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Magnum - Escape From the Shadow Garden
( 3108 letture )
Quando si hanno alle spalle decenni di carriera, con parecchi dischi che hanno segnato la storia dell'AOR all'attivo ed alcune autentiche perle come On a Storyteller`s Night per citarne solo una, le aspettative circa l'uscita di un nuovo album sono sempre elevate. Col passare degli anni è sempre più improbabile imbattersi in un altro capolavoro, ma la speranza di ascoltare qualcosa di valido, di qualità comunque elevata, invece di un lavoro non all'altezza della fama dei Magnum -è di loro che parliamo- è legittima. Nonostante le battute a vuoto non siano mancate, il gruppo nel corso degli anni si è complessivamente mantenuto su un livello tra il dignitoso ed il buono, se non l'ottimo, con l'ultimo On the 13th Day posizionabile proprio in una fascia che a scuola avrebbe fruttato un "più che discreto". Il 2014 passerà ai loro annali come quello di Escape From the Shadow Garden, un disco che conferma che dei Magnum ci si può (quasi) sempre fidare. Questo a dispetto di un ritmo produttivo molto elevato che li ha portati, negli ultimi tempi, a sfornare quasi un album l'anno.

Presentato da una bella cover firmata da Rodney Matthews che risalterà certamente nella versione doppio vinile dell'opera, comprendente il classico personaggio del cantastorie ed un palese richiamo a Chase The Dragon, il disco sfoggia molte cose buone. Il primo particolare che si nota immediatamente è il lavoro ancora migliore del solito svolto in sala d'incisione, con un risultato finale che mette in bella mostra un suono molto chiaro e pulito, come l'AOR richiede, ma anche una buona dose d'aggressività che porta più d'una volta e con ottimo profitto, in territorio hard rock vero e proprio. Il secondo è lo spazio maggiore auto-riservato alle chitarre da Tony Clarkin, valorizzate da un missaggio che gli conferisce il giusto risalto a scapito degli interventi delle tastiere di Mark Stanway. Queste suonano spesso molto pomp-rock, creando un contrasto decisamente riuscito, ben esaltato dal lavoro ritmico. Sul tutto si innesta la voce di Bob Catley il quale, almeno in studio, risulta ancora in grado di interpretare i brani e di spingere alla grande quando occorre. L'avvio di Escape From the Shadow Garden è semplicemente ottimo. Live ‘Til You Die, Unwritten Sacrifice e Falling For The Big Plan sono tre canzoni assolutamente appaganti per tutti gli appassionati del gruppo e di AOR/Hard Rock in generale. Il primo parte con piglio quasi sinfonico, per poi sfociare in un hard rock in equilibrio tra il riff quadrato e le tastiere AOR che fanno da contrappunto nei vari passaggi, legando il tutto e sostenendo la voce di Catley fino ad un ritornello da concerto. Con il secondo, ancora introdotto dalla tastiera, si dimostra come un grande pezzo AOR con un'altrettanto gran ritornello possa essere vocalmente intepretato con piglio quasi blues; bella l'accelerazione finale, sempre di grande atmosfera. Poi Falling for the Big Plan: stessa struttura, con il piano e la voce iniziali, seguiti da una specie di hard rock/blues/AOR ancora con una melodia ed un ritornello eccellenti (e sono tre di fila) che si stampano in testa da subito. Apprezzabile l'inciso anni 70 prima dell'assolo. L'avvio dall'album è da paura, ed è proprio per questo che un brano semplicemente buono come Crying in the Rain sembra leggermente meno godibile. In realtà, anche in questo caso, abbiamo davanti un gran bel pezzo. Avvio marziale, poi melodia che si sviluppa sinuosa, sempre basata sulla voce e sul riff bluesy, con tastiere molto anni 80 a far da collante. Rock'n'Roll puro per Too Many Clowns, "insaporita" da un arrangiamento molto 70s, poi la ballad americaneggiante Midnight Angel, primo leggero inciampo nel suo essere troppo scontata, seppur risolta con la consueta classe. Rock piacevole, da airplay radiofonico, ma ancora non proprio memorabile con The Art of Compromise. Altra ballad da classifica non solo rock con Don’t Fall Asleep ed ancora un momento di stanca per Escape From The Shadow Garden, così come con Wisdom’s Had Its Day e, a questo punto, non si può fare a meno di notare come il tono generale dell'album sia un po' sceso. A ridare un po' di ritmo alla scaletta pensa Burning River, un pezzo che tenta di rimettere il disco sui livelli iniziali, ed in parte ci riesce mediante un discreto ritornello, ma non possiede la verve dei pezzi posti in avvio. Finale affidato a The Valley of Tears, canzone atmosferica ancora una volta potenzialmente da classifica, che nulla toglie e nulla aggiunge all'economia della proposta.

