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LA SMATERIALIZZAZIONE DEL SUPPORTO MUSICALE - # 1 - Una cinica analisi di un cinico percorso evolutivo
23/01/2011 (3032 letture)
Il Dizionario Hoepli recita così:
smaterializzare
[ʃma-te-ria-liʒ-ʒà-re]
(smaterialìzzo)
A v. tr.
Liberare dalla materialità, da ogni rapporto con la realtà materiale; spiritualizzare, idealizzare.


CHE COSA STA SUCCEDENDO?
La Musica sta subendo un processo irreversibile di smaterializzazione: essa perde cioè il rapporto con il materiale -con il tangibile- a favore di una idealità che è tutta racchiusa dentro un hard disk, priva di romanticismo ma foriera di cambiamenti che, sempre di più, investono tutti i campi del sapere e dell'agire umano.
Ad esempio e' di questi giorni la notizia di un nuovo progetto della Volvo, un progetto chiamato Sartre, che prevede la fabbricazione di automobili in grado di guidarsi da sole, proprio come avevano predetto Dick, Asimov e Spielberg parecchi anni fa. Il trucco dove sta? E' merito della connessione wireless di cui saranno dotate le autovetture, in grado di rilevare la presenza dei veicoli vicini e dell'andamento del manto stradale, in modo tale da mantenere sempre il tragitto corretto ed alla giusta distanza dagli altri. Il wireless, il wifi, il wi-max, sono tutti termini che fino a pochi anni fa non avevano alcun senso o, se pure lo avevano, non trovavano una grande applicazione pratica. Oggi invece il wifi è la chiave del successo di molti aspetti delle nostre attività quotidiane, tra cui anche naturalmente lo svago. E si può parlare di svago senza parlare della Musica, il diletto per eccellenza fin dai tempi antichi? Il wifi, ed Internet per estensione, ad oggi è il modo più rapido per accedere alla musica di tutto il mondo. Scordiamoci di trovare tutti i dischi dei nostri sogni nei negozi: oggi il primo passo per trovarli è costituito dagli store online, il secondo da Ebay, il terzo dallo streaming.
Se è appena uscito l'ultimissimo disco Doom-Groove-PsychoTechno, sappiamo già a priori che difficilmente il commesso del Media World sarà in grado di indirizzarci allo scaffale giusto per acquistarlo, perché le distribuzioni fisiche dei dischi sono sempre più rade, a causa dei costi ingenti dei trasporti e dei pessimi accordi commerciali con i grandi centri di vendita. I più agguerriti si recheranno dal negoziante di fiducia, soprattutto se vivono in grandi città e quindi hanno la certezza di venire serviti in maniera soddisfacente (ciao, Giasse!), ma è indubbio che la strada più veloce -e spesso più economica- sia oggigiorno quella di cercare il disco fisico direttamente nel negozio online della casa distributrice. Nel caso dei prodotti del mainstream, la scelta ricade comunque su internet per un motivo diverso: la musica del mainstream è sempre più usa e getta, per cui non ha senso (talvolta) scegliere di acquistare il disco fisico -pur coscienti del fatto che il tizio del Media World ce l'avrebbe fornito senza problemi- sapendo che ascolteremo la canzone per non più di due settimane e poi ce ne dimenticheremo. Ecco quindi che entrano in gioco i canali online che permettono di scaricare direttamente i singoli mp3, nient'altro che brandelli di bit venduti ad un prezzo quasi sempre inferiore ai dischi fisici. Dal server al nostro computer in pochi secondi: non serve più ne' cercare il negoziante di fiducia, ne' ordinare l'album dalla casa discografica. Pensano a tutto i grandi magazzini virtuali, che i più conosceranno con i nomi di iTunes, Amazon, eMusic, iLike, Last.fm, MOG, Napster, Rhapsody, Tesco, Zune. I centri maggiori di smisto delle merci virtuali sono il primo e l'ultimo dell'elenco, vale a dire il colosso iTunes, gestito da Apple, e Zune, gestito da Microsoft. Vanno forte anche Amazon ed eMusic, ma soprattutto in America, dove la distribuzione della musica incontra meno beghe legali che qui da noi (ciao, SIAE!). Nei loro siti e con le loro applicazioni dedicate avrete la possibilità di scegliere i brani singoli o gli album interi, sempre che siano stati caricati dagli autori o dalle case discografiche.
Nel caso di artisti minori o di produzioni particolarmente datate, che non hanno dunque beneficiato del restyling digitale e della diffusione in formato mp3, potrebbe comunque rivelarsi utile un bel giro di shopping su Ebay, il più grande centro di smercio per i dischi di seconda mano od introvabili. E ancora una volta esclusivamente su Internet. Io stesso in più di un'occasione ho avuto modo di acquistare dei pezzi rari (in formato CD, quindi stiamo parlando comunque di musica sulla via della smaterializzazione) a dei prezzi stracciati. Misteri dell'economia.
C'è poi il caso preoccupante della diffusione a macchia d'olio dello streaming, vale a dire l'ascolto della musica digitale direttamente su Internet, senza scaricarla, ed in genere a prezzi stracciatissimi. La piaga dello streaming costituisce l'ultimissimo tassello della smaterializzazione musicale in atto. Non resta che da capire quando è cominciata la degenerazione del supporto audio, e dove abbiamo sbagliato per arrivare a questo punto.

