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Vanden Plas - Chronicles Of The Immortal: Netherworld (Path 1)
( 4342 letture )
Rieccoli.
Precisi come un orologio svizz... ehm tedesco, ecco tornare per la quarta volta in dodici anni i più coerenti alfieri del prog metal di maniera, gli inossidabili Vanden Plas.
Pur coscienti che molto tempo trascorso fra un album e l'altro non significa per forza grande qualità (si pensi ai Rush di fine Settanta, un capolavoro all'anno, e per contrasto ai Metallica post-Black album), ci avviciniamo con rispetto ad un disco che sembra promettere come minimo un'ora di piacevole musica.
L'album è strutturato in dieci canzoni, ognuna delle quali reca il titolo di “Vision”, confermando la prima impressione offerta dal titolo: ci troviamo di fronte ad un concept album, o meglio alla sua prima parte.

O fan, sorridi!
Fin dal primo ascolto appare evidente che i nostri non hanno la minima intenzione di deludere i propri fan, mantenendo le coordinate stilistiche che (pur se derivative) li contraddistinguono da ormai vent'anni, tra ariose melodie, prodezze tecniche mai in eccesso, tempi dispari e qualche rocciosissimo riff sparso qua e là con gusto, il tutto sovrastato dalla sempre eccellente voce di Andy Kuntz, ormai vera icona del panorama prog melodico.
L'album risulta ottimamente bilanciato tra potenza e melodia e riesce nell'intento di non risultare noioso ma, al contrario, a tratti molto coinvolgente, in particolare nella sequenza che da Godmaker, potente pezzo di pieno stampo prog, conduce alla orecchiabilissima e cibernetica New Vampyre, passando per la fragile A Ghosts Requiem.
Altro highlight del disco è The King and the Children of Lost World , canzone colma di cambi di atmosfera e piacevoli melodie.
La produzione è molto nitida e, piccola considerazione, Il fatto che il pezzo più lungo del disco non raggiunga nemmeno i nove minuti è indicativo dell'onestà della band, che evita di speculare su prolisse parti strumentali per nascondere la mancanza di idee, come è purtroppo d'uso fra molti colleghi.

Tutto perfetto insomma?
Beh... sì e no.
Se è pur vero che chi apprezza queste sonorità difficilmente rimarrà deluso, data la bella prova compositiva di Kuntz e compagni, bisogna però rendersi conto di un piccolo particolare spesso dimenticato da tali ascoltatori: sarebbe doveroso da parte di una band che si fa fregio dell'etichetta di “Prog Metal” proporre soluzioni innovative o perlomeno una personale ricerca musicale, di cui non si trova in questo disco la minima traccia.
La stasi stilistica nella quale da sempre versano i Vanden Plas sarebbe ben più comprensibile se possedessero una loro formula originale e non così facilmente riconducibile ad influenze esterne (pur con un buon margine di personalità); neppure l'idea di un concept legato più o meno vagamente al Cristianesimo è nuova per la band, che porta avanti simili tematiche fin dal debutto Colour Temple. In sintesi, Chronicles non aggiunge nulla non solo alla musica prog (compito questo, ammettiamolo, sempre più difficile), ma nemmeno alla storia della band stessa.
Detto ciò la qualità compositiva resta, è non c'è alcun motivo di negarla.

Avvisiamo i gentili lettori che anche se nessun Dream Theater è stato citato in questa recensione, sarebbe stato perfettamente lecito.



VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
75.83 su 36 voti [ VOTA]
IO
Giovedì 3 Settembre 2015, 17.56.28
32
il livello dei recensori di questo portale è davvero molto basso...quante menate. il disco è bello ma devono essere più innovativi...discorso senza senso!
Steelminded
Sabato 6 Settembre 2014, 10.55.08
31
Qaundo ho aperto questa serie infinita di commenti personali, ho detto che il primo mi sembrava ottimo. Difatti, dopo averlo riascoltato non credo sia un gran che. Credo che il meglio della loro discografia lo abbiano dato in effetti con gli ultimi tre... passo e chiudo...
Steelminded
Martedì 2 Settembre 2014, 23.04.44
30
e anche Kenwood ha ragione da vendere (al netto delle critiche di prassi ai Dream Theater nei confronti delle quali mi dissocio )
Steelminded
Martedì 2 Settembre 2014, 23.01.04
29
Ah e quoto in toto il signor Spiderman, con il quale sono a volte in disaccordo (tacito o esplicito), ma su questo credo faccia centro su tutti i punti!