Se Escape From the Shadow Garden presentasse due o tre pezzi in meno -praticamente la dimensione vinile di un tempo- sarebbe un album fantastico. Così com'è, invece, è semplicemente buono. Dopo un inizio spettacolare, con tre, se non quattro pezzi di assoluto rilievo che lasciano sperare in un lavoro di grandissima qualità complessiva, il tutto si stabilizza invece in una dimensione di normalità. Intendiamoci, trattandosi dei Magnum la classe, la professionalità, la perizia, sono tutte doti da considerare scontate e la "normalità" è da intendersi in senso lato, ma la scelta di una scaletta più corta o, meglio ancora, irrobustita da un paio di pezzi più di impatto nella seconda parte, o più semplicemente una diversa scelta nella disposizione dei pezzi, avrebbe prodotto risultati migliori. In questo modo, invece, spicca troppo la frattura qualitativa tra la prima e la seconda parte, o perlomeno, una disomogeneità di impostazione che porta ad una valutazione finale inferiore a quella che la prima, esaltante mezz'ora di musica lasciava presagire. Escape From the Shadow Garden rimane un buon lavoro ed i Magnum restano una band da seguire, ma alla fine dell'ascolto resta un po' d'amaro in bocca per un'occasione non pienamente sfruttata, soprattutto pensando a quanto entusiasmano i primi pezzi. Per la cronaca, Escape From the Shadow Garden è disponibile in versione cd jewel case, cd + dvd, oltre al doppio vinile colorato (con bonus track) + cd.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
89 su 10 voti [ VOTA]
Paolo Emilio
Martedì 27 Settembre 2016, 2.22.31
19
Sorprendente! Insieme a "Princess Alice.." il migliore album dei Magnum redivivi. Grandissimi!
sadwings
Lunedì 13 Luglio 2015, 15.13.44
18
Migliore dei precedenti ma anche in questo album non riesco ad apprezzare del tutto questo alcune scelte.75
Invictusteele
Mercoledì 18 Febbraio 2015, 12.52.20
17
Il miglior album dei Magnum dalla reunion. Un capolavoro. Voto: 90
raven
Lunedì 27 Ottobre 2014, 16.48.33
16
Problema tuo. Io dico che 12 ascolti bastano per una recensione.
warrior63
Lunedì 27 Ottobre 2014, 16.36.17
15
no
Raven
Mercoledì 7 Maggio 2014, 22.22.45
14
Credi che non lo abbia fatto?
Sandro70
Mercoledì 7 Maggio 2014, 22.18.58
13
Questo album non ha una canzone debole. E' meno immediato dei precedenti e va assimilato per bene con numerosi ascolti.
gianni
Venerdì 18 Aprile 2014, 8.12.58
12
i Magnum li ho trovati sempre un gran gruppo,Bob catley voce divina ma le ultime fatiche dei nostri sanno sempre di ripetitvo,con passaggi lunghi e a tratti noiosi..insomma niente di nuovo anche stavolta! alcuni pezzi sono dei veri e propri capolavori e cito Midnight angel,The art of compromise,Don' fall asleep e The valley of tears,tre ballad magiche intermezzate da un mezzo tempo AOR di una fattura incrediblie ma tutto il resto dell'album e' un po' noioso,sempre sospeso su ritmi cadenzati e un po' prolissi... per quei 4 meravigliosi pezzi(e poco altro)gli regalo un bel 7!
