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Finntroll - Nattfodd
( 3338 letture )
Qual'è il migliore album dei Finntroll, Jaktens Tid o Nattfödd? Le opinioni dei fan si scontrano su questo punto. Molti sostengono che, nella serie di ottimi album prodotti dalla band, Jaktens Tid sia un capolavoro ineguagliabile. Altri, invece, sostengono sia Nattfödd l'album in cui la band raggiunge i massimi livelli di qualità. D'altro canto, è stato proprio con quest'album che il combo finnico ha raggiunto il livello di notorietà che mantiene ancora adesso. Sorprende quindi sapere che, nei tre anni che separano questi due full length, la band si era trovata costretta a sostituire chitarrista e cantante a causa della dipartita del primo e dell'impossibilità del secondo a proseguire la carriera.

Chi non conosce la storia della band non riuscirebbe mai ad indovinare, a giudicare dai ritmi di uscita delle produzioni Finntroll, la serie di cambiamenti avvicendatisi nei due anni successivi all'uscita del secondo full length Jaktens Tid. La band si era appena guadagnata un posto di prim'ordine nella storia del metal, aprendo nuove prospettive su un genere ancora poco definito e molto di nicchia come il folk metal. Neanche un anno dopo Katla scopre di dover interrompere la sua carriera di cantante a causa di un tumore alle corde vocali. I nostri, però, non si scoraggiano ed ingaggiano immediatamente Tapio Wilska, una vecchia conoscenza, dato che aveva già prestato la voce alla band per il debutto Midnattens Widunder (è la voce pulita che appare in alcuni brani) e per Jaktens Tid (la voce che parla in latino è la sua). Due anni dopo esce Visor Om Slutet, EP acustico in cui Wilska si divide con Katla il lavoro al microfono. Appena dopo l'uscita dell'EP, purtroppo, il chitarrista Somnium perde la vita cadendo da un ponte. Forse a questo punto un'altra band si sarebbe sciolta, lasciando ai posteri due full-length ed un EP che sarebbero con tutta probabilità diventati dischi di culto. Fortunatamente, i Finntroll avevano ancora troppo da offrire per poter uscire di scena. E così, dopo appena un altro anno di attesa, esce Nattfödd, "nato dalla notte". Con l'uscita di scena di Somnium, il ruolo di compositore cade quasi totalmente sulle spalle del tastierista Trollhorn (alias Henri Sorvali, conosciuto anche grazie al suo lavoro con i Moonsorrow), che viene affiancato in qualche brano dal bassista Tundra (i due sono anche i produttori dell’album) ed a volte dal nuovo chitarrista Routa. In ogni caso, il sound mantiene una quasi totale continuità con quanto proposto in Jaktens Tid: si tratta di black metal unito alla musica tradizionale finlandese, ma amalgamato al punto da rendere quasi impossibile distinguere parti puramente black. Questo è forse uno degli aspetti che li rende più originali e interessanti: mentre le altre band che uniscono il folk al metal estremo tendono ad alternare parti metal a parti folk, o a sovrapporre melodie o strumenti folk su una base di black metal, i Finntroll hanno la capacità di intrecciare questi due aspetti fino a renderli un tutt’uno inscindibile. Come in Jaktens Tid, anche in Nattfödd è presente una vena epica, dovuta soprattutto alle orchestrazioni ed ad alcuni rallentamenti tattici. Inoltre, neanche a dirlo, c'è una massiccia dose di ritmi veloci in levare, energici ed allegri, anche se "allegri" non è forse il termine giusto per definire i Finntroll: c'è violenza, non spensieratezza, nella musica della band finlandese. Non ci sono, ad esempio, gli ubriachi da taverna e la gioia di vivere che caratterizzano la musica dei loro connazionali Korpiklaani. Non dimentichiamoci che tutti i brani della band parlano di troll. In particolare, di troll che:

-uccidono i cristiani
-bruciano i villaggi dei cristiani
-vanno a caccia di cristiani
-riflettono sul da farsi e pensano che sia proprio il caso di uccidere dei cristiani

I momenti di gioia da taverna ci sono (ad esempio, Det Iskalla Trollblod), ma è solo perché i troll sono finalmente riusciti ad uccidere dei cristiani e quindi si stanno godendo un po' di meritato riposo.
Qualche differenza tra Jaktens Tid e Nattfödd, comunque, si nota. L'autarchia di Trollhorn fa sì che tastiere e sintetizzatore, nelle veci di fisarmoniche, archi, pianoforte e quant'altro, occupino un ruolo ancora più di spicco su questo album rispetto ai precedenti. Su Jaktens Tid la chitarra di Somnium aveva spesso un ruolo di primo piano (ad esempio in Födosagan, da lui composta), mentre su Nattfödd Routa e Skrymer si occupano principalmente dell'accompagnamento e di fornire una base ritmica, la spina dorsale su cui si appoggiano le camaleontiche tastiere. Sarà solo con il successivo Ur Jordens Djup che Trollhorn deciderà di pareggiare i conti spostando l'ago della bilancia a favore delle chitarre. Per quanto riguarda invece il nuovo acquisto alla voce, Wilska, bisogna riconoscere che occupa senza problemi il posto lasciato libero da Katla, riuscendo a non sfigurare al confronto con il precedente cantante grazie ad un growl acido e malefico e ad ottime capacità interpretative. Passando invece al comparto ritmico, il basso svolge alla grande il suo ruolo di contrabbasso moderno: è sempre ben udibile ed è fondamentale nel segnare il ritmo con il classico hum-ppa. La batteria, dal canto suo, è piuttosto varia ed ha il ruolo di segnalare i cambi di mood con i suoi cambi di ritmo.

