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Macbeth (Ita) - Neo-Gothic Propaganda
( 3489 letture )
And now the world is turning grey
Hope is gone in a day
Welcome to the place where sun is cold
Where the birds will never sing
The ground will warm our frozen bones
But too late
Here comes the death


Sul mondo sta calando un inverno atipico e terribilmente crudele.
Le speranze svaniscono e tutto quello che ci circonda resta illuminato soltanto in tristi scale di grigio.
Nichilismo in abbondanza, ma probabilmente giustificato vista la situazione contingente.

Un piacevole ritorno.
Basterebbero queste poche parole per descrivere in sintesi questa nuova opera degli italianissimi Macbeth, tornati alla carica sette anni dopo Superangelic Hate Bringers.
La band si è presa il suo tempo per partorire il neonato Neo-Gothic Propaganda, un intervallo di anni più che doppio rispetto a quanto abbiano mai fatto in precedenza, sin dal loro esordio Romantic Tragedy’s Crescendo, nel 1998.
Sembra però che i Macbeth siano stati lungimiranti perché la loro scelta si è senza dubbio rivelata vincente considerando la caratura di Neo-Gothic Propaganda, disco che senza dubbio spicca nel panorama italiano e fa ben sperare per questo 2014 iniziato da poco.
Ma lasciamo da parte sintesi e dichiarazioni altisonanti per vedere più da vicino i contenuti del cd.

I Macbeth propongono un gothic metal di stampo piuttosto moderno, una definizione che rischia di suscitare qualche polemica tra i puristi del genere ma che tutto sommato calza a pennello.
Siamo effettivamente molto lontani da territori più oscuri e tendenti all’ibridazione con il doom, ma lo siamo anche da quella venatura di symphonic metal con voce femminile che spesso viene indebitamente scambiata per gothic metal.
Niente orchestrazioni magniloquenti, cori gregoriani o derivazioni classiche, ma un sound solido non troppo spinto (a parte in episodi come Empire’s Fall) ottenuto con i classici chitarra, basso e batteria, sfruttato al meglio come base da due voci sapientemente usate per intricare ancora di più una trama che viene completata da elementi elettronici non troppo in primo piano.
In particolare le chitarre di Max Montagano svolgono un lavoro assolutamente degno di nota, proponendo un riffing deciso e poderoso che riesce a contribuire in maniera fondamentale alla struttura ritmica dei pezzi senza mai scadere nel banale (ci sono finezze come i flanger su alcune parti ritmiche di Void of Light che sono assolutamente da tenere in considerazione); è però nel lato solista che l'ascia dà il meglio di sé, con passaggi molto veloci e complessi che si adattano a meraviglia ai mood delle varie canzoni, da sporadiche incursioni con la whammy bar per enfatizzare gli accenti, a solos lenti molto orecchiabili e armonicamente ben costruiti passando per svisate quasi dissonanti come possiamo sentire nella già citata Empire’s Fall.
La sezione ritmica propriamente detta svolge anch’essa un lavoro notevole, dietro le pelli Maurizio Cislaghi accompagna con un tocco piuttosto deciso tutti i pezzi in maniera trascinante, una prestazione essenziale ma di ottima fattura, niente fronzoli ma uno scheletro solido a cui tutti gli altri possono appoggiarsi comodamente e condito da filler mai banali.
Marco Semenza al basso invece è uno degli elementi che più mi ha stupito positivamente: linee estremamente indovinate (e spesso indipendenti da quelle della chitarra) che contribuiscono in maniera fondamentale al groove dei pezzi, queste ultime messe insieme con una certa perizia nell’esecuzione ed un suono corposo e dal giusto crunch dimostrerebbero da sole il valore del bassista lombardo, che però non si accontenta e si prende i suoi spazi nei momenti più calmi dove utilizza invece un suono sferragliante più ricco di alte frequenze e inserisce interi passaggi usando gli armonici naturali.