C'ERA UNA VOLTA
La grande distribuzione della musica è cominciata grazie al vinile. I più maturi di voi ricorderanno l'epoca molto meglio di me, ma un piccolo aneddoto ce l'ho in mente anch'io: ricordo, come fosse ieri, il momento in cui mio padre si liberò in blocco di tutti i suoi 33 giri. Orrore! Direte voi. Già, e ancora oggi mi chiedo perché fece una scelta tanto sconsiderata, anche se il motivo credo di conoscerlo: il fascino del supporto audio sempre più piccolo, sempre meno invadente, per chi non ha un amore smodato per il collezionismo e per i reperti d'epoca, costituisce il modo migliore per trovare sempre il posto in garage per parcheggiare l'albero di natale dell'anno prima, e per non dover passare due ore al giorno a spolverare. E', come dire, l'arma dei pragmatici. La registrazione su nastro ha spazzato via il vinile senza tanti complimenti, ma oserei dire anche senza troppe resistenze, il che mi porterebbe a pensare che al mondo di pragmatici ce ne siano molti. Ma il motivo non è solo quello: per la prima volta, con le musicassette, si prospettava la possibilità di registrare delle compilation caserecce, tratte magari dagli stessi vinili, e di apprezzarle non solo tra le mura di casa, ma pure nello stereo dell'auto, in spiaggia, alle feste degli amici. La parola magica è portabilità: ciò a cui il mercato sembra tendere è rendere il prodotto audio sempre più trasportabile. Minor ingombro, del resto, equivale a maggiore portabilità. Poniamo caso che in una musicassetta si riesca a far stare una compilation di dieci vinili diversi. Ma se all'epoca ci avessero detto che in un CD avremmo potuto far stare 2 o 3 intere musicassette, cosa avremmo scelto? E così la sete di portabilità vinse di nuovo, e alla fine dell'era del tape cominciò a farsi strada il Disco Compatto, o Compact Disc, capace di immagazzinare una quantità spropositata di dati. Certo, è una scelta allettante: ma sarà pure sufficiente a capovolgere nuovamente il mercato? Il merito in realtà è di un'altra caratteristica del nuovissimo Disco Compatto, vale a dire la qualità digitale dell'audio.
Non mi dilungherò in noiose spiegazioni tecniche sul significato del termine, ma vi basti pensare che, fino ad allora, nessuna produzione musicale vantava una qualità così cristallina o, per meglio dire, una tale risoluzione. Il modo più classico di registrare un CD consta nell'infarcirlo di file digitali di alta qualità, tra cui uno dei formati più noti è il Wave, ma quando l'informatica scoprì i vantaggi della compressione digitale dei Wave nel famigerato (ed ormai già superato) formato mp3, le cose cambiarono ancora: si prospettava la possibilità di immagazzinare in un solo disco centinaia di canzoni, e per un po' il CD sembrò essere la soluzione definitiva. Ma, come sappiamo molto bene, l'uomo non aveva ancora fatto i conti con il più temibile dei figli della portabilità, vale a dire l'Apple iPod, assurto ben presto ad emblema dei lettori portatili di mp3; persino i detrattori della Apple ne comprarono uno (ciao, Nikolas AgentOrange!). E così, senza che nessuno se ne accorgesse, anche l'ultima vestigia del supporto fisico, il disco da 700 Mb, passò in secondo piano a favore dell'immateriale più puro. Ora sappiamo quando è cominciata la degenerazione, ma ancora ci sfugge il perché dei nostri passi falsi. Volete seguirmi ancora un po' per scoprire come la penso io in proposito?

NON ESISTONO PIU' LE MEZZE REGISTRAZIONI
La registrazione su vinile avveniva tracciando dei solchi più o meno profondi sul materiale che, una volta rifinito, diventava il nostro disco da collezione. In quei solchi c'era tutta la magia della registrazione dal vivo: ogni singolo errore, ogni riverbero della stanza, ogni pausa veniva impressa per sempre. Ne consegue che, se davvero il disco "suonava bene", era praticamente tutto merito degli esecutori. All'epoca della registrazione su nastro la "presa live" era ancora utilizzata in maniera massiccia, ma si potevano già apportare diverse modifiche in post produzione e si potevano registrare delle tracce separatamente. Nell'era del digitale, tutto questo arrivò ad essere un incubo del passato, e chiunque capace di imbracciare una chitarra o suonare un synth si ritrovò pronto ad entrare in sala di registrazione senza temere di far brutta figura (ciao, LunaPop!). Il computer diventò lo strumento vero e proprio, capace di manipolare la natura ad ogni livello: lo abbiamo visto nella musica, ma lo stesso discorso vale anche per la fotografia, il DNA, i libri, e mille altre cose.
Più si utilizzava il computer, e più diventava facile e veloce registrare i dischi delle nuove band; più diventava veloce registrarle, e più band si facevano avanti per essere registrate. Più band venivano messe sotto contratto, e più diminuiva la qualità media del prodotto: i grandi Big cominciarono a sparire sommersi dal nuovo mercato. La smaterializzazione della musica è stata una conseguenza inevitabile di questo processo: il mercato non offre più 3 novità in vinile, ne' 20 novità in musicassetta, ne' 100 novità in CD, ma migliaia di band e canzoni che solo un formato talmente compatto da risultare invisibile all'occhio nudo riesce a gestirlo e smerciarlo senza problemi. La musica oggi è un fantasma che corre nei cavi sotterranei dell'ADSL e tra le onde dell'etere spinte e compresse dal wifi.
