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Alice Cooper - Killer
( 3837 letture )
Dopo il tour del 1971 che impose lo spettacolo di Alice Cooper (o meglio, degli Alice Cooper, visto che Vincent Furnier avvierà la sua carriera solista solo più avanti), classificato come grandguignolesco, eccentrico, eccessivo, kitsch e fortemente sconsigliato per il pubblico giovane, facilmente traviabile dall'allestimento fuori dai canoni messo in piedi dal nostro, il cantante e la sua band erano pronti per un nuovo album in studio. Dopo il grande successo di Love It to Death, contenente l'inno transgenerazionale I'm Eighteen ed il successo esponenzialmente aumentato dalle critiche dei soliti benpensanti sui vari mezzi d'informazione disponibili all'epoca, la missione di ampliare ulteriormente la loro presenza sulla scena fu affidata a Killer. Prodotto dal carismatico Bob Ezrin, il lavoro in questione si presentava ancora fortemente legato alla decade precedente, sia come approccio compositivo che come mentalità generale, ma includeva anche delle influenze molto più moderne, che introducevano la band negli anni '70. Questa miscela, avrebbe prodotto uno dei lavori più interessanti della carriera di Alice e, paradossalmente, uno dei meno conosciuti e più sottovalutati della sua discografia.

Killer è aperto da due pezzi piuttosto aggressivi per l'epoca come Under My Wheels e Be My Lover, ben sostenuti dal riffing di Glen Buxton e Michael Bruce. Il primo è un vero manifesto della musica di/degli Alice Cooper, un vero musical-rock da pièce teatrale horror pre-The Rocky Horror Picture Show (opera che deve molto a questo artista), che vede anche la presenza di fiati ed un trascinante assolo di chitarra. Il secondo è più canonico, simile a certe cose dei Rolling Stones anni '60, ma con una ovvia impronta più sinistra. Halo of Flies è un brano più complesso e musicalmente strutturato rispetto ai precedenti. Il tentativo è quello di inserire nella musica del gruppo elementi mutuati dal progressive rock, segnatamente importati dai King Crimson, con un risultato finale classificabile come davvero molto riuscito. Forse il pezzo più interessante dell'intero album, almeno dal punto di vista concettuale. Non è esattamente chiaro, viste le contrastanti dichiarazioni in merito di Alice, se Desperado sia stata scritta come omaggio ad un personaggio de I Magnifici Sette di John Sturges, oppure in memoria di Jim Morrison, quel che è certo è che si tratta di un grande pezzo. Oscuro, malinconico, teatrale in maniera soffusa e cantato in maniera estremamente coinvolta; davvero riuscito. Cambio di facciata, cambio di atmosfera: You Drive Me Nervous è un (ovviamente) nervoso rock-blues che si rivela poco più che un pretesto -pur ben fatto- per ribadire ancora una volta quanto Alice Cooper sia adatto a cantare certe cose, valorizzandole al massimo delle loro potenzialità. Più o meno stessa situazione si ripropone per Yeah, Yeah, Yeah, risolta però in modo più easy, mediante il ricorso a sonorità provenienti dalla prima metà degli anni sessanta, appena irrobustite da un arrangiamento "cazzuto" della parte centrale della canzone. Come è lecito aspettarsi da una band simile, il veleno sta in coda. Gli ultimi due brani, infatti, sono autentiche chicche per i seguaci dei suoni noir. Inconfondibile il giro di basso che apre Dead Babies, canzone che non solo influenzerà gruppi che siamo abituati ad associare al metal-rock più glam e dark, ma anche realtà appartenenti ad altri settori. La malinconia languida del basso e della voce si uniscono ad un arrangiamento che lascia ancora la porta aperta, anzi, spalancata, agli anni '60, ibridando il dark primi anni settanta con suoni post-Beatlesiani. Un altro oscuro e più moderno giro di basso introduce la conclusiva Killer, altro pezzo con le medesime caratteristice del precedente, ma un po' meno sinuoso e più diretto, pur inglobando elementi psych abbastanza evidenti, che poi convergono in sonorità decisamente da colonna sonora di film horror nella seconda parte del brano.

Killer è, come tutti gli album del periodo pre-solista, un prodotto figlio del lavoro del gruppo, integrato da quello del produttore Bob Ezrin, il quale provvede a co-firmare due pezzi ed a suonare le tastiere. La cosa risulta maggiormente evidente se si considera che, dell'intera scaletta, Alice Cooper pone il suo nome solo in cinque delle otto canzoni presentate, con gli strumentisti a svolgere il grosso del lavoro compositivo. A prescindere dall'apporto più meno elevato offerto in sede di scrittura, però, sono la voce, l'interpretazione e la capacità di Alice Cooper di esaltare poi il tutto sulle tavole di un palco, a conferire all'album quel quid che soltanto un artista di caratura superiore può donare. Tralasciando le influenze complessive della sua figura sulla scena musicale, la cui analisi, oltre ad essere stata già affrontata altrove, ci porterebbe troppo lontano dall'ambito del disco in oggetto, va rilevato come Killer sia citato come lavoro di estrema importanza sia da parte di artisti punk (Jello Biafra, Johnny Rotten) che metal (Iced Earth, Guns N' Roses) che di altre aree musicali, con varie coverizzazioni di alcuni suoi pezzi. Disco da possedere sia per motivi collezionistici che culturali, essendo catalogabile come uno dei più interessanti giunti da oltre oceano nella prima metà degli anni '70, Killer rimane estremamente piacevole anche a distanza di oltre quarant'anni dalla sua uscita, segno questo, di indiscutibile qualità.



