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Autopsy - Severed Survival
( 4939 letture )
1987, California: l'uscita dai Death dopo la registrazione del seminale Scream Bloody Gore del batterista Chris Reifert e il suo incontro con il chitarrista Eric Cutler genera una scheggia impazzita pronta a colpire e lasciare una cicatrice profonda sulla pelle del death metal, ancora nei suoi anni di gestazione. Il duo ci mette poco a capire che direzione prenderà la propria musica; d'altronde, l'esperienza nei Death lascia a Reifert un'importante eredità e la voglia di proseguire il percorso intrapreso, anche a costo di scelte rare come quella di cantare dietro alle pelli, con risultati che a ben pensarci vanno oltre quanto sentito fino a quel momento, come quanto proposto da Death e Possessed.

Dopo un paio di demo tape, il monicker Autopsy, nudo e crudo, era già citato da numerose zine, anche oltreoceano, e grazie alla raccomandazione di nientemeno che Jeff Walker, i nostri intrapresero la loro lunghissima collaborazione con l'etichetta Peaceville. Grazie all'ingresso nella formazione del chitarrista Danny Coralles dei thrasher Bloodbath, il gruppo era pronto a entrare negli studi Starlight Sound per registrare il proprio debutto discografico, ma furono improvvisamente piantati in asso dal loro bassista. Fortuna volle che la scelta cadde proprio su quella che sarebbe divenuta una figura leggendaria nel panorama death metal: Steve Di Giorgio accettò di registrare le parti di basso di Severed Survival e il risultato fu eccellente.

Il disco è un concentrato di aggressività e incisività figlia sia di un death/thrash accattivante che delle sonorità più estreme che stavano andando sviluppandosi nel panorama metal statunitense e non, anche con un certo appeal per quelle tempistiche doom-oriented che saranno pienamente sviluppate su Mental Funeral. Il lavoro chitarristico e compositivo si avvicina molto a quello di Scream Bloody Gore, con linee vocali immediate e riff taglienti accompagnati da tempistiche thrash portate all'esasperazione, ma gli Autopsy di Reifert mostrano un'attitudine assolutamente unica al marcio e al sinistro, molto più di quanto dimostrarono fino a quel momento i loro contemporanei. Alle tipiche ritmiche serrate à la Seven Churches, comunque udibili nei richiami alle radici thrash, si accostano numerosi frammezzi mid-tempo di chiara derivazione Celtic Frost/Hellhammer (così come si può sentire nei primi Obituary), nonché rallentamenti malati ed oscuri, spesso incupiti da melodie solistiche ripetitive e soffocanti (quest'ultima un'eredità che a pensarci bene sarà raccolta soprattutto in Svezia da una scena death metal che sarebbe di lì a poco decollata). Ciò che rende assolutamente impagabile il debutto degli Autopsy è tuttavia il suono ottenuto e l'amalgama di fondo che si instaura tra i vari strumenti. Sulle chitarre, graffianti e non esageratamente distorte, ruggisce un basso pulito e facilmente distinguibile che dà un'intensità profonda al complesso, dando i natali a quel suono marcio e malsano che sarà il marchio di fabbrica del gruppo.

L'apertura Charred Remains trema sotto i colpi del basso di Di Giorgio, mentre Cutler e Coralles tracciano linee dirette e veloci che aggrediscono subito l'ascoltatore. Le tempistiche di batteria sono assolutamente conformi alla schiettezza sonora old school e non si possono sentire tracce di blast beat o tecnicismi di vario genere; dopotutto, non è la velocità ad impressionare, quanto più la solidità del feeling che Reifert dimostra sui pezzi, sia dietro alle pelli che dietro al microfono, su cui sputa vocals abrasive, a metà tra il gutturale e uno scream più acuto. Fin dalle successive Disembowel e Gasping for Air la componente più oscura e marcia del sound degli Autopsy si fa definitivamente impossibile da non riconoscere: i riff di matrice Celtic Frost convergono su un pattern ritmico intenso e arricchito da rallentamenti e incastri solistici nervosi e veloci. Ridden With Disease è uno dei pezzi meglio riusciti dell'album, in grado di schiacciare l'ascoltatore con un fluire pesantissimo di riff death doom e melodie sinistre, che da una e dall'altra parte del mondo sarebbero di lì a poco state richiamate da Incantation e Asphyx. Sia Pagan Saviour che Severed Survival mettono in luce sezioni chitarristiche singolari e melodie funeree che precedono (come già detto) gli stilemi dello swedish death classico. Questi elementi sfociano dunque nell'intro soffocante di Critical Madness, quasi come se i nostri avessero dato un'interpretazione psicotica dei classici giri doom/heavy dei vecchi Black Sabbath. A differenza di Scream Bloody Gore, le linee vocali non seguono un'immediatezza strutturale tanto riconoscibile e anche il concetto di chorus passa in secondo piano nella costruzione del pezzo: si tratta di un'altra caratteristica che creerà autorevoli precedenti nell'intera scena estrema più underground e lontana dai trend.