Dalle ceneri e dallo spirito della Grande Musica defunta sta spuntando un nuovo prodotto, pronto ormai a dare nuovi frutti: è l'homemade, vale a dire la registrazione casereccia che, grazie alle nuove tecnologie alla portata di tutti, è sempre meno casereccia. E' una sorta di sottobosco rigoglioso che affronta coraggiosamente il mainstream e le regole commerciali, scavalcando ogni frontiera e ogni legge. L'homemade è capace di avere oggi la stessa visibilità mediatica dei grossi nomi sotto contratto, grazie ai servizi offerti dai distributori della musica digitale: un qualsiasi artista può registrarsi ad esempio su ReverbNation e richiedere, previo il pagamento di una tassa annuale che si aggira sui 35 dollari, di distribuire le proprie produzioni sugli store più potenti come iTunes e Zune, e comparire al fianco dei nomi storici; oppure può gestire da solo la propria discografia (e mantenere un ben più alto margine di guadagno) affidandosi a stelle emergenti come BandCamp.
Solo il tempo ci dirà se questo sarà l'ennesimo passo falso della cultura umana, o se porterà finalmente a gratificanti innovazioni.



Painkiller
Mercoledì 2 Febbraio 2011, 9.00.42
58
@Moro: intendevo che Philips si è portata a casa tanti dindi per ogni lettore CD di qualsiasi marchio venduto fino ad oggi......
Anthony
Sabato 29 Gennaio 2011, 12.12.57
57
@ Zerba: in effetti hai ragione: “avere 800 canzoni in un singolo apparecchio” è comodissmo!! Ma a questo punto perché non fare cifra tonda ed infilarcene 1000 di canzoni nel famigerato Ipod?
Moro
Venerdì 28 Gennaio 2011, 18.06.21
56
@Painkiller: mi pare di aver detto giusto. Sony ha comprato il brevetto.
Painkiller
Venerdì 28 Gennaio 2011, 16.40.20
55
@Moro: nein, Philips ha brevettato il CD e si è portata a casa tanti dindi per le royalties.....fidati, conosco la materia... . @Zerba: comodissimo sì, pessimo per il suono. Io l'mp3 lo ascolto davvero poco
sans
Giovedì 27 Gennaio 2011, 17.18.27
54
Esatto: ma mi piacerebbe appunto includere questo aspetto nella discussione: più il supporto è comodo, meno importanza tendiamo a dare all'oggetto (musica). L'eccessiva comodità di fruizione, unita al fatto che ormai tutti sembrano pretendere di avere gratis tutta la musica che vogliono, tende aridurre il lavoro dei musicisti a semplice prodotto di consumo, fungibile e valutabile secondo la quantità.
zerba
Giovedì 27 Gennaio 2011, 16.59.03
53
ottimo articolo. vorrei rispondere ad alcuni commenti letti: il cd inevitabilmente è destinato a essere accantonato così come sono stati accantonati vinili e cassette, diverrà un oggetto da collezione. Anch'io tutt'ora acquisto cd musicali perchè mi piace averli, ma alla fine la musica la ascolto con l'Ipod: è comodissimo avere 800 canzoni in un singolo apparecchio non trovate?
Moro
Mercoledì 26 Gennaio 2011, 22.56.38
52
@Painkillr: sul picture disk... si si, è che avevi scritto "devo ancora capire il perchè"; il perchè è quella patina di stampa. @Undercover. Si, si il CD è Sony e Philips insieme, la Sony ha comprato il brevetto e lo ha distribuito ovunque (come il DVD, il Walkman, il minidisc). Figa questa cosa degli ABBA. cmq sarà stato qualcosa di "tecnologico", una specie di edizione limitata o "speciale" come i CD Super Audio CD o una roba simile; anche perchè poi gli ABBA si sono sciolti... cmq si, sto vedendo che il mercato del CD andava però dall'84 (Madonna, Queen...). Dal 81 all'83 sembra rimasto fermo...
Undercover
Mercoledì 26 Gennaio 2011, 18.01.07
51
@Moro il cd forse la Sony ha iniziato a produrlo in massa nel 1990, la tecnologia Philips è ottantiana sino all'osso di questo ne sono certo, ripeto il primo cd stampato fu uno degli Abba "The Visitor" uscito per Universal e la Sony ancora era in fase di studio del prodotto, due anni prima aveva lanciato la prima forma di Walkman.
Painkiller
Mercoledì 26 Gennaio 2011, 17.06.26
50
@Moro: il CD è stato inventato da Philips e Sony, il DVD dalle stesse due più altre, il CD-R (registratore di CD) dalla sola Philips, il Blu-ray dalla sola Sony etc......
Painkiller
Mercoledì 26 Gennaio 2011, 17.01.48
49
@Moro: è quel che ho detto io "Teniamo poi conto che i picture "moderni" suonano peggio delle versioni non picture ". Però il raro picture originale di RISING dei Rainbow suona da DIO......ehm, con Dio!