Non è specificato chi si sia occupato delle tastiere ma di chiunque si sia trattato ha fatto un ottimo lavoro, scegliendo come già accennavo in precedenza di privilegiare una leggera componente elettronica agli stra-abusati suoni orchestrali (fatta eccezione per qualche sporadico passaggio di archi), cosa che ha permesso di rendere il suono molto più omogeneo, sfruttando a meraviglia questa declinazione sempre più frequente nella musica moderna.
Non può non essere molto ampio il capitolo che concerne le voci, visto che i Macbeth hanno ben due cantanti, elemento che viene assolutamente ben sfruttato visto che nessuna delle due prevale sull’altra e le parti appaiono divise in maniera assolutamente equa.
Morena Rozzi è un’ottima cantante che con la sua voce chiara e cristallina a tonalità medio alte si occupa a meraviglia delle parti più dolci, grazie anche a piccoli overdubbing usati per i cori e a delay e riverberi che caratterizzano ancora di più una prestazione già ottima così, non ascolteremo forse i virtuosismi a cui ci hanno abituato altre sue colleghe ma il risultato è sicuramente pregevole.
Andreas Cislaghi invece si dedica all’altro lato delle vocals, cantando sia in un buon pulito (anche lui a tonalità relativamente alte) che in un growl che per quanto un po’ sgraziato risulta particolarmente intenso nell’interpretazione e in definitiva abbastanza efficace, inoltre il fatto di non dedicarsi solo al growl riesce ad evitare il facile cliché della “Bella e la Bestia”, rendendo i brani così ancora più dinamici viste le tre tipologie di voci che vi si alternano intersecandosi anche spesso tra di loro.

La produzione appare di livello altissimo.
Si vede che c’è stato dietro un lavoro più che professionale: tutti gli strumenti appaiono chiari e cristallini in tutte le loro sfumature e declinazioni (basso compreso per fortuna).
I suoni sono tutti ricchi e ben delineati grazie ad un mixaggio ben fatto, i volumi bilanciati al punto giusto non permettendo a nessuno degli elementi di prevalere sugli altri.
Anche i dettagli sono stati soppesati e curati in maniera superba, tra tutti gli effetti delle voci gestiti ottimamente e una cura maniacale dell’immagine stereofonica con inclusi alcuni pan oscillanti piuttosto riusciti.

Neo-Gothic Propaganda è in sintesi un lavoro molto riuscito, cresce con gli ascolti, colpisce con le melodie e non stufa o risulta stucchevole grazie all’ottimo bilanciamento degli elementi del sound, da quelli più classici del genere fino alle sperimentazioni elettroniche.
Probabilmente non assurgerà mai a pietra angolare del gothic metal anche in questa sua accezione moderna, ma di sicuro riuscirà a colpire nel segno i fan del genere, anche perché riuscire a destreggiarsi con questa efficacia e con pezzi comunque di valore in mezzo al sovraffollamento generale che la scena sta vivendo diventa ogni anno più difficile.
Molto più che promossi.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
86.73 su 42 voti [ VOTA]
klostridiumtetani
Sabato 9 Maggio 2015, 21.32.27
21
Bellissimo album! Ai "Sapientini" di turno dico che Morena, anche se non è una "superdotata", sa fare arte, a differenza di molti accademici che sputano sentenze solo perché non riescono a fare il passo che li porti oltre la cattedra! Ed è quello che conta...
Samu
Martedì 18 Marzo 2014, 23.56.12
20
Ho acquistato il cd su amazon, l'ho ascoltato e mi è piaciuto molto. La recensione di Gianluca è ben fatta. Anche Metal Maniac e Rock Hard hanno fatto ottime recensioni, si tratta veramente di un bell'album. @womaninblack concordo little spark e scent of winter
Luciano
Martedì 18 Marzo 2014, 13.08.40
19
Bella la musica e il songwriting, purtroppo non sopporto la voce maschile quando canta pulito, lo trovo lamentoso... mentre un appunto sulla voce femminile un pò fiacca in alcuni frangenti.. osservazioni strettamente personali ma che secondo me sono il punto fermo per cui in tanti anni la band non si è ancora affermata come ci si aspetterebbe dopo oltre 15 anni di carriera!
