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Freedom Call - Beyond
( 4436 letture )
Il solito minestrone power metal... meno male! I Freedom Call, capitanati sempre più in solitaria dall’istrionico singer e chitarrista Chris Bay, giungono al traguardo del settimo album. Odiati o amati senza mezze misure, col nuovo nato, Beyond, non fanno che confermare il loro stile dedito in maniera viscerale al power metal più puro ed allegro che ci sia. Affermare però che i Freedom Call non abbiano mai variato di nulla il loro stile sarebbe un errore; chi ha realmente ascoltato i precedenti Legend of the Shadow King e Land of the Crimson Dawn non ha potuto non notare la varietà della proposta, per quando ancorata saldamente al power classico, entrando in territori talvolta gothic rock e darkeggianti e più spesso hard rock (con qualche incursione moderna nei brani dalle accordature ribassate). Nulla di stravolgente, ma segnali che Chris e soci non si ponevano problemi a variare la propria proposta, confermata anche dalle versioni rivisitate nei più disparati generi dei propri classici nei dischi bonus della raccolta Ages of Light. Altra cosa certa è che i Freedom Call un passo falso in carriera non l’hanno mai fatto, tutti i loro dischi si mantengono su livelli più che buoni e Beyond conferma quanto detto, se non proprio il fatto di sperimentare o osare qualcosa in più. L’album in questione è forse il più riuscito della carriera, ma è un totale ritorno alle origini, nessuna virata in campi che non sono puramente power, e rispetto ai toni easy listening di alcuni brani dei dischi precedenti qui le atmosfere sono più epiche, eroiche e solenni, centrando l’obiettivo in tutti i quattordici brani che compongono il disco. Già, quattordici brani, senza intro, outro o intermezzi strumentali, un numero tale di canzoni (e di ottima qualità) con cui molte band pubblicherebbero due dischi.

Union of the Strong spalanca le porte di questo Beyond, il brano scelto anche come singolo e primo video è Freedom Call al 100%, anche se forse è proprio uno dei meno belli di tutto l’album, penalizzato da un ritornello ruffiano e melodico ma un po’ inflazionato dall’uso delle solite frasi come: “Jump and Carry On, rise up for the Union of the Strong”, difetto non grave, ma di cui risentono anche altri brani, perfettamente riusciti dal punto di vista musicale e melodico, ma dalle tematiche e dai testi (quindi dai termini) un po’ abusati. Knights of Taragon e Heart of a Warrior vi faranno prima sbattere la testa in modo forsennato e poi saltare sulla vostra scrivania urlando a squarciagola i ritornelli alzando il pugno al cielo. Ma è con Come on Home che troviamo la prima vera hit del disco: il brano è un power speed in puro stile primi Helloween, influenza che ritroveremo in diversi brani, e che ci conferma che i Freedom Call sono entrati di diritto nell’olimpo delle band power. La title track è invece il vero capolavoro del disco, perfetta sotto tutti i punti di vista, dagli intermezzi di pianoforte agli arrangiamenti pomposi ma non troppo, curati ed efficaci, dal ritornello esplosivo e trascinante nella sua immediatezza all’interpretazione sentita di un Chris Bay in splendida forma. Among the Shadows o Journey Into Wonderland di certo non inventano nulla, ma sono ben fatte, ben suonate, riuscite, godibili ed ispirate; di livello leggermente superiore Edge of the Ocean e la vagamente tribale Dance Off the Devil. Si torna a livelli altissimi con Paladin e Colours of Freedom, mentre Follow Your Heart, che nel riff iniziale ricorda la leggendaria I Want Out dei maestri Helloween, si aggiudica il titolo di happiest song del disco, anche se ad onor del vero tutto il disco è pervaso da atmosfere e da un mood talmente positivo ed allegro che potrebbe essere prescritto come antidepressivo. Perché alla fine i Freedom Call sono questo: happy power metal all’ennesima potenza, senza la voglia o la presunzione di inventare nulla, ed in questo ne sono davvero maestri incontrastati. Una volta metabolizzato ed accettato questo concetto li si apprezzerà nel migliore dei modi, viceversa l’ascoltatore esigente ed affamato di tecnica o innovazione tanto quanto il depresso cronico desideroso solo di morte e distruzione potrà (e dovrà) starne alla larga come la peste. Da segnalare anche la buona prestazione di tutti i componenti, oltre al mastermind Bay: l’ormai fidato Lars Rettkowitz alla chitarra solista, il figliol prodigo Ilker Ersin che ritroviamo dopo anni al basso in pausa dai suoi Powerworld, ed ottima per quanto lineare e priva di sorprese la prova di Ramy Ali alla batteria, in sostituzione del dimissionario Klaus Sperling. Poco o nulla da dire anche sulla produzione, di altissimo livello, che ci consegna un prodotto perfettamente bilanciato tra suoni, potenza e mixaggio di tutti gli strumenti. Unico difetto, come anticipato all’inizio, è la mancanza di qualche canzone che esca dai canoni classici del genere, in quanto tutti i brani sono delle fast song di puro ed incontaminato power metal teutonico.

