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Soul Remnants - Black and Blood
( 846 letture )
Un disco potente, fresco, ricco di influenze varie ed accattivante: ecco svelato subito lo spirito di questo Black and Blood, seconda opera degli statunitensi Soul Remnants. I deathster americani affilano subito le lame, infilzandoci con il loro sound aggressivo, da dove fa capolino un po' di tutto, dal black, al thrash, alla melodia, seppur restando su una matrice puramente death.

E sì, avete letto bene, melodia, partorita dalla sei corde di Tom Preziosi e Chad Fisher, che fondono al meglio uno stile possente e armonioso, dando un taglio quasi radiofonico a certe tracce. Un esempio evidente è la canzone di metà disco, Dead Black (Heart of Ice), dove in otto minuti si passa dalla malinconica e lenta parte iniziale, nella quale a farla da padrone sono le chitarre ed il vocione di Mitchell Fletcher, per poi progredire a spron battuto in un crescendo furioso, fino al successivo stacco, nel quale sono ancora le sei corde le indiscusse protagoniste, violente e delicate prima, ritmate ed efferate dopo, per poi chiudere nuovamente su stili quasi ballad. In realtà la struttura dell'episodio rimane un caso isolato dal resto dell'album, ma la vena di potenza e melodia è praticamente onnipresente. Le due anime si inseguono e si sfidano in tutte le nove composizioni, senza che una riesca a primeggiare definitivamente sull'altra. Ci si imbatte quindi in assoli tecnici e di facile presa, come in Incinerator, Rape Casket, The Antifaith o Reanimation o in momenti dalle ritmiche più tirate e dannatamente spaccaossa, quali l'opener Chopwork II, Cauldron of Blood, l'incedere terremotante di Symptoms of Death e la ferocissima No Afterlife, grazie anche all'ottimo supporto della sezione ritmica, che non manca mai di dare il proprio significativo e valido contributo. La produzione è ben pulita e grintosa, e mantiene una discreta personalità nei suoni, riuscendo ad evitare così l'abuso di soluzioni oramai inflazionate, che spesso inabissano più che elevare le possibilità degli act.

Il disco scorre quindi fluido e compatto in tutta la sua durata, con una qualità media costante di buonissimo livello, dove ben figurano le hit Chopwork II, Dead Black (Heart of Ice) e The Aftermath: tutto è come dovrebbe essere, una band tecnicamente preparata e ben affiatata, un songwriting personale e quanto possibile originale, che tenta di evitare soluzioni scontate, ed una produzione efficace e decisa, per un album valido e convincente che mette in mostra qualità e talento che promettono davvero molto per il futuro. Black and Blood farà sicuramente felici molti appassionati, i quali dovrebbero dedicargli quantomeno un ascolto: difficilmente se ne pentiranno.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
63 su 2 voti [ VOTA]
Riot
Lunedì 27 Aprile 2015, 14.36.07
1
carini e coccolosi , ma i gojira xe piu fighi
INFORMAZIONI
2014
Horror Pain Gore Death Productions
Death
Tracklist
1. Chopwork II
2. Cauldron of Blood
3. Incinerator
4. Symptoms of Death
5. Dead Black (Heart of Ice)
6. Rape Casket
7. No Afterlife
8. The Antifaith
9. Reanimation
Line Up
Mitchell Fletcher (Voce)
Tom Preziosi (Chitarra)
Chad Fisher (Chitarra)
Ryan Murphy (Basso)
Colin Conway (Batteria)
 
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