@womaninblack@
Sabato 15 Marzo 2014, 22.20.04
18
Opaque, scent of winter e little spark le mie preferite
Zero
Venerdì 14 Marzo 2014, 16.40.21
17
Band italiana , se mi piace la supporto...
Red & Black
Venerdì 14 Marzo 2014, 16.31.07
16
Bellissimo Album...sinceramente non ho visto tante recensioni negative (anzi...) e sinceramente non ne vedrei il motivo. A me il disco ha emozionato a volte e gasato in altre. Il lavoro di tutti i componenti della Band mi è sembrato egregio, tutto il resto...è noia
Prometheus
Venerdì 14 Marzo 2014, 15.16.40
15
Oddio, come ho fatto a scordare le meravigliose Amanda Somerville e Marcela Bovio? :O Che sì, sono voci pop, non liriche. Nel canto moderno/leggero sono spettacolari (tanto, tantissimo amore!), ma il lirico non è cosa per loro. Ok, basta, chiusa parentesi. xD Torniamo in topic ché è meglio.
Prometheus
Venerdì 14 Marzo 2014, 15.14.53
14
Se cerco una voce pop nel metal, vado a pescare la molto più espressiva Ailyn. E anche Anette è su tutt'altro livello. E pure la tanto vituperata Cristina Scabbia, che, pur non essendo per nulla impostata e neppure così intonata, almeno ha un timbro personale (che soggettivamente apprezzo molto, ma son gusti) e quando vuole sa interpretare (tipo in S.O.S. degli Apocalyptica). Morena è... liscia. Attaccabile per tanti motivi (intonazione e impostazione in primis), ma alla fine è così anonima che pure parlarne è una perdita di tempo. Non è neppure interessante da criticare, annoia.
Prometheus
Venerdì 14 Marzo 2014, 15.09.52
13
Debit, concordo. E neppure l'impostazione. E non è che brilli per espressività e doti interpretative. E non ha neppure un timbro così originale e personale, anche se non sgradevole. Anche se la gradevolezza dei timbri vocali è una cosa molto soggettiva, ma va be'. Resta il fatto che qui canta Morena, ma potrebbe benissimo cantare una voce pop random. Non ha nulla di speciale, si lascia ascoltare e basta. Su disco, dico.
Debil
Venerdì 14 Marzo 2014, 14.50.12
12
Più che non sconfinfera Morena non sa cosa sia l'intonazione.
Prometheus
Venerdì 14 Marzo 2014, 14.26.55
11
*ho (non hai)
Prometheus
Venerdì 14 Marzo 2014, 14.25.41
10
GioMasteR, può darsi, ma francamente non mi frega molto. Io dico ciò che penso, punto. Poi ripeto, son punti di vista. Ci sono tante recensioni che bocciano quest'album, anche pesantemente. La mia opinione è simile a quella di Flash Forward, anche se il mio voto è più basso dato che non hai apprezzato i Macbeth, eccetto per i primissimi album. Poi sorvoliamo su Morena, che troverei più adatta a cantare cose in stile Katy Perry. Non è un insulto, dato che io ascolto quasi di tutto, anche pop, semplicemente sto constando che nel metal non mi sconfinfera. Poi son gusti. Andreas, invece, mi piaceva molto, aveva uno scream abbastanza espressivo e timbro sensuale, ma ora è peggiorato parecchio. Peccato. Ciò non toglie che comunque, per quanto si possa apprezzare quest'album, 80 mi sembra parecchio esagerato come voto.
Lullaby
Venerdì 14 Marzo 2014, 13.14.26
9
Bella rece , gli darò un ascolto..