VOTO RECENSORE
89
VOTO LETTORI
93.5 su 22 voti [ VOTA]
Aceshigh
Lunedì 23 Settembre 2019, 17.39.26
11
@Rob Fleming. E già, hai ragione, Sweet Jane è uscita un anno prima, non ci avevo pensato. Però la versione dei Velvet Underground, a parte l’atmosfera, non ha proprio esattamente al 100% lo stesso giro, mi sembra ci sia un accordo di passaggio che le differenzia un po’ (successivamente Reed solista invece quell’accordo lo toglie proprio e i due riffs effettivamente diventano identici). Posso salvare Michael Bruce dal plagio... 😅 Beh, comunque sono veramente tanto simili...
Rob Fleming
Lunedì 23 Settembre 2019, 17.09.24
10
@Aceshigh: urca! E' vero! bravo! "Cercherò mi sono sempre detta cercherò. Troverai, mi hanno sempre detto troverai...". Certo che a sto punto a ben pensarci Sweet Jane che è del '70, però...
Aceshigh
Lunedì 23 Settembre 2019, 16.42.06
9
Probabilmente il mio preferito “degli” Alice Cooper, subito dopo Billion Dollar Babies. Un classico dopo l’altro, dall’iniziale Under my Wheels fino alla title-track, passando per Be My Lover (il cui riff - lo sappiamo tutti - è identico a quello di una famosissima song di una cantante italiana) o per Dead Babies, forse l’apice di tutto l’lp. Voto 90, ad essere tirchi.
Rob Fleming
Sabato 16 Gennaio 2016, 13.38.03
8
Sequela di classici impressionante: Under my wheels, Desperado, Be my lover, la stessa Killer, più inquietante dei Black Sabbath. E se Tarantino ascoltasse Halo of flies, sicuramente la inserirebbe in una qualche scena un pò malata. Voto 80
Fede97
Mercoledì 30 Luglio 2014, 14.40.03
7
L'album che preferisco della band! Fantastico, anche se la copertina lascia un po' a desiderare...
venom
Domenica 11 Maggio 2014, 22.11.09
6
capolavoro assoluto una pietra migliare della nostra musica!forse il disco che amo di piu di alice.halo of flies e desperado sono le mie preferite ma e un lotto vincente dall inizio alla fine.grandissimo artista.
hulk
Lunedì 24 Marzo 2014, 21.56.37
5
Grandissimo album,un pezzo di storia,o meglio uno dei pilastri dell'hard/rock,capace di stupire l'ascoltatore meravigliandolo e deliziondolo in un turbinio di capacità e varietà di suoni,stupisce ad esempio la varietà sonora nel brano halo of flies,esplorando e sperimentando nuovi e innovativi percorsi strumentali mettendo in risalto la parte in cui spadroneggia il basso di Dunaway.Under my weels brano che non da tregua, grezzo e fulminante rock and roll,e la magnifica desperado dove omaggia egregiamente il compianto e grandissimo jim Morrison e in cui esclama "sono un assassino,sono un pagliaccio",e nella evocativa e cupa title-track finale Killer do ve i magnifici riff di chitarra si fanno cupi e oscuri accompangnando su ritmi cadenzati gli urli strazianti ma stupendi della voce magnifica dI Cooper.Insomma musiche robuste e grottesche,humour a tratti macabro,ottima componente teatrale e l'ottimo lavoro di Bob Ezrin,produttore, tastierista e arrangiatore, fanno di quest'album un capolavoro senza tempo.Voto:98.
CauldronBorn
Lunedì 24 Marzo 2014, 19.55.59
4
Tanta roba, ma tutti i lavori di AC del periodo settantiano sarebbero da insegnare nelle scuole. Tutto il disco si attesta su livelli altissimi ma ho sempre avuto una predilizione per Halo of Flies e Desperado in particolare, mamma che pezzi...
Lizard
Domenica 23 Marzo 2014, 14.08.27
3
Disco splendido in cui la maturazione dell'Alice Cooper personaggio va compiendosi appieno. Uno dei miei preferiti, son dalla prima volta che ho sentito Under My Wheels.
Galilee
Sabato 22 Marzo 2014, 20.38.55
2
Capolavoro assoluto. Un 89 dato da Raven è come un 150 dato da qualsiasi altro recensore.
CYNIC
Sabato 22 Marzo 2014, 14.21.12
1
che dire se non la parola più usata per la sua discografia cioè C A P O L A V O R O.
INFORMAZIONI
1971
RCA Records
Hard Rock
Tracklist
1. Under My Wheels
2. Be My Lover
3. Halo Of Flies
4. Desperado
5. You Drive Me Nervous
6. Yeah, Yeah, Yeah
7. Dead Babies
8. Killer
Line Up
Alice Cooper (Voce, Armonica)
Glen Buxton (Chitarra solista)
Michael Bruce (Chitarra ritmica, Tastiera)
Dennis Dunaway (Basso)
Neal Smith (Batteria)

Musicisti Ospiti
Bob Ezrin (Tastiere)
Rick Derringer (Chitarra su traccia 1)
 
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