Beyond riporta la band ai vertici della scena, dopo un paio di dischi che pur essendo ottimi hanno contrastato un po’ la critica, e nonostante questo la band passo dopo passo ed anno dopo anno è sempre riuscita a guadagnare pubblico e popolarità, permettendosi tour da headliner un po’ ovunque. D’altronde, se come detto non fate parte di quel pubblico che proprio non sopporta il genere e a cui vengono le convulsioni al primo coretto “oh oh”, come si fa a non amare questa band? Come si fa a non provare simpatia e rispetto per un personaggio come Chris Bay, che rispecchia esattamente l’allegria e la spensieratezza delle sue canzoni, uno dei pochi musicisti che saluta e ringrazia pubblicamente tutte le band di supporto dei propri concerti, raccomandando il pubblico di seguirli e supportarli, o che non si stanca mai di firmare autografi, fare foto o scambiare pareri prima e dopo i concerti, senza mai negare un sorriso, un saluto o un augurio sincero. I Freedom Call sono questo: senza troppi fronzoli, la garanzia di un prodotto sempre ben suonato e ben confezionato, canzoni allegre da ascoltare e canticchiare, tanto soli nella propria camera per rilassarsi quanto in macchina con gli amici mentre si va ad una grigliata. E se proprio li odiate, pazienza, c’è tanta altra musica per voi.

“Carry on, carry on, The chanting has begun, a hymn of fame and glory, forever, and ride on, ride on, In union we are strong, a symphony for freedom and glory”



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
81.14 su 27 voti [ VOTA]
mauroe20
Giovedì 5 Settembre 2019, 15.37.09
37
ero scettico ma alla fine l'ho ordinato
VALERIO
Sabato 7 Aprile 2018, 13.50.27
36
Vorrei porre un quesito agli Amministratori del sito: perchè non sono stati recensiti album dei Freedom Call come Eternity e Dimensions? Sono due dischi importanti, non capisco per quale motivo manchi la Vs recensione....
Valerio
Domenica 1 Ottobre 2017, 20.13.27
35
Ho letto con molta attenzione la recensione e i commenti e voglio sottoscrivere tutto quanto: questo sito è straordinario, l’analisi di questo disco è semplicemente perfetta e mi voglio congratulare con il recensore, equilibrato, sottile, si è dimostrato profondo conoscitore di questo disco. Da poco tempo ascolto i Freedom Call e devo ammettere che mi hanno subito calamitato: andando a ritroso, sono partito dall’ultimo album e voglio andare indietro sino al primo. La cosa incredibile è che questo disco non molla un attimo la tensione nell’arco di 14 brani. Ogni vero metallaro deve avere questo disco sul comodino, mi raccomando. Voto 84
HeroOfSand_14
Venerdì 27 Gennaio 2017, 21.22.59
34
Anche dopo tre anni questo disco rimane probabilmente l'apice della band, melodie cosi contagiose non si sentivano da un pezzo. Knights Of Taragon e Coming Home sono da pazzi. Grandissimi e come sempre divertenti come pochi altri!
