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Immortal - At The Heart Of Winter
( 4393 letture )
1999. L’anno di Spiritual Black Dimension dei Dimmu Borgir, di Rebel Extravaganza dei Satyricon, di Mustamaa dei Azaghal. Ma anche l’anno degli Immortal, con il loro celebre At the Heart of Winter. Un album che ha saputo lasciare il segno restando, insieme a Sons Of Northern Darkness, uno delle migliori produzioni finora date alle stampe dalle geniali menti di Bergen.

Nei suoi quarantasei minuti (che a più di qualcuno sembrano pochi), At the Heart of Winter è infatti in grado di portare l’ascoltatore in un mondo a parte, dove il talento e lo stile targato Immortal dominano su tutto e tutti. Difatti, nonostante la scelta in parte suicida di scegliere una durata media dei brani di quasi otto minuti, Abbath sa aggredire il suo pubblico fin dall’opening Withstand the Fall of Time, dimostrando nuovamente la sua totale intolleranza alla melodia: le ritmiche sono incalzanti, scandite dall’onnipresente chitarra, glaciale e tagliente tanto quanto incisiva e puntuale nei suoi interventi, soprattutto in riffing, furioso e dalle tonalità in parte death. Non è da meno il talentuoso Horgh, capace di andare dritto nel ‘cuore dell’inverno’, con un drumming preciso e marziale (Years of Silent Sorrow), capace di supportare al meglio la chitarra, senza mai sminuirla ( Where Dark and Light Don't Differ). La title track At the Heart of Winter è, invece, l’unico brano capace, almeno nella sua intro, di smorzare in parte il rabbioso carattere di questo full-length, sviluppando al contrario delle ritmiche molto più lente, dove fa capolino il synth, per rendere al meglio l’atmosfera invernale e glaciale tanto ricercata dagli Immortal, esaltata nel proseguo della traccia dagli implacabili e classici vocals di un diabolico Abbath quasi in stato di grazia, in grado di rendere questo brano veramente memorabile.
Ridursi ad elencare vita, morte e miracoli di ognuno dei brani di At the Heart of Winter equivarrebbe a sminuire, e di molto, la ricchezza e la bellezza di questa release, che continua, anche 15 anni dopo, a conquistare gli ascoltatori fin dal primo ascolto. Ed è proprio solo attraverso un attento ascolto che si può godere appieno della grande potenza di questo album, davvero maturo e imponente che, salvo la parzialmente discutibile lunga durata dei brani, è stato studiato nei dettagli: perfino l’artwork, fino ad allora ridotto ad una carrellata di quelli che al giorno d’oggi verrebbero definiti “selfie” della band con un logo a volte illeggibile, è stato sviluppato finalmente a dovere, con un’immagine capace di richiamare già da sola, il gelo e le atmosfere oscure e desolanti di un inverno alla Immortal.

Una produzione che merita ben più di un ascolto e che di certo non può mancare, non solo nelle collezioni dei più maniacali fan del black metal made in Norway, ma anche in quelle di chi non vuole farsi mancare nemmeno uno tra i pezzi più importanti di storia del metal dell’ultimo quindicennio. Immortal è At the Heart of Winter e At the Heart of Winter è Immortal, poche storie. Un classico della band, che è stato riproposto dalla Osmose in edizione limitata sia nel 2005 che nel 2010 come a voler ribadire che quest’album, oramai, è senza tempo e non invecchia più.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
93.06 su 29 voti [ VOTA]
Ezio
Lunedì 22 Agosto 2016, 19.19.39
36
Uno dei miei dischi preferiti non solo degli immortal ma in generale, questo disco non ha un difetto. Grazie immortal
Dr.Willett
Domenica 31 Luglio 2016, 16.29.00
35
93. Perla indispensabile per ogni cultore del genere e non solo. Che atmosfera signori miei...
lux chaos
Domenica 14 Febbraio 2016, 11.36.36
34
Altro che eresia, concordo al 100%!!!!! Capolavoro assoluto...a pensare al nuovo compitino di Abbath vengono le lacrime...
