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MaYaN - Antagonise
( 2787 letture )
L’attualità è da sempre stata il centro dell’attenzione per poeti e letterati impegnati che, con il potere sferzante delle parole, hanno continuamente cercato di colpire più a fondo delle armi.
La musica -non da meno- ha più volte dipinto un affresco della realtà rintracciando attraverso note e parole le ingiustizie e le prevaricazioni che si sono avvicendate nel corso del tempo.
L’Olanda, si sa, è da sempre stata una terra libera e tollerante verso opinioni di ampie vedute e per di più ha anche dato i natali a moltissimi gruppi che si sono inseriti nella corrente symphonic metal e che si sono poi evoluti verso lati più estremi, chi da una parte e chi dall’altra.
Bene, gli ingredienti ci sono: estro creativo, spirito engangé, un territorio musicalmente fertile; amalgamando bene il tutto e lasciando riposare per quasi tre anni, ecco che Antagonise -l’ultimo lavoro dei Mayan- è pronto in prima linea come un cannone carico per accusare la corruzione che si nasconde sotto lo stendardo di un’apparente democrazia e la violenza che aleggia intorno a noi.
Non c’è scudo che possa fermare i Mayan , dunque andiamo a vedere i risultati dell’avanzata della band capitanata da Mark Jansen.

I rabbiosi riff di Frank Schiphorst si accordano perfettamente con l’aggressività dei testi, le parti in palm muting si abbattono come scariche, mentre gli accordi pieni aprono soprattutto i ritornelli, dove contribuiscono a dare l’impressione di un attimo di tregua, anche se solo per un istante; non c’è infatti tempo per riposarsi che passaggi in tremolo picking irrompono precisi e secchi, affiancati dalle violente tirate in doppio pedale che spesso virano addirittura verso il blast beat, come possiamo ascoltare nella feroce Human Sacrifice, connotata dalle svolte ritmiche improvvise; oltre a ciò pure nelle parti più cadenzate Ariën Van Weesenbeek non alleggerisce certo la mano.
Per continuare con la sezione ritmica, Rob Van Der Loo, che sostituisce il fretless di Jeroen Thesseling, riesce in ogni caso a riempire ancora di più il suono già gonfio delle chitarre, creando insieme alla batteria un muro ritmico impenetrabile, in più il bassista contribuisce con fraseggi originali dal suono pieno ed energico, come in Burn Your Witches.
I momenti di solismo veri e propri della sei corde non sono molti e hanno un carattere quasi heavy -ad esempio quello di Bloodline Forfeit- cedendo così spazio soprattutto a fraseggi e arpeggi folgoranti che come scariche elettriche si insinuano nella struttura dei brani lasciando irretito l’orecchio.
Altrettanto fulminei sono gli assoli di Jack Driessen, mentre le sue parti di organo e di archi rendono più cupe le tracce; le orchestrazioni invece contribuiscono ad aumentare il pathos dei brani senza comunque smorzarne la ferocia e per averne la prova saltate direttamente a Paladins Of Deceit - National Security Extremism Part 1.
Unico intermezzo di quiete è Insano in cui la nostra Laura Macrì, su un sottofondo di chitarra acustica, mette in mostra tutte le sue doti canore: una voce decisamente impostata ed espressiva che si sposta di nota in nota con leggerezza e rispondendo nel finale alla malinconica melodia del violinista Dimitris Katsoulis, che compare anche in Faceless Spies - National Security Extremism Part 2 in un assolo molto appassionato e ricco di lirismo.
Ritornando al cantato non si può tralasciare la messicana Marcela Bovio (degli Stream Of Passion) che con la sua voce calda, resa ancora più passionale dall’uso dello spagnolo, contrasta insieme al lirico della Macrì l’aggressività del sound.
Tra le fanciulle fa la sua comparsata anche Floor Jansen, ma, visti i suoi numerosi impegni, si limita soltanto ad alcuni frammenti come in Redemption-The Democracy Illusion dove la cantate entra in scena con il suo naturale e inconfondibile vigore.
Passando invece alla controparte maschile e nello specifico a Mark Jansen, che spostandosi da growl relativamente profondi fino a parti in screaming -a volte anche sovrapponendo i due stili- spazza l’aria incrementando ulteriormente la durezza dei pezzi.
L’artista olandese trova però un giusto contrappunto in Henning Basse grazie al suo timbro che varia dal pulito fino a qualche screziatura più sporca e roca alterando così la melodia.