L'album si apre con Vindfärd (Viaggio del vento), un intro in stile colonna sonora fantasy - si sentono rimbombi, il suono del vento, cigolii ed urla in lontananza. Un ultimo rimbombo ed ha inizio Människöpesten, la piaga dell'umanità (il titolo, per chi non l'avesse capito, si riferisce ai cristiani, non ai troll). Il brano è subito veloce, poi diventa ripetitivo, lento e granitico, fino all'entrata in scena di un ritmo sincopato accompagnato da orchestrazioni di tastiera. La voce di Wilska ricalca lo stile di Katla, con un growl acido e crudele, intervallato qua e là da urla in pulito. Al terzo minuto del brano si ha un terzo cambio di mood e parte un pezzo epico, come se la band volesse fare assaggiare subito agli ascoltatori tutti gli ingredienti che compongono il full-length.
Elytres invece è subito folk al 100%, con il ritmo dell'hum-ppa e la fisarmonica. Il testo parla del risveglio del padre dei troll, figura centrale nella discografia dei Finntroll.
Fiskarens Fiende, il nemico del pescatore, è una delle più famose dell'album grazie alla sua melodia veloce ma cantilenata, da filastrocca. Il brano parla di mostri marini, ed è quindi uno dei rari brani in cui i protagonisti non sono i troll ed i cristiani. Nonostante la musica sia di per sé abbastanza allegra, c'è un che di minaccioso che viene trasmesso soprattutto dalla voce di Wilska e dalle chitarre massicce e decise.
A questo punto inizia un altro brano veloce ed incalzante. Si tratta dell'ancor più famosa Trollhammaren (il martello dei troll). Si inizia con una melodia che entra subito in testa, raggiunta presto dal growl di Wilska, che trasmette una certa soddisfazione maligna e dalle chitarre. Il testo parla di una mostro che caccia gli uomini nella foresta impugnando il martello dei troll. Anche questo è uno dei brani più folk dell'album, e gli strumenti emulati dal sintetizzatore hanno un ruolo di spicco.
La titletrack Nattfödd si apre con una chitarra dal suono poco distorto, quasi heavy, a cui presto si unisce la fisarmonica. L'incipit è carico di energia, ma nel complesso il brano è molto più cupo dei due precedenti, anche grazie ad uno con stacco d'atmosfera al secondo minuto, in cui gli scacciapensieri e le chitarre acustiche accompagnano il parlato di Wilska. Le orchestrazioni finali conferiscono al brano un'aria quasi solenne.
Ursvamp (antico fungo) è un altra traccia energica, con una melodia di tastiera che simula la fisarmonica. Il ritmo frenetico richiama scene di caccia e fa tornare in mente le selvagge cavalcate di Jaktens Tid.
Marknadsvisan (storia del mercato), invece, è un breve stacchetto che fa parte della saga di Aamund e Kettil, i due monaci svedesi che vengono regolarmente presi di mira dai troll in tutti gli album della band. Questa volta, Aamund e Kettil decidono di attraversare la foresta per andare al mercato. Lungo la strada sentono strani rumori: si tratta ovviamente dei troll, che si rendono conto della presenza dei monaci e, come da copione, li menano. La canzone vera e propria dura meno di un minuto, il resto è la messa in scena sonora dell'avvenimento: ci sono uccellini, canti sacri, rumore di zoccoli. Poi rombi, ruggiti, grugniti. Poi urla ed il clamore delle spade.
La successiva Det Iskalla Trollblood (il gelido sangue dei troll) è forse la più propriamente allegra di tutte. Ad aprire le danze è il basso, subito raggiunto dalle chitarre, rocciose e pesanti. Dopo un breve incipit, il ritmo diventa sincopato ed entra in scena il suono della fisarmonica. Anche in questo caso sono le tastiere a portare avanti la melodia principale, ma anche le chitarre riescono a ricavarsi qualche momento di spicco.
Grottans Barn (bambini della grotta) è un brano dal ritmo più lento e cadenzato. Inizia con uno scacciapensieri, e contiene anche una specie di joik, il canto tradizionale Sami, in versione trollesca - non si tratta di uno joik vero e proprio come quello di Jonne Järvelä in Jaktens Tid. Particolarmente interessante è la voce di Wilska durante la strofa, uno strano mix tra growl e pulito.
Il disco chiude con Rök (fumo), un brano strumentale acustico e lento, accompagnato dal rumore del fuoco e da versi di animali notturni. Svolge lo stesso ruolo dei 5 minuti di defaticamento dopo una corsa: rilassare i muscoli, far esaurire l'effetto dell'adrenalina, e lasciare un senso di appagamento e soddisfazione.

