top e flop 2018

Sono meglio i Testament o gli Slayer? Chi è più bravo tra Malmsteen e Brian May? Non siate timidi: aprite un sondaggio e chiedetelo alla community!

Re: top e flop 2018

Messaggiodi Vulgar Puppet il mar lug 24, 18 15:43

Tatore77 ha scritto:
Vulgar Puppet ha scritto:
Vulgar Puppet ha scritto:God Is An Astronaut - Epitaph
Dovrebbe arrivare la recensione presto :lol:
Gruppo molto sopravvalutato, secondo me, ma molte cose di questo album mi hanno stupito, quindi promossi.

Eccola! :D

http://www.metallized.it/recensione.php?id=15363

Sì...però da come scrivi sembra più di un 70...sei un po' strettino di manica...

Può essere, ma al contrario secondo me i grandissimi album e i grandi capolavori perderebbero di valore. Cioè, tra i dischi che ho citato prima sul topic si arriva massimo all'80, sia chiaro, Trent se non fosse 30 anni che fa musica andrebbe pure sopra all'80 con lo splendido Bad Witch, però bisogna essere realisti e ragionare in termini più ampi. Se Epitaph prende di più, i Velvet Underground cosa devono prendere? Infinito? Se il massimo è 100, 70 è pure tanto, cioè io mi sento ma di molto di manica larga
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Re: top e flop 2018

Messaggiodi Tatore77 il mar lug 24, 18 15:49

Vulgar Puppet ha scritto:
Tatore77 ha scritto:
Vulgar Puppet ha scritto:
Vulgar Puppet ha scritto:God Is An Astronaut - Epitaph
Dovrebbe arrivare la recensione presto :lol:
Gruppo molto sopravvalutato, secondo me, ma molte cose di questo album mi hanno stupito, quindi promossi.

Eccola! :D

http://www.metallized.it/recensione.php?id=15363

Sì...però da come scrivi sembra più di un 70...sei un po' strettino di manica...

Può essere, ma al contrario secondo me i grandissimi album e i grandi capolavori perderebbero di valore. Cioè, tra i dischi che ho citato prima sul topic si arriva massimo all'80, sia chiaro, Trent se non fosse 30 anni che fa musica andrebbe pure sopra all'80 con lo splendido Bad Witch, però bisogna essere realisti e ragionare in termini più ampi. Se Epitaph prende di più, i Velvet Underground cosa devono prendere? Infinito?

Eh...lo so...hai ragione in effetti
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Re: top e flop 2018

Messaggiodi Beta il mer lug 25, 18 11:26

Aggiornamento:

Beta ha scritto:TOP:
- Auri: Auri (ambient/synth/new age). Questo sono riuscita ad ascoltarlo più volte e bene e devo dire che è veramente bellissimo. Genere difficilmente inquadrabile (come avete visto), perché mischia diverse sonorità, comunque il risultato è di un album etereo e trasognato, molto rilassante e, a mio avviso, ben fatto;
- Varathron: Patriarchs of Evil (black). Confermo la prima impressione. Bel disco, atmosfere esoteriche e dark, cattura l'attenzione dall'inizio alla fine.
-Brian Eno: Music for Installations (ambient). Raccolta di pezzi inediti che Eno ha composto per esposizioni in gallerie d'arte. Si conferma il solito maestro della musica ambient, i brani sono bellissimi con soluzioni sempre interessanti, restando pur sempre nell'ottica della "musica di sottofondo". Come al solito, da ascoltare mentre si fa altro, restituisce l'idea di immagini in movimento che ci circondano.
- Crematory: Oblivion (gothic). Non sapevo bene come classificarlo, perché ci sono tre pezzi un po' più debolucci degli altri (Ghost of the Past, Revenge is Mine e Wrong Side) che, a mio modo di sentire, abbassano un po' il livello di attenzione durante l'ascolto della prima metà dell'album. Nonostante ciò, però, le restanti dieci tracce sono, secondo me, belle, la seconda metà del disco è assolutamente impeccabile e, comunque, anche la prima metà ha dei pezzi non indifferenti (Salvation e Until the Dawn su tutte). Basler alza il livello di tutto; a me Hechler piaceva, ma Basler è davvero un valore aggiunto. Non un disco eccellente, ma di di sicuro più che buono (sempre con la postilla: "se piace il nuovo corso dei Crematory").
- Necrophobic: Mark of the Necrogram (death). Come ben noto, non mastico molto death, quindi non ci capisco pressoché una cippa ( :rotfl: ), però è un disco che mi ha fatto un'ottima impressione. A parte che è suonato benissimo e i musicisti son dei mostri (e qua siamo oltre ogni gusto), ma ho trovato interessanti le soluzioni musicali. In pratica: non è solo pestone, bensì ci sono dei fraseggi di un certo gusto e delle melodie ben riconoscibili, senza contare un buon numero di variazioni che movimentano i brani spezzando il ritmo del rullante e dei riff veloci. Per quel che ci capisco, mi sembra molto bello. E comunque mi è piaciuto (e mi piace).
- Raison d'etre: Alchymeia (dark ambient). Altro disco di atmosfera. Anche in questo caso non c'è molto da dire, se non che è davvero ben composto e ben pensato. Le quattro tracce definiscono un concept con il titolo che fa da leit motiv (i titoli sono Nigredo, Albedo, Citrinitas e Rubedo) e creano un'atmosfera angosciante e di pace allo stesso tempo, come l'immagine di copertina.
- Powerwolf: The Sacrament of Sin (power). Avevo paura che potesse suonare stantìo, visto che la band propone sempre le stesse tematiche. Invece, pur muovendosi sempre nel solito territorio, hanno fatto un disco ben suonato, con melodie vincenti che si impiantano subito in testa (loro caratteristica, del resto) e con soluzioni musicali interessanti (la melodia irlandeggiante di Incense and Iron, accenni di elettronica in Stossgebet). Hanno mischiato ingredienti conosciuti con qualche pizzico nuovo ed è uscito un gran bel disco. Uno dei migliori quest'anno.