angelorock
Venerdì 18 Aprile 2014, 3.43.57
11
grandi i magnum non si discutono ma trovo questa nuova fatica un po sotto del precedente comunque discreto non si puo avere tutto dalla vita
hulk
Giovedì 17 Aprile 2014, 22.49.12
10
è certamente un album fresco e compatto,anche con delle gradevoli variazioni al suo interno,e incisivo al punto giusto per la buona parte delle tracce, ma non convincente in altre,dando l'impressione di voler usare più l'eperienza e il mestiere che la passione compositiva coinvolgente,comunque è sempre un piacere ascoltare la voce di Catley messa in risalto da una produzione abbastanza aggressiva e comunque con qualità audio molto buona,diciamo che nel complesso però potevano fare di meglio,per me è tra il range 80-82,oltre non va.
sminkiato
Giovedì 17 Aprile 2014, 22.18.36
9
Per il sottoscritto questo é un album SUBLIME , a chi ama la Musica non può mancare...
Raven
Giovedì 17 Aprile 2014, 12.52.34
8
Francamente non capisco perchè commentare album che non interessano citandone altri.
GreatMasterofprog
Giovedì 17 Aprile 2014, 8.06.55
7
Ragazzi ma' quando recensite il nuovo megagalattico album dei grandiosi VANDEN PLAS !!! Mi spiegate come fate a snobbare certi capolavori, per poi mettere in recensione album mediocri. Sperando in un vostro riscontro saluto tutta la redazione. STAY METAL !!!!!
xXx
Lunedì 14 Aprile 2014, 19.00.03
6
gruppo immenso. disco elevatissimo come sempre. voto 80
Fenrir
Lunedì 14 Aprile 2014, 16.19.52
5
I Magnum sono uno di quei gruppi che possiedono una classe infinita
Sabbracadabra
Domenica 13 Aprile 2014, 22.01.06
4
Sempre grandi i Magnum ma hanno un grande difetto che si ripete almeno negli ultimi dischi: le prime 4/5 canzoni bellissime poi il livello crolla in modo imbarazzante. Se invece di 4 dischi in 4 anni ne avessero fatti 2 coi pezzi migliori avrebbero fatto 2 capolavori.
Sandro70
Domenica 13 Aprile 2014, 21.28.35
3
I Magnum non tradiscono mai, anche questa volta hanno composto un grande album. Siamo hai livelli di Princess Alice... voto 85 pieno!
The Spaceman
Domenica 13 Aprile 2014, 15.39.15
2
Recensione molto bella! I Magnum sono una di quelle band a mio parere fondamentali per l'AOR anche se molto meno riconosciute rispetto a nomi ben più noti. Vedrò immediatamente di ascoltare il disco
LAMBRUSCORE
Domenica 13 Aprile 2014, 13.05.27
1
Grande gruppo, dico sempre che devo comprare qualche album, poi alla fine non combino niente, vorrei qualche consiglio da chi ne sa più di me, su dove cominciare, considerando che io ODIO le ballads o roba simile, mentre amo i pezzi più potenti, ecco, certo che nel genere di lenti ce ne sono, se sono al massimo un paio in un album lo tollero, non di più però ,ahah...
INFORMAZIONI
2014
SPV/Steamhammer
AOR
Tracklist
1. Live ‘Til You Die
2. Unwritten Sacrifice
3. Falling for the Big Plan
4. Crying in the Rain
5. Too Many Clowns
6. Midnight Angel
7. The Art of Compromise
8. Don’t Fall Asleep
9. Wisdom’s Had Its Day
10. Burning River
11. The Valley of Tears
Line Up
Bob Catley (Voce)
Tony Clarkin (Chitarre)
Mark Stanway (Tastiere)
Al Barrow (Basso)
Harry James (Batteria)
 
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