In conclusione, quale album è il migliore tra Jaktens Tid e Nattfödd? Tutto considerato la medaglia d'oro va a Jaktens Tid, un album ancora più vario rispetto al suo successore, e al quale va riconosciuto il vantaggio di essere arrivato prima. Nattfödd, però lo segue di strettissima misura. Decisamente un album da avere.



VOTO RECENSORE
89
VOTO LETTORI
94.62 su 8 voti [ VOTA]
Kara
Venerdì 21 Marzo 2014, 10.01.21
9
A dir la verità l'album che io personalmente preferisco è Ur Jordens Djup! è davvero difficile sceglierne uno nella discografia dei Finntroll, sono tutti stupendi! Però in genere quando si parla di loro sono quasi sempre Nattfodd e Jaktens Tid che vengono citati come i migliori.
jezolk
Giovedì 20 Marzo 2014, 10.50.51
8
Ottima recensione e ottimo disco, anche se io fuori dal coro dico che il loro migliore è il primo, Midnattens Widunder. Ma è davvero difficile dirlo, io adoro più o meno ogni nota uscita da casa Finntroll. Un bel 90 per me anche a Nattfodd!
Theo
Domenica 16 Marzo 2014, 21.44.25
7
Semplicemente un disco storico (il remake di questa recensione ci stava proprio, l'altra era davvero poco esaustiva). Gran bella recensione tra l'altro, e... Il loro miglior lavoro? Onestamente non saprei... Me li ascolto tutti e basta ... Scherzi a parte, penso che appunto la palma spetti a questo o al precedente "Jaktens Tid", anche se è davvero un torto per tutti i loro altri incredibili dischi, che davvero nulla hanno da invidiare a quest'accoppiata. Che altro dire... Disco per me perfetto, non una nota fuoriposto, da avere e basta. Una della perle più belle del genere, il mio voto si aggira intorno al 95. Non c'è un pezzo che sia anche leggermente sottotono, nemmeno uno. Inutile anche solo parlare di pezzi come "Trollhammaren" o "Nattfodd", piuttosto meglio soffermarsi sulla commuovente e conclusiva outro "Rök", sinonimo di una classe superiore che i Finntroll hanno sempre dimostrato ampiamente, e dedicata al loro amico (e compagno di band) Teemu "Somnium" Raimoranta, disgraziatamente deceduto dopo aver registrato il magico EP nella foresta "Visor Om Slutet" nel 2003. Capolavoro, un plauso ancora alla recensione.
organium
Sabato 15 Marzo 2014, 18.06.26
6
Il mio cuore appartiene a Midnattens, ma è anche questo un grandissimo album...E complimenti a Carolina per la stupenda recensione!
Sorath
Sabato 15 Marzo 2014, 17.42.57
5
Ricordo di averlo apprezzato come album.
Unia
Sabato 15 Marzo 2014, 16.50.34
4
Analisi perfetta e dettagliata Kara! Tutt'e due sono degli abum superbi, anche se Jaktens Tid a mio avviso resta superiore come lavoro. Ottima rece.
Wild Wolf
Sabato 15 Marzo 2014, 14.45.08
3
Capolavoro e bellissima recensione.
Cerberus
Sabato 15 Marzo 2014, 12.30.33
2
Qual'è il migliore album dei Finntroll, Jaktens Tid o Nattfödd? Midnattens widunder
Lord Ancalagon
Sabato 15 Marzo 2014, 11.47.43
1
Leggermente inferiore al precedente Jaktens tid e sopra di un niente a Midnattens widunder, si parla comunque di uno dei lavori più riusciti di "Trollhorn" Sorvali e compagnia bella, tra le altre cose contenente il loro cavallo da battaglia, Trollhammaren. 90/100.
INFORMAZIONI
2004
Spikefarm
Folk
Tracklist
1. Vindfärd / Människopesten
2. Eliytres
3. Fiskarens fiende
4. Trollhammaren
5. Nattfödd
6. Ursvamp
7. Marknadsvisan
8. Det iskalla trollblodet
9. Grottans barn
10. Rök
Line Up
Tapio Wilska (Voce)
Skrymer (Chitarra)
Routa (Chitarra)
Trollhorn (Tastiera)
Tundra (Basso)
B. Dominator (Batteria)
 
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