Sì e No:
- Kamelot: The Shadow Theory (power/symphonic). Non fa schifo, ma è un po' ridondante e trito. Quindi non è un top, ma nemmeno un epic fail.
- Rumatera: Ciao Bella (EP) (punk rock). Classico disco di canzoni demenziali, tipico di questo gruppo di matti. Non è male, anche perché le canzoni non sono malaccio (hanno delle belle melodie travolgenti, tipo California Punk Rock o Pizza Boy USA), i testi sono sempre simpaticissimi (anche se un po' ridondanti delle solite espressioni che usano da svariati dischi), più la sparata di Venice, che è volontariamente truzza (quindi fa ridere). Hanno fatto cose più divertenti, ma ci può stare e poi, come dicevo, le melodie sono abbastanza trascinanti, quindi per mezz'oretta si stacca il cervello, si fa i pirla e ci si diverte. Ma sempre un EP di canzoni demenziali rimane ;)

Flop per fortuna non ne ho ancora ascoltati, vedremo ;)
"Molti vogliono insegnare ad altri ciò che loro stessi non conoscono" - Cicerone
"Posso credere a tutto, purché sia assolutamente incredibile" - Oscar Wilde
"Mi hanno chiamato folle, ma non è ancora chiaro se la follia sia o meno il grado più elevato dell'intelletto" - Edgar Allan Poe
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Re: top e flop 2018

Messaggiodi Vulgar Puppet il lun ago 06, 18 17:29

Vulgar Puppet ha scritto:Metto un po' d'ordine visto che ho un attimo di tempo

Nine Inch Nails - Bad Witch
Disco folle, avanguardia industriale come non se ne sentiva da un pezzo. 30 minuti e tantissimo da dire, senza risultare mai dispersivi, dando valore ad ogni secondo. Ma bisogna ammettere che molto merito va ad Atticus Ross, che è stato sicuramente una manna dal cielo per Trent Reznor.
L'influenza di Blackstar c'è ma non così grande come alcuni dicono (e per Trent comunque Bowie è stato praticamente un padre, quindi non gli si può dire niente su questo secondo me). Piuttosto c'è molto di Earthling e 1.Outside, ma lì era Bowie che si ispirava ai NiN, quindi... chapeau, come sempre.

Kanye West - ye
Kanye minimale e sincero. Discone intimista da non sottovalutare.

Kids See Ghosts - Kids See Ghosts
Kanye e Kid Cudi danno il meglio di loro e tirano fuori un prodotto molto variegato ed entusiasmante.

Sfera Ebbasta - Rockstar
Perfetto disco trap. Hit dopo hit dopo hit. Sfera è senza dubbio da diverso tempo il migliore nel genere.

Post Malone - beerbongs & bentleys
Troppo lungo, ma nonostante qualche filler regala un ottimo indie pop e qualche singolo memorabile.

XXXTENTACION - ?
Ha osato fin troppo, ma alla fine non è un brutto disco, anzi, quando non pretende troppo porta a casa delle belle canzoni. Ma ce lo ricorderemo per 17 il grande XXX

God Is An Astronaut - Epitaph
Dovrebbe arrivare la recensione presto :lol:
Gruppo molto sopravvalutato, secondo me, ma molte cose di questo album mi hanno stupito, quindi promossi.

Obscura - Diluvium
Inaspettatamente lo sto trovando un bel disco. Certo, la scelta del concept sembra più una scusa per usare sempre le stesse parole nei testi (veramente poca roba), però apprezzo il fatto che sia un album molto diretto, visto che in passato mi hanno sempre stancato nel loro voler essere così prog o così tecnici.

Arctic Monkeys - Tranquillity Base Hotel + Casino
Gli darò probabilmente altre occasioni, ma sembra veramente una raccolta di canzoni incompiute frutto del delirio d'onnipotenza di Alex Turner. Eccessiva poi anche l'ispirazione a Bowie. Veramente nulla la personalità.

Album che devo ascoltare: Deafheaven (mi aspetto il disastro), Between the Buried And Me, Ihsahn

Mini-aggiornamenti: ultimo dei Deafheaven a un primo ascolto abbastanza generico, più strano che bello. Da aggiungere probabilmente l'ultimo degli Sleep che era una bomba ma lo devo risentire. Un po' deluso dal nuovo di Travis Scott che sulla lunga distanza mi ha stancato molto. Sicuramente degno di nota l'ultimo di Denzel Curry.
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Re: top e flop 2018

Messaggiodi Carmine il dom ago 19, 18 19:55

Aggiorno
Carmine ha scritto:Ihsahn - Amr
Un musicista che suona da 30 anni, e che pur non pubblicando capolavori, può contare su un gusto ed un eclettismo che gli permettono di essere interessante tra un'uscita e un'altra. Qui sembra leggermente piu morbido del solito, non l'ho mai sentito così orecchiabile nei ritornelli... e il bello è che allo stesso tempo riesce a mantenere quelle tipiche tinte oscure di Emperoriana memoria. Che dire... chapeau, e bentornato al mio Re del Nord!

