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Cannibal Corpse - Eaten Back to Life
( 3681 letture )
Testi morbosi e violenti, ritmiche forsennate e spaccaossa, voci dall'oltretomba, sangue e budella ovunque: ecco una breve descrizione dei Cannibal Corpse, band che fa parte indiscutibilmente del gotha metallico mondiale, conosciuta ed apprezzata in ogni dove, forte di uno stile brutale, personale e di una carriera lunga ed incessante.
Caposaldo del death metal, il sound dei Cannibal Corpse rimane efferato e devastante come pochi, a dispetto dei tanti anni sulla scena; Eaten Back to Life è il primo tassello, primitivo, derivativo, embrionale, ma anche dannatamente divertente ed appassionato.

In questo primo disco non si è ancora giunti alla batteria martellante di Meet Hook Sodomy, alle malatissime sonorità di Hammered Smashed Face ed in generale al morboso e perverso sound tipico dei newyorkesi, ma vengono poste le necessarie basi della sua creazione.
Infatti, i richiami al sempre amato thrash metal sono evidentissimi, soprattutto nelle strutture, il vocione di Chris Barnes è ancora facilmente intelligibile, il buon caro Paul Mazurkiewicz è ancora al di là dal triturare completamente i timpani dei fan, Alex Webster, seppur fondamentale, è ancora lievemente nascosto nelle retrovie e le chitarre sono sì efferate, ma non ancora dei martelli pneumatici conficcati nel cranio.
Tutto questo ovviamente ha senso se rapportato ai lavori successivi dei Cannibal Corpse, poiché in definitiva Eaten Back to Life è pur sempre putridume sonoro dei nostri cinque beniamini, un macigno di sangue, ossa e budella che colpisce violentemente grazie ai suoi numerosi cambi di tempo, alle ritmiche forsennate, all'energia ed al divertimento forieri di brutali headbanging.
Le canzoni sono vivaci, varie e calamitanti, fermandosi a metà tra death metal e thrash, un ibrido presto abbandonato in favore di soluzioni più pesanti ed estreme, ma lo spirito casinaro e festaiolo e la buona scrittura delle tracce rendono il tutto davvero godibile e micidiale al tempo stesso.
È difficile, infatti, restare fermi davanti alle rasoiate di Put Them to Death, alla furia di Mangled, alla devastazione di Born in a Casket, alla velocità di The Undead Will Feast, alla micidiale A Skull Full of Maggots ed alla conclusiva Buried in the Backyard, in cui velocità, ritmo, horror ed atrocità creano un mix potente e forsennato.

Il risultato ottenuto è merito anche dello storico Scott Burns, indimenticato produttore che ha contribuito ad esaltare le sonorità deviate dei Cannibal Corpse.
Mi si permetta una piccola digressione a proposito di Burns: c'è da rimarcare il fatto che una buona produzione sia fondamentale non solo per la riuscita del disco, ma anche per forgiare un sound assolutamente originale, diverso da qualsiasi altro. È curioso notare quindi che, nell'epoca d'oro del death metal, ogni band aveva un suo suono, che ne elevava i pregi, e non uno standardizzato e fotocopiato ovunque che appiattisce spesso e volentieri il sound di un gruppo, non tenendo conto delle sue peculiarità; in questo si riflette anche la qualità della registrazione stessa, oggi totalmente compressa per "suonare più forte", laddove dischi come il qui presente Eaten Back to Life, ma anche altri come Malevolent Creation o Altars Of Madness riuscivano ad equilibrare un suono pesante ed oscuro ad una più che discreta registrazione. Sarà un caso quindi che gran parte dei dischi storici sia passata prima tra le mani di Scott?

