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Ancillotti - The Chain Goes On
( 2109 letture )
Il moniker Ancillotti non può lasciare indifferenti gli appassionati del più coriaceo e genuino hard’n’heavy tricolore. Inutile citare le innumerevoli medaglie al petto di Bud, il cantante da cui la band prende il nome: la sua militanza nelle fila della leggendaria Strana Officina dovrebbe studiarsi sui libri piuttosto che essere disquisita in sede di recensione. Il progetto qui presente prevede la presenza di altri due membri della famiglia Ancillotti in azione: il fratello di Bud, Sandro, regge infatti il basso, mentre il figlio del singer, Brian, detta i tempi dietro ai tamburi. Preceduto di qualche mese dal demo Down This Road Together, il disco d’esordio The Chain Goes On attira non poche curiosità, ma si rivela un lavoro soltanto discreto e senza picchi qualitativi clamorosi; pubblicato sotto l’egida della Pure Steel records, il full length è caratterizzato da quarantacinque minuti di musica condensati in dieci canzoni più una bonus track. Di per sé l’ascolto è scorrevole e confortante, ma come vedremo vi sono alcune considerazioni che ci impediscono di descriverlo come un prodotto imperdibile.

L’heavy metal qui proposto possiede un marchio di fabbrica tangibile e concreto, che riporta alla mente proprio il sound della Strana Officina tanto nelle vocals gagliarde di Bud (ma questo è naturale e lapalissiano) quanto nel riffing roccioso e nel tiro esplosivo di pezzi come l’opener Bang Your Head, costruiti con la stessa potenza di una Metal Brigade. Assoli caldi e suoni nitidi rendono onore alla produzione, mentre altri episodi dalle linee vocali più intense, quasi sognanti, si rifanno alle suggestive fascinazioni di brani quali The Ritual: è il caso di Cyberland o Victim of the Future, edificate su una solida base musicale ma dotate anche di sfaccettature vocali più emozionanti e non solo aggressive. In generale, l’intero album sfoggia brani orecchiabili e piacevoli, che pur non fanno certo gridare al miracolo: un prodotto di mestiere, che gode di diverse buone intuizioni chitarristiche -tanto nel riffato quanto nei solismi- e che in certi episodi regala ottimi refrain vocali, coinvolgenti senza eccessi (Monkey è, in tal senso, un ottimo esempio). Un taglio dunque da sufficienza ampia che conferma quanto udito nell’EP, i cui pezzi trainanti -Legacy of Rock e Warrior- sono anche in questo caso i meglio riusciti del lotto: efficaci e possenti nel riffery, epiche e statuarie nel feeling trasudato, queste due canzoni si dipanano trascinate da ritornelli semplici ma elettrizzanti e finiscono per essere le più longeve della scaletta, quelle che si imprimono nella memoria con maggior facilità e piacere.

Per contro, va detto che alcuni passaggi non sembrano trascendentali (Liar e la bonus track Living for the Night Time), mentre interessanti sono la mid-ballad I Don’t Wanna Know, la grintosa Devil Inside e la struggente Sunrise, anch’essa già saggiata sull’EP. I pezzi di questo disco, come è fisiologico, sono molto diretti e semplici nella struttura: lineari, essi seguono la classica forma-canzone e non concedono spazio ad orpelli e svolazzi, ponendosi come una summa di metal nudo e crudo, di quello che piace tanto ai puristi tricolori. Forse, però, manca quel quid necessario a fare la differenza: soltanto tre o quattro brani sono veramente belli e degni di considerazioni particolari, mentre gli altri si assestano su un livello medio-buono che oggigiorno non può bastare a chi dal vecchio Bud si aspetta sempre del materiale superlativo. È la sua voce a fare la differenza, ma senza quella, forse, staremmo parlando di un dischetto come molti altri, col rischio che passi addirittura inosservato; un vero peccato, perché certe idee sono ottime ed il tiro di brani come Legacy of Rock dimostra che questa band ha le potenzialità per regalarci, in futuro, un terremoto metallico di spessore ancor più rilevante.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
77.91 su 12 voti [ VOTA]
Fly 74
Venerdì 3 Ottobre 2014, 21.22.58
4
In questo disco vive il puro Heavy Metal Rock. Potentissimo e melodico, canzoni varie e stupende. Dal vivo poi sono una forza della natura, imbattibili. Voto 90.
tommi
Martedì 8 Aprile 2014, 22.54.37
3
aaaah....eh si lambru però poco fa contro il dortmund ha salvato le chiappe per un pelo!
LAMBRUSCORE
Martedì 1 Aprile 2014, 12.07.41
2
Visto live una quindicina d'anni fa, grande carica...tra l'altro è anche un bravo allenatore di calcio!!
Victim Of Fate
Martedì 1 Aprile 2014, 10.15.39
1
Onore a questa famiglia, a questi musicisti, a queste grandi persone! \m/ Disco ottimo! \m/
INFORMAZIONI
2014
Pure Steel Records
Heavy
Tracklist
1. Bang Your Head
2. Cyberland
3. Victim of the Future
4. Monkey
5. Legacy of Rock
6. Liar
7. I Don’t Wanna Know
8. Devil Inside
9. Warrior
10. Sunrise
11. Living for the Night Time (Bonus Track)
Line Up
Daniele “Bud” Ancillotti (Voce)
Luciano “Ciano” Toscani (Chitarra)
Sandro “Bid” Ancillotti (Basso)
Brian Ancillotti (Batteria)
 
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