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Obscura - Diluvium
15/07/2018
( 3958 letture )
Gli Obscura sono una delle band più seguite, amate ed odiate della scena death moderna. A confermare il loro status in costante ascesa sono bastati solo quattro album e, se si esclude l’acerbo esordio Retribution, da Cosmogenesis in poi la creatura di Steffen Kummerer è stata capace di rinnovarsi con una trilogia di lavori sempre più ricercati, progressivi ed ambiziosi, in grado di spaccare in due i fan del death più tecnico, tra ammiratori che li annoverano come il futuro del genere e detrattori che invece vedono negli Obscura una mera copia moderna del death tecnico anni novanta (leggasi Cynic, Death, Atheist e Pestilence). Già due anni sono passati dal più che positivo Akròasis, un disco piuttosto interlocutorio, a tratti di transizione verso lidi maggiormente progressivi e ancora più ambiziosi, quasi sinfonici (prendete ad esempio l’ultima lunghissima traccia di quell'album, Weltseele). La curiosità verso le nuove pieghe possibili del sound dei quattro tedeschi è dunque sempre stata piuttosto alta. Eccoci finalmente al 2018, con il ritorno degli Obscura, intitolato Diluvium, quinto capitolo discografico del gruppo, figlio dell’ennesimo cambio di line up, con Rafael Trujillo sostituto dell’ex chitarrista Tom Geldschlager.

La prima cosa che emerge dall’ascolto di Diluvium è la maggiore compattezza del songwriting, più conciso e diretto, con diversi elementi ricorrenti ormai divenuti tipici dello stile dei teutonici. Mi riferisco soprattutto all’impiego sistematico del vocoder, posto ad enfatizzare i ritornelli o a rendere più stralunate le strofe con sovrapposizioni tra growl e cantato pulito, creando così un piacevole chiaroscuro sonoro (come in Emergent Evolution o in Convergence). Anche il riffing è più conciso e tagliente anche se sempre dall’elevatissimo tasso tecnico. Tuttavia, è sorprendente constatare la caustica precisione dei riff scattanti, suonati con salti di corde a velocità vertiginose (si vedano brani come l’opener Clandestine Stars o il malatissimo singolo Ethereal Skies, sul quale ritorneremo più tardi) a metà tra le stratificazioni dei Cynic e l’urgenza compositiva dei Death. A livello solista non c’è niente di nuovo da segnalare, anche perché gli assoli, come da tradizione Obscura, suonano algidi ma fluidi e pieni di melodia, anche quando vengono inseriti in secondo piano rispetto alle linee vocali (vale per esempio con l’esteso tapping all’inizio della title-track). La sezione ritmica, da sempre fondamentale nell’economia del sound degli Obscura, è ancora una volta impeccabile. La batteria suona con una fantasia invidiabile e mostrando una padronanza tecnica di primo livello, sapendo dare il giusto risalto ad ogni passaggio, così come il basso emerge gorgogliante creando un amalgama perfetto. Inoltre Linus Klausenitzer riesce ad inserirsi perfettamente nel contesto con fraseggi dal retrogusto jazz alla Atheist, non facendo rimpiangere un mostro sacro come Thesseling (membro della band ai tempi di Cosmogenesis). Come esempio in questo caso è possibile prendere l’intricatissima The Seventh Aeon o una perla come Ekpyrosys, due brani clamorosi per varietà degli arrangiamenti ed efferatezza di esecuzione.

È da menzionare inoltre anche l'uso delle orchestrazioni, seppur ridotto a pochi accenni e campionamenti, che per quanto minimali e posti in alcuni tratti per accentuare il pathos dei singoli passaggi -e in questo caso mi riferisco ad Ethereal Skies-, creano un effetto arioso e perché no anche maestoso, senza tuttavia risultare eccessivo. Trovare i brani migliori del lotto è difficilissimo, vista la quantità e la qualità delle idee messe in campo. L’iniziale Clandestine Stars mette l’ascoltatore a suo agio in un brano compatto e velocissimo, tecnico ma non fine a sé stesso. Insomma lo schiaffo iniziale ideale come riscaldamento. Emergent Evolution e la title-track, Mortification Of The Vulgar Sun ed Ethereal Skies sono i singoli sinora estratti per lanciare il disco. Essi svolgono il compito egregiamente, poiché rendono perfettamente l’idea del clima generale dell’album, ma sono anche infarciti di soluzioni e peripezie strumentali notevoli. Ekpyrosis si lascia ricordare per una successione killer di riff e cambi di tempo, ma anche per un basso impazzito in evidenza verso la metà del brano. In The Conjuration gli Obscura ci sorprendono con una traccia dal forte retrogusto Morbid Angel, con riff grumosi ed un ritmo marziale e furioso degno della creatura di Trey Azaghtoth. In ultimo An Epilogue To The Infinity chiude il disco in una miscela che segue il canovaccio dell’intero album, tra interessanti progressioni di velocità e melodie stratificate e complesse, in un crescendo finale col botto e letteralmente da brividi, a suo modo quasi commovente nella sua spietata e chirurgica esecuzione.