Moro
Mercoledì 26 Gennaio 2011, 16.49.41
48
@Painkiller: a proposito dei PictureDisk: il picture del vinile è un'ulteriore patina stampata SOPRA i solchi. Ecco che il suono si sente ancora più ovattato. Fai la prova (se puoi) con dei vinili vecchi ma senza la registrazione digitale (Non mi viene in mente un esempio, perchè o il disco è uscito su vinile o su Picture). Io faccio sempre la prova con quelli di Burzum vecchi e con quelli del cofanetto. E la differenza si sente.
Moro
Mercoledì 26 Gennaio 2011, 16.47.09
47
@Undercover: sarà stato qualche brevetto. Il CD è stato inventato dalla Sony e in Giappone nel 1990 hanno stampato le ultime tirature di vinili diretti al grande mercato. Quell'anno e anche l'anno prima uscivano contemporaneamente anche i CD. @Painkiller: qui entra in gioco quell'autosuggestione che dicevo. Hardcore, Thrashmetal e Death metal (secondo me) sono più consoni per suonare con i mezzi di ora (o con le versioni rimasterizzate di allora) piuttosto che con quelli del passato. Il suono sul vinile si fa più caldo ma perde necessariamente di profondità (per una questione obiettiva di incisione). Magari entrano in gioco i gusti personali, ma grazie all'era attuale del digitale mi sono convinto che vari generi di musica dovrebbero avere il loro formato ideale.
Undercover
Mercoledì 26 Gennaio 2011, 16.09.52
46
@Moro scusami se dico la mia ma il cd è in giro da molto prima dell'89 - 90, le release stampate sul formato ideato dalla Philips se non ricordo male la prima fu legata alla storica band svedese degli Abba non presero piede subito ma giravano eccome, la qualità non era quella odierna ma neanche così malaccio in effetti. Io sono ancora innamorato delle tape, amo il fruscio della cassetta e ne possiedo una quarantina e se capita un'uscita che mi va di prendere in tale formato lo faccio. Ripeto non vedo l'ora di godermi il vinile in casa ma sono convinto per dato certo visto che un amico possiede una collezione sconfinata di vinili metal sia death che black anni Novanta che in vinile si sentano sempre meglio, inoltre provate a mettere su il live degli Inferno in quel formato sul piatto e vedete come vi crolla la casa rispetto a una versione cd molto bella ma che paga lo scotto di una dinamica più statica.
Painkiller
Mercoledì 26 Gennaio 2011, 15.42.24
45
@Moro: hai scritto "Se però ho voglia di spararmi, appunto qualcosa di hardcore o di death-metal avrò molta più soddisfazione nel CD piuttosto che nel vinile." Ti riferivi a registrazioni recenti immagino.....altrimenti fai penitenza, metti sul piatto Beneath the remains e poi mi dici......il cd è molto più "piatto".
Painkiller
Mercoledì 26 Gennaio 2011, 15.39.54
44
@Moro: quel che scrivi ha assolutamente più di un fondo di verità, le vecchie registrazioni analogiche suonano sempre e comunque meglio su vinile rispetto al cd mentre le registrazioni moderne dipendono molto di più dal tipo di master. Teniamo poi conto che i picture "moderni" suonano peggio delle versioni non picture (devo ancora capire il perchè, oltre al fatto che spesso sono difettate e saltano) ma qualche buon esempio della bontà in vinile di registrazioni recenti ce l'ho: gli ultimi lavori di Blind Guardian, Kamelot ed Overkill in vinile suonano benissimo......
Moro
Mercoledì 26 Gennaio 2011, 14.16.51
43
@Khaine: secondo me però il potere dell'autosuggestione gioca una bella carta. Non frantendermi. Io ormai compro solo vinili ma non posso dire che li ascolti incessantemente. Devo dire che ogni volta che metto sul piatto un vinile creato prima del 98-99 ci sento qualcosa in più (oltre ai fruscii e alla puntina). Devo però anche dire che il mio impianto vinilico dei primi anni '80 fa suonare meglio (autosuggestione ?) i Jethro Tull, David Bowie, I Pink Floyd e Madonna piuttosto che i Mastodon o i Celeste. Questione di master molto probabilmente. Se però ho voglia di spararmi, appunto qualcosa di hardcore o di death-metal avrò molta più soddisfazione nel CD piuttosto che nel vinile. Le differenze che avrai notato, saranno indubbiamente su album in vinile originali dell'epoca, che una volta erano stati stampati unicamente per essere suonati in vinile (ossia prima dell'89-90 quando uscì il CD sul mercato).
Anthony
Mercoledì 26 Gennaio 2011, 12.55.12
42
Io credo che la smaterializzazione del supporto musicale possa o meno diventare un problema a secondo di quelle che saranno le scelte dell’ascoltatore medio nel prossimo futuro. Se si guarda al fenomeno in termini di “opportunità” allora ritengo che ne potremo trarre dei benefici da quella che è una normale evoluzione tecnologica del supporto, altrimenti i danni saranno enormi e pagarne le conseguenze saranno in tanti (dalla musica intesa come arte che verrà inglobata e, poi, relegata esclusivamente, all’interno di portali dedicati o salvata su hard disk personali totalmente privi di anima, alle abitudini degli ascoltatori che correranno il rischio di maneggiare soli suoni o una parte di essi, privandosi così di colori, odori, sensazioni, che sono indissolubilmente legati alla materia).
