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GODSPEED YOU! BLACK EMPEROR - Tripod, Dublino, 10/12/2010
16/12/2010 (3169 letture)
IL CIELO D'IRLANDA
E' innegabile, Dublino è una città dotata di un appeal e di un fascino tale per cui almeno una volta nella vita ciascuno di noi ha sognato di visitarla, di assaporarla. E così, non appena mi si è presentata l'occasione di trascorrervi un favoloso weekend tardo-autunnale in concomitanza con l'esibizione evento del gruppo canadese Godspeed You! Black Emperor - dei quali ero a conoscenza giusto del blasone - non mi sono certo tirato indietro.

E' DIO CHE SUONA LA FISARMONICA
Ogni negozio di souvenirs di Dublino che si rispetti è ricolmo di best of degli U2, di best of dei Thin Lizzy e di decine di compilation di musica folk irlandese. Quest'ultimo è un genere così orgogliosamente venerato in terra patria che a me ed ai miei due compagni di viaggio è sembrato quantomeno doveroso assistere, la sera prima del nostro main event, all'esibizione (ennesima reunion per la verità) di uno dei gruppi irlandesi che più di altri ne ha celebrato la componente popolare e festaiola: signori, i Pogues. In un elegante teatro dublinese si svolge il rito di questi arzilli cinquantenni (forse anche di più) fatto di folk dall'irriverente e provocatoria attitudine punk. Gli strumenti popolari (flauto, banjo, mandolino, fisarmonica ecc.) celebrano la musica; il tasso alcolemico dei presenti celebra, beh, tutto il resto. Indimenticabili le gesta del cantante e leader Shane MacGowan che, letteralmente incapace di reggersi da solo in piedi, viene accompagnato 3 o 4 volte fuori dal palco per “ripigliarsi”, tornando sempre più ubriaco e più fatto di prima. Ma in questa serata tutto fa colore, tutto fa festa e appartenenza e difatti il pubblico - tra l'altro ottimamente assortito dal punto di vista generazionale – è in totale delirio danzereccio per tutta la durata dello show.
Più che la musica potè la Guinness? No, sarebbe ingeneroso verso questo pezzo di storia della musica irlandese (anche se 50 euro di biglietto...).
Veniamo ora al piatto forte.

HA I TUOI OCCHI SE GUARDI LASSU'...
O meglio da lassù. Il locale Tripod offre infatti, per i primi accorsi, una meravigliosa prospettiva sopraelevata con tanto di comode poltrone. Sotto di noi, una nutrita platea ancora inconsapevole del tempo che le toccherà sostare in piedi.
Niente gruppo di supporto per i GY!BE, freschi reduci dal “patrocinio” del mitico All Tomorrow's Parties festival di Bristol.
I primi minuti prevedono del puro noise elettronico dalla dinamica in continuo crescendo: fastidio lì per lì, sempre più intenso mano a mano che il volume diventa problematico per la sopportazione fisica. Non è che li stiamo sopravvalutando un pochino? - penso dopo quindici minuti buoni di questa intro - O sono io che divento sempre più schizzinoso?
La mia iniziale diffidenza sfuma mano a mano che i paesaggi sonori del ricco ensemble canadese prendono vita.
Brani da un quarto d'ora almeno, veri e propri viaggi (trip?) all'interno di scenari post-rock inseriti in una sorta di contesto filosofico/mistico molto romantico e toccante. Chitarre ora rarefatte ora ululanti, tastiere, rumoristica grezza, archi, batteria e percussioni vanno a costruire una manciata di suite di lucida follia musicale. Ah, non si canta al loro concerto.
It doesn't make any sense! - esclamo, esasperato, in un impeto di anglofonia. E invece di significati ce ne sono eccome, tutti per bene nascosti nel profondo del nostro intimo. La musica dei GY!BE palpita all'interno di ognuno di noi, si nutre delle suggestioni e delle riflessioni che genera: ci spaventa, ci tocca, ci commuove, ci esalta, ci schifa anche, ci disturba, ma di sicuro non ci lascia indifferenti. Ognuno vive il viaggio in maniera intima e personale, in maniera diversa da qualsiasi altro. Ed il viaggio è un continuo crescere, rallentare, spegnersi, e poi ancora crescere e intensificarsi.
Tutto ciò io lo definisco psichedelia.