Steelminded
Martedì 2 Settembre 2014, 22.57.17
28
Beh insomma, non so da dove cominciare sarò comunque breve. Ho ascoltato tutti i loro album, fino a questo. Davvero pregevoli, con i migliori che mi sembrano gli ultimi tre. Il che mostra una crescita creativa e compositiva, notevole davvero. Per quanto riguarda il qui presente lavoro l'impressione è stata davvero ottima. Non condivido la recensione su alcuni punti che mi sembrano imbevuti di luoghi comuni. Quanto alla critica di derivatività, sì ci sono nel sound alcuni richiami ai DT, ma a livello compositivo le band suonano assolutamente diverse. Sul punto della non innovatività, il qui presente Chronicles mi è sembrato distaccarsi abbastanza dai precedenti con alcune innovazioni interessanti. Questo poi per quanto importi, perchè un album bello come questo non dovrebbe essere penalizzato in base a canoni esterni, se innova o non innova, se richiama o non richiama... etc etc. Peccato.
Steelminded
Sabato 30 Agosto 2014, 16.34.19
27
Avvisiamo il recensore che sta recensendo vanden plas - chronicles of the immortals
Steelminded
Domenica 24 Agosto 2014, 21.38.33
26
L'ottimo marchese ha centrato il punto alla grande con il suo commento no 17, anch'io la trovo una fissa di alcuni recensori e commentatori... Sto ascoltando per bene questa band, il primo Colour Temple mi sembra ottimo. Arriverò anche a questo per entrare nel merito. Evviva!
kenwood
Lunedì 11 Agosto 2014, 11.53.49
25
@herr al massimo quando senti seraphick clockwork quello che può venire in mente è Abydos....
herr julius
Martedì 5 Agosto 2014, 19.46.40
24
Mah questo lo devo ancora ascoltare, ho solo seraphic c r devo dire che quando l'ho sentito la prima cosa che mi è venuta in mente è images and words
spiderman
Martedì 5 Agosto 2014, 19.16.20
23
Concordo per filo e per segno, parola per parola con @Third Eye e @kenvood,le influenze ce le hanno tutti, se si ragiona in questo modo allora sparirebbero meta' delle bands trash e black-death nel metal,anzi loro hanno trovato nuova linfa da una certa enfasi espressiva, immessa con pathos nella componente teatrale,che a dispetto del nome i piu' famosi Dream Theather non hanno,non solo gli assoli e i riff dreamtheariani sembrano ultimamenti sbrodolamenti fine a se stessi,mentre quelli dei V.P sono amagamati simbioticamente con la tematica e le linee vocali presenti nei singoli brani,con una certa originalita' unita ad una forte personalita',in poche parole c' e' piu' emotivita' ed espressivita' di sfumature rispetto agli ultimi D.T.Il songwriting e la resa audio-sonora,sono evidenziati da un ottima produzione.Eppoi in recendione non viene fatto il minimo cenno alla collaborativa e intrigante voce di Julia Steinglass,che ha contribuito molto alla riuscita di questo album.Domanda: Anche questa collaborazioneve' copiata dai D.T. ma per piacere non scherziamo. Questo gruppo ha classe da vendere e acquista sempre piu' personalita'autonoma e creato il loro stile personale.Voto : 94.
Third Eye
Martedì 5 Agosto 2014, 19.14.01
22
@ kenwood: mah, diciamo che quando si parla di prog-metal è normale che possa saltare fuori il nome dei Dream Theater visto il peso e il ruolo che hanno avuto nel genere, il problema è che spesso vengono citati in maniera direi quasi automatica senza che vi siano delle motivazioni valide, insomma fare dei paragoni con la band di Petrucci è diventato oramai un clichè. Aggiungo, inoltre, che la band americana non ha più niente da dire in ambito prog e tutto il loro potenziale artistico è stato espresso negli anni ’90; quindi anche per questo motivo il citarli di continuo diventa spesso un’operazione quantomeno avventata… Riguardo ai Vanden Plas, beh si hai ragione, c’è pathos nella loro musica, da questo punto di vista considero il loro Christ 0 un disco davvero intenso.