Davanti al grande successo dell'uscita, così come d'altra parte alla castrante esperienza della censura dell'artwork (perfettamente in linea con le tematiche trattate, dopotutto), nel 1990 la Peaceville ripubblicò l'album con la copertina che lo rese celebre, quella della sala operatoria vista dal punto di vista del paziente (o meglio della vittima). In aggiunta, c'è anche la conclusiva bonus track Stillborn, velocissima e imbastardita da una vena HC che non mancherà di riemergere nella carriera di Reinert e soci.

Credo che il valore di quest'album non abbia bisogno di ulteriori prove, oltre al fatto che le legioni di band l'hanno reso un baluardo della loro proposta sonora.
Vorrei chiudere con un'anticipazione delle parole di Reifert, da poco intervistato da noi di Metallized, che ricorda così, con l'ironia che non gli è mai mancata, i lontani anni del debutto:

Come vedo Severed Survival oggi? Mi sembra ancora fantastico, posso ancora sentire un gruppo di giovani idioti che bevevano birra e suonavano metal. È una piccola grande macchina del tempo e regge ancora oggi. Niente male considerando che spendemmo letteralmente metà del budget delle registrazioni in erba. Haha!



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
86.82 su 23 voti [ VOTA]
Philosopher3185
Venerdì 20 Dicembre 2019, 20.48.24
28
Grande band e gran bell'album..un death metal classico che però sconfina nel doom piu' pesante.
duke
Sabato 27 Aprile 2019, 21.23.03
27
...super classico del Death metal usa......molto apprezzato dalle bands svedesi....che ne hanno imparato bene la lezione.....
lisablack
Martedì 16 Ottobre 2018, 11.45.37
26
Già è vero..
Andrea
Martedì 16 Ottobre 2018, 11.04.55
25
Perchè non recensite Acts of the Unspeakable???
duke
Martedì 24 Ottobre 2017, 20.48.30
24
disco senza tempo...uno dei capolavoro del Death metal !
LexLutor
Domenica 15 Gennaio 2017, 21.25.59
23
Grande prova dei due chitarristi che sfornano assoli schizofrenici! Death metal condito da parti doom, chris reifert è una sorta di piovra tra microfono e doppia grancassa. Steve digiorgio è il mostro che ti alluviona con un basso usato come terza ascia!! Già grandissimo nei sadus, qui fa altre prodezze.. Ogni deathmetal freak lo deve vere. Ah : la copertina dei 4 simpatici chirurghi è della seconda stampa. Un artwork pazzesco di tale kev walker
Doomale
Venerdì 25 Novembre 2016, 20.19.53
22
Me lo ascoltando ora...bello davvero..a prima botta mi sembra addirittura un pelino meglio di Mental Funeral...ma dovrò approfondire per esserne certo. Capito Lisa, M.S., RBAT???...ahhhhh!
Doomale
Venerdì 25 Novembre 2016, 19.38.00
21
Mi sà che qui son mazzate x me...ahhh!!
rik bay area thrash
Venerdì 25 Novembre 2016, 18.36.52
20
Doomale, capperi se te lo dice la Lisa che ascolta con nonchalance il brutal .... ehm io starei attento veramente ahahah A parte tutto concordo con Metal Shock, anch'io ascoltavo glam (early 80), poi si invecvhia e ..... si peggiora !!! Ci parliamo ( ehm scriviamo ) magari abbiamo gruppi che accomunano altri in antitesi totale ma sempre tutto detto con rispetto e stima reciproca. Per me bellissimo cosi.
lisablack
Venerdì 25 Novembre 2016, 18.10.17
19
Ahahaha Doomale stai attento ti tengo d'occhio!!
Metal Shock
Venerdì 25 Novembre 2016, 17.57.28
18
Io proprio neanche ci provo ad ascoltarlo, come entra la voce mi cade tutto! Ma visto che ascolto anche glam, sleaze ecc, magari se Lisa sente la voce, che so, di Taime Downe, sviene lei. Ahahah! Ad ognuno i suoi gruppi, poi ci si ritrova almeno ad ascoltare tutti assieme certe band....(Metallica, no eh Doomale) ahahah
lisablack
Venerdì 25 Novembre 2016, 17.25.42
17
Be' il brutal death proprio più estremo..per molti è inconcepibile! Rumore e basta..non esiste l'orecchiabilita' delle canzoni in se! In questi capolavori concordo sul fatto che sono perlomeno ascoltabili.
Doomale
Venerdì 25 Novembre 2016, 17.18.21
16