Between the Buried and Me - Automata I-II
Non raggiunge i picchi del precedente Coma Eclipse (giusto per citare uno dei diversi pezzi da 90 che hanno tirato fuori in passato) ma i ragazzi dimostrano comunque di meritare il posto che occupano tra i big del prog metal odierno. Imprevedibili. Spaziali. Ma soprattutto piacevoli.

Obscura - Diluvium
Le voci filtrate hanno stancato, ma a parte questo dettaglio, Kummerer e soci hanno un tocco mostruoso ai rispettivi strumenti. Il disco aggiunge nulla alla loro musica... ma stica. Grande musica e grande band.


Dimmu Borgir - Eonian
Gli anni di attesa sono stati ripagati con un disco validissimo. Non so cosa pensano i fan del forum, ma se oggi la proposta mainstream del black sinfonico è questa, pulita ma senza sacrificare parecchio la caratteristica oscurità ed epicità, a me sta benissimo. Conto solamente un paio di filler, ma nel complesso penso che questo disco sia composto da un gruppo che è tutto fuorchè irrecuperabile.

Travis Scott - ASTROWORLD
Ascoltato insieme al Vulgaretti su Spotify e un pò di delusione l'ho avuta anche io. Parte molto bene con le prime quattro tracce, dopodichè è un alternarsi di buone tracce con altre scritte col pilota automatico e senza particolare mordente. Peccato.


Arctic Monkeys - Tranquility Based Hotel + Casino
Non la penso come Gallagher (anche se l'intervista su Rolling Stone mi ha fatto scompisciare)... però se certi pezzi non si somigliassero tra loro forse lo avrei messo tra i top. Nonostante questo rimane un album sorprendente, in positivo.

Machine Head - Catharsis
In pratica Flynn, dopo 10 anni di grande musica, è sceso tra i comuni mortali con un disco fatto di pezzi nella norma misti a pezzi che strascicano la sufficienza. Pessimo no, ma deludente...
Sono quello sobrio!

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Re: top e flop 2018

Messaggiodi Vulgar Puppet il dom set 02, 18 11:35

Vulgar Puppet ha scritto:Album che devo ascoltare: Deafheaven (mi aspetto il disastro), Between the Buried And Me, Ihsahn

Aggiungo che così mi ricordo chi aggiungere: Denzel Curry, Trippie Redd, Dark Polo Gang, Alice in Chains, Travis Scott, Sleep, Interpol, Roy Montgomery, Eminem
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Re: top e flop 2018

Messaggiodi Beta il mer ott 17, 18 11:40

Aggiornamento:

Beta ha scritto:TOP:
- Auri: Auri (ambient/synth/new age). Questo sono riuscita ad ascoltarlo più volte e bene e devo dire che è veramente bellissimo. Genere difficilmente inquadrabile (come avete visto), perché mischia diverse sonorità, comunque il risultato è di un album etereo e trasognato, molto rilassante e, a mio avviso, ben fatto;
- Varathron: Patriarchs of Evil (black). Confermo la prima impressione. Bel disco, atmosfere esoteriche e dark, cattura l'attenzione dall'inizio alla fine.
-Brian Eno: Music for Installations (ambient). Raccolta di pezzi inediti che Eno ha composto per esposizioni in gallerie d'arte. Si conferma il solito maestro della musica ambient, i brani sono bellissimi con soluzioni sempre interessanti, restando pur sempre nell'ottica della "musica di sottofondo". Come al solito, da ascoltare mentre si fa altro, restituisce l'idea di immagini in movimento che ci circondano.
- Crematory: Oblivion (gothic). Non sapevo bene come classificarlo, perché ci sono tre pezzi un po' più debolucci degli altri (Ghost of the Past, Revenge is Mine e Wrong Side) che, a mio modo di sentire, abbassano un po' il livello di attenzione durante l'ascolto della prima metà dell'album. Nonostante ciò, però, le restanti dieci tracce sono, secondo me, belle, la seconda metà del disco è assolutamente impeccabile e, comunque, anche la prima metà ha dei pezzi non indifferenti (Salvation e Until the Dawn su tutte). Basler alza il livello di tutto; a me Hechler piaceva, ma Basler è davvero un valore aggiunto. Non un disco eccellente, ma di di sicuro più che buono (sempre con la postilla: "se piace il nuovo corso dei Crematory").
- Necrophobic: Mark of the Necrogram (death). Come ben noto, non mastico molto death, quindi non ci capisco pressoché una cippa ( :rotfl: ), però è un disco che mi ha fatto un'ottima impressione. A parte che è suonato benissimo e i musicisti son dei mostri (e qua siamo oltre ogni gusto), ma ho trovato interessanti le soluzioni musicali. In pratica: non è solo pestone, bensì ci sono dei fraseggi di un certo gusto e delle melodie ben riconoscibili, senza contare un buon numero di variazioni che movimentano i brani spezzando il ritmo del rullante e dei riff veloci. Per quel che ci capisco, mi sembra molto bello. E comunque mi è piaciuto (e mi piace).
- Raison d'etre: Alchymeia (dark ambient). Altro disco di atmosfera. Anche in questo caso non c'è molto da dire, se non che è davvero ben composto e ben pensato. Le quattro tracce definiscono un concept con il titolo che fa da leit motiv (i titoli sono Nigredo, Albedo, Citrinitas e Rubedo) e creano un'atmosfera angosciante e di pace allo stesso tempo, come l'immagine di copertina.
- Powerwolf: The Sacrament of Sin (power). Avevo paura che potesse suonare stantìo, visto che la band propone sempre le stesse tematiche. Invece, pur muovendosi sempre nel solito territorio, hanno fatto un disco ben suonato, con melodie vincenti che si impiantano subito in testa (loro caratteristica, del resto) e con soluzioni musicali interessanti (la melodia irlandeggiante di Incense and Iron, accenni di elettronica in Stossgebet). Hanno mischiato ingredienti conosciuti con qualche pizzico nuovo ed è uscito un gran bel disco. Uno dei migliori quest'anno.
- Second to Sun: The Black (black). Definirlo black è riduttivo, perché ha dentro influenze di vario tipo, che passano dal folk, al death, all'ambient. E' un album molto suggestivo, tecnicamente molto ben eseguito e che, a mio avviso, riesce a comunicare molto anche in termini di emotività (è molto oscuro e tragico). Una bella scoperta, sia il disco che la band.