Per concludere, i Mayan rimangono sulla linea già tracciata in Quarterpast, anche se il loro symphonic death metal operatico sta decisamente prendendo la direzione più estrema, non solo nella parte strumentale, ma anche limitando molto le voci femminili per focalizzarsi molto di più sul reparto maschile.
Perciò, dire che sono la versione degli Epica incattivita sarebbe troppo riduttivo (anche perché Isaac Delahaye ha abbandonato il progetto all’inizio delle registrazioni e Simone Simons con il piccolo Palotai era giustamente impegnata a fare la mamma), anche se il marchio di Mark Jansen in effetti non manca -”Run for a fall, living a lie”, nel testo di Faceless Spies a parte- nonostante ciò Antagonise si rivela una piacevole evoluzione, molto più omogeneo nel sound globale, segno che il gruppo non è solo più un esperimento che riunisce artisti provenienti da esperienze diverse ma un organico coerente nelle scelte musicali.
Quindi restate preparati, perché, citando la band:

Great wind blow
Over steepest hills
Be prepared for this storm.




VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
70.6 su 5 voti [ VOTA]
Steelminded
Domenica 13 Aprile 2014, 11.46.57
12
Per quel che ho sentito 6-7 pezzi, poca roba, non mi hanno convinto, e non ho pensato ai Dimmu Borgir onestamente...
Radamanthis
Giovedì 10 Aprile 2014, 20.28.34
11
Dei Dimmu Borgir non ci vedo e non ci sento nulla neppure io...i Mayan sono decisamente death e ben poco/nulla black e per il resto dell'analesi mi trovo decisamente in accordo con Prometheus.
Prometheus
Domenica 6 Aprile 2014, 19.51.35
10
rob, la brutta copia dei Dimmu Borgir? Ma dove?! Solo perché combinano metal estremo e symphonic? Che poi i MaYaN hanno decisamente più death che black. Poi i testi non c'entrano un fico secco, e men che meno le linee vocali. Per non parlare poi della struttura delle canzoni e di varie scelte stilistiche (riff in primis). L'unica cosa simile sono le atmosfere pseudo-apocalittiche, che però usano anche gli Epica nelle loro canzoni più aggressive (ma il nuovo album dei MaYaN è ben distante dall'altra band di Jansen, specie perché c'è molta meno melodia). E i musicisti dei MaYaN vengono da band death e symphonic. Nello scorso album al basso c'era il bassista degli Obscura, per dire. A tal proposito, vi segnalo che la nuova chitarrista è Merel Bechtold. Theo, se è per questo è entrata in pianta stabile anche Laura Macrì, ma purtroppo l'hanno limitata molto. Peccato, è migliorata moltissimo e ora è davvero brava.
rob83
Domenica 6 Aprile 2014, 18.34.38
9
no non ci siamo ho ascoltato l'album ma non ci siamo la brutta copia dei dimmu borgir....no no recensione per me 58
Theo
Domenica 6 Aprile 2014, 15.54.15
8
@Prometheus: Lo so, certo ... Dici "un pochino"? Insomma, è onnipresente qui, la gli interventi si contavano su una mano. A dimostrazione anche il fatto che fosse un guest prima, ora canta quasi più di Jansen sfortunatamente. Sfortunatamente perchè la sua voce proprio nonn mi va giù, e perchè nel primo è utlizzata con intelligenza, mentre qui secondo me no... Ad ogni modo purtroppo la mia impressione è stata quella, la ribadisco. Anche a livello di pezzi, ho apprezzato molto di più quelli del debutto. Ad ogni modo poi proverò a risentirlo per vedere se le cose cambiano.
Prometheus
Domenica 6 Aprile 2014, 15.35.14
7