Muuccapazza
Domenica 30 Marzo 2014, 19.23.42
33
La fai facile tu pensa che io sono vegetariano e mi tocca fare un lavoraccio , meno male che poi mi ascolto i miei gruppi preferiti , tipo questi happy power e con l'aiuto di un paio di birre mi tiro su il morale , a parte tutto la recensione mi è piaciuta e il cd lho trovato veramente bello …oyeahh
GorgoRock
Domenica 30 Marzo 2014, 19.12.25
32
Quoto Radamanthis come recensore (ottimi i suoi interventi) Ma Raga!! Sono solo io che dopo aver ascoltato i Freedom Call e va a letto, alla mattina si sveglia e canta il ritornello di Mr.Evil, Power & Glory e Union of the Strong....non riuscendo a toglierli dalla testa??? Ben venga una Band come questa!!! Sempre comprati a scatola chiusa. Poi viva i Kiss, Judas ecc.. Ma Freedom eccezzionali nel loro genere...E famoci na risata!!! Happy Metal never dies!!
HeroOfSand_14
Martedì 25 Marzo 2014, 18.35.01
31
In risposta a @Ste: sono tra i primi a dire che i Freedom sono ripetitivi fino alla morte, ma se nella loro ripetitività troviamo della musica coi fiocchi, perchè dargli contro? Basta ascoltarli in piccole quantità, dopo un pò possono stufare, ma Bay ha sempre saputo cosa vuol dire suonare un genere allegro, in contrasto con molti gruppi odierni. Non sono uno di quei gruppi power ultratecnici e complessi, bisogna prenderli esattamente al contrario di questi.. Ah, il fatto che molte canzoni dell'album siano simili ai Keeper mi sembra una cosa normalissima, quanti gruppi hanno preso spunto ( più) dai lavori delle zucche? E' sempre cosi e sempre sarò, visto che gli Helloween hanno inventato il genere, e i gruppi venuti dopo ne hanno ricalcato le orme..
Daniele 68
Martedì 25 Marzo 2014, 0.15.07
30
Rada for President.
Radamanthis
Lunedì 24 Marzo 2014, 15.14.24
29
Beh, a parte i piacevolissimi commenti qui sotto x cui ringrazio ancora una volta tutti vorrei parlare un pò del disco, ormai ascoltato e riascoltato all'infinito...Disco che si colloca tra le ultime produzioni e il glorioso inizio della band in modo molto naturale e quasi logico senza la benchè minima forzatura. Disco di ottima fattura a livello di qualità sonora e di produzione, pulita e precisa come richiede il genere, in cui si sente tutto alla perfezione e ben indistintamente. Il livello compositivo è elevatissimo soprattutto perchè si parla di ben 14 brani tra cui non c'è uno che sia un filler! E questo, oggi, è sfortunatamente una rarità che quando capita va sottolinato e risottolineato. Molte band si fermano a 7/8 buoni brani e poi tirano con intro/outo/filler fino a 12/13 brani mentre i FC sfornano 14 ottimi brani senza mezzi termini. Mauro in sede di rece ha già detto tutto ciò che c'era da dire e mi trovo in toto in accordo con lui, alzo solamente il voto di 7 punti...87 lo merita perchè lo reputo il disco più maturo ma anche abbastanza spontaneo (nonostante gli anni trascorsi dal debut) per poterlo coniderare un masterpiece. TOP SONGS: Union of the strong, Knights of Taragon, Beyond (in assoluto la top songs del disco), Journey Into Wonderland e la helloweeniana (anche troppo forse...) Follow Your Heart ma direi che tutti i brani han qualcosa per essere ricordati e forse è proprio questa la vittoria finale del disco. Parlando delle prove dei singoli musicisti non si può non sottolinare la prova maiuscola di Chris Bay che incarna alla perfezione la voce del power metal manco fosse Michael Kiske e il ritorno di Ilker Ersin al basso, la cui prova sembra veramente interessante. Ramy Ali non fa niente di che ma il genre non lo richiede mentre Lars Rettkowitz (ormai da Dimension del 2007 con la band) si dimostra un validissimo chitarrista che con Bay forma una più che buona coppia alle sei corde. E ora aspettiamo il tempo stabile ed il sole per andare a farci una bella grigliatona con costine, salamelle, salsiccia, verdure, vino rosso, birra e...Freedom Call!
xXx
Lunedì 24 Marzo 2014, 10.06.54
28
si si, petizione x radamanthis redattore!!!!!!!!!!!!!!!
