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Opeth - Orchid
( 14342 letture )
Primo capitolo della saga degli Opeth, questo Orchid stabilì nel 1995 un nuovo canone nel panorama, per alcuni versi abbastanza stantio, della musica metal. Tutta la questione ruota a mio avviso attorno al concetto di sintesi, anche se qualcuno avrà sicuramente storto il muso nel leggere questo termine, trattandosi di un disco in cui la durata media dei pezzi viene abbassata attorno agli otto minuti solo dalla presenza di due brani sotto i tre . E allora? Allora la sintesi ala quale mi riferisco è quella che ci permette sullo stesso disco di rintracciare un bel po’ di quello che è accaduto nel mondo del rock direi almeno dai King Crimson in poi. Perché, anche se su questo Orchid il tutto era espresso in forma ancora un po’ grezza rispetto ad alcuni lavori successivi, trovarsi ad ascoltare fughe prog, alternate a momenti eterei e sfumati tipici di una certa attitudine nordica, se non proprio ascetici, il tutto avvolto in dinamiche pesantissime senza essere particolarmente veloci, al di là del massiccio uso della doppia cassa.
La parte più moderna ed estrema è rappresentata sostanzialmente dal cantato del mentore Mikael Åkerfeldt, autore di un growl massiccio e profondo, meno alternato al cantato clear che ascolteremo ad esempio in Blackwater Park. E il tutto all’interno di ogni singolo pezzo, dove sono presenti almeno tre o quattro di quelle che io chiamo “idee valide”, sviluppate compiutamente, e che un gruppo normale avrebbe trasformato in altrettante songs.
Questa attitudine prog anni '70 fa sì che l’atmosfera sia in continua mutazione, come una massa apparentemente informe su una superficie liquida, che segue le maree, risultando incomprensibile nel suo dipanarsi agli occhi dell’osservatore superficiale, ma che, vista dall’esterno, segue leggi precise, solo troppo ampie nelle loro implicazioni, per potere essere comprese subitaneamente, anche se, come detto, questa particolarità verrà meglio sviluppata in seguito.
Il primo blocco del disco è costituito da In Mist She Was Standing e Under the Weeping Moon, nella prima è più il growl a farla da padrone, ma la grande violenza del cantato e della ritmica non soffoca la raffinatezza generale della composizione, qualità ulteriormente esaltata nella seconda traccia; sembra di camminare al buio, avvolti da una atmosfera decadente, ma più malinconica che inquietante. Ed è questa fusione di opposti (la voce inumana di Åkerfeldt e la musica spesso dolcemente avvolgente) ad irretire l’ascoltatore, sospeso tra due estremi, per una volta non conflittuali. Il piano di Silhouette spiazza ancora ma è in linea con l’atmosfera sospesa che permea Orchid, prima di un altro blocco da Forest of October a The Apostle in Triumph che, intervallato solo dall’intermezzo di Requiem, nelle quali si attraversa una foresta cupa e sfuggente, dai colori indefiniti, in attesa del compiersi di un destino al quale non si può sfuggire, per poi concludere con il pezzo più cupamente riuscito, The Apostle in Triumph è un susseguirsi di violenti riff, fughe senza speranza, cieli violacei e picchi metallici scintillanti; ed alla fine mi si staglia in mente l’immagine dell’uomo torturato dall’angoscia de L’Urlo di Munch, il sublime urlo della disperazione del contemporaneo.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
78.75 su 117 voti [ VOTA]
gianmarco
Domenica 10 Febbraio 2019, 11.55.37
19
L'inizio della leggenda Opeth .Riascoltato in questi giorni .
gionniboi
Martedì 13 Marzo 2018, 23.46.55
18
Buon esordio della band svedese, penalizzato da una produzione scarna e un songwriting ancora acerbo. 65 penso sia un voto giusto
Shadowplay72
Domenica 26 Novembre 2017, 0.45.51
17
Grande album,grandi opeth!
Awake
Domenica 26 Novembre 2017, 0.41.43
16
L'influenza dei Maiden l'ho sempre percepita anche io.
ilvinox
Lunedì 10 Luglio 2017, 21.40.49
15
Vedo di non essere il solo a credere che sia il disco più bello. E' diverso rispetto ai successivi, molto più ragionato, meno brutale e con più momenti diciamo atmosferici. Ci sento grandi influenze maideniane, e sopratutto la tecnica non disturba l'espressività come su altri loro album successivi. Più lo ascolto più diventa bello. Voto 92
Giaxomo
Sabato 11 Febbraio 2017, 19.18.51
14
Qualche giorno fa ho commentato l'ultimo platter degli Opeth. Ora mi ritrovo a commentare il primo lavoro, l'alfa e l'omega detto più brutalmente. È il loro primo album che ho ascoltato, ne venni a conoscenza attraverso questa webzine e per ironia della sorte il mio migliore amico delle superiori mi fece ascoltare il giorno dopo in gita scoltastica mentre si lavava "The Twilight is My Robe". Eravamo a Praga, chi ha avuto la fortuna di andarci potrà confermare quanto calzi a pennello una canzone del genere in prossimità di Piazza S. Venceslao. Da quella sera, senza esagerare la mia vita è cambiata e non ascoltai altro per tutta la gita durante i vari spostamenti in autobus. Lo trovo un lavoro già dannatamente maturo, ricco di colori e sfumature buie e tetre, raffinato come pochi e carico di quell'atmosfera tipicamente nordica da "passeggiate nel bosco innevato al calar del sole" che andrà dissolvendosi già dal successivo e ricco di tecnica. Amo letteralmente il suono della batteria in questo album. Nessun filler, ma la classe strasborda in Twilight is My Robe e Forest of October. Secondo me, alla pari dei due successivi. 90.
lontra
Martedì 27 Settembre 2016, 1.53.30
13
Infatti e' il migliore!!!