Insomma, Eaten Back to Life è spesso bistrattato e poco apprezzato dai fan dei Cannibal Corpse; forse è troppo "diverso" e non ancora fondamentale come i lavori immediatamente seguenti.
Eppure anche questo primogenito ha le sue carte da giocare, una vena di ironia e divertimento lo pervadono, insieme a tutta la passione e dedizione dei nostri, i quali infatti non mancano di portare on stage qualche estratto dalla loro prima fatica. È un disco forse non imprescindibile, ma testimone e punto di partenza della carriera di una band, quella sì, imprescindibile per la nostra amata musica.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
80.33 su 15 voti [ VOTA]
MetallaroRosso
Sabato 1 Aprile 2017, 21.43.28
18
voto 97, uno dei migliori album dei Cannibal Corpse, e un esordio coi fiocchi.
VecchioThrasher
Martedì 15 Settembre 2015, 21.37.32
17
Molto bello e brutale!
hm is the law
Mercoledì 2 Aprile 2014, 17.39.08
16
Ho il CD, non il migliore dei Cannibal Corpse, ma ragazzi che rasoiate!!
###
Martedì 1 Aprile 2014, 21.54.04
15
Ciao vichingo!
Lord Ancalagon
Martedì 1 Aprile 2014, 21.36.06
14
Ottimo esordio e probabilmente è quello che più apprezzo della loro discografia.
Ad astra
Lunedì 31 Marzo 2014, 12.03.09
13
album seminale e di fondamentale importanza per la nascita di un genere e di un'icona quale i CC!. curiosità....fortunatamente son riuscito a ritrovare la versione speciale uscita nel 1990 con jewel case completamente nera e loco canibal cromato sopra, in quella versione han censurato artwork... per i feticisti dei cimeli c'è anche la versione fatta con la carta da lettere...ma andiamo dai 50/60 € in avanti.
Galilee
Lunedì 31 Marzo 2014, 9.35.42
12
Già,quell'almanacco di Dylan Dog ha fatto scuola a molti. Grazie a quel volumetto conobbi un sacco di gruppi. Per il resto concordo con la recensione.
Vitadathrasher
Domenica 30 Marzo 2014, 22.11.09
11
Anche io lo vidi su quell'almanacco di dylan dog!
SNEITNAM
Sabato 29 Marzo 2014, 19.12.11
10
Per quel che mi riguarda i primi tre dei Cannibal sono una cannonata pazzesca. Li ho iniziati ad ascoltare nel '93 in un periodo in cui comprai le cassette (che posseggo tutt'oggi) di Tomb of the Mutilated, Abominations of Desolation dei Morbid Angel e Symphonies of Sickness dei Carcass. Il '93 è stato per me l'anno in cui entrai nei meandri del Metal estremo. La prima volta che vidi la copertina di quest'album è stao in un almanacco di Dylan Dog del '91 o del '92, adesso non ricordo bene. C'era anche una foto dei Deicide con le facce coperte di sangue. Comunque appena vidi questa copertina dissi a me stesso che dovevo assolutamente trovare quest'album. Lo trovai qualche anno più tardi e adesso lo conservo anche in vinile. Storia del Death Metal non c'è niente da fare. Band fondamentale che seppur non abbia inventato nulla con la sua personalità ha spinto il Death verso meandri ancora più oscuri ed estremi. Questo è stato il loro primo passo e per chi piace ascoltare una determinata musica deve assolutamente possederlo
Vitadathrasher
Sabato 29 Marzo 2014, 15.31.18
9
È l'unico disco che posseggo di loro, comprato più per curiosità e per la copertina truculenta, quando uscì .Non è che questo genere mi faccia impazzire ma in questo album ci sono dei pezzi davvero godibili e il fatto che abbia un'impronta thrash è tutto di guadagnato.
Sorath
Sabato 29 Marzo 2014, 15.25.39
8
L'inizio di una leggenda
Er Trucido
Sabato 29 Marzo 2014, 13.46.49
7
Ahahaah, Lambru più o meno sì. Il problema è che appunto la standardizzazione delle produzioni non è solo roba degli ultimi anni, diciamo che a seconda delle mode si cercava il suono carico di medi stile svedese, oppure quello morrisound, oppure quelle sporche lo-fi del black metal o pulite come il black album. Oggi la tecnologia ha appiattito e livellato un po' il tutto, cercando il suono pompato a tutti i cosi. Per me in ogni caso continuano a comandare le idee più che i suoni.
doomale
Sabato 29 Marzo 2014, 13.35.33
6
.....l'inizio del mito dei Cannibali....album imprescindibile x ogni fans dei vecchi Cannibal che si rispetti....Adoro indistintamente tutti i loro primi 4 album!.....mitici
LAMBRUSCORE
Sabato 29 Marzo 2014, 13.29.00
5
Anche per me è così, Trucido, io con questi suoni salto come mio nipotino quando gli regalo le vecchie macchinine della Bburago, in ferro, che avevano regalato a me da piccolo, mentre le nuove plasticone non le vuole neanche vedere, ahah, il paragone è più o meno quello..
Er Trucido
Sabato 29 Marzo 2014, 13.06.53
4
Vero, ad un certo punto un sacco di gruppi volevano quel suono con budget comunque non proprio faraonici e lo stesso Burns faceva quel che poteva. C'è da dire che comunque rispetto a quelle di oggi anche quelle produzioni mantengono un certo tipo di personalità, si può dire lo stesso del suono Sunlight alla fine. Burns lasciò perdere le produzioni perché si trovò addosso l'etichetta di produttore death metal e non riusciva più a lavorare in altri ambiti, per cui lasciò perdere completamente le produzioni (rientrò in pista per Frozen In Time degli Obituary, ma non ricordo se dopo fece dell'altro).
er colica
Sabato 29 Marzo 2014, 13.01.07
3
sul fatto delle produzioni di scott il problema fù proprio che dopo che i cannibal e i floridiani registrarono li tutti gli altri gruppi li copiavano e alla fine suonavano tutti uguali o meglio le copie dei gruppi principali che registravano co scott . è un po' come succede adesso dove molti hanno lo steso suono e non si differenziano ,prima scott fu talmente "sfruttato" dalla miriade di gruppi che andavano da lui che alla fine produceva (anche per volere dei gruppi) album con suoni standard e ormai uguali tra loro. il pano era copiamo un pò dai Death dai suffo poi cannibal e via da scott che ci produce l'album , credo che dopo un po' di anni sta situazione debba aver scassato le palle a molto e forse è pure per questo motivo che scott si è ritirato se non per rari casi.
LAMBRUSCORE
Sabato 29 Marzo 2014, 12.02.21
2
Complimenti al recensore, sei 1 dei pochi che ritiene questo disco -e questa immensa band- influenzata dal thrash, in giro si parla sempre di loro come di band brutal -non a torto, eheh- comunque qui di thrash - di qualità- ce n'è tanto...
Jukka
Sabato 29 Marzo 2014, 11.55.39
1
Disco stupendo nonostante sia ancora molto acerbo e legato in maniera imprescindibile al thrash degli anni '80. Un Barnes rabbioso già al debutto anche se nei 3 dischi successivi darà il meglio di sè.
INFORMAZIONI
1990
Metal Blade
Death / Thrash
Tracklist
1. Shredded Humans
2. Edible Autopsy
3. Put Them to Death
4. Mangled
5. Scattered Remains, Splattered Brains
6. Born in a Casket
7. Rotting Head
8. The Undead Will Feast
9. Bloody Chunks
10. Skull Full of Maggots
11. Buried in the Backyard
Line Up
Chris Barnes (Voce)
Jack Owen (Chitarra)
Bob Rusay (Chitarra)
Alex Webster (Basso)
Paul Mazurkiewicz (Batteria)
 
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