mario
Domenica 14 Febbraio 2016, 10.12.53
33
Forse sarò tacciato di eresia, ma questo per me è il vero capolavoro degli Immortal, per il fatto del cambio alla chitarra che gli ha conferito un sound diverso, molto più interessante e coinvolgente di quello dei lavori precedenti,il cambio musicale è evidente, sia per gli atipici ma stupendi riffs chitarristici, sia per i pronunciati cambi di tempo nelle composizioni, che gli conferiscono più variazione, aleggia inoltre anche una certa influenza più o meno diretta presa dal thrash tedesco nei riffs, e nell'impostazione batteristica, in primis da band come Dark Angel, Sodom e Destruction, una delle migliori produzioni black, insieme ai classici del black primordiale dei Darkthrone, Mayem, Emperor, Burzum,Enslaved, Dimmu Borghir, senz'altro per i miei gusti uno dei migliori album black di sempre.Fantastiche veramente la titletrack, Solarfall, Years of Silent Sorrow, e Tragedies, ciascuna nelle ue caratteristiche.A mio modesto parere e per gusti personali qui va il 100.
-Nemesis Divina-
Venerdì 12 Febbraio 2016, 12.06.02
32
Arte pura. Ho particolarmente amato lo stile vocale di Where dark and light don't differ, l'epicità della title-track, i cambi di tempo che caratterizzano Years of silent sorrow e i momenti di furia cieca di Tragedies blows at horizon. 6 canzoni bellissime e tutte diverse, da avere. L'apice assoluto degli Immortal.
Philosopher3185
Giovedì 5 Novembre 2015, 12.42.37
31
Questo è il mio album preferito.Sempre permeato da atmosfere glaciali e malvagie ma qui',ed è quello che mi piace,cè anche un sound piu' vicino al Thrash metal.
lisablack
Giovedì 22 Ottobre 2015, 20.19.30
30
Bellissimo, title track stupenda, freddo glaciale come l'inverno che amo tanto..capolavoro.
Christian Death Rivinusa
Giovedì 20 Agosto 2015, 13.04.59
29
gemma splendente uscita dal cappello di questa meravigliosa band,che nel suo genere non aveva rivali… .Capolavoro assoluto,il piu' bello di una ricca e sorprendente discografia…
gianmarco
Giovedì 20 Agosto 2015, 11.58.53
28
grandi ,immensi Immortal.
metaller nel cuore
Venerdì 3 Luglio 2015, 15.25.47
27
Stupendo questo disco secondo me la summa della genialità degli immortal. Come i precedenti questo disco ti catapulta nell'inverno nordico più freddo ma stavolta ancora più all'interno,appunto nel cuore dell'inverno. 6 canzoni 6 capolavori inimitabili le mie preferite sono la Title track e whithstand the Fall of time ma in realtà sono tutte stupende. Chitarre sempre taglienti ma anche incredibilmente epiche che unite al drumming folle di Horg accresce la maestosità gelida di questo disco. E poi c'è la voce di Abbath che declama le leggende sinistre del Blashyrk. Per me 99 é seguito da pure holocaust e battles in the North a pari merito e poi dal bellissimo debut
VIKING2000
Lunedì 5 Maggio 2014, 20.28.54
26
Stupendo! Gli Immortal sono sempre stati diversi (e mi sono sempre piaciuti per quest) dagli altri gruppi Black, per originalità stilistica e per l'essersi discostati (per fortuna) dalle solite tematiche del Black. Ovviamente è un mio parere. Riguardo all'album:è stupendo e su questo non ci piove, e non stufa mai, nonostante la lunga durata dei brani. Inoltre, secondo me, è molto vario a livello stilistico
Beccamortis
Martedì 8 Aprile 2014, 15.15.26
25
Grandissimi , niente altro da aggiungere.
markus
Venerdì 14 Marzo 2014, 21.13.29
24
"Questo album insieme a "battles in the north" sono i due capolavori indiscussi degli immortal IMMENSI!!
lux chaos
Giovedì 13 Marzo 2014, 19.19.32
23
@Andrea:
Andrea
Giovedì 13 Marzo 2014, 11.48.10
22
Io quando d' estate ho caldo metto sull' impianto stereo questo album e mi rinfresco.
lux chaos
Martedì 11 Marzo 2014, 16.48.11
21
Beh, Battles è forse il più famoso, e non ho mai capito perchè, ma non certo il migliore per un milione di aspetti. Però come sempre de gustibus
Malleus
Lunedì 10 Marzo 2014, 17.35.17
20
Secondo me la menate un po' troppo, è meglio Battles in the North, ciao.