Lizard
Lunedì 24 Marzo 2014, 9.53.29
27
@Daniele: ti ho già invitato a rimanere OT. Questa è la recensione dei Freedom Call. Per altro, ci sono gli spazi deputati e il forum. Grazie.
Daniele 68
Domenica 23 Marzo 2014, 23.02.22
26
@lizard. Ho letto l'articolo into the backdoor da te menzionato ed ho capito il motivo di alcune omesse recensioni. Ma ,tornando ai Primal Fear, avendo cambiato label negli ultimi 2 dischi,voi non li avete recensiti nessuno dei due. Cio' e' curioso quantomeno....
Cellblock
Domenica 23 Marzo 2014, 22.59.28
25
"Carry on, carry on..." quante volte l'ho sentita prima di andare a fare le grigliate! Purtroppo i Freedom Call nonostante siano estremamente professionali, sia su disco che dal vivo, rimangono ancora troppo attaccati alle radici del genere...peccato che Bay non osi un po', visto che ha tutte le carte in regola per farlo. @Radamanthis mi aggiungo a tutti quelli che, a furor di popolo, ti vogliono come prossimo recensore di Metallized
Radamanthis
Domenica 23 Marzo 2014, 20.22.44
24
Grazie ragazzi...troppo gentili...
Northcross1
Domenica 23 Marzo 2014, 20.11.08
23
Radamanthis è un grande, la sa sempre molto lunga ed i suoi gusti sono sintonizzati con i miei. Questo è un gran bel album di power classicissimo... In questo periodo vado molto di power in particolar modo con gli Stormwarrior e questo si aggiungerà ai dischi che girano. Stay metal
Radamanthis
Domenica 23 Marzo 2014, 19.05.19
22
Grazie, mi fa piacere. Cerco di commentare meglio che posso per poter contribuire in qualche modo anche io (anche se indirettamente) a questo ottimo sito!
Lizard
Domenica 23 Marzo 2014, 19.04.13
21
@Radamanthis: come dicemmo sotto un'altra recensione, avevamo scritto i criteri del come e perché vengano recensiti i dischi, nella serie di articoli a titolo Into the Backdoor. Lì c'è tutto, se avete tempo di leggerli. Vi farete un'idea senz'altro più precisa del perché alcuni dischi sì e altri no
Daniele 68
Domenica 23 Marzo 2014, 18.27.58
20
Sappi che leggendo i tuoi innumerevoli commenti siamo molto sintonizzati a livello musicale. Ti stimo fratello!!!
Radamanthis
Domenica 23 Marzo 2014, 18.15.10
19
Hola! \m/
Daniele 68
Domenica 23 Marzo 2014, 17.55.45
18
Battitura!!! Una delle mie band preferite da anni. Ciao Rada.
Radamanthis
Domenica 23 Marzo 2014, 17.00.34
17
Iced Earth...non heart...comunque, errore di battitura (o di conoscenza a parte) quoto.
Daniele 68
Domenica 23 Marzo 2014, 14.19.08
16
Sentito adesso sul tubo. Disco spettacolare riferito al sottogenere power al quale appartiene. Certo,se uno vuole power + aggressivo ci sono i divini Iced Heart pronti ad accoglierli a braccia aperte.....
