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Autopsy - Mental Funeral
( 5405 letture )
Non c'è niente di meglio che parlare degli Autopsy dopo un intervento chirurgico, tanto per restare in tema.
Terminata la bella esperienza con i Death registrando Scream Bloody Gore, Chris Reifert decise di non seguire Chuck in rientro in Florida, restando nella sua California e di fondare una nuova band lì, allargando inesorabilmente la forbice e definendo in maniera nitida un altro filone di questo genere, quando ancora stava muovendo i primi passi.
C'era già stata una parentesi leggermente più splatter del debut dei Death, mi riferisco a Season of the Dead dei Necrophagia, ma con la nascita degli Autopsy questa differenziazione non era più puramente concettuale, divenne un vero stile di vita, putrido e marcio, viscerale, tanto che sin dal debut album Severed Survival era facilmente riscontrabile un forte incontro tra death metal e vertiginosi rallentamenti, fondendosi con le ritmiche prevalentemente doom metal. Se i cugini puntavano a una svolta stilistica raggiunta progressivamente, sir Reifert puntava ad estremizzare sempre di più questa decomposta salsa, apportando una modifica alla line-up, sostituendo il bassista Steve DiGiorgio, che aveva collaborato durante le sessioni in studio in Severed Survival, con Steve Cutler, fratello di Eric Cutler, il chitarrista.
Al gruppo non interessava apportare sconvolgenti modifiche al proprio suono, il loro intento era di suonare puro e marcissimo death metal, cosicché insieme volarono nei Different Fur Studios di San Francisco con il produttore Hammy, conosciuto per aver lavorato con Anathema, My Dying Bride e Paradise Lost nei loro primi anni di carriera, grazie al quale hanno affinato il loro lato più doom, facendo risultare il disco forse meno marcio musicalmente, ma più horror e sinistro, trasudante sangue come le pareti di un mattatoio con le piastrelle intrise di putridume.

Questo disco contiene alcune delle perle più importanti del death metal più marcio di stampo americano, senza disdegnare o nascondere alcune influenze punk, come dichiarato più volte dal leader Chris Reifert, tant'è che, in neanche quaranta minuti, risulta scorrere velocemente e insediarsi dentro l'ascoltatore come un morboso virus. Non è propriamente saggio ricercare peculiarità tecniche nei singoli musicisti, in fondo le canzoni hanno una struttura basilare, ma il punto di forza del disco sono proprio i rallentamenti, i quali si fondono perfettamente con le accelerazioni assassine, chiara dimostrazione di come death metal e down tempo possono convivere insieme. Infatti, canzoni del calibro di In the Grip of Winter, Torn from the Womb, Slaughterday, Dead e Robbing the Grave, sono una sequenziale dimostrazione di come gli Autopsy riescano a dar vita a queste ritmiche marce e sanguigne, una carrellata di brani che renderà questo disco un punto di riferimento per una moltitudine di band, qua e là in tutto il mondo, dando un chiaro impatto sulla scena, inserendosi tra i dischi più importanti dell'epoca. In quegli anni era un continuo botta e risposta tra Americhe ed Europa sulle uscite estreme, ma i nostri hanno saputo posizionarsi tra i gruppi più influenti, anche se non sono più riusciti a ripetersi su questi livelli, nonostante l'ottimo ritorno nel 2011.

Gli Autopsy non puntano certamente a comporre hit per l'estate ed arrivare alle orecchie di tutti, d'altronde ancora oggi sono uno dei nomi più noti che sguazzano nei liquami dell'underground, ma non è di certo un problema per il messaggio che vogliono trasmettere; intendono suonare puramente death metal, senza alcun cambio di mentalità, rispettando il proprio stile di vita e l'approccio alla musica, rimanendo saldamente aggrappati alle radici della musica estrema. I primi due capitoli della loro carriera sono assolutamente tassativi. È difficile dire quale sia il migliore tra questo Mental Funeral e il precedente Severed Survival; personalmente preferisco di poco il debut album, ma queste sono bazzecole, ciò che importa è ascoltarlo ed averlo nella propria collezione di dischi, perché questo è un perfetto esempio di semplice, puro e volutamente marcio death metal, che si unisce a uno stile di vita, a un'attitudine, rimasta fedele nel tempo.