A VOLTE FA IL MONDO IN BIANCO E NERO...
Lo spettacolo dei GY!BE non si limita alla musica: i filmati integrano e completano lo scenario artistico del gruppo. Gruppo che, mi preme evidenziarlo, non interagisce con il pubblico nè è mai illuminato da alcun riflettore: una dimostrazione esemplare di cosa voglia dire essere degli artisti, insomma.
Le atmosfere cupe e tetre, sottolineate da filmati in bianco e nero (emblematico quello del tunnel percorso perennemente al contrario) o postapocalittici (una Coney Island bruciata, con il solo romantico profilo del suo celebre rollercoaster), vanno a tradire una certa visione drammatica e deprimente dell'esistenza umana, ricca di rimpianto e di paura e povera di speranza.

...MA DOPO UN MOMENTO I COLORI LI FA BRILLARE PIU' DEL VERO
Non solo spleen e malinconia nella loro musica: l'attitudine rock, le chitarre stratificate e le percussioni asfissianti danno spesso vita a sezioni particolarmente movimentate e cariche; fuoco ed esplosioni sul maxischermo costituiscono l'ideale estensione visiva dell'incendio sonoro messo in atto in questi frangenti dai canadesi. Non solo, i colori più vivi e forti vengono serbati per il finale, e questa volta sono i colori della politica, della lotta, della militanza: argomenti dietro i quali i GY!BE non si sono mai nascosti.

In quest'orgia di accavallamenti emotivi, di sovrumani silenzi ed esplosioni sonore, di accelerazioni e di aperture sinfoniche neanche ci si rende conto che sono passate tre ore. Tre ore!!! Da non crederci: sfido a trovare un gruppo che dal vivo suoni così a lungo senza estenuare, annoiare o far cadere minimamente l'attenzione (a onor del vero mi tocca sottolineare che mi trovavo con una bottiglia di whiskey tra i piedi... ma sono dettagli).
Forse emotivamente un po' troppo pesante da sostenere, quello dei GY!BE è un concerto da vivere, tale da rendere qualsiasi parola in proposito perfettamente inutile (io stesso non ne ho trovate neanche per riferire a caldo ai miei compagni di viaggio, sempre più convinti che fossi in una sorta di stato semicomatoso).
Dunque, foss'anche che vediate un solo concerto l'anno, questo DEVE essere uno show dei Godspeed You! Black Emperor (in arrivo in Italia a gennaio per due date). In caso contrario:

Pòg mo thòin!
(gaelico per Suck My Ass)

SETLIST
1. Hope Drone
2. Gathering Storm
3. Monheim
4. Albanian
5. Chart #3
6. World Police And Friendly Fire
7. Dead Metheny
8. Moya
9. BBF3
Encore
10. Rockets Fall On Rocket Falls

Special thanks to: Jameson Whiskey.
Very special thanks to: Alessandra & Alessandro.



Muzak
Martedì 28 Dicembre 2010, 2.20.44
5
conosciuti da poco...sto approfondendo ma ho già preso il biglietto per bologna
Ubik
Martedì 21 Dicembre 2010, 22.06.07
4
quanto t'invidio
little miss sunshine
Giovedì 16 Dicembre 2010, 22.49.12
3
semplicemente "gorgeous"!!
Moro
Giovedì 16 Dicembre 2010, 12.12.28
2
Maledettissimo !
The Darius
Giovedì 16 Dicembre 2010, 12.00.30
1
Maledetto!
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