Theo, veramente Henning cantava anche nel precedente. xD Un pochino meno, neppure poi tanto... comunque secondo me è un album superiore al precedente. E io ho adorato il precedente. xD I difetti sempre quelli sono (i testi e la voce di Henning), ma sono aumentati molto i pregi e il livello medio dei brani è nettamente più alto, anche se manca un brano del livello della perfetta "The Savage Massacre".
Theo
Domenica 6 Aprile 2014, 12.43.14
6
Ascoltato un paio di volte, ma mi ha deluso un sacco. Strumentalmente è molto buono... Peccato per la voce maschile in pulito che è quasi ovunque e non m'è piaciuta per niente, anche secondo me rovina il disco che sarebbe stato decisamente più buono se le parti maschili fossero state solo in growl come nel precedente. Difatti questo per me è nettamente inferiore al primo che avevo apprezzato molto. Ripeto, un peccato perchè strumentalmente ci sta dentro tutto. Magari lo riascolterò ancora e la mia valutazione cambierà... Lo spero, vedremo.
paul
Domenica 6 Aprile 2014, 11.45.08
5
Ottimo disco, la produzione eccezionale aiuta a catturare ogni dettaglio, pezzi ispirati e curati nei minini particolari, ottima anche la prova del gruppo. Voto 80.
Bancodms
Domenica 6 Aprile 2014, 11.36.13
4
Bruttino. Versione poco riuscita dei Dimmu Borgir che vogliono sembrare più cattivi senza riuscirci.
supercollider
Sabato 5 Aprile 2014, 17.45.59
3
Henning Basse davvero devastante. Distrugge quel poco di buono che c'è nell'album
Prometheus
Sabato 5 Aprile 2014, 14.46.09
2
Ottimo album. Sicuramente c'è molta meno melodia rispetto al precedente, cosa che contribuisce a staccare ancora di più i MaYaN dagli Epica. I brani risultano anche più compatti, meno dispersivi, ma senza perdere imprevedibilità. La batteria e le chitarre sono spettacolari, da brividi! E le orchestrazioni sono funzionali alle atmosfere. E poi quanto cavolo è migliorata Laura? Nel precedente album non era granché, ma qui è una meraviglia! I brani sono tutti su altissimi livelli, non ci sono filler, ma ciò non vuol dire che questo sia un album perfetto. I difetti principali sono due: i testi di Jansen (scontati, banali, sembrano trascritti da un tg) e la voce sgraziata di Henning. Inoltre, anche se le canzoni sono tutte molto belle, manca una colonna portante del calibro di "The Savage Massacre".
Radamanthis
Sabato 5 Aprile 2014, 14.08.28
1
Aspettavo la rece di questo disco che purtroppo non ho ancora avuto modo di ascoltare. Il precedente debut album mi era piaciuto un sacco con binomio Basse / Jansen sugli scudi. La rece fa proprio ben sperare. Lo ascolterò al più presto! Complimenti a Giada x la rece, ben fatta!
INFORMAZIONI
2014
Nuclear Blast
Symphonic Death
Tracklist
1. Bloodline Forfeit
2. Burn Your Witches
3. Redemption - The Democracy Illusion
4. Paladins Of Deceit - National Security Extremism Part 1
5. Lone Wolf
6. Devil In Disguise
7. Insano
8. Human Sacrifice
9. Enemies Of Freedom
10. Capital Punishment
11. Faceless Spies - National Security Extremism Part 2
Line Up
Mark Jansen (Growl)
Henning Basse (Voce)
Laura Macrì (Voce)
Frank Schiphorst (Chitarre)
Jack Driessen (Tastiere)
Rob Van Der Loo (Basso)
Ariën Van Weesenbeek (Batteria)

Musicisti ospiti:
Marcela Bovio (Voce)
Floor Jansen (Voce in Burn Your Witches e Redemption - The Democracy Illusion)
Dimitris Katsoulis (Violino in Insano e Faceless Spies - National Security Extremism Part 2)
 
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