Mauro Paietta "My Refuge"
Domenica 23 Marzo 2014, 13.16.09
15
Ovviamente i gusti di ognuno sono soggettivi, non si discutono e meritano rispetto... @Ste io stesso ho recensito i Dark Moor, mi sono molto piaciuto, li seguo da anni e li ritengo molto validi, anche se, sempre secondo me Ars Musica è un passo indietro rispetto ad altri loro lavori. Io adoro i Secret Sphere ed in molti commenti ne ho elogiato i lavori, ma di originalità in entrambi i casi ce n'é poca. Sempre secondo me Beyond è un disco molto bello, ed in generale la produzione Freedom Call, ma il gusto della musica, quando fatta bene e con il giusto criterio, è sempre soggettiva. C'è una valanga di musica Thrash, Death, Heavy, anche Power che ritengo spazzatura, semplicemente ne sto alla larga ed ascolto la musica che mi piace e che mi da emozione...
Ste
Domenica 23 Marzo 2014, 12.53.14
14
ma per favore questo è un'insulto belllo e buono al power, grazie a gruppi dimmmerda come i Fredoom Call il genere è fermo, statico in avanzato stato di decomposizione da almemo 15 anni.. somo sempre i soliti nomi noti che rimangono a galla e fanno tutto sommato dei bei lavori, ci sono anche realtà più interessanti come gli spagnoli Dark Moor o i nostrani Secreth Sphere e Holy Knigths che meriterebbero più spazio, ma dato che sono siciliani non li caga nessuno e invece per 'sti tedeschi che non fanno altro che mimare in T U T T O gli Helloween (c'è bisogno che lo dica?) lodi qui e là per quello che è un disco (come per i precedenti lavori) assolutamente MANIERISTA. Tutto è ben suonato, le canzoni ci sono, tutto è a posto; peccato che questa formula musicale sia vecchia di quasi 30 anni. Imbarazzante. Mi sono sempre tenuto alla larga da questo gruppo, già il nome altisonante la disce lunga (freedom e call sono tra le parole più inflazionate nel power) Un gruppo che non è capace di far avanzere una nuova idea musica, (di power, dato l'ambito), limitandosi a ricilclare a ogni release il solito minestrone non inventando niente per me è una band morta, e i Freedom Call lo sono. Se a voi piace sentirvi l'ennesimo rimpasto di Keeper of the seven Keys e farvi prendere per il suddetto per l'ennesima volta fate pure... io odio band come queste, io odio i Freedom Call e non ne faccio un mistero; assolutamente inutili.
Daniele 68
Domenica 23 Marzo 2014, 12.05.44
13
Farei un nuovo O.T. Per gli amanti del power-prog darei un ascolto a " One" dei vandroya. Debut album clamoroso!!!Fine degli O.T x sempre. Scusatemi in anticipo.
entropy
Domenica 23 Marzo 2014, 0.33.16
12
Io invece con l'età ho finito per non amare più tantissimo certe sonorità. Ho adorato il primo album, ma era un altra epoca. Non voglio neppure dire che siano peggiorati tanto da allora, solo che la musica si evoluta, e loro sono rimasti fermi lì. Non dico che sia un brutto album, tutto sommato ancora li ascolto. Però davvero questo hapy metal zuccheroso non è affatto longevo.. due e tre ascotli e poi basta. Onestamente non concordo con il recensore che ha visto nei due dischi precedenti una maggiore varietà della proposta. Alla fine siamo sempre lì, alle solite cose. Però merito dei fredddom è senz'altro quello di aver un sound , che sia pure in un genere ormai inflazionato, è del tutto riconoscibile e particolare... volendo (almneo all inizio) anche orginale (così "happy" non c'e nessuno!!!). Solo che è uno stile che secondo me non è "il massimo". In quest album poi c'e una canzone agghiacciante "dance off the devil"... davvero orrrida. In definitiva un disco che secondo me a secodno delle preferenze potrebbe attestarsi tra un 60 ad un massimo di 70 per gli amnati del power... ma vedo che non la pensate come me!! iPer quanto mi riguarda glo dò un 67.
sandro70
Sabato 22 Marzo 2014, 21.05.36
11
@Oldmetalheart61 continuano a piacermi anche a me nonostante la mia non più verde età. Questo disco ( come tutti i precedenti ) è una goduria.