Painkiller
Mercoledì 26 Gennaio 2011, 9.42.14
41
Scusatemi ma insisto, chiamatelo anche losless ma così non è. Quoto Khaine al 100%: sono rimasto a bocca aperta ascoltando le ristampe in vinile dei Judas. Rispetto al CD si sentono tante sfumature e "suoni in più", i vari strumenti sono meglio definiti e separati, davvero un altro pianeta. Nell'utilizzo quotidiano non discuto la comodità dell'mp3 ma sta bene in metro o in vacanza, ma già in auto, con un buon impianto, la differenza tra mp3 losless e CD si sente eccome. @Matocc: hai centrato la questione..... .
Khaine
Martedì 25 Gennaio 2011, 20.45.19
40
@ Moro: per la vendibilità del vinile avrei una mezza teoria... il fatto è che, a parte tutti i discorsi che si possono fare, lo stesso album fatto girare in cd o in vinile suona diverso (e comunque, per i miei gusti, suona meglio il vinile). Lo dico perchè ho un modesto stereo con lettore cd + giradischi: ho alcuni album sia in vinile che in cd ed ho notato le (enormi) differenze...
Matocc
Martedì 25 Gennaio 2011, 19.34.56
39
@ Painkiller: sedersi comodi, un bicchiere "di quello buono" in mano, gli occhi chiusi e High Hopes che gira nello stereo... l'ape che ronza, le campane in lontananza e poi il pianoforte... questa sì che è vita!
Renaz
Martedì 25 Gennaio 2011, 18.04.08
38
Aggiungo che in genere si trovano gli zip a 320, ancora meglio.
Autumn
Martedì 25 Gennaio 2011, 17.41.05
37
Moro ha ragione sul vinile. Comunque sì, con gli standard di compressione di oggi, ossia sui 256 kbit/s stereo (per non parlare della lossless), non si percepisca alcuna differenza rispetto al cd.
Painkiller
Martedì 25 Gennaio 2011, 12.47.35
36
@Moro: certo che se poi ascolti i vinili ed i cd con l'impianto cinese comprato al mercato mica è colpa mia... . Chiaramente la differenza si sente maggiormente con impianti di qualità elevata, tenendo conto di tutti gli elementi, Amplificatori (magari pre + ampli di potenza), cavi e casse. E' per quello che ho due impianti separati, uno per la musica ed un home cinema......
Painkiller
Martedì 25 Gennaio 2011, 12.44.16
35
@Moro: sul vinile sono attenuate e non tagliate (come sull'mp3) e c'è una maggiore separazione dei canali rispetto al cd. Da qui, con un buon impianto che riesca a ben amplificare le frequezze più attenuate, la percezione dell'ascoltatore sarà quella di suoni completi quanto il cd ma meglio separati e più distinguibili rispetto allo stesso, col difetto che la lettura "meccanica" della testina riproduce anche i difetti (ed è quindi buona regola pulire sempre i dischi prima dell'ascolto) e si consuma assieme al disco, non potendo garantire la stessa qualità/risproducibilità nel tempo. La deteriorabilità dei vinili è stata di molto ridotta con i 180gr, praticamente una densità e peso doppi rispetto al passato.
Moro
Martedì 25 Gennaio 2011, 12.14.28
34
@Painkiller: scusami ma il vinile non può essere il miglior supporto per riprodurre al meglio tutte le frequenze, perchè nel vinile le frequenze sono attenuate. Non possono esserci dei fortissimi bassi pulsanti; o meglio. Si, però allora uno dovrebbe avere un brano da 5 minuti su ogni facciata. Il CD rimane il supporto più "perfetto". Il fatto è che sta scomparendo per una questione di "comodità". D'altronde c'è sempre stato questo passaggio verso la comodità:LP > cassetta > CD > Mp3. Ci sono delle teorie che dicono perfino che vari formati compressi con l'ausilio di certe cuffie darebbero l'esatta percezione del CD. E cmq, tanto per tornare all'articolo: è interessante invece come negli ultimi anni il vinile è tornato ad essere un oggetto bramato e vendibile. E' diventato un culto occupando gli estremi punti della catena: il supporto fisico per eccellenza e allo stesso tempo il portatile per eccellenza (allegando il biglietto di download).
Renaz
Martedì 25 Gennaio 2011, 10.58.37
33
Osservazioni giustissime, senza dubbio.
Painkiller
Martedì 25 Gennaio 2011, 10.55.08
32
esattamente la differenza tra consumo ed ascolto, tra l'ascoltare gli mp3 in metropolitana ed un vinile in poltrona.....magari ad occhi chiusi.....con i vapori del rhum che salgono nelle narici..... . Giusto l'altra sera mi stavo ascoltando il mio bel vinile blu di "The division bell2 dei Pink Floyd.....
sans
Martedì 25 Gennaio 2011, 10.27.23
31
Stavo per scrivere qualcosa del genere, ma Painkiller mi ha anticipato, bene, concordo su tutto. Aggiungo una cosa: la facilità di reperimento e fruizione tende a diminuire il rispetto e la cura. Mi spiego: un conto è ascoltare mp3 mentre si fa altro, magari nel casino di una città trafficata. Altro è invece tirare fuori il disco in vinile, magari spolverarlo, metterlo sul piatto, ascoltrarlo. Devi dargli attenzione, non foss'altro che per cambiare il lato ogni (circa)20 minuti. Questo è importante, secondo me: non fare della musica un semplice prodotto di consumo, ma qualcosa di importante, che richiede rispetto e attenzione. Questo rende l'ascoltatore un appassionato, secondo me, usare consapevolmente il tempo, che è risorsa scarsa, per quello scopo.