VOTO RECENSORE
95
VOTO LETTORI
89.33 su 18 voti [ VOTA]
LexLutor
Domenica 15 Gennaio 2017, 21.37.37
16
Sporco. Putrido. Puzzolente. Come un coro di rutti e scurregge di 4 alcolizzati durante le prove di canto per la notte di natale. Subdolo e malvagio. Lento come una colata di pece mista ad altro materiale non meglio identificato. Ti inzozza e non se ne va più via. L'Autopsia trascende la musica che diventa una serie di immagini in sequenza che disturbano seriamente l'ascoltatore. Punto di gran forza di questa magia nera è la "voce" di Reifert. Un capolavoro.
lisablack
Venerdì 5 Febbraio 2016, 19.11.59
15
Tremendo capolavoro del death metal, bellissimo!
M.A.R.K. 13
Lunedì 22 Settembre 2014, 20.21.40
14
Nulla da togliere alle potenzialità di questo album (funereo, marcio e putrido sono gli aggettivi che lo qualificano meglio), però a mio avviso - e mi meraviglio come mai nessuno l'abbia segnalato - è la produzione che annulla totalmente il basso la cui funzione è quella di ammorbidire il sound, un vero peccato visto che nel primo album (Severed Survival) era stata ottima.Un passo indietro. Ps: ho ascoltato sia la prima edizione del 91 che il remaster in digipack del 2003 e non ho trovato differenze...scadenti entrambe. Voto: 80
Almetallo
Sabato 24 Maggio 2014, 21.46.57
13
Comprato oggi a 10 euro , gran disco !
Er Trucido
Lunedì 31 Marzo 2014, 20.00.25
12
Un grande disco e a breve arriva il nuovo.
ObscureSolstice
Venerdì 21 Febbraio 2014, 15.31.26
11
Monumento del death metal
The Nightcomer
Giovedì 20 Febbraio 2014, 22.46.39
10
Concordo con chi considera i primi due lavori degli Autopsy come i loro migliori. Trovo più "scream bloody gore" oriented il debutto (nonostante la presenza di alcuni elementi oscuri poi sviluppati ulteriormente) e più marcio e ibridato con il doom questo Mental Funeral, il quale, secondo me, risulta meglio definito in termini di personalità. In ogni caso, trattasi di due icone del death, ben riconoscibili in quanto diverse nel risultato da molte altre bands stereotipate, spesso troppo omogenee.
Kronicus
Giovedì 20 Febbraio 2014, 0.40.22
9
Bel disco, ma preferisco molto di piú Severed Survival e non dimentichiamoci Acts...
vecchio peccatore
Lunedì 17 Febbraio 2014, 17.58.21
8
Grandissimo disco con un'atmosfera suggestiva, un 90 se lo becca.
Punto Omega
Lunedì 17 Febbraio 2014, 11.13.43
7
Quoto in tutto la recensione.
Lord Ancalagon
Domenica 16 Febbraio 2014, 9.48.41
6
Già detto tutto nella disamina, questo e Severed Survival sono imprescindibili per chi ama un certo tipo di Death Metal, quelle sonorità putride e e soffocanti sono una goduria, 90/100.
enry
Sabato 15 Febbraio 2014, 17.28.05
5
Poco da dire, pietra miliare del genere e secondo capolavoro per la band.
Numbered Days
Sabato 15 Febbraio 2014, 14.43.43
4
Grandissimo album e degno successore si Severed Survival album che adoro e con questo sono riusciti a fare anche di meglio! 95
Galilee
Sabato 15 Febbraio 2014, 14.17.50
3
Il capolavoro degli Autopsy e uno dei 10 dischi death Metal migliori di sempre. Capolavoro. 99
Doomale
Sabato 15 Febbraio 2014, 12.36.04
2
Che bel marciume!!! Grande album grandi Autopsy!
Giasse
Sabato 15 Febbraio 2014, 12.19.37
1
Manifesto di putridume sonoro! Un bel disco da avere se amanti dell'old school.
INFORMAZIONI
1991
Peaceville
Death
Tracklist
1. Twisted Mass of Burnt Decay
2. In the Grip of Winter
3. Fleshcrawl
4. Torn from the Womb
5. Slaughterday
6. Dead
7. Robbing the Grave
8. Hole in the Head
9. Destined to Fester
10. Bonesaw
11. Dark Crusade
12. Mental Funeral
Line Up
Chris Reifert (Voce, Batteria)
Eric Cutler (Voce, Chitarre)
Danny Coralles (Voce, Chitarre)
Steve Cutler (Basso)
 
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