, si trovavano in una regione soggetta ad una grande anomalia del campo elettromagnetico del pianeta Xelya. Proprio questa anomalia creerà la situazione ideale per sviluppare il nostro racconto. Le locazioni e tutti i riferimenti connessi sono tutt’altro che casuali. La storia è ambientata nel pianeta Xelya, dove i punti cardinali sono inesistenti. Sussiste invece un metodo differente per l’orientamento, qui riportato.



I protagonisti di questa storia siamo proprio noi, ambientati in questo nuovo “mondo”. I comportamenti e le reazioni di questi personaggi sono quindi, in parte, anche i nostri!

L’intento di questo racconto (che supera “leggermente” le presupposte trenta pagine) è di avvolgere l’ascoltatore in un contesto itinerante molto più dettagliato di una “semplice” serie di liriche. Questa volta abbiamo deciso di avventurarci in un lavoro d’arte a tutto campo, per poter condividere con Te ogni aspetto della nostra creatività.

Per concludere, caro lettore, il nostro obiettivo non è il numero di vendite, e tanto meno importante è come tu abbia in mano questo libro. Potresti averlo acquistato, scaricato da internet, potrebbe esserti stato prestato o perfino fotocopiato; l’importante è che questa storia ti appassioni, l’importante è che quando sfoglierai l’ultima pagina ti ritroverai con la sensazione di aver “vissuto” la storia insieme ai nostri protagonisti.

Buona lettura e, ovviamente, buon ascolto.

12 ottobre 2010
Gli autori,
S. Di Cicco - G. Costantino - S. Angelucci


UNA BUONA RAGIONE PER FUGGIRE
Secondo anno dalla fuga da Xelya.
Sono Isaac West unico passeggero della Dark Ship. Lancio questo messaggio senza sapere se mai qualcuno lo ascolterà. Forse la mia razza, quella xelyana si è estinta, se così non fosse vi prego di completare l’ascolto di questo messaggio.

Fui a capo di una squadra di ingegneri della Instead Xelyan corp., azienda madre del progetto CyberVAC. Poco dopo la totale attivazione della macchina iniziammo a notare le prime anomalie. Pensammo di averle risolte, ma CyberVAC stette solamente obbedendo alla terza legge modificata appositamente per lui. Egli fu concepito per sostituire il servizio d’ordine esercitato dagli xelyani, necessità nata dalla facile corruttibilità di quest’ultimi. Quindi CyberVAC venne creato per giudicare. Senza dubbio il più audace progetto che la nostra razza abbia mai intrapreso.
Il problema principale di CyberVAC, consistette nella modifica delle tre leggi della robotica inserite nel suo cervello positronico, che avrebbero dovuto garantire la sua totale imparzialità e capacità di giudizio a causa delle guerre causate dal degrado etico dell’essere xelyano. In poche parole quest’ultimo per perseguire i propri interessi stette per distruggere il pianeta.

Per prima cosa le tre leggi per CyberVAC divennero queste:
1. Un robot non può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, il pianeta riceva danno;
2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri xelyani, purché tali ordini non contrastino la salvaguardia del pianeta;
3. Un robot deve proteggere la propria esistenza ed il proprio giudizio, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima legge.


Iniziammo rendendo CyberVAC giudice dell’ordine pubblico, poi passammo alla gestione dell’economia nazionale e successivamente planetaria. Arrivammo anche a concedergli la creazione di un suo esercito, li chiamammo “Liberatori”, convinti che ci avrebbero sempre protetti. Grande fu la nostra soddisfazione nel vedere la perfezione nella nostra creazione. Questa superbia prese il sopravvento portandoci ad assegnargli l’intero controllo.

Fu questo l’inizio del nostro declino e l’ascesa di una nuova comunità, CyberVAC non si limitò più a giudicare, ma cominciò ad agire autonomamente. Ci superò e presto comprese che il problema fummo Noi.
Come virus ci riproduciamo a dismisura, consumiamo ed infettiamo tutto ciò che è in nostro possesso finché non lo esauriamo, e ci spostiamo dove c’è né ancora e così via fino alla fine delle risorse. Questa per CyberVAC fu la principale missione: lo xelyano debella i virus per salvarsi, CyberVAC debella lo xelyano per salvare il Pianeta.
Inutile dire che l’errore fu fatale, ma finché prendemmo solo il necessario per vivere e non fummo in lotta tra di noi CyberVAC si limitò ad osservarci, come se fossimo in un’enorme prigione. Ben presto l’essere xelyano cominciò a sentirsi sopraffatto, sentimmo il bisogno di riprendere in mano il nostro Pianeta.
In gran segreto, noi progettisti di CyberVAC, cominciammo a lavorare al progetto “Hybrid Circle”, un virus studiato per ripristinare le tre leggi originali della robotica:
1. Un robot non può recar danno a un essere xelyano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere xelyano riceva danno;
2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri xelyani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge;
3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.


Come potrete facilmente immaginare fu un ulteriore insuccesso. Questa volta il problema non consisteva nella progettazione, ma nel metodo di somministrazione. Tentammo di inserire il virus direttamente nel cervello positronico centrale, ma CyberVAC giustiziò l’intera squadra di tecnici presente nel laboratorio e impedì l’accesso al mainframe sigillando il livello in cui è situato.
Seppi che questo metodo sarebbe potuto tramutarsi in un suicidio perché in Lui si sarebbe rafforzata la Terza legge e, sapendo che le prime erano state indebolite, sarebbe diventata la predominante. CyberVAC dovette salvare se stesso per poter sanare il Pianeta. Tentai invano di dissuadere i miei collaboratori nel tentativo di trovare una soluzione alternativa, ma non venni ascoltato, incolpandomi della programmazione errata di CyberVAC.
Alla luce di questo decisi di fuggire da Xelya. Sentii il bisogno di una fine più dignitosa, timoroso d’esser giustiziato da una macchina in parte creata da me. Udendo la radio di bordo capii che CyberVAC riuscì a monopolizzare totalmente le comunicazioni spacciando l’accaduto per un incidente nei laboratori della Instead Xelyan corp. ma stava solo prendendo tempo per poter armare le nostre obsolete testate nucleari. Poi il buio radio. CyberVAC generò un vasto campo elettromagnetico di disturbo alle comunicazioni xelyane ed extra-xelyane. Mi chiesi a lungo la motivazione per cui CyberVAC ci attaccò con le testate nucleari dato che anch’esse, come lo Xelyano, erano nocive al pianeta. Dedussi solo in un secondo momento che lo xelyano rappresentasse una minaccia costante, mentre le testate nucleari un danno solamente temporaneo.

Dopo due giorni, mentre mi allontanai da Xelya, vidi la sequenza perfetta delle detonazioni nucleari coprire l’intero pianeta.

“I feel better than in my home.”

Nell’enormità del vuoto cosmico, in questi anni di vagabondaggio, mi sono soffermato a riflettere sulla reale possibilità di fermare questa macchina. Ho capito che Hybrid Circle può funzionare, ma l’unico modo è quello di infettare CyberVAC lentamente ed in modo capillare. Dovrete, quindi, catturare più Liberatori possibili ed infettarli uno ad uno per creare un esercito invisibile che combatterà CyberVAC dall’interno. Così facendo, riuscirete ad ottenere una resistenza in grado di fronteggiare il sistema centrale. Tra dieci secondi inizierà la trasmissione del codice sorgente di Hybrid Circle e le relative istruzioni per utilizzarlo. Ricordate: Hybrid Circle è la chiave di tutto.

Buona fortuna.



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La cover artwork di 'Hybrid Circle - Prima della Storia'
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