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Crematory - Antiserum
( 2012 letture )
Ritornano i Crematory con la loro ultima fatica: Antiserum è infatti il dodicesimo full-length per una tra le più longeve band della scena tedesca ed in questi venti anni di attività i cambiamenti nella formazione sono stati davvero pochi, anche se altrettanto non si può dire del loro sound, che all’inizio degli anni duemila ha decisamente virato verso una rotta elettronica e meno cupa di quella che invece contraddistingueva i loro primi lavori.

And now it’s time to unleash our powers again
E dopo un incipit come questo vediamo quale medicina hanno usato i Crematory per combattere il loro virus.

I suoni elettronici, per cui Elmar Schmidt (leader dei Centhron) ha dato il suo apporto, “infettano” la maggior parte delle tracce a partire proprio dall’introduzione, Apocalyptic Vision, che decreta così l’intera traiettoria dell’album, anche se a volte sembrano un po’ troppo pacchiani, come in Shadowmaker, il risultato di questo miscuglio non è disarticolato, dato che molti campionamenti -alcuni anche solo di funzione ritmica- sono discretamente amalgamati con il resto degli strumenti.
I samples infatti sono decisamente controbilanciati da una ritmica serrata e compatta di Markus Jüllich, che si spinge fino a tirate in doppio pedale, e dalla plettrata accattivante di Matthias Hechler, che oltre a palm muting feroci si cimenta con alcune parti in tremolo picking, come possiamo ascoltare in Inside Your Eyes.
I momenti di solismo della sei corde invece sono limitati a qualche fraseggio che comunque rimane sullo sfondo come accessorio, non affollando ulteriormente un sound già particolarmente ricco.
Il basso compare con un suono deciso, quasi sferragliante, e per quanto spesso rimanga indietro rispetto alla chitarra riesce comunque a distinguersi con passaggi più originali, ad esempio in Antiserum ed è proprio in quest’ultima canzone che gli elementi elettronici si fanno da parte, lasciando spazio ai più canonici archi.
Le voci invece giocano sulla contrapposizione tra il cantato in pulito che ammorbidisce il sound e le ruvide harsh vocals di Felix Stass, che sono rese ancora più aggressive dalla scelta di cantare alcune parti in tedesco (lingua che per altro si presta bene a rendere ancora più feroci le tracce), esemplare è infatti If You Believe.

Antiserum quindi si presenta come molto più sperimentale rispetto ai dischi precedenti, ma i Crematory rimangono comunque coerenti nelle loro scelte, è infatti da Revolution che la formazione tedesca ha iniziato a lasciare da parte gli elementi più cupi, senza però tralasciare la propria carica aggressiva.
La band sembra quindi aver trovato un suo equilibrio tra i due versanti, forse il loro antisiero per rinnovarsi sono stati proprio gli elementi elettronici, che in questo disco si sono fatti decisamente più audaci, come se l’intento del gruppo fosse quello di far saltellare il proprio pubblico così come nel tarantismo si riusciva a far guarire coloro che erano stati morsicati da un ragno trovando la giusta combinazione musicale e facendoli ballare fino allo sfinimento.

Kommt jetzt her
Und tanz mit mir

È la giusta summa per Antiserum.



VOTO RECENSORE
71
VOTO LETTORI
70 su 1 voti [ VOTA]
Beta
Giovedì 6 Marzo 2014, 11.56.35
2
* prepotentemente, chiedo scusa XD
Beta
Giovedì 6 Marzo 2014, 11.55.08
1
Innanzitutto bella rece, Arianrhod: essenziale, concisa e completa. Sinceramente mi aspettavo un po' di più, dopo quattro anni di silenzio dei Crematory, da questo disco. A me piacciono molto le soluzioni elettroniche che questa band ha adottato negli ultimi anni, ma, come giustamente scritto nella rece, a volte prendono preponderantemente il sopravvento, risultando un po' fastidiosi. Di certo però non posso dire che non mi ha suscitato interesse: l'aumento di elettronica rende quest'album un po' diverso dai precedenti e devo dire che, tutto sommato, lo ascolto con piacere. Ho apprezzato tantissimo il coraggio di usare molto la loro lingua madre, cosa che potrebbe allontanare gli ascoltatori che non conoscono il tedesco, ma che, come ha detto Giada, irrobustisce il sound. L'unica canzone veramente bella è Antiserum, più "classica", poi ce ne sono altre piacevoli (Inside your eyes, i due singoli), qualcuna che dice poco (If you believe) e Virus che è un po' bruttina, ma che, con quello che dice, quasi quasi ci sta anche. comunque concordo appieno con recensione e voto, io dò un 70.
INFORMAZIONI
2014
Steamhammer - SPV
Gothic
Tracklist
1. Apocalyptic Vision
2. Until The End
3. Shadowmaker
4. If You Believe
5. Inside Your Eyes
6. Kommt Näher
7. Irony Of Fate
8. Virus
9. Back From The Dead
10. Welcome
11. Antiserum
Line Up
Felix Stass (Voce)
Matthias Hechler (Chitarra)
Katrin Jüllich (Tastiera)
Harald Heine (Basso)
Markus Jüllich (Batteria)
 
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