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GHOSTRIDER - Fantasmi dal passato
13/01/2011 (2437 letture)
Un glorioso pezzo del passato torna ad infestare la scena del metal italiano: i Ghostrider, a quasi trent'anni di distanza da quel demo chiamato Mayhemic Destruction si riformano, forti della presenza del mitico Peso e di una nuova line up. L'embrione dei Necrodeath è cresciuto: ce lo racconta Helvete, voce e basso della band...

The Thrasher: Domanda banale ma diretta, tanto per rompere il ghiaccio: cosa troveremo in The Return Of The Ghost?
Helvete: Il nuovo album conterrà sei pezzi del 1984 tratti dal demo tape Mayemic Destruction ma riarrangiati e risuonati, inoltre ci saranno quattro pezzi nuovi e una cover, tutti rigorosamente in old school style! Quindi si può dire che siamo ripartiti da dove la band nel 84 aveva interrotto.

The Thrasher: Il nome Ghostrider è associato inevitabilmente a quello dei Necrodeath: come si pone il suono di questa band rispetto alla storica formazione 'madre'?
Helvete: Beh, i Ghostrider sono l’embrione dei Necrodeath, anche per il fatto che la formazione degli anni 80 è la stessa. Oggi invece sia nei Ghostrider che Necrodeath rimane il membro fondatore di entrambe le band (Peso) anche perché dopo 25 anni le varie line up hanno subito diversi cambiamenti. Per quanto riguarda il suono Ghostrider abbiamo voluto riprendere e rielaborare le sonorità della prima scuola black e thrash metal anni 80, cercando di ottenere un suono grezzo ma allo stesso tempo comprensibile e potente.

The Thrasher: Il nuovo disco contiene brani inediti e alcune tracce più datate, che trovano finalmente spazio su un full length: quali storie, tematiche e aneddoti portano con sè questi pezzi?
Helvete: Come dicevo prima The Return Of The Ghost contiene anche brani dell'84, la scelta di riarrangiare e riproporre questi brani nel 2011 è data dal fatto che a così tanti anni di distanza vogliamo ripartire con una nuova band, line up e look, ma non vogliamo rinnegare quello che in quegli anni è stato fatto e che in qualche modo fa rinascere la band da dove si era interrotta. Personalmente non ho composto io i vecchi pezzi di “Mayhemic Destruction” ma ne ho rifatto i testi e ti posso dire che le tematiche sono parecchio oscure e scavano nel profondo. In particolare mi piace molto “Curse of Valle Christi” dove parlo della leggenda legata ad un convento nell’entroterra genovese dove una suora di clausura avrebbe avuto rapporti sessuali con un contadino della valle, pagando con la vita questo peccato ma ritornando a tormentare i vivi durante la notte.

The Thrasher: Pensi che questo disco arriverà principalmente ai fan dei Necrodeath o abbia buone possbilità di piacere anche ad un pubblico più vasto?
Helvete: Non ci poniamo il problema di chi potrà ascoltare il materiale Ghostrider, facciamo del nostro meglio per registrare quello che abbiamo da dire e poi sarà la gente ad apprezzare o meno, sinceramente a me non interessa se possa piacere o no, perché come per qualsiasi cosa che faccio l’importante è che io e la band ne siamo gli unici soddisfatti.

The Thrasher: The Return Of The Ghost è, di fatto, un debutto ufficiale, anche se ha alle spalle una lunghissima storia, quella appunto di questa band. Ce la vuoi raccontare?
Helvete: La storia è veramente lunga, ma in sintesi i Ghostrider nascono nel 1984 e dopo l’uscita del demo tape Mayhemic Destruction decisero di cambiare nome in Necrodeath, mantenendo la stessa line up per parecchi anni. Nel 1984 era veramente difficile suonare un genere di musica così estrema per quegli anni, infatti nessun live è mai stato fatto da quella formazione e le prospettive non erano alquanto rosee e comunque il percorso intrapreso con i Necrodeath ha poi messo da parte quello che era stato fatto nei Ghostrider, proseguendo quindi in direzioni diverse. La decisone di riprendere poi il vecchio monicker e di riportare sulle scene la band nel 2010, è dovuta in buona parte alla proposta di ristampa su vinile del demo da parte della FOAD Records, dando così un input a Peso a riformare la band con una nuova line up e sia io che Zarathos abbiamo accolto con molto entusiasmo la proposta essendo tutti comunque fan del metal della vecchia scuola.