CYNIC
Domenica 9 Marzo 2014, 19.37.57
19
Immortal - At the Heart of Winter VOTO - 100% Di gran lunga, il miglior album degli Immortal. Freddo, scuro, desolato, implacabile, predominio cattivo e puro. Una vergogna che Demonaz non è più il chitarrista, ma Abbath fa un eccelso lavoro sulle chitarre. Musicalmente At the Heart of Winter, offre molte cose , la qualità dello Songwriter È ELEVATA. Che dire se non '' CA PO LA VO RO ''
Vecchio Sunko
Domenica 9 Marzo 2014, 12.56.18
18
Un gran disco, anche se continuo a preferire "i vecchi Immortal" ... voto giusto
Hm is the law
Domenica 9 Marzo 2014, 8.56.52
17
Uno dei capolavori del black metal che ascolto ancora con piacere. Ottima disanima. Voto giusto 😄
Marco B.
Sabato 8 Marzo 2014, 22.07.27
16
Un capolavoro. Tagliente, freddo come il ghiaccio, imperioso e stupefacente a livello compositivo. Il grande capolavoro di un grande gruppo. Nota in più, i favolosi testi della poesia dei ghiacci.
Lord Ancalagon
Sabato 8 Marzo 2014, 15.27.36
15
Nonostante siano in molti a ritenere Battles in the north l'apice del gruppo per quanto mi riguarda At the Heart of winter è una spanna sopra, il loro capolavoro assoluto. La prima volta che lo ascoltai rimasi a dir poco basito, mi sembrava quasi impossibile che un disco Black metal potesse mantenersi su questi (altissimi) livelli per tutta la sua durata, credevo quasi si trattasse di un best off degli Immortal. Un Black metal melodico, maestoso, tremendamente ispirato, riff memorabili e pezzi come ad esempio Withstand the fall di un'epicità irresistibile, in più con una copertina (finalmente!) decente, cosa pretendere di più? In quella che io ritengo la seconda ondata di Black norvegese At the heart of winter rappresenta sicuramente la vetta più alta, massimo dei voti.
Theo
Sabato 8 Marzo 2014, 15.22.57
14
Grande Nomande, "maestoso" è l'aggettivo che più si addice a questo lavoro. Maestoso e monumentale, sisi
Delirious Nomad
Sabato 8 Marzo 2014, 15.12.54
13
-_- che schifo "maestoso nella sua maestosità", mi sono ingarbugliato. Però il senso si capisce no?
Delirious Nomad
Sabato 8 Marzo 2014, 15.11.31
12
I precedenti album degli Immortal sono violentissime tormente di neve nella lunghissima notte polare, mentre questo é un monumentale iceberg, maestoso e inscalfibile nella sua artica maestosità. PS: vi prego correggete il titolo, c'é un "the" di troppo .
Cristiano
Sabato 8 Marzo 2014, 15.04.00
11
Bellissimo! Il tocco di Abbath alla chitarra mi piace un sacco ed i suoi riff che si snodano in queste lunghe canzoni sono notevoli. Tra l'altro direi che la lunghezza delle canzoni non è un problema, anzi se fossero durate 3/4 min non sarebbe stata la stessa cosa, si sarebbe perso il tocco epico e glaciale che le contraddistingue. Withstand the Fall of Time e la title-track le migliori in assoluto, seguite a ruota da Tragedies Blows At Horizon e Years Of Silent Sorrow!
Ste
Sabato 8 Marzo 2014, 14.59.49
10
Stupendo, è il secondo disco black che ascoltai e appena lo misi sù -avevo 16 anni- non ebbi bisogno neanche di un solo minuto per capire che questo disco era "roba che faceva per me", sebbene non avessi nessuna formazione di musica estrema alle spalle (solo i Dimmu di Putrianical Euphorich Misantropia). Sin dal primo secondo del cd mi trovai subito in linea con questa musica. Capolavoro! Su tutte spicca l'incredibile "At the Heart of Winter", da ricordare, la produzione è azzecatissima, la svolta thrash dà molto ossigeno all'organicità della musica permettendo nuove prospettive. "Withstand the Fall of Time" e "Solarfall" sono delle gemme e la toccante "Years of Silent Sorrow" è ben più d'una semplice canzone. Grandi Immortal un 90 meritatissimo!!