A conti fatti, bisogna riconoscere agli Obscura il merito di aver partorito un lavoro di prima qualità. Era davvero difficile fare di meglio, però evidentemente questi due anni sono serviti per rodare definitivamente i meccanismi e l’affinità dei ¾ dei musicisti già presenti della band, ma anche il nuovo arrivato Trujillo non ha fatto rimpiangere i predecessori. Di sicuro è un disco di mestiere, nel senso che ormai lo stile dei teutonici è riconoscibile e coerente, ma sempre improntato verso la ricerca di nuove idee, rimanendo comunque fedele al genere proposto. Con Diluvium, gli Obscura suggellano il quinto centro consecutivo, in una carriera che sino ad ora non ha conosciuto battute d’arresto e probabilmente pubblicando la loro opera migliore. Chapeau!



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
91.64 su 17 voti [ VOTA]
Steelminded
Venerdì 30 Novembre 2018, 21.02.33
23
Eccezionale, sono tra i miei preferiti attualmente
lisablack
Venerdì 5 Ottobre 2018, 16.39.39
22
Grandissimo album, che bello! 90.
Macca
Lunedì 3 Settembre 2018, 9.58.34
21
Una band che nel suo genere non ho mai seguito molto, nonostante abbia apprezzato Cosmogenesis e soprattutto Omnivium. Akroasis mi aveva lasciato un po freddo (nonostante lo abbia ascoltato poco e per un album del genere è un peccato mortale) ma questo fin dalle prime battute mi è subito sembrato più fresco, vario e ispirato. Devo dedicargli più tempo, ma potrebbe diventare il mio preferito della band.
deathuldiner
Venerdì 31 Agosto 2018, 15.25.41
20
recensione giusta anche se gli Obscura dovrebbero cercare di trovare di nuovo se stessi piuttosto che cynicare o deathare (in particolare portaare avanti i cynic), perche a quanto ho capito molti considerano i primi due album molto death e cynic influenced e definiscono ciò anche una cosa quasi negativa(alcuni esagerando ma per me ci può stare), perchè una band deve anche un po' costruirsi e gli obscura sono riusciti con omnivium e akroasis a crearsi una loro personalità, ma poi ? Questo diluvium è un gran album, ma, sapendo che a Kumemmer piace più fare canzoni alla "anticosmic overload" che "septuagint", in questo caso mi sembra che stia rimodulando il suo passato discografico, bene ma sarebbe meglio sperimentare, perchè qui sennò andrà avanti per un bel po' con canzoni stile cosmogenesis "progressivate" Per me questo album senza contesto è da 88 ma visto nel contesto è da meno di 80 p.s. Speriamo Trujillo non venga fatto fuori pure lui post-produzione e che con la fine di questo concept siano finite anche le parole che finiscono in -tion
Silvia
Lunedì 23 Luglio 2018, 2.06.24
19
Devo ascoltarlo ancora altre volte x assimilarlo pero’ mi sembra davvero un ottimo album. Concordo col recensore, ”An Epilogue To The Infinity” è un po’ la sintesi dell’album, bellissimo l’evolversi del ritmo sotto il primo assolo/fraseggio, ricercato nello sviluppo dei tempi ma molto naturale nel risultato. Secondo me è il punto di forza degli Obscura, sono molto tecnici ma naturali, cosa in realta’ molto rara imo perche’ spesso il tecnicismo in generale si riduce ad una forzatura e ad un mettersi in mostra a volte.
Enrico86
Lunedì 23 Luglio 2018, 1.08.14
18
Questi sono di un altro pianeta
mikmar
Giovedì 19 Luglio 2018, 15.58.52
17
Sono ultra-d'accordo con Oudeis. Tra l'altro personalmente preferisco il suono pulito ed una produzione ricercata sempre e comunque.
Oudeis
Giovedì 19 Luglio 2018, 15.31.39
16
Indubbiamente ci possono essere diverse sfumature e alla fine è una scelta di produttore ed artisti (spesso pure di budget) nonché ovviamente dei gusti dell'ascoltatore. Tuttavia, considerando il fatto che i riff degli Obscura (et similia) sono certo più complessi e spesso contengono accordi con abbellimenti che produzioni più pesanti non farebbero apprezzare, mi pare che i suoni da te citati non sarebbero per nulla adatti in questo contesto. Credo che la produzione degli Obscura sia in linea con l'impostazione tecnicistica della band, per cui è prioritario valorizzare tutti i virtuosismi strumentali (basso fretless compreso), ma in fondo non mi pare si perda poi così tanto in potenza.
Hagen
Giovedì 19 Luglio 2018, 14.06.36
15
@Oudeis: non sono d'accordo con te. Prendi per esempio None So Vile o Pierced From Within, album dai riff articolati ma con una produzione decisamente più potente e "grassa" (merito anche del basso che si sente pulsare chiaramente). Certo, non sono album grezzi come un Onward o un Severed Survival, ma ci sono diverse vie di mezzo tra questi e Diluvium, come produzione
Oudeis
Giovedì 19 Luglio 2018, 13.38.12