The Thrasher: Negli anni '80 non era facile registrare heavy metal di qualità, in Italia; cosa avreste potuto fare con le possibilità che sussistono oggigiorno? Che impatto avrebbe avuto questo disco se pubblicato venticinque anni prima?
Helvete: Non si può fare un paragone del genere, è logico che ogni album rispecchia in qualche modo il tempo in cui lo registri e pubblichi. Nel 1984 sarebbe stato impensabile ottenere un sound come quelli moderni e comunque penso che il pubblico ne sarebbe stato scioccato! Già era difficile digerire una chitarrina appena distorta, figuriamoci un martello pompato a mille che ti distrugge le orecchie! Eheheh... la qualità dei suoni d’oggi appartengono a quello che siamo ora, ed è giusto così, negli anni 80 logicamente se avessimo avuto a disposizione molti soldi e uno studio super professionale, sicuramente ci saremmo spinti al massimo. Ma purtroppo non è stato così, anche se a me l’odore di cantina di alcuni album piace molto di più di mille produzioni copia incolla e tutte piatte.

The Thrasher: Che ricordi avete della scena underground tricolore di quel periodo?
Helvete: In quel periodo non c’era molto in Italia, poche son le band che si sono spinte verso queste sonorità estreme, ricordo per esempio i Bulldozer tra le prime band pioniere del metal italiano, poi sul finire degli anni 80 e inizio anni 90 invece si sono nati ed affermati diversi gruppi come Detestor, Schizo, Extrema, Sadist e gli stessi Necrodeath.

The Thrasher: Liricamente seguite un filone che tratta satanismo e distruzione. Puoi parlarci delle tematiche della band?
Helvete: Molti dei testi di The Return Of The Ghost li ho scritti io e alcuni dei vecchi pezzi li ho reinterpretati mantenendo l’idea del pezzo originario. Che dire... non mi piace molto parlare dei miei testi, preferisco che si ascoltino insieme alla musica, anche perché quando scrivo non programmo nulla e lascio libero sfogo a quello che sento in quel preciso momento. Si, molti testi trattano temi oscuri e legati alla parte meno popolare del credo religioso, sono temi che mi hanno sempre affascinato e che in qualche modo mi hanno aperto gli occhi sulla cruda realtà quotidiana, preciso che non sono credente, ne in dio ne in satana ne in qualsiasi tipo di entità divina o extraterrestre, ma affrontare questi discorsi e pormi degli interrogativi mi serve per capire la parte più oscura che c’è in me.

The Thrasher: Ci saranno nuovi dischi nel futuro dei Ghostrider?
Helvete: Chi lo può dire, intanto ci godiamo questo nuovo album, poi quello che sarà in futuro la band lo vedremo, d'altronde se ci sono voluti 25 anni per l’uscita di quest’album chi può sapere cosa faremo domani! Ehehe...

The Thrasher: A quali prospettive va incontro la scena metal nostrana e quali band ti senti di menzionare tra le più promettenti?
Helvete: Sinceramente da parecchi anni non sono molto “aggiornato” sulle nuove leve metal nostrane, non vorrei fare la parte del vecchio, ma ad oggi non me ne vengono in mente, anche perché quando vado ai festival italiani alla fine ritrovo sempre gruppi che son nati almeno 10 anni fa... quindi perdonatemi ma non ho nomi nuovi da fare.

The Thrasher: Avete in mente qualcosa di particolare per i concerti fissati in supporto all’uscita di questo disco?
Helvete: Con la nuova line up abbiamo anche deciso di adottare un look particolare, che potesse dare maggiore identità al gruppo, qualche foto la potete trovare sul nostro sito e suoneremo per tutto il 2011 con questo look.