Punto Omega
Sabato 8 Marzo 2014, 14.26.19
9
Lo Zenith della loro produzione.
lux chaos
Sabato 8 Marzo 2014, 14.15.33
8
Capolavoro, il mio preferito, per i miei gusti superiore al più celebrato Battles in the north, avete già detto tutto voi, 6 gioielli 6
Radamanthis
Sabato 8 Marzo 2014, 13.44.43
7
Uno dei pochi dischi black che mi è sempre piaciuto. E da estremo amante di power, heavy classico, hard rock ecc questo basta per valutare (dal mio punto di vita) questo disco. Voto 95
Galilee
Sabato 8 Marzo 2014, 13.41.57
6
Non lo definirei quasi più Black Metal, viste le svariate influenze che albergano nel disco. A me è sempre piaciuto un casino. Lo preferisco al secondo me sopravvalutato battles in the north.
Doomale
Sabato 8 Marzo 2014, 12.32.19
5
Un ottimo album..questo indubbiamente..con brani veramente notevoli...quasi tutti per l'esattezza...Ma anche per me gli Immortal (quelli con il vecchio logo per intenderci) avevano gia dato il loro meglio (in ambito di puro black s'intende) con i primi 3 album Pure Holocaust su tutti. Rimane comunque questo veramente un ottimo album che apre per gli Immortal la seconda fase della loro carriera...
Flv
Sabato 8 Marzo 2014, 12.05.49
4
per me e' un buon album ma che spezza ameta' la carriera degli immortal che preferisco nei primi glaciali folli lavori . In questo disco nonostante la buona qualita' dei brani viene a mancare la malignita' e lo spirito primitivo che caratterizzava la prima fase della band a favore di strutture piu' articolate,epiche e dal sapore heavy graziate da una buona produzione (se non sbaglio erano gli Abyss studios) lontana da quelle confusionarie ma allo stesso tempo perfette per la loro precedente espressione musicale ... Buon disco ma per me il black metal e' altro
Theo
Sabato 8 Marzo 2014, 11.31.30
3
Uno dei dischi Black Metal più belli di sempre, poche storie. Secondo me un voto anche più alto non sarebbe stato fuori luogo assolutamente. Comunque buona la recensione, anche se personalmente ritengo le top tracks del disco "Tragedies Blows At Horizon" e "Withstand The Fall Of Time" su tutte, ma seguite a corto raggio dalla altre splendide 4 canzoni. Non ritengo assolutamente che la durata dei brani infici la qualità del platter, anzi, penso che qui gli Immortal abbiano raggiunto vette compositive e di maturità che non avevano mai dimostrato prima e che purtroppo (ma anche normalmente) non replicheranno più in futuro, nonostante i sempre bei dischi. Per me quindi il loro miglior lavoro (e non solo) di gran lunga, seguito dagli altri capolvori ovviamente, in particolare "Pure Holocaust" e il debutto quasi alla pari con "Battles In The North" (sul quale sono d'accordo con enry, un ottimo lavoro, ma talvolta troppo valutato nella discografia del combo di Bergen). Concludendo, il disco della maturità degli Immortal, ma non solo: il disco della maturità per un certo tipo di Black Metal, che non cerca compromessi, ma va giustamente a ricercare altre azzeccate influenze in generi limitrofi (specie nel riffing tagliente e abrasivo come non mai) come Thrash -su tutti- e Death in piccola parte. Con un Horgh cui non si può far meno che lodarne le capacità e la fantasia, specie in questo platter, in cui raggiunge picchi assurdi donando al disco la facoltà di non stancare mai nonostante gli svariati ascolti. (Piccola curiosità: lo stesso -già ottimo- batterista degli irlandesi Primordial, dopo il 2000 si fece aiutare dallo stesso Horgh a migliorare il tocco prese molto spunto dal suo stile, ringraziandolo anche personalmente nei crediti di "Storm Before Calm".) VOTO: 95
enry
Sabato 8 Marzo 2014, 11.04.44
2
Diverso dai precedenti, un disco più 'melodico' e meno tirato ma non per questo meno bello. Lo metto al terzo posto dopo i primi due, anche davanti all'ottimo ma un po' sopravvalutato Battle in the North...87
Ad Astra
Sabato 8 Marzo 2014, 10.45.52
1
il primo da cui sono partito, il primo nella nella loro mia classifica personale....un indimenticabile gioiello di black norvegese!
INFORMAZIONI
1999
Osmose Production
Black
Tracklist
1. Withstand the Fall of Time
2. Solarfall
3. Tragedies Blows at Horizon
4. Where Dark and Light Don't Differ
5. At the Heart of Winter
6. Years of Silent Sorrow
Line Up
Abbath Doom Occulta (Voce, chitarra, basso)
Horgh (Batteria)
Demonaz Doom Occulta (Testi)
 
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