Sono d'accordo sia con Lisa, con Rick e con Terzo. Oltretutto all'epoca come dice Terzo c'erano parecchie Death band che inserivano rallentamenti al limite del doom..pure sui primi album swedish Death ci sono. Purtroppo pero' questo in particolare mi manca. Ma rimediero'.
terzo menati
Venerdì 25 Novembre 2016, 17.01.40
15
Beh questo Death old School non è come il brutal Death, e' molto orecchiabile se mi passate il termine. Sonorità alla primi Death, obituary, ma anche primi entombed e soprattutto tanti passaggi rallentati alla Black sabbath. Grande gruppo
lisablack
Venerdì 25 Novembre 2016, 16.20.23
14
Comunque hai ragione Rik, a volte la voce per alcuni può essere un ostacolo ad apprezzare il death o il black metal, una mia amica proprio si rifiuta di sentire band come gli Autopsy, o i Suffocation..ci vuole l'orecchio adatto eheheh!!
rik bay area thrash
Giovedì 24 Novembre 2016, 23.40.42
13
Sai Lisa, all'epoca della sua pubblicazione, internet non si sapeva cosa fosse e quindi in base alle reviee lette non mi interessai del suddetto vinile. Mi sono tolto lo sfizio di ascoltare in rete l' album e sai che non è per niente male. L'unica cosa che non mi fa apprezzare completamente il disco è la voce che non è propriamente quella di un usignolo. Musicalmente parlando mi può piacere e affinità con certi hellhammer/celtic frost si possono ravvisare, ma questo per me è un pregio. Leggo sempre con interesse i tuoi post e come vedi riesci a far interessare altri utenti al tuo genere. Solo per questa volta però eh eh ....
lisablack
Giovedì 24 Novembre 2016, 13.26.42
12
Ciao Rik, be' questo è il mio habitat naturale ehehehe!!
rik bay area thrash
Giovedì 24 Novembre 2016, 13.23.09
11
Sebbene gli autopsy non rientrino nei miei ascolti, faccio un mio piccolo 'intervento' relativamente alla cover dell' album. Ricordo ancora quando vidi l'immagine tipicamente anni 80. Diciamo, come è già stato scritto da altri utenti, il contenuto musicale deve essere un bel macello. Ho letto che ci sono rimandi ai possessed ed agli hellhammer/celtic frost. Devo approfondire .... ehm ciao Lisa, vedo che casualmente non ti è sfuggita la review ....
lisablack
Giovedì 24 Novembre 2016, 12.53.27
10
Album marcio come pochi, la copertina rende l'idea..sembra di stare sotto i ferri con dei macellai..capolavoro come Mental Funeral.
black brains
Lunedì 14 Dicembre 2015, 22.26.17
9
grande album... ascoltarlo e come passare in uno di quei vicoli bui e stretti che si trovano vicino ai locali in cui si sente puzza di piscio e vomito... fantastico...
God of Emptiness
Domenica 16 Agosto 2015, 15.06.39
8
L'album più marcio di sempre. Semplicemente devastante e seminale con canzoni che ti fanno scapocciare a mille. Voto 95
vision
Venerdì 23 Maggio 2014, 13.51.12
7
Geniale da avere.
Vecchio Sunko
Mercoledì 16 Aprile 2014, 12.26.39
6
Adoro questo disco !!!
Galilee
Lunedì 14 Aprile 2014, 0.44.27
5
Disco marcissimo e devastante. Un capolavoro del death Metal.
D A X
Domenica 13 Aprile 2014, 15.42.04
4
Death metal marcio, una figata!
enry
Domenica 13 Aprile 2014, 8.00.14
3
Poco da dire, i primi 2 dischi sono colonne portanti del death metal tutto e per me stanno alla pari...più o meno 90 anche per me.
Numbered Days
Sabato 12 Aprile 2014, 20.07.34
2
Cattivo, malato e soprattutto marcio, album perfetto e di poco sopra a ''Mental Funeral'', il trittico iniziale è storia.
vecchio peccatore
Sabato 12 Aprile 2014, 11.04.53
1
Ottimo disco, preferisco "Mental funeral" ma un 85 se lo becca. Delle due copertine preferisco quella col tizio sbrindellato, ma devo dire che nessuna delle due mi esalta (non amo il gore).
INFORMAZIONI
1989
Peaceville Records
Death
Tracklist
1. Charred Remains
2. Service For A Vacant Coffin
3. Disembowel
4. Gasping For Air
5. Ridden With Disease
6. Pagan Saviour
7. Impending Dread
8. Severed Survival
9. Critical Madness
10. Embalmed
11. Stillborn
Line Up
Chris Reifert (Voce, Batteria)
Eric Cutler (Chitarra, Voce)
Danny Coralles (Chitarra)
Steve Di Giorgio (Basso)
 
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