Painkiller
Martedì 25 Gennaio 2011, 9.23.40
30
faccio i complimenti a Renaz per la scelta dell'argomento però faccio anche un appunto: manca l'elemento fondamentale per questo "confronto", mi riferisco al lato tecnico. Oltre al lato strettamente "ludico" e piacevole di guardarsi le foto, leggersi i testi e le note del booklet o dell'LP, la differenza principale tra i 3 supporti è nel suono. Teoricamente l'mp3 è nato anche con l'idea di tagliare quelle frequenze non ritenute "necessarie" perchè non ritenute all'interno della gamma sonora udibile. La verità è un'altra, ed anche convertendo in mp3 con la massima risoluzione/qualità possibile (compattando il meno possibile quindi) l'mp3 non si avvicina assolutamente alla qualità del CD così come il CD non riesce in alcun modo ad avvicinarsi alla gamma sonora resa dal vinile, ancora oggi il miglior modo per riprodurre al meglio tutte le frequenze. Se dal punto di vista della portabilità l'mp3 batte il cd ed ovviamente il vinile, a livello sonoro la "classifica" viene ribaltata. Oggi la musica viene "consumata" tramite l'mp3 ma non viene "ascoltata". Dopo un po' di tempo sono riuscito a costrurmi a casa un bell'impianto con giradischi nuovo di pacca. Ho preso tutte le ristampe in vinile dei Judas e posso assicurare che la resa del vinile è infinitamente meglio di qualsiasi altro supporto. Quasi zero rumore di fondo con i nuovi 180gr. In più il giradischi ha l'uscita usb con un programma per convertire da vinile e formato cd o formato mp3. Ma trasferire da vinile su CD è molto meglio che acquistare il cd originale registrato in quanto le frequenze vengono trasferite quasi pari-pari e senza troppi tagli...... Concludendo, nessun pregiudizio verso l'mp3 ed i vantaggi innegabili legati alla portabilità, a seconda dei momenti utilizzo un supporto o l'altro, ma quando voglio "ascoltare" la musica ed apprezzarne tutte le sfumature allora dopo aver messo a nanna il piccolo faccio partire il giradischi e mi siedo in poltrona con due dita di Rhum.....non c'è bisogno di avere il volume alto, la magia del vinile, dei bassi caldi e profondi, riempirà la stanza.....
mariamaligno
Domenica 23 Gennaio 2011, 22.21.16
29
@Undercover: sono d'accordissimo. Precisavo solo che pur essendo pure io della "vecchia guardia" se cosi si puo' dire, a mio parere, un mp3, se pagato, non ha lo stesso fascino ma non e' necessariamente "il male"
Undercover
Domenica 23 Gennaio 2011, 22.13.27
28
@Mariamaligno riprendo il tuo punto: E ripeto, io sono dell'81 quindi son cresciuto senza mp3 e preferisco i vinili o i cd come gran parte di voi pero' se uno i dischi se li compra regolarmente, pur facendolo via internet non merita di esser considerato un ascoltatore di serie b. Concordo con te il discorso infatti vale per chi non compra un cazzo e poi fa la parte dell'Enciclopedia Metallum in giro e per quelli che reputano lo spendere soldi in forme artistiche un inutile spreco, questi sono parassiti.
mariamaligno
Domenica 23 Gennaio 2011, 22.04.40
27
Quoto Nikolas. Anch'io uso gli mp3 per comodita' ma preferisco di gran lunga il rito di prendermi un cd, scartarmelo, contemplarne il booklet ecc ma non credo che il download porti tutti sti danni, specie se legale e quindi pagato. Chi comprava compra tuttora chi scarica, soprattutto illegalmente, non avrebbe comprato comunque. Comunque copiarsi un cd su cd vergine o audiocassetta come si faceva una volta non e' molto diverso da scaricare illegalmente quindi si e' sempre fatto, su, non facciamone drammi. E ripeto, io sono dell'81 quindi son cresciuto senza mp3 e preferisco i vinili o i cd come gran parte di voi pero' se uno i dischi se li compra regolarmente, pur facendolo via internet non merita di esser considerato un ascoltatore di serie b.
Flag Of Hate
Domenica 23 Gennaio 2011, 21.16.49
26
Ma volete mettere la soddisfazione di sfogliare il libretto interno, rimirarsi l'artwork, allineare i cd sullo scaffale, tradursi i testi, prestarli agli amici? Benvenga la tecnologia, che aiuta molto, specie quelli come me che per studio e lavoro sono sempre fuori casa (senza il mio mp3 sarei perduto!), ma sono un tradizionalista in questo campo: gli album meritevoli li acquisto sempre originali. E su questo quoto Hellvis: basta saper cercare, e i buoni affari vengono di conseguenza! Ottimo articolo, a proposito.