kenwood
Martedì 5 Agosto 2014, 18.39.42
21
@Third Eye: sono contento che la pensi come me, ho letto tante recensioni in giro, e ogni volta che si parla di prog metal escono i Dream Theater in mezzo come se avessero inventato tutto loro. E' ovvio che ci siano delle influenze. ma sono influenze di genere. "Questo riff è molto Dream Theater" come hanno scritto alcuni su youtube. Sinceramente non capisco cosa vuol dire, i suoni delle chitarre sono diversi, le canzoni sono sviluppate diversamente, ma quando si ascolta un cd dei VP ci si rende conto di come sia complessa la struttura dell'armonia? Ci sono dei passaggi armonici stupendi, e poi ripeto i VP hanno pathos, cosa che i Dream Theater non hanno più da parecchi album.
Third Eye
Lunedì 4 Agosto 2014, 16.14.58
20
@ kenwood: pur non avendo ancora ascoltato quest’ultima opera mi trovo in sintonia con ciò che dici; i Vanden Plas hanno classe da vendere, la loro musica è scevra da qualsiasi tipo di pacchianeria, lo stile di Kuntz è raffinato e coinvolgente, i fraseggi di chitarra sono oculati ma suonati con grande feeling (siamo lontani dalle sterili peripezie di certi virtuosi), ecc. Poi, per quanto riguarda lo stile della band è statico quanto lo possono essere quelli di decine di altre bands, si rifanno semplicemente a quelli che sono i canoni del genere, ovvero lo interpretano in maniera tradizionale. Tutto ciò è un male!?! Dipende, se, come nel loro caso il livello compositivo rimane alto non vedo perché stigmatizzare certe scelte…e francamente non capisco perché paragonarli ai Dream Theater quando è evidente che quest’ultimi non hanno praticamente più nulla da dire in ambito prog.
kenwood
Lunedì 4 Agosto 2014, 10.18.00
19
Io proprio non capisco. Ma dove sono tutte queste influenza da Dream Theater. Ogni recensione su questo sito incolpa i Vanden Plas di avere troppo influenza da loro. Ma dove sono queste influenze. I DT suonano un prog dove si sente una netta influenza da opere teatrali? Non mi pare. Gli ultimi album dei DT hanno lo stesso pathos che i VP riescono ad esprimere? NO. Parliamo della chitarra, nei loro album ci sono degli assoli che mettono i brividi per espressività senza preoccuparsi di fare sempre le stesse terzine a velocità supersonica. Metti una canzone a caso dei VP e subito li riconosci. Invece di giudicare quello che riescono ad esprimere, Kuntz è il cantante più espressivo nella scena prog metal per quanto mi riguarda e solo lui basta a dare personalità al gruppo. C'è un accanimento contro di loro e non capisco perchè ma di gruppi che trasmettono emozioni come loro ce ne sono ben pochi.
Delirious Nomad
Sabato 31 Maggio 2014, 15.26.05
18
@Marquis: semplicemente significa che non é possibile fare un capolavoro senza essere originali. I Vanden Plas sono degli ottimi musicisti ma hanno sempre avuto nei dream theater un punto di riferimento eccessivamente invadente. Va detto che tra le band che si ispirano ai DT sono tra i più personali, ma questo non basta: gli schemi sono i soliti e dopo vent'anni di carriera é abbastanza ovvio che la ripetizione non giova al giudizio finale. Come ho scritto é un album per appassionati, i quali sicuramente verranno affascinati dal disco molto più di quanto purtroppo lo sia stato io. Per me é un buon disco come ne escono molti, il voto medio viene anche da questo (tra parentesi il mio voto é 73 e la media lettori 73.73 hahaha! )
Le Marquis de Fremont
Sabato 31 Maggio 2014, 13.42.09
17
Effettivamente qui il discorso è su una questione che viene citata spesso e che mi sembra sia una fissa dei vari recensori: il gruppo non si evolve. Ma perché? Ho accennato al fatto che non gli conoscevo e trovo, almeno su questo album, il songwriting decisamente ottimo. Le canzoni sono belle e il sound in generale è accattivante e molto piacevole. Per uno che ha ascoltato molto prog nei lontanissimi '70, una bella sorpresa. Da cosa dovrebbero evolversi? Si ripetono? Ripetono forse le stesse canzoni ogni volta? Cosa vuol dire che "sono evidentissimi i richiami alle loro influenze".Perché non dovrebbero avere influenze? Ascolterò anche gli altri loro album, ma questo è su un livello ottimo. Au revoir.