Sì e No:
- Kamelot: The Shadow Theory (power/symphonic). Non fa schifo, ma è un po' ridondante e trito. Quindi non è un top, ma nemmeno un epic fail.
- Rumatera: Ciao Bella (EP) (punk rock). Classico disco di canzoni demenziali, tipico di questo gruppo di matti. Non è male, anche perché le canzoni non sono malaccio (hanno delle belle melodie travolgenti, tipo California Punk Rock o Pizza Boy USA), i testi sono sempre simpaticissimi (anche se un po' ridondanti delle solite espressioni che usano da svariati dischi), più la sparata di Venice, che è volontariamente truzza (quindi fa ridere). Hanno fatto cose più divertenti, ma ci può stare e poi, come dicevo, le melodie sono abbastanza trascinanti, quindi per mezz'oretta si stacca il cervello, si fa i pirla e ci si diverte. Ma sempre un EP di canzoni demenziali rimane ;)

Flop per fortuna non ne ho ancora ascoltati, vedremo ;)
"Molti vogliono insegnare ad altri ciò che loro stessi non conoscono" - Cicerone
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Re: top e flop 2018

Messaggiodi Beta il gio ott 25, 18 18:59

Aggiornamento:

Beta ha scritto:TOP:
- Auri: Auri (ambient/synth/new age). Questo sono riuscita ad ascoltarlo più volte e bene e devo dire che è veramente bellissimo. Genere difficilmente inquadrabile (come avete visto), perché mischia diverse sonorità, comunque il risultato è di un album etereo e trasognato, molto rilassante e, a mio avviso, ben fatto;
- Varathron: Patriarchs of Evil (black). Confermo la prima impressione. Bel disco, atmosfere esoteriche e dark, cattura l'attenzione dall'inizio alla fine.
-Brian Eno: Music for Installations (ambient). Raccolta di pezzi inediti che Eno ha composto per esposizioni in gallerie d'arte. Si conferma il solito maestro della musica ambient, i brani sono bellissimi con soluzioni sempre interessanti, restando pur sempre nell'ottica della "musica di sottofondo". Come al solito, da ascoltare mentre si fa altro, restituisce l'idea di immagini in movimento che ci circondano.
- Crematory: Oblivion (gothic). Non sapevo bene come classificarlo, perché ci sono tre pezzi un po' più debolucci degli altri (Ghost of the Past, Revenge is Mine e Wrong Side) che, a mio modo di sentire, abbassano un po' il livello di attenzione durante l'ascolto della prima metà dell'album. Nonostante ciò, però, le restanti dieci tracce sono, secondo me, belle, la seconda metà del disco è assolutamente impeccabile e, comunque, anche la prima metà ha dei pezzi non indifferenti (Salvation e Until the Dawn su tutte). Basler alza il livello di tutto; a me Hechler piaceva, ma Basler è davvero un valore aggiunto. Non un disco eccellente, ma di di sicuro più che buono (sempre con la postilla: "se piace il nuovo corso dei Crematory").
- Necrophobic: Mark of the Necrogram (death). Come ben noto, non mastico molto death, quindi non ci capisco pressoché una cippa ( :rotfl: ), però è un disco che mi ha fatto un'ottima impressione. A parte che è suonato benissimo e i musicisti son dei mostri (e qua siamo oltre ogni gusto), ma ho trovato interessanti le soluzioni musicali. In pratica: non è solo pestone, bensì ci sono dei fraseggi di un certo gusto e delle melodie ben riconoscibili, senza contare un buon numero di variazioni che movimentano i brani spezzando il ritmo del rullante e dei riff veloci. Per quel che ci capisco, mi sembra molto bello. E comunque mi è piaciuto (e mi piace).
- Raison d'etre: Alchymeia (dark ambient). Altro disco di atmosfera. Anche in questo caso non c'è molto da dire, se non che è davvero ben composto e ben pensato. Le quattro tracce definiscono un concept con il titolo che fa da leit motiv (i titoli sono Nigredo, Albedo, Citrinitas e Rubedo) e creano un'atmosfera angosciante e di pace allo stesso tempo, come l'immagine di copertina.
- Powerwolf: The Sacrament of Sin (power). Avevo paura che potesse suonare stantìo, visto che la band propone sempre le stesse tematiche. Invece, pur muovendosi sempre nel solito territorio, hanno fatto un disco ben suonato, con melodie vincenti che si impiantano subito in testa (loro caratteristica, del resto) e con soluzioni musicali interessanti (la melodia irlandeggiante di Incense and Iron, accenni di elettronica in Stossgebet). Hanno mischiato ingredienti conosciuti con qualche pizzico nuovo ed è uscito un gran bel disco. Uno dei migliori quest'anno.
- Second to Sun: The Black (black). Definirlo black è riduttivo, perché ha dentro influenze di vario tipo, che passano dal folk, al death, all'ambient. E' un album molto suggestivo, tecnicamente molto ben eseguito e che, a mio avviso, riesce a comunicare molto anche in termini di emotività (è molto oscuro e tragico). Una bella scoperta, sia il disco che la band.
- Barren Earth: A Complex of Cages (melodic death). Death melodico di stampo puramente finlandese, quasi progressive nelle parti melodiche. E' un disco che mi ha impressionato positivamente, loro sanno gestire molto bene sia le parti più aggressive che quelle melodiche creando un amalgama mai stridente. Di ascolto forse non facilissimo, ne richiede ripetuti, ma alla fine penso che lasci soddisfatti.
- Lord of the Lost: Thornstar (industrial rock). Tanto "industrial" quanto "rock" sono riduttivi, perché è un album che coniuga elettronica, rock, metal, gothic rock e industrial. Il risultato è un album dalle atmosfere dark, musicalmente molto incentrato sul synth. E' il primo disco che ascolto della band, quindi non saprei ben dire com'è rispetto ai loro precedenti lavori, ma nel complesso mi è parso un buon album, anche se con alcuni nei: se consideriamo le 13 tracce, fino alla nona sono tutte molto belle e con molto mordente, mentre le ultime quattro hanno a tratti o completamente effetto filler; se consideriamo la versione a 20 tracce, ci sono cinque pezzi che avrebbero potuto tranquillamente sostituire i quattro meno forti del disco e alzarne il livello. Ciò detto, poteva venir fuori un capolavoro, è venuto fuori un buon disco. Promosso anche se non a pieni voti.