Nikolas
Domenica 23 Gennaio 2011, 20.24.54
25
@Ayreon: mi spiace ma non sono assolutamente d'accordo. Chi scarica continuamente e non compra nessun cd, se non potesse scaricare, non andrebbe certo a comprare! Semplicemente si accontenterebbe di quello che passa la tv o la radio. Idem per il cinema, chi scarica 10 film alla settimana non andrebbe a vederne altrettanti al cinema. Bisogna stare attenti a non fare questo ragionamento, che non tiene in conto di come sia proprio cambiato il modo di intendere la veicolazione della cultura. Personalmente scaricando ho scoperto un sacco di band di cui altrimenti non avrei MAI sentito parlare.
ayreon
Domenica 23 Gennaio 2011, 20.17.45
24
maledetto chi scarica a raffica intere discografie,cosi' come quelle riviste di pc che in copertina scrivono "Masterizza i tuoi file e i tuoi filmati",come se non sapessero che la gente usa questi programmi per scaricare. Maledetti tutti ,avete rovinato la musica,gente come Ayreon, marillion,Spock's beard,IQ potrebbero vendere almeno 10 volte tanto,e invece quello che guadagnano gli basta appena per un nuovo disco e per mantenere le famiglie.Idem per il cinema,si pretende di giudicare un film avendolo scaricato a qualità ultra bassa (telecamera nel cinema), rimpiango anch'io i vinili e le cassette
Maurilio
Domenica 23 Gennaio 2011, 19.54.23
23
Saró nostalgico ma io al supporto materiale con cover , testi e foto delle band non ci rinunceró mai. Io sono cresciuto con i vinili e le musicassette e adesso compro i cd. Preferisco ascoltare meno cose ma quelle che ascolto le voglio sentire bene, leggermi i testi e i credits, gustarmi le copertine e sfogliarmi i booklet. Ha ragione Matocc: anche io ho fatto un sacco di compilation di ballads in cassetta.
hellvis
Domenica 23 Gennaio 2011, 18.23.07
22
Mi rendo conto di essere privilegiato da questo punto di vista. Abitando in una città grande ho la possibilità di acquistare quasi tutto quello che voglio a prezzi parecchio competitivi per non parlare del giro dell'usato che è veramente enorme. Qui i cd li trovo tranquillamente a 6/7 euro, già 10 euro è una cifra che mi sembra troppo alta. Ed anche a vinili non siamo messi affatto male. Oggi ad un mercatino delle pulci ho acquistato alcuni dischi degli Accept che avevo orma distrutto per la prezzo di 3 euro all'uno. Praticamente nuovi. Scaricare? E cosa? In barba a chi dice che in rete c'è tutto, molta musica che io cerco col cavolo si trova in download, perciò uso la rete che mi permette di acquistare anche in questo caso a prezzi veramente vantaggiosi. E qui non c'è negozio che tenga. E non c'è solo Ebay (fortunatamente). Devo essere sincero da quando c'è internet i miei acquisti sono centuplicati, scelta infinita e prezzi concorrenziali. In questo il negozio classico non mi manca. Eppoi ci sono le fiere del disco e anche lì, se sai come funziona, gli affari li fai eccome. Un'ultima cosa: Ma c'è veramente qualcuno che ancora butta via i vecchi vinili? Incredibile!!! Negli ultimi 2 anni il caro vecchio vinile ha avuto una riscoperta inaspettata. Persino in catene generaliste come la MediaWorld (giusto per fare un esempio) hanno il loro reparto di vinili - impensabile sino a 5/6 anni fa. Il loro valore si è decuplicato ed i prezzi pure...ahimè....
Ghenes
Domenica 23 Gennaio 2011, 18.05.53
21
...quoto in pieno "Undercover"!!! ci sono ragazzi in giro che affermano con presunzione di avere le discografie complete dei gruppi... in mp3!!! dove andremo a finire
metal4ever
Domenica 23 Gennaio 2011, 16.19.56
20
@Renaz: Se buttasse quelli di Baglioni, Don Backy,Unmberto Tozzi non mi dispiacerebbe XD e in più leverebbe almeno il 20% della collezione (ne ha tipo 200 in tutto) mentre mio fratello maggiore creperebbe piuttosto che dar via i vinili e cassette che ha, ancor di più quella chicca di vinile di Atom Heart Mother dei PF..
Renaz
Domenica 23 Gennaio 2011, 15.56.28
19
@metal4ever: blocca tuo padre prima che sia troppo tardi
Ubik
Domenica 23 Gennaio 2011, 15.53.07
18
Articolo molto interessante. Io preferisco di gran lunga comprarmi il cd o il vinile in quanto mi resterà per sempre e grazie ad internet reperire cd originali di band non proprio famose è una sciocchezza. Poi come dice Matocc la musica si gusta molto meglio con un bel cd nello stereo che con le cuffiette
metal4ever
Domenica 23 Gennaio 2011, 15.35.28
17
Articolo interessante, a sto punto mi chiedo quale sarà la prossima innovazione. Certo che da una parte tutto ciò tende a far sparire la vera anima della musica... ah cmq i vinili mio padre ce li ha ancora e non credo che li butterà
Elluis
Domenica 23 Gennaio 2011, 15.18.12
16
Articolo molto interessante: complimenti Renaz ! A chiunque interessi sviluppare l'argomento c'è un libretto che consiglio, di Ernesto Assante che si intitola "Copio, dunque sono", una dispensa di circa 140 pagine che illustra il percorso della musica dai primi fonografi agli mp3, e che in qualche maniera amplia il discorso sopra affrontato, trattando dal download illegale, ai diritti riservati ecc.
