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Anubis Gate - Horizons
( 4024 letture )
Per la serie "meglio tardi che mai", ecco a voi Horizons: un tipo di lavoro cui gli Anubis Gate avrebbero dovuto farci abituare sin da subito e che, ovviamente, sono caldamente invitati a portare avanti e sviluppare in futuro. Finalmente, dopo dieci anni di dischi mediocri e tendenti al minimo sindacale, sono riusciti a partorire qualcosa in più di un album semplicemente passabile, ma un lavoro completo, riuscito e trascinante. Dimenticate per un attimo gli umili risultati dei primi album come Purification o The Detached, oggi i danesi hanno scelto di mettersi in gioco sul serio osando proporre, forse per la prima volta in tutta la loro carriera, un suono più maturo e articolato che non si è semplicemente limitato a ripresentare superficialmente un'estetica delle formule e dei canoni del genere, ma che è riuscito a sviscerare il senso profondo del suonare musica progressiva, arrischiandosi verso qualcosa di più ambizioso che il solito disco "bello, ma non troppo".

A differenza di molti altri dischi, recenti e non, che cercano di unire power metal al neo-progressive e che, inevitabilmente, finiscono quasi sempre col peccare di una certa tendenziosità ingenua verso sonorità melense, mielose, alla stregua del pacchiano, Horizons riesce a prendere il meglio dai due generi unendoli in un unico corpus centrale che assomiglia un po' a entrambi e un po' a nessuno, ritagliandosi quindi una certa posizione d'indipendenza da tutti i vari cliché e luoghi comuni che si generano quando due mondi diversi vengono accostati tra loro. C'è una certa compostezza che evita alla melodia (elemento trainante del disco) di sbilanciarsi troppo verso una regola fissa e, come si diceva in apertura, un certo coraggio nel proporre strutture più complesse a ridosso di altre più lineari (si veda la lunghissima A Dream Within a Dream e Hear my Call, due brani molto diversi tra loro ma con una carica interna potente che suona universale), mantenendo quindi una buona alternanza e un'ottima varietà d'insieme. I singoli brani tengono un buon mordente tra di loro, amalgamandosi senza ridondanza in un flusso melodico continuo; gli arrangiamenti, le variazioni e l'alterazione delle strutture armoniche e ritmiche sono gestite con consapevolezza e riescono a mantenere alto il livello interno e la concentrazione dell'ascoltatore nonostante la notevole durata complessiva. Tuttavia Horizons non è un album del tutto riuscito o totalmente privo di difetti, anzi. Pur essendoci tracce molto valide, nessuna di queste costituisce da vero e proprio richiamo (il cosiddetto "hook") per le altre perciò, per essere apprezzato, questo disco necessità prima di tutto di un ascolto in cuffia attento e trasversale senza pause, possibilmente in un luogo tranquillo. Una lunga e acuta disamina traccia per traccia su ogni sfumatura del disco sarebbe, in definitiva, poco utile ai fini dell'ascolto.

Era da un po' che non mi capitava di recensire un disco prog dalle forti tinte power di questo calibro; era da tempo immemore che non finivo di ascoltare un album così distante dai miei ascolti abituali così completamente convinto. Il voto finale è oggettivamente alto, per qualcuno forse un po' troppo, ma va contestualizzato poiché il percorso stilistico, qualitativo e la voglia di suonare del gruppo hanno raggiunto con Horizons quella maturità che mancava ai dischi passati. E sì, spero che qualcuno si accorga finalmente degli Anubis Gate, perché stavolta se lo meritano davvero.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
80.25 su 12 voti [ VOTA]
Undertow
Domenica 8 Ottobre 2017, 19.03.29
2
Recensione e voti perfetti. Album carino, che fa ben sperare.
Fabrizio Franceschini
Domenica 28 Settembre 2014, 21.02.16
1
Ok. concordo con la critica . Finalmente un Disco pieno di note suonate con buona tecnica. Tutti i brani si lasciano ascoltare senza essere troppo invadenti. Molto belli tutti gli arrangiamenti che rendono i brani corposi senza esaltare troppo uno o l'altro strumento. Personalmente ho apprezzato molto l'inizio ed il crescendo di "Destined to Remember". Airwais e Breach of Fate mi hanno portato indietro ai SAGA ( quanto mi mancano..) facendomi sussultare.... La lunga A dream Within a Dream e' forse il brano piu' completo che identifica il gruppo . La title track e' forse l'unica delusione, ma nel complesso e' veramente un bel lavoro. Bravi ! Era da tempo che le mie orecchie non godevano cosi'....
INFORMAZIONI
2014
Nightmare Records
Power/Prog
Tracklist
1. Destined to Remember
2. Never Like This (A Dream)
3. Hear My Call!
4. Airways
5. Revolution Come Undone
6. Breach of Faith
7. Mindlessness
8. Horizons
9. A Dream Within a Dream
10. Erasure
Line Up
Henrik Fevre (Voce, Basso)
Micheal Bodin (Chitarra)
Kil Olesen (Chitarra, Tastiere)
Morten Gade Sørensen (Batteria)
 
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