Radamanthis
Sabato 22 Marzo 2014, 20.21.47
10
Credo il problema sia che i dischi non arrivino in redazione per essere recensiti, non credo dipenda dallo staff di metallized. Domanda a tal proposito x lo staff: c'è un obbligo da parte delle case discografiche di inviare il prodotto per essere recensite oppure, indipendnetemente che la casa "tal dei tali" spedisca o meno il disco (in qualsiasi formato intendo) viene deciso di fare la rece o meno? Mi spiego meglio: se io recensore di turno mi sono comprato x i cavoli miei un disco e propongo al caporedattore di fare la recensione (o viceversa...) il fatto che la casa discografica di turno lo abbia o meno spedito cambia qualcosa? Lo so di essere offtopic ma visto che è stato tirato in ballo il discorso anche solo x curiosità era una cosa che credo possa essere interessante da sapere. A tal proposito avevo già posto una simile domanda in una sede più opportuna (come nasce una recensione...) chiedendo come si decide di recensire un album rispolverato piuttosto che un altro ma non mi cagò nessuno di striscio...
xXx
Sabato 22 Marzo 2014, 16.56.49
9
disco veramente bello che si slega dagli ultimi x ritrovare le atmosfere dei primi stupendi dischi! sono l'essenza dell'happy metal. le canzoni che ho trovato più belle sono beyond e follow your heart. il voto si avvicina all'85 x me. x collegarmi al discorso di primal fear anche io aspetto la rece e già ke ci siamo anche quella dei place vendome di thunder in the distance.....chiedo a titolo informativo come mai questi dischi usciti già da un pò nn sono stati recensiti emntre questo tanto x fare un esempio si...grazie x la risposta in anticipo
Oldmetalheart61
Sabato 22 Marzo 2014, 15.39.40
8
Datemi pure del matto o del bamboccione, ma alla mia età riescono ancora a piacermi
Daniele 68
Sabato 22 Marzo 2014, 15.26.20
7
Ok grazie. Aspetto la vostra rece sul nuovo Primal.
Lizard
Sabato 22 Marzo 2014, 13.47.27
6
Daniele: nessuna delle due cose, tant'è che abbiamo da poco recuperato il loro album di debutto. Comunque, questa è la recensione dei Freedom Call, parliamo di loro
Daniele 68
Sabato 22 Marzo 2014, 12.55.16
5
Chiedo a titolo informativo: le non recensioni dei Primal Fear hanno un motivo editoriale o ritenete il gruppo non sufficentemente importante? Saluti a tutti.
Radamanthis
Sabato 22 Marzo 2014, 10.31.35
4
La recensione che aspettavo e speravo per una band che ho amato e sperato tornasse a certi livelli....ottimo lavoro Mauro, ottimo lavoro Freedom Call...ora ascolterò certamente questo disco! Carry on, carry on!!!!
mhg
Sabato 22 Marzo 2014, 10.02.15
3
freedommm!
Gokronikos
Sabato 22 Marzo 2014, 9.46.02
2
Bel disco! Visto che il mondo è una merda, meglio stare allegri, no? A tutto volume!
Seishinbyouin
Sabato 22 Marzo 2014, 8.55.49
1
Ha ragione il Nostro: i Freedom Call o si amano o si odiano. Ma siamo sicuri che gli amici in auto con Mauro diretti alla citata grigliata siano tutti del primo avviso? Magari tra loro, Dio ce ne scampi, c'è un depresso cronico colto regolarmente da convulsioni al primo coretto “oh oh”. Sicuramente non sarà questo il caso, confido che il buon recensore abbia la sensibilità umana di non imporre l'ascolto di Bay e la sua banda a ogni piè sospinto.
INFORMAZIONI
2014
Steamhammer/SPV
Power
Tracklist
1. Union of the Strong
2. Knights of Taragon
3. Heart of a Warrior
4. Come on Home
5. Beyond
6. Among the Shadows
7. Edge of the Ocean
8. Journey Into Wonderland
9. Rhytm of Light
10. Dance Off the Devil
11. Paladin
12. Follow Your Heart
13. Colours of Freedom
14. Beyond Eternity
Line Up
Chris Bay (Voce, Chitarra)
Lars Rettkowitz (Chitarra)
Ilker Ersin (Basso)
Ramy Ali (Batteria)
 
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