Sì e No:
- Kamelot: The Shadow Theory (power/symphonic). Non fa schifo, ma è un po' ridondante e trito. Quindi non è un top, ma nemmeno un epic fail.
- Rumatera: Ciao Bella (EP) (punk rock). Classico disco di canzoni demenziali, tipico di questo gruppo di matti. Non è male, anche perché le canzoni non sono malaccio (hanno delle belle melodie travolgenti, tipo California Punk Rock o Pizza Boy USA), i testi sono sempre simpaticissimi (anche se un po' ridondanti delle solite espressioni che usano da svariati dischi), più la sparata di Venice, che è volontariamente truzza (quindi fa ridere). Hanno fatto cose più divertenti, ma ci può stare e poi, come dicevo, le melodie sono abbastanza trascinanti, quindi per mezz'oretta si stacca il cervello, si fa i pirla e ci si diverte. Ma sempre un EP di canzoni demenziali rimane ;)

Flop per fortuna non ne ho ancora ascoltati, vedremo ;)
"Molti vogliono insegnare ad altri ciò che loro stessi non conoscono" - Cicerone
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Re: top e flop 2018

Messaggiodi Fabio Yaaaaaaaahhhhh il dom gen 13, 19 20:04

TOP

Ihsahn - Amr (Post Black)

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Colui che più di tutti applica la teoria del Darwinismo alla musica. Ben sapendo che per i metallari dopo i primi quattro album inizi a far schifo, invece di finire fritto dorato pensa bene di terminare l'attività con la banda per intraprendere una carriera solista. Così chi apprezza solo il black non se lo cagherà minimamente, mentre continua a seguirlo solo chi davvero è interessato alla sua progressione come artista. A botta sicura, se la ride sornione sul suo trono con la testa di ariete ben sapendo di vincere facile. Bonsi bonsi bo bo bon


Immortal - Northern Cahos Gods (Black)


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Non credevo mi sarei mai trovato a dire una cosa del genere dopo l'abbandono di Abbath, ma per me è l'album black dell'anno, non rimanevo folgorato così tanto da un album black dai Forteresse consigliati dal mighty Doomale.
Dopo questo album per me Demonaz può entrare tranquillamente tra gli dei del northern chaos.


Witherfall - A Prelude To Sorrow (boh)


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Ascoltatevi la batteriaaaaaaa!!!! ascoltatevi la chitarraaaaaaaaaa!!!! ascoltatevi il bassoooooooo!!!!! ascoltatevi anche quell'infame della voceeeeeeeee!!!! ascoltatevi il testoooooooo!!!! ascoltatevi anche il silenzio su "The call"!!!!!!!!! ascoltatevi tuuuuttoooooooooooo!!!!!
Ce l'ho fatta a non farmi prenere dal fanboysmo più sfrenato

Obscura - Diluvium (Techincal Death)



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Confermato il voto della recensione, non un punto di più, non uno di meno. Un macigno bello roccioso, potevano usarlo al posto dell'asteroide nella pubblicità del Buondì.


Boni, State Boni


Animal Drive - Bite! (Hard Rock)

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Ai croati spettava il compito non facile di tenere alto un genere che stagna da un bel pò, e riescono a farlo prendendo riferimento si dal passato ma svecchiando la formula quel tanto che basta da renderli diversi, con un assetto molto aggressivo e bordate di riff spalmate in faccia. Cantante che pesca un pò da Coverdale e un pò dal Ronnie James, ma talmente sottotraccia da tenersi lontano dal passare per clone. Forse complice l'effetto sorpresa, centrano l'obiettivo, vedremo come andranno avanti


Dame D.O.L.L.A. - Confirmed (West Coast Rap)

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Non è stato un anno semplice per il Damiano, o almeno non quanto pronosticavo. In compenso se con il primo album aveva dato un assaggio delle sue potenzialità, non convincendo però fino in fondo, con questo si ha la conferma definitiva, che poi è quello che dice il titolo alla fine. Con in copertina il super omaggione ai due capisaldi del genere, riesce a riportare la scena West Coast al posto dove gli compete e dove era vent'anni fa, prima di assistere alla degenerazione del Gangsta Rap. Uscito per la verità a fine 2017, ma in Italia è arrivato dopo quindi this dicks, Confirmed ci fa assaporare l'atmosfera West Side già dalle prime due canzoni, in particolare Punches.
Se Switched Side e Run It Up sono brutte come la morte, le due successive rialzano la media, la seconda grazie anche al feat con 2Chains, insieme a Ace Hood l'MC più in forma tra quelli a confine col mainstream. Unici difetti la mancanza di una hit come Bigger than us e l'aver lasciato un pò da parte i suoi punti di forza come il fast e il mid flow, anche se Damiano si barcamena senza difficoltà tra paced beat e rap old school, sguazzando anche nella trap.
Bravo a non perde occasione per i lanciare i dissing a Durant infame, per te solo le lame.