Jorg
Martedì 27 Settembre 2016, 1.28.53
12
Troppo sottovalutato secondo me. Merita di più soprattutto per l'atmosfera che crea. Delle volte cadde nel banale ma questo non incide più di tanto sullw qualità che è ottima. 92
Awake
Domenica 18 Ottobre 2015, 1.24.01
11
I prodromi di quello che verrà. Altro passo.
Yeti
Lunedì 7 Settembre 2015, 18.28.31
10
Secondo me il loro lavoro migliore. Nessun album successivo riesce a creare le stesse atmosfere di questo Orchid, che ti prende e ti avvolge in un modo unico (sembra di stare realmente in una gelida foresta del Nord - under the weeping moon -). Fenomenale. Voto 95
VomitSelf
Martedì 26 Agosto 2014, 20.56.31
9
Il mio preferito assieme al successivo "Morningrise". Per me, i loro due capolavori assoluti. 100
zerba
Venerdì 6 Giugno 2014, 1.34.28
8
immenso, forse il loro migliore.
The Preacher
Domenica 11 Maggio 2014, 12.11.59
7
Disco enorme. Degli Opeth conosco i primi 5 ed davvero è impossibile sceglierne uno talmente sono belli, e questo debutto forse un po' acerbo non fa eccezione. Non c'è la maestria nel collegare le diverse parti delle canzoni che verrà maturata in Morningrise (non dico che le canzoni sembrino collage di riff, ma il successivo è più maturo in questo senso), ma c'è un gusto melodico assolutamente fuori dal comune, che fa si che ogni canzone abbia dei momenti straordinariamente emozionanti. Ottime le prove di tutti i musicisti, il growl/scream di Akerfeldt è già eccellente, anche se negli album successivi (My Arms Your Hearse) maturerà fino a diventare una delle migliori voci del metal estremo, a mio parere. The Apostle in Triumph, Forest Of October e The Twilight Is My Robe sono canzoni incredibili, specialmente Twilight ha almeno 5-6 riff tra i più belli e malinconici che abbia mai sentito. Comunque disco ottimo nella sua interezza. Voto 93
guest84
Giovedì 15 Novembre 2012, 15.23.24
6
Pefetto. Per me è da 100.
sawyer
Giovedì 3 Novembre 2011, 0.49.10
5
adoro sto disco forse il mio preferito degli opeth(cmq son tutti stupendi)e ancor di piu' adoro mettermi a suonare i loro intricati e meravigliosi pezzi alla chitarra..quando suono queste note mi vengono i brividi dalla bellezza che trasmettono sembra di vedere paesaggi naturali attraverso la loro musica!troppo belli gli opeth nessuno come loro!credo sia il miglior gruppo degli ultimi tempi assieme ai tool e pochissimi altri...li amo.
Ascarioth
Martedì 5 Luglio 2011, 21.11.38
4
Arrivo tardissimo a commentare questa ragione di vita che per me è Orchid... lo amo.
Paul the boss
Mercoledì 4 Novembre 2009, 15.14.30
3
Esordio molto bello che da il via allo stile unico degli opeth
zakka
Venerdì 26 Settembre 2008, 19.08.09
2
ma quale preludio?qui lo stile era leggermente diverso, + virato death e meno prog . bellissimo, più di altri proclamati capolavori successivi
valentino
Lunedì 29 Maggio 2006, 15.41.21
1
diso bellissimo solo un preludio ai successivi cd. molto bella l' idea di descrivere, le pittoriche immagini suggerite dgli stupendi songs delle track.cmq complimenti agli opeth ed al maestro raven (francesco) per la solita accuratezza ed il suo solito stile che caratterizza le recensioni unica pecca se cosi si puo chiamare un errore di battitura , che comunque nn intacca minimamente lo splendido lavoro svolto nel descrivere le atmosfere fantastiche del cd. distinti saluti.
INFORMAZIONI
1995
Candlelight
Prog Death
Tracklist
1. In Mist She Was Standing
2. Under the Weeping Moon
3. Silhouette
4. Forest of October
5. The Twilight Is My Robe
6. Requiem
7. The Apostle in Triumph
8. Into the Frost of Winter (bonus track on Reissue CD & LP)
Line Up
Mikael Åkerfeldt – lead vocals, guitar
Peter Lindgren – guitar
Johan DeFarfalla – bass guitar, backing vocals
Anders Nordin – drums, percussion, piano on "Silhouette"

Guest Musician:
Stefan Guteklint – bass guitar on "Into the Frost of Winter"
 
RECENSIONI
65
74
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90
91
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