GioMasteR
Venerdì 14 Marzo 2014, 12.42.18
8
@Prometheus: io ci andrei piano a puntare il dito, non sia mai che qualcuno pensi lo stesso dei tuoi commenti.
Prometheus
Venerdì 14 Marzo 2014, 12.34.46
7
Questa recensione mi sembra un'enorme supercazzola. Ma va be', punti di vista. Per quanto mi riguarda, quest'album è già candidato al titolo di "Peggior album dell'anno", probabilmente se la giocherà con gli Amberian Dawn e con Rihanna. Tanto siamo lì. Ma ripeto: punti di vista.
ocram
Giovedì 13 Marzo 2014, 21.03.19
6
ennesima band che soffre dell'anatema "essere italiani", disprezzati e sfrontatamente derisi da molti; di certo non saranno mai gli Epica, Nightwish o chi altri, ma la qualità e la melodia c'è e un minimo di riconoscimento glielo si deve. Per quanto riguarda le voci, trovo Morena un po' debole, ma mi ha sorpreso positivamente nel ritornello di Scent of Winter, mentre Andreas lo preferisco di più nel growl. A me è piaciuto e ho comprato il cd (che per la cronaca non costa neanche tanto), voto 70. Bravi!
deedeesonic
Giovedì 13 Marzo 2014, 18.46.02
5
@Room 101, io sono d'accordo con te! Non virtuosa, ma quello che deve fare lo fa al meglio, e nel contesto del "concept" Macbeth, ci sta molto bene. Io li ho visti dal vivo e non mi ha mai deluso. Secondo me un gruppo che meriterebbe più considerazione (imho).
Room 101
Giovedì 13 Marzo 2014, 13.08.07
4
Ragazzi io lei dal vivo non l'ho mai sentita cantare ed è chiaro che possano esserci differenze tra come canta qualcuno live ed in studio, soprattutto con le moderne tecniche di incisione, però io il disco valuto. Personalmente non ho trovato elementi per criticare la sua esecuzione, ho scritto che non è certo una virtuosa, ma trovo che quello che ha inciso all'interno di questo disco ci stia molto bene con tutto il resto, poi il gradimento del timbro di una persona è estremamente soggettivo, come lo è il mio in questo caso. Se poi è capire poco di musica liberi di pensarlo, secondo me le cantanti incapaci sono altre, ma è sempre un "secondo me"!
Strumbl
Giovedì 13 Marzo 2014, 11.29.23
3
Purtroppo trovo proprio Morena di più in questo progetto. Non che non sia in grado di cantare, ma la trovo a parte anonima, è decisamente inespressiva e e troppo monotona. Mentre su Andrea, nulla da dire. Favoloso come sempre, uno dei motivi per per cui segui la band è proprio per lui. In generale un disco carino, apprezzabile ma con dei muri che dovrebbero cercar di abbattere!
marduk
Giovedì 13 Marzo 2014, 9.01.43
2
Beh...alla fine ognuno ha la sua opinione...anche io trovo morena una cantante molto anonima ma non dico che chi scrive capisce poco...sono solo pareri diversi
Lollibollibop
Giovedì 13 Marzo 2014, 1.05.16
1
Morena è un'ottima cantante? Un'affermazione del genere può portare a pensare che su questo sito si capisca poco di musica.
INFORMAZIONI
2014
Dragonheart Records
Gothic
Tracklist
1. Scent of Winter
2. Slow Motion Tragedies
3. Void of Light
4. Last Night in Shanghai
5. I Don’t Care of Being Just Like You
6. Empire’s Fall
7. Dogma
8. Opaque
9. Little Spark
10. The Archetype
Line Up
Morena Rozzi (Voce)
Andreas Cislaghi (Voce)
Max Montagano (Chitarre)
Marco “Sem” Semenza (Basso)
Fabrizio Cislaghi (Batteria)
 
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