Si e No

Bad Wolves - Disobey (Groove/NWOAHM/Metalcore)

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Dopo aver litigato con Dino Cazares perchè il tour bus era letteralmente troppo piccolo per entrambi, e dopo la dipartita di Boecklin dai DD (Devildriver, non Daredevil) che mi fa piangere ancora adesso, Tommy Vext pensa di giocarsi bene la sua ultima carta nella super band assemblata da Zoltan Bathory.
Trainati dalla cover di Zombie che spalanca la via a mille mila visualizzazioni su Youtube, quindi Robbertino levate che i veri paraculi semo noi, i Bad Wolves si presentano come la next big thing del metal. Paradossalmente nonostante il background più o meno extreme dei musicisti coinvolti sembra che gli episodi migliori siano le power ballad o comunque le cose meno complesse. Quando invece si cerca di combinare insieme le varie influenze per creare qualcosa di più articolato a volte escono risultati notevoli, altre sembrano un insieme di farfugliamenti e senza capo ne coda. Io ci rifletterei su questa cosa.
Vediamo il prossimo, perchè i presupposti per fare roba grossa sulla carta ci sono tutti.

Rise Against (hardcore - punk)

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In realtà del 2o17, ma sono riuscito ad ascoltarlo solo l'anno scorso. Dopo il flop del precedente The Black Market, di cui c'era solo una canzone davvero bella, ormai era segnata la fine anticipata della loro carriera. Il crollo improvviso, soprattutto dopo il grandioso Endgame, pur mantenendo intatto l'attivismo politico nelle liriche, faceva presagire la band non avesse più nulla da dire musicalmente. Inaspettatamente, anche se l'impressione che il meglio sia andato non ce lo toglie nessuno, riescono a rialzarsi alternando tracce bypassabili ad altre degne degli anni migliori, in modo da veicolare adeguatamente il messaggio impegnato che vogliono far passare i californiani.
E sappiamo bene che è anche merito tuo, grazie per tutto Donaldo :angel:


Salmo - Playlist (Rap Alternative)

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Ascoltando il singolone 90 minuti sia ha l'impressione sia tornato bello in tromba, e per certi versi è così, una volta sentito l'album però si rimane interdetti.
Non deludente, ma alterna cose grandiose ad altri episodi che si possono tagliare tranquillamente. Tipo posso capire tutto, ma il feat con Fabri Fibra, chi te l'ha fatto fà.
Però ha capito come usare bene Sfera ebbasta, lasciargli fare solo una barra ebbasta. Come sempre grande uso del beat sotto, un grande quando fa le parti recitate su Dispovery Channel, l'intro e
"Poveri...Poveri...Poveri! Poveri! POVERI!"
Tutto sommato buono, anche se lo metto sotto Hellvisback e ICM.


Black Veil Brides - Vale (Hard n Heavy)

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Partiti da un metalcore quasi deathcore, virano verso un heavy moderno nel loro secondo album considerato da me il loro migliore, tant'è che l'avevo pure comprato in Austria per la terrificante cifra di 2 sacchi e 99. Il terzo in realtà ci avevo salvato molto poco, il quarto peggio ancora, tanto che li avevo dato per spacciati e consigliavo al cantante di continuare nel suo percorso da solista infighettino schifettoso. Con questo però, sarà che sono partito cona spettative nulle, sembra si siano parzialmente ripresi, ed oltre ai riffoni fatti bene è tornato pure qualche accenno di growl. Nulla di particolarmente eclatante, difatti non c'è manco una canzone che mi tirerei giù per una playlist, tranne forse Dead Man Walking, ma stanno ampliando il catalogo compositivo. Poi vedere una band che sembra la versione emo di Kiss e Motley Crue buttarti fuori riff da Killswitch Engage e cantare come gli H.I.M. fa sempre il suo effetto strano


Ghost - Prequelle (Hard Rock)

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Devo avere qualcosa di sbagliato io con questa band perchè quello che fanno mi piace, non so come mai non riescono a entusiasmarmi fino in fondo. Mah

FLOP

Lione/Conti (Power)

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Se non sbaglio avevo già parlato di questo album ancora prima della recente prodezza di Fabio.
Ricalcando l'idea del Clash of the Titans tra Russel Allen e Jorn Lande, si cerca di riproporre la sifda in versione noialtri, da una parte con l'espressività di Lione, dall'altra con la tecnica di Conti. Purtroppo con le premesse poteva uscire qualcosa di molto ma molto meglio, mentre il risultato sono una canzone davvero bella e tre canzoni salvabili.


Aspettative per il 2019 tra quelli ufficializzati finora, in attesa di conferme

Bad Wolves, Mark Morton, Killswitch Engage, Dream Theater, Rhaposdy of Fire, Solefald, Volbeat, RHCP, In Flames, Avantasia, Children Of Bodom
Avrei voluto dire System of a Down ma obiettivamente voglio tenermi sul realistico :rotfl:
Per cui Tool
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Re: top e flop 2018

Messaggiodi tosaerba il lun gen 14, 19 1:10

Ahaha fabio fai morire :D alcuni di quegli album devo ancora ascoltarli. Lo farò nei prossimi giorni

Il 2018 è terminato quindi faccio la mia top ten dell'anno appena concluso :)

1) Melody's Echo Chamber - Bon Voyage (art rock, psichedelia)

2) Lonker See - One Eye Sees Red (jazz)

3) Ty Segall & Freedom Band - Freedom's Goblin (garage rock)

4) Carpenter Brut - Leather Teeth (synthwave)

5) BØRNS - Blue Madonna (pop)

6) Rolling Blackouts C.F. - Hope Downs (indie rock)

7) Let's Eat Grandma - I'm All Ears (pop)

8) Kero Kero Bonito - Time 'n' Place (pop)

9) Amorphis - Queen of Time (prog metal)

10) Weedpecker - III (stoner rock)

menzione speciale per

Panopticon - The Scars of Man on the Once Nameless Wilderness (black metal, folk)

Jon Hopkins - Singularity (techno)

Deafheaven - Ordinary Corrupt Human Love (blackgaze)
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Re: top e flop 2018

Messaggiodi Fabio Yaaaaaaaahhhhh il lun gen 14, 19 2:16

tosaerba ha scritto:Ahaha fabio fai morire :D alcuni di quegli album devo ancora ascoltarli. Lo farò nei prossimi giorni

Il 2018 è terminato quindi faccio la mia top ten dell'anno appena concluso :)


Se ho capito bene i tuoi gusti ti consiglio in particolare il norvegese e gli Obscura, forse forse se ti piace Kendrick Lamar ancche Lillard non dovrebbe annoiarti 8)
L'album dei Lonker See è quello fatto sostanzialmente da tre suite belle lunghe? se sono loro gran batterista.
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Re: top e flop 2018

Messaggiodi AL1974 il lun gen 14, 19 20:57

Alla fin della fiera metto tra i top EONIAN. Di fatto diciamo che non è male. Non è così mediocre da finire nei flop. Ho dovuto ascoltarlo un milione di volte. Quella che mi piace di meno è la prima. Noiosa all'inverosimile. Dal vivo i pezzi nuovi invece mi sono risultati troppo lunghi. Sono troppo d'atmosfera ma poco incisivi, roba da musica da camera. Si annoiavano pure loro a suonarle secondo me.
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Re: top e flop 2018

Messaggiodi Beta il mer gen 16, 19 12:38

Aggiornamento (ultimo, credo :rotfl: ):

Beta ha scritto:TOP:
- Auri: Auri (ambient/synth/new age). Devo dire che è veramente bellissimo. Genere difficilmente inquadrabile (come avete visto), perché mischia diverse sonorità, comunque il risultato è di un album etereo e trasognato, molto rilassante e, a mio avviso, ben fatto;
- Varathron: Patriarchs of Evil (black). Confermo la prima impressione. Bel disco, atmosfere esoteriche e dark, cattura l'attenzione dall'inizio alla fine.
-Brian Eno: Music for Installations (ambient). Raccolta di pezzi inediti che Eno ha composto per esposizioni in gallerie d'arte. Si conferma il solito maestro della musica ambient, i brani sono bellissimi con soluzioni sempre interessanti, restando pur sempre nell'ottica della "musica di sottofondo". Come al solito, da ascoltare mentre si fa altro, restituisce l'idea di immagini in movimento che ci circondano.
- Crematory: Oblivion (gothic). Non sapevo bene come classificarlo, perché ci sono tre pezzi un po' più debolucci degli altri (Ghost of the Past, Revenge is Mine e Wrong Side) che, a mio modo di sentire, abbassano un po' il livello di attenzione durante l'ascolto della prima metà dell'album. Nonostante ciò, però, le restanti dieci tracce sono, secondo me, belle, la seconda metà del disco è assolutamente impeccabile e, comunque, anche la prima metà ha dei pezzi non indifferenti (Salvation e Until the Dawn su tutte). Basler alza il livello di tutto; a me Hechler piaceva, ma Basler è davvero un valore aggiunto. Non un disco eccellente, ma di di sicuro più che buono (sempre con la postilla: "se piace il nuovo corso dei Crematory").
- Necrophobic: Mark of the Necrogram (death). Come ben noto, non mastico molto death, quindi non ci capisco pressoché una cippa ( :rotfl: ), però è un disco che mi ha fatto un'ottima impressione. A parte che è suonato benissimo e i musicisti son dei mostri (e qua siamo oltre ogni gusto), ma ho trovato interessanti le soluzioni musicali. In pratica: non è solo pestone, bensì ci sono dei fraseggi di un certo gusto e delle melodie ben riconoscibili, senza contare un buon numero di variazioni che movimentano i brani spezzando il ritmo del rullante e dei riff veloci. Per quel che ci capisco, mi sembra molto bello. E comunque mi è piaciuto (e mi piace).
- Raison d'etre: Alchymeia (dark ambient). Altro disco di atmosfera. Anche in questo caso non c'è molto da dire, se non che è davvero ben composto e ben pensato. Le quattro tracce definiscono un concept con il titolo che fa da leit motiv (i titoli sono Nigredo, Albedo, Citrinitas e Rubedo) e creano un'atmosfera angosciante e di pace allo stesso tempo, come l'immagine di copertina.
- Powerwolf: The Sacrament of Sin (power). Avevo paura che potesse suonare stantìo, visto che la band propone sempre le stesse tematiche. Invece, pur muovendosi sempre nel solito territorio, hanno fatto un disco ben suonato, con melodie vincenti che si impiantano subito in testa (loro caratteristica, del resto) e con soluzioni musicali interessanti (la melodia irlandeggiante di Incense and Iron, accenni di elettronica in Stossgebet). Hanno mischiato ingredienti conosciuti con qualche pizzico nuovo ed è uscito un gran bel disco. Uno dei migliori quest'anno.
- Second to Sun: The Black (black). Definirlo black è riduttivo, perché ha dentro influenze di vario tipo, che passano dal folk, al death, all'ambient. E' un album molto suggestivo, tecnicamente molto ben eseguito e che, a mio avviso, riesce a comunicare molto anche in termini di emotività (è molto oscuro e tragico). Una bella scoperta, sia il disco che la band.
- Barren Earth: A Complex of Cages (melodic death). Death melodico di stampo puramente finlandese, quasi progressive nelle parti melodiche. E' un disco che mi ha impressionato positivamente, loro sanno gestire molto bene sia le parti più aggressive che quelle melodiche creando un amalgama mai stridente. Di ascolto forse non facilissimo, ne richiede ripetuti, ma alla fine penso che lasci soddisfatti.
- Lord of the Lost: Thornstar (industrial rock). Tanto "industrial" quanto "rock" sono riduttivi, perché è un album che coniuga elettronica, rock, metal, gothic rock e industrial. Il risultato è un album dalle atmosfere dark, musicalmente molto incentrato sul synth. Nel frattempo ho approfondito la band e ho ascoltato più e più volte il disco, quindi cambio un po' il giudizio. Confermo che le ultime quattro tracce avrebbero potuto essere sostituite da quattro bonus con una resa migliore del disco, ma, in realtà, penso che forse abbiano solo bisogno di essere ascoltate più volte (infatti, dopo diversi ascolti, hanno cominciato ad andare più lisce rispetto all'inizio, anche se il massimo del mordente si concentra sempre nella prima metà del disco). Quindi direi che abbiamo di fronte un ottimo disco, anche se non un capolavoro (quello è da cercare nel precedente album rock Empyrean, lì sì che siamo su livelli eccelsi con canzoni tutte bellissime).
- Holter: Vlad the Impaler (power). Forse meno bello del precedente, con meno "colpi di scena" musicali, ma comunque ben fatto, buon suonato, con delle belle canzoni. Non eccellente, ma di certo più che buono.

