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HavenLost - Haven, Lost
( 1107 letture )
Il folk va di moda, è un dato di fatto. Le band fanno ormai a gara per chi è più "folk" e fanno di tutto per inserire la parola "folk" nella definizione di progetti musicali che di "folk" hanno poco o nulla. Melodic "folk" death/black progressive metal, porncore "folk" metal (le liriche tratterebbero poi di ammucchiate tra ubriachi? Questo sì che sarebbe interessante), ultra epic power death symphonic "folk" metal, doom samba "folk" metal...non ho dubbi che se il "folk" metal continuerà per altri tre-quattro anni a godere del successo e della visibilità attuali alcune di queste definizioni troveranno reali riscontri.
Un'altra situazione è quella dei gruppi che, mossi da intenti artistici sinceri o dalla volontà di cavalcare l'onda di questo successo, tentano a tutti i costi di inserire una componente folk all'interno della propria musica, spesso però senza riuscire ad amalgamarla bene con il resto dell'impianto stilistico e senza intraprendere quel percorso di ricerca storica e musicale che dovrebbe essere uno dei punti cardine del suonare folk (classico, metal o rock che sia). Questo fa sì che vengano immessi sul mercato prodotti che, se da un lato sono comunque discreti, dall'altro si rendono protagonisti di un'interpretazione del folk forzata e banale che, se confrontata alle originarie intenzioni dei maestri del folk metal, risulta svilente per l'intero genere.

Purtroppo finisce con il rientrare in questa categoria anche Haven, Lost, EP autoprodotto degli italiani HavenLost. Difatti, la band ha un piede nella categoria del "mettiamoci il folk perchè sì". La proposta del gruppo è un discreto symphonic metal di stampo classico, appesantito da alcune sezioni chitarristiche più vicine al death metal. Fin qui nulla da eccepire, il prodotto non farebbe gridare al miracolo ma sarebbe comunque godibile e fresco, grazie soprattutto alle buone voci dei cantanti. Il problema sorge quando la band si sforza di essere folk: le sezioni più puramente folk sono difatti le più deboli del platter e spesso risultano mal legate con il resto dell'impianto musicale, sfociando troppo spesso nella banalità di soluzioni ingenue e decisamente abusate, come ad esempio il ritritissimo duetto flauto-voce femminile, che in Haven, Lost seguono spesso la stessa melodia, riuscendo comunque orecchiabili, ma annoiando subito ad un ascolto più impegnato. Punto forte dell'EP sono invece gli arrangiamenti di tipo sinfonico e gli inserti più puramente melodic death, che smorzano l'eccessiva "powerosità" di alcuni momenti.
Sul versante tecnico la prova della band è ineccepibile: la sezione ritmica fa il suo sporco lavoro a perfezione, supportando al meglio il comparto melodico, riuscendo a donare quel qualcosa in più ad alcuni pezzi grazie anche alla varietà delle soluzioni. Le chitarre si rivelano anch'esse pienamente consapevoli delle loro capacità, non sfornando certo assoli da capogiro o riff imperdibili, ma restando comunque accettabili nel complesso e non scadendo quasi mai nella banalità (se si escludono alcune delle parti più legate al power). Di buona fattura anche l'accompagnamento tastieristico, quando impegnato in soluzioni orchestrali, mentre il violino di Cesco è autore di una prova senza infamia e senza lode. La prestazione vocale, con l'intreccio di voce femminile e maschile e con l'aggiunta poi del growl, è il punto focale della musica degli HavenLost, grazie soprattutto all'eccellente prova della singer, dotata di un ottimo registro semi-lirico e a suo agio tanto nei momenti più folk che in quelli sinfonici. Va comunque un plauso anche alla buona prova di Filippo Calanca "Cally", dotato di un timbro basso e d'impostazione solenne che riesce a dare un tocco più epico alle canzoni.
Il principale difetto dell'EP rimane dunque una componente folk che risulta di bassa qualità e spesso fuori contesto e che ad un ascolto attento risulta quasi fastidiosa. Tirando le somme, però, questi giovani meritano comunque la promozione e, date le premesse di questo EP, sembra che abbiano tutte le carte in regola per sfornare, in futuro, prodotti di indubbia qualità.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
67.33 su 3 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2013
autoprodotto
Symphonic Metal
Tracklist
1. Carillon
2. Haven, Lost
3. Wanderer's Quest
4. Nescience Embrace
5. Twilight upon the Earth
6. Ceneri
7. Battle Spirit (bonus track)
Line Up
Cally (Voce)
Gaia (Voce)
Sunti (voce, chitarra)
Morg (chitarra)
Cesco (violino)
Berna (tastiera)
Lollo (basso)
Bruce (batteria)
 
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