Undercover
Domenica 23 Gennaio 2011, 14.54.42
15
@hm is the law permettimi la scusa del prezzo alto non regge, chi ascolta metal da un po' e sa girare trova roba buona e ottima anche dai 3 ai 9 € su internet in versione cd, non parlo del vinile perché purtroppo non avendo il piatto sono sofferente anche se non nego che se se mi capitasse sottomano un bel lavoro in quel formato non me lo farei scappare uguale visto che prima o dopo entrerà anche quello in casa mia. La gente non spende perché è A) Viziata, B) Ignorante C) non gliene frega un cazzo di quello che può accadere alle band e ti rispondono cavolo ciò i backup di cd io. Alla domanda quanti ne conosci? Molti ti risponderanno va beh non è che si può conoscere tutto nella vita, tutto no ma se un disco ti entra in casa ORIGINALE te lo svisceri dalla cover al retro fino a consumarlo, con una serie di 0101010101101111 che cavolo fai? Quando ti annoi cancelli ed è finita lì, tristissima come cosa.
Raven
Domenica 23 Gennaio 2011, 14.51.31
14
Da oggi c'è anche Music Unlimited, targato Sony, ed offre 6 milioni di canzoni nel suo DB. Presenti sia le majors che le case indipendenti.
Renaz
Domenica 23 Gennaio 2011, 13.37.47
13
Sono già a posto così!
Nikolas
Domenica 23 Gennaio 2011, 13.29.57
12
Ok Ok, e' un ottimo lettore mp3, lo devo ammettere Ma non mi estorcerai altri complimenti alla Apple in tutta la mia vita
Renaz
Domenica 23 Gennaio 2011, 13.24.22
11
E ti faceva così schifo che l'hai tenuto in un cassetto?
Nikolas
Domenica 23 Gennaio 2011, 13.00.32
10
Ehi a me l'iPod me l'hanno regalato, non l'ho comprato
Matocc
Domenica 23 Gennaio 2011, 11.50.46
9
eh già, le compilation su cassetta... ancora oggi sono ricordato dagli amici per le mie famose raccolte "Matocc in Love" dove mettevo tutti i lentoni rock & metal (le uniche canzoni del genere che venivano apprezzate anche da chi odiava il metallo) usati per far colpo sulla tipa -poi ovvio, facevo anche le cassette coi pezzi più pestati- tornando all' articolo, anche io oggi ho l'mp3 ma è solo una comodità "da passeggio" se voglio godermi la musica vado di CD nello stereo. quello che mi interessa lo compro originale, nei grandi magazzini spendo in media € 9 per un CD, basta aspettare un pochino e il prezzo cala, poi mi butto sui classici e lì non si sbaglia mai... nel negozio invece vado per le cose più difficili da trovare (se non devo svenarmi), altrimenti cerco anche on-line
Ghenes
Domenica 23 Gennaio 2011, 11.34.58
8
bellissimo questo articolo spero che qualcuno inizi a rendersi conto dello schifo che sta succedendo...
Michele
Domenica 23 Gennaio 2011, 11.18.44
7
Eh,mi chiedo...se fossi nato negli anni '80,molto probabilmente oggi non ascolterei Metal,ma la compilation di Sanremo. Perché? Perché qui da noi,in culonia,non arriva mai un cazzo,neanche delle band più famose tipo i Metallica (già è assai se trovi Death Magnetic),figuriamoci io,che apprezzo musica più particolare,cosa avrei dovuto fare. Invece,oggi,grazie ad Internet,posso ascoltare tutto quello che voglio. La bravura sta nel trovare gli artisti veramente degni di talento che,ieri come oggi,non mancano di sicuro.
pincheloco
Domenica 23 Gennaio 2011, 10.57.41
6
sorry.....PENSO.
pincheloco
Domenica 23 Gennaio 2011, 10.57.10
5
Ottimo articolo. Io ovviamente la pendo esattamente come HMITL.
Renaz
Domenica 23 Gennaio 2011, 10.56.58
4
Un grazie a MetalHawk per il commento. Anch'io cmq come zoso82 continuo ad acquistare i CD e poi copiarli sul pod... almeno finchè riesco a trovare tutto! In effetti esistono già degli album rilasciati solo in formato mp3...
hm is the law
Domenica 23 Gennaio 2011, 10.30.34
3
Rimpiango l'epoc dei vinili, c'era più gusto ad ascoltare la musica. Cmq se CD li vendessero a poco prezzo penso che gli appassionati continuerebbero ad acquistare!
zoso82
Domenica 23 Gennaio 2011, 9.44.01
2
io è da quest'anno che ho iniziato ad utilizzare aggeggi come ipod eccetera, però questo non mi ha fermato dall'acquistare i cd musicali e a volte vecchi vinili; voi forse mi darete del coglione, ma tutte le canzoni che stanno nel mio ipod le ho trasferite da tutti i miei cd e neanche una l'ho scaricata da internet: questo perchè così posso continuare a favorire il mercato musicale e poter poi tenere tutta la mia musica in un unico aggeggio. e spero con tutto il cuore che il mercato dei cd non si esaurisca mai (come quello dei vinili).
MetalHawk
Domenica 23 Gennaio 2011, 3.20.36
1
Articolo davvero interessante che analizza l' innovazione da un punto di vista particolare, è anche un piccolo saggio storico sull' evoluzione musicle. In effetti ormai i dischi stanno diventando sempre più un oggetto da collezione, un po come lo sono diventati i vinili ormai diverso tempo fa dando sempre più spazio a forme intangibili di musica (intesa come supporto con cui ascoltarla). Comunque è davvero un' ottima analisi, complimenti.
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