Sì e No:
- Kamelot: The Shadow Theory (power/symphonic). Non fa schifo, ma è un po' ridondante e trito. Inoltre, la parte elettronica è troppo timida; a mio avviso, avrebbero dovuto osare di più e far diventare tutto l'album come la canzone Amnesiac, quella sì veramente ben riuscita. Quindi non è un top, ma nemmeno un epic fail.
- Rumatera: Ciao Bella (EP) (punk rock). Classico disco di canzoni demenziali, tipico di questo gruppo di matti. Non è male, anche perché le canzoni non sono malaccio (hanno delle belle melodie travolgenti, tipo California Punk Rock o Pizza Boy USA), i testi sono sempre simpaticissimi (anche se un po' ridondanti delle solite espressioni che usano da svariati dischi), più la sparata di Venice, che è volontariamente truzza (quindi fa ridere). Hanno fatto cose più divertenti, ma ci può stare e poi, come dicevo, le melodie sono abbastanza trascinanti, quindi per mezz'oretta si stacca il cervello, si fa i pirla e ci si diverte. Ma sempre un EP di canzoni demenziali rimane ;)
- Sirenia: Arcane Astral Aeons (symphonic). Il disco di per sè non è per niente male, anzi, ci sono dei pezzi che sono veramente belli. Morten sugli scudi sia da un punto di vista compositivo che da dietro il basso. Emmanuelle molto brava esattamente come il resto dei musicisti. Come dicevo altrove, però, ci sono alcuni pezzi che richiamano decisamente troppo gli Xandria del nuovo periodo, quindi sembrano voler copiare (male) i NW del primo; questi brani o sono proprio del tutto brutti (Queen of Lies l'ho trovata piuttosto stucchevole) oppure non sono brutti di per sé, ma sono talmente canonici nell'arrangiamento sinfonico (associato all'uso della voce lirica di Emmanuelle, tant'e che, forse non a caso, i brani migliori sono quelli in cui la Zoldan usa un timbro pulito e non lirico) che risultano stantii (tipo in Stix Embrace) e sanno troppo di già sentito. Questo, come dicevo già, si potrebbe quasi scusare ad un compositore alle prime armi, non ad un Velad che ha composto dischi fondamentali nel genere gothic (tali Widow's Weeds e Beyond the Veil) e symphonic, che bazzica da anni nel genere e che dovrebbe saper camminare con le sue gambe, senza appoggiarsi all'eredità nightwishiana. Inoltre, Into the Night è un pezzo che sa di poco. Quindi, album non brutto, ma da cui potevamo aspettarci decisamente di più; per questo sta tra i "sì e no".


Flop confermo di non averne ascoltati. C'è anche da dire che mi sono guardata dall'ascoltare roba tipo l'ultimo dei Leaves' Eyes (erano già brutti i singoli :shock: ).
"Molti vogliono insegnare ad altri ciò che loro stessi non conoscono" - Cicerone
"Posso credere a tutto, purché sia assolutamente incredibile" - Oscar Wilde
"Mi hanno chiamato folle, ma non è ancora chiaro se la follia sia o meno il grado più elevato dell'intelletto" - Edgar Allan Poe
"E l'agonia della mia anima trovò sfogo in un alto, lungo e ultimo grido di disperazione" - Edgar Allan Poe
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