14
I suoni sono funzionali alla lettura delle complesse orditure chitarristiche. Con un suono death metal più "tradizionale" non ci si capirebbe una beata mazza. Solitamente funziona così: con riff di poche note ti puoi permettere un suono potente e "sporco", con riff articolati, devi avere suoni cristallini.
ObscureSolstice
Giovedì 19 Luglio 2018, 12.39.31
13
Il problema del technical molto spesso è la produzione, i suoni troppo cristallini e aggraziati per un genere come il death metal che non ci sta bene...che quasi sembra power/prog-death metal. Questo è un mio parere. Beh dai, sovraumani forse ho esagerato nell'affermazione nel commento #7, però bravini, dai..non di puo' dire niente, musicalmente parlando. Gli ultimi sovraumani che ho assistito sono stati i Coroner e i Gorguts, con loro si che si può usare tale epiteto
MetalFlaz
Martedì 17 Luglio 2018, 21.05.31
12
l'ho ascoltato su Spotify e mi è piaciuto, quest'anno dovrebbe uscire anche quello dei Beyond Creation, indi direi che non ci si può lamentare
nonchalance
Martedì 17 Luglio 2018, 16.30.14
11
Anch'io trovo che Akróasis fosse fin troppo ardito..come a voler strafare! Sembrava che volessero essere "cattivi" ma comunque progressive, cercando di recuperare quei fans rimasti un po' delusi - appunto - dal fin troppo progressive Omnivium. Qua, invece, mi pare che il tutto sia molto più bilanciato. E, alla fine, non si arriva nemmeno stanchi..cosa che accade moolto spesso nel genere! Nota di merito per gli assoli del "nuovo" arrivato (a mio parere abbastanza melodic death metal..) e per la produzione. Magari da loro abbiamo già sentito tutto - e questo può sembrare pure un disco vagamente easy listening - però, la qualità si sente!
sicktadone
Martedì 17 Luglio 2018, 14.46.09
10
Trujillo sono due anni buoni che è con la band, praticamente da quando è uscito l'ultimo Akroasis. In ogni caso ottima uscita anche questa volta, sembra che la loro vena creativa sia in continua espansione.
deathuldiner
Martedì 17 Luglio 2018, 14.00.54
9
quando il technical incontra il prog esce qualcosa di unico. band per me ancora da scoprire al 100% ma che da solidità anche con cambi di formazione e variazioni di idee senza abbandonare il proprio stile, concordo con la recensione, penso che per quel che ho sentito non hanno toppato neanche questa volta, sembra essere ritornato un po' anche il vecchio retribution in questo album, un album più volte coperto dalla forza rivoluzionaria di cosmogenesis.
mikmar
Martedì 17 Luglio 2018, 11.33.30
8
Grandissimo disco !! Ho poco da aggiungere, non ho critiche da fare, se non che per i miei gusti personali ci avrei messo pure un bel pò di cantato pulito, stile Ne Obliviscaris ad esempio. Per il resto perfetto direi. Il death metal come piace a me, un death tecnico con una certa ricerca della melodia e molto prog.
ObscureSolstice
Lunedì 16 Luglio 2018, 18.55.58
7
Non sono un fanatico del technical però sono sovraumani. In questi casi non si può non rimanere attoniti. Molto ben suonato
Graziano
Lunedì 16 Luglio 2018, 14.46.49
6
Li seguo dagli esordi. Impressionanti. Sempre più verso il metal progressive e la cosa mi garba non poco!!
dusk
Domenica 15 Luglio 2018, 22.20.38
5
Non sbagliano un colpo.. fenomeni
papi
Domenica 15 Luglio 2018, 21.36.02
4
Mi riferivo alla direzione artistica, qualitativamente l’ ho trovato molto buono
Therox68
Domenica 15 Luglio 2018, 19.47.33
3
Io non sarei troppo d'accordo su Akroasis come disco interlocutorio. Forse intendevi come direzione stilistica e non come qualità complessiva. Nella prima ipotesi chiedo scusa per aver capito male.
Korgull
Domenica 15 Luglio 2018, 18.20.09
2
Ordinato sulla fiducia, è un gruppo che per ora ha sempre avuto qualcosa da dire
Soulreaper
Domenica 15 Luglio 2018, 17.46.06
1
Personalmente non vado d'accordo con il death metal tecnico, ma con gli Obscura faccio un'eccezione. Cosmogenesis per me rimane il loro capolavoro, vediamo se questo Diluvium è all'altezza del loro nome. I singoli erano carini ma mi erano sembrati un po' freddi e più vicini al prog che al tech-death, spero di sbagliarmi
INFORMAZIONI
2018
Relapse Records
Technical Death Metal
Tracklist
1. Clandestine Stars
2. Emergent Evolution
3. Diluvium
4. Mortification Of The Vulgar Sun
5. Ethereal Skies
6. Convergence
7. Ekpyrosis
8. The Seventh Aeon
9. The Conjuration
10. An Epilogue To Infinity
11. A Last Farewell (Bonus Track)
Line Up
Steffen Kummerer (Voce, Chitarra)
Rafael Trujillo (Chitarra)
Linus Klausenitzer (Basso)
Sebastian Lanser (Batteria)
 
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