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GODS OF METAL 2004

(Sabato 5 Giugno 2004)

Arrivo all'arena Parco Nord quando il concerto degli italianissimi DOMINE è già iniziato e sin dalle prime battute mi accorgo che la band è davvero valida dal vivo, il cantante Morby stupisce buona parte dei presenti con un prova ai limiti della perfezione. Ma anche gli altri componenti della band toscana non demeritano affatto e dimostrano che il gruppo è molto affiatato. Tra le canzoni suonate cito volentieri la meravigliosa "The Hurrican Master" e la title-track del secondo disco del combo fiorentino, "Dragonlord". Epici.

Tocca quindi ai RAGE, autori di buon concerto che ha accontentanto gran parte dei presenti. Infatti la band ha pescato sia dai dischi composti con l'attuale line-up, ma ha anche fatto un tuffo nel passato con "Higher Than The Sky" e la sempreverde "Don't You Feel The Winter", canzone vecchia ormai di 15 anni ma che rende sempre bene in sede live. Aumenta notevolmente quindi la partcipazione del pubblico coi tre musicisti sul palco; da segnalare la prova indemoniata del drummer Mike Terrana, che si agita durante tutte le canzoni come un forsennato. Da applausi la precisione e la tecnica del chitarrista Victor Smolski, ma questa non è di certo una novità. Appena sufficiente il buon Peavy, poco udibile, forse non per colpa sua (il volume della voce era esageratamente basso), anche se il suo impegno nell'animare il pubblico non va di certo trascurato. Canzoni: Orgy of Distruction (Intro), World Of Wars, Great Old Ones, Down, Set This World On Fire, Don't You Feel The Winter, Higher Than The Sky.

Salgono sul palco gli inglesi ANATHEMA, una band ormai fuori contesto in un festival prettamente metal ma che stupisce per intensità e per la capacità di ricreare il sound fumoso e le atmosfere cupe dei loro ultimi dischi, nonstante sia l'ora più calda della giornata.La partecipazione del pubblico si abbassa un po' e la gente accalcata sotto al palco non è moltissima ma il gruppo continua con fierezza il proprio show e devo dire che, nonstante il genere proposto non sia proprio tra i miei preferiti, la prova offerta dai cinque inglesi è davvero valida e convincente.

Ottima la prova dei SYMPHONY X, che animano il pubblico a dovere con grande perizia tecnica e personalità nonstante un suono non proprio perfetto. Il grande Russel Allen come al solito ci delizia con una prova grandissima sotto tutti i punti di vista: si agita, invoca il pubblico, scherza con i compagni ma soprattutto sfodera una magnifica prestazione vocale. Romeo è la solita macchina sforna assoli che non si ferma nemmeno un secondo. Il pubblico risponde alla grande ai cinque americani e dimostra come questo gruppo sia attualmente uno dei più amati nel proprio genere. Da segnalare "Sea Of Lies", quasi perfetta, mentre da rivedere "Evolution", uno dei pezzi più belli dei Symphony X ma che questa volta non mi ha colpito particolarmente. Una conferma.

Ed ecco l'ultimo gruppo (putroppo) di questa sfortunatissima giornata: i NEVERMORE. Mi allontano un pochino per rifiatare e subito mi accorgo che il sound potente della band americana agita solo le prime file, nella totale indiffirenza delle persone assiepate sulla collinetta. Personalmente gli sbadigli mi hanno colpito durante tutta la durata del loro show, forse perché non amo molto la loro proposta musicale, o forse perché mi sono sembrati svogliati e privi di quella vitalità che ha contraddistinto la band che li ha preceduti sul palco. Insomma non proprio in forma, mi aspettavo di più da un gruppo del loro calibro.

UFO, STRATOVARIUS: n.p. Dopo un pomeriggio che definire afoso sarebbe alquanto riduttivo, ecco la disfatta: GRANDINE, VENTO, PIOGGIA. Questo cambiamento climatico degno del recentissimo "The Day After Tomorrow" mi ha costretto ad abbandonare la location e tornarmene a casa completamente fradicio e con un compricerchio nella macchina in meno. Appena arrivato a casetta imparo che i Judas Priest suoneranno ugualmente all'orario prestabilito con una strumentazione pulita. E mi sono perso pure loro.

Insomma, una giornata dalle due facce, prima divertente e solare, poi catastrofica e apocalittica. Il prossimo anno ci penserò due a volte a spendere questi sudatissimi 46 €.

Autore: Alessandro Prandini "DreamReaper"

Recensione di Francesco Pighi (Primo e secondo giorno)
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