The Thrasher: Domandone finale da 100 milioni di euro: quale è stato il disco più bello del 2010 e cosa ci riserverà l'anno nuovo, musicalmente parlando?
Helvete: Ora ti spiazzo, anche se è uscito nel 2009, ma l’ho tenuto per tutto il 2010 nel mio stereo Black Gives Way To Blue degli Alice In Chains... apparentemente si discosta molto da quello che suono, ma in realtà ci sono lunghe storie che mi legano a questa band e che riguardano la mia adolescenza, meglio non parlarne!



sans
Mercoledì 2 Febbraio 2011, 17.27.05
11
Vero: visti dal vivo a novembre con i Cripple Bastards, sono stati davvero ottimi!
AL
Martedì 1 Febbraio 2011, 20.14.20
10
li ho visti e apprezzati dal vivo poco tempo fa. I pezzi nuovi non sono male.. grande Peso! e poi col travestimento sono originali!!! fanno scena e nel metal non fa male!
Undercover
Martedì 18 Gennaio 2011, 19.33.20
9
@Ovviamente non mi offendo, è giusto che sia così ognuno vuole vedere col proprio occhio, San Tommaso docet in certe questioni.
Nikolas
Martedì 18 Gennaio 2011, 18.43.08
8
Peso che sbaglia? Ti offendi se ti dico che se non vedo non credo?
Undercover
Martedì 18 Gennaio 2011, 18.42.06
7
@Nikolas io salvo solo "Mater Of All Evil" con Flegias poco più che sufficiente, il resto è alquanto squallido, gli ultimi due sono squalliducci dal mio punto di vista, una discesa lenta quanto scandalosa. Ingo era un cavallo di razza poco da fare. Live Flegias mi ha ucciso, due volte l'ho visto e quando hanno tentato di riproporre i pezzi quelli sacri della loro discografia li ha massacrati, non contando che Peso toppava anche i quattro/quarti era spompato da morire.
Nikolas
Martedì 18 Gennaio 2011, 18.33.35
6
@Undercover: beh dai Flegias voce inascoltabile non sono d'accordo; han fatto uscite mediocri come Ton(e)s of hate e Draculea, ma anche ottimi lavori come l'ultimo (rovinato solo dalle tre finali) e l'ottimo Matter Of All Evil. Poi sono d'accordo con te che Ingo fosse tutta un'altra cosa, a me piace da impazzire come cantante
Undercover
Martedì 18 Gennaio 2011, 18.16.33
5
I Necrodeath non beccano un disco per intero da quando è andato via Ingo e hanno preso quel cantante inascoltabile, questi scompariranno come son riapparsi a meno che non finiscano sotto Scarlet e allora vai con la pubblicità e magari faranno pure un secondo disco di livello infimo che prenderà 8 e 9 sulla rete regalati come spesso è accaduto.
the Thrasher
Giovedì 13 Gennaio 2011, 21.17.24
4
e anche la musica non è niente male ve lo garantisco: a breve su queste pagine la recensione..
DevizKK(1991)
Giovedì 13 Gennaio 2011, 19.30.05
3
Non picchiatemi ragazzi...Sono un grande fan dei Necrodeath ma è la prima volta che sento parlare di quesi Ghostrider...Ho letto tutta l'intervista che è molto piacevole credo che cercherò di procurarmi il disco quando uscirà..Il Look mi piace..é molto cattivo e da live può avere un'impatto devastante...be aspettiamo e giudichiamo con la musica che è l'unico modo corretto per giudicare una band
Sheckter93
Giovedì 13 Gennaio 2011, 18.29.09
2
Wangel: non dico di non essere d'accordo con la tua opinone e non te la contesto però ti assicuro che in sede live spaccano maschere incluse
wangel
Giovedì 13 Gennaio 2011, 17.48.32
1
bho...non mi convincono per nulla...poi il look è alquanto discutibile per i miei gusti...sembrano l'incrocio tra i tre allegri ragazzi morti e un qualsiasi gruppo elettro/dark/industrial....al carnevale di Venezia manca ancora 1 mese...eheh!
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