Le Marquis de Fremont
Martedì 22 Aprile 2014, 10.35.35
16
Non li conosco (nobody's perfect, sorry...) ma gli ascolterò quanto prima. La copertina è semplicemente eccelsa. Au revoir.
ayreon
Sabato 19 Aprile 2014, 20.35.31
15
che bei commenti positivi su di loro,sono contento perchè se lo meritano,all'interno del panorama prog metal il loro sound è unico e non derivativo,ricco di influenze operistiche e musical
entropy
Sabato 19 Aprile 2014, 15.57.57
14
Non sono d'accordo quasi su nulla di quelo che dite!! Anzitutto il loro essere derivativi è relativo, poichè il sound deii vanden plas è riconoscibilissimo e cmq ,all'interno di alcuni canoni prog, e anche estremamente personale. Inoltre quest' album in particolare fa fare un altro passo (come si era cominciato a vedere con crith o) verso un idea di "opera teatrale" , che nei rpima lbum della band non esisteva. Non credo che in definitiva il senso di già sentito sia così forte come dite. In ogni caso siamo un gradino sotto i capolavori della band, ma cmq altissimo livello (voto .: 82)
Daveg68
Venerdì 18 Aprile 2014, 23.32.27
13
Non sono d'accordo, col tempo hanno abbandonato le sfuriate progmetal di doppia cassa e assoli al fulmicotone, per abbracciare momenti di puro feeling emotivo, in particolare da Christ 0 in poi han saputo virare da una dimensione tecnico compositiva ad una più rarefatta ed emozionale ieri l'unica protagonista era la chitarra, oggi c'è anche il pianoforte. Questo disco non è semplicemente bello, è emozionante. Voto abbondantemente sopra l'80. Come fate a non riconoscere il drumming e le keyboards così personali di questo gruppo, boh?
ProgMaster
Venerdì 18 Aprile 2014, 19.34.54
12
110 e Lode !!! Qui siamo su un pianeta distanti anni luce dalla terra, mi dispiace per voi tutti, ma' questo album e' fuori concorso per manifestata superiorita'. Tutto il resto sono chiacchiere da' giornalai che mi fanno solo sbrodolare dalle risate !!! DISCO SUPERMEGAGALATTICOSPAZIALE. L'ultimo dei dream theater puo' solo allaciare lontanamente le scarpe ai mitici VANDEN PLAS, AMEN.
Delirious Nomad
Venerdì 18 Aprile 2014, 18.36.07
11
@d.r.i.:
d.r.i.
Venerdì 18 Aprile 2014, 18.08.35
10
@Del: concordo
Delirious Nomad
Venerdì 18 Aprile 2014, 17.41.58
9
@d.r.i.: hai ragione, infatti questo lo considero un album per fan e per appassionati di questo preciso genere . Tuttavia nel quadro di un'ottica prog è difficile alzare il voto... come ho scritto la qualità di songwriting c'è ma 1- si ripetono bene o male identici dal debutto; 2- sono evidentissimi i richiami alle loro influenze . A gusti può meritare anche 100, ma per una valutazione oggettiva non ci sono elementi.
d.r.i.
Venerdì 18 Aprile 2014, 17.12.46
8
Puro Vandenplas style e ho detto tutto. Voto 75. P.S. un appunto al recensore, posso condividere il tuo pensiero sulla staticità ma se avessero variato verso altri lidi avrebbero ricevuto critiche...come in molti altri casi. Ovviamente opinione personale ma io i Vandenplas li voglio così.
hulk
Venerdì 18 Aprile 2014, 17.10.42
7
Che album spettacolare!,i miei amati Vanden Plas non deludono mai,men che meno questa volta.Ho sgombrato la mia mente da ogni cosa,ho messo le cuffie alle mie orecchie, e via! , ho lasciato che questa meravigliosa opera d'arte mi trasportasse in un'altra dimensione.Quest'album non è affatto semplice anzi direi piuttosto impegnativo,ma una volta che ti ha preso e ti entra dentro non ti molla più.Incisività,emotività,ed emotività in questo lavoro sprizzano da tutti i pori,il songwriting è a dir poco eccezionale,tematica e testi sublimi per belli,profondi che trasudano un epicità impressionante.Produzione e qualità ottime,messe in risalto da una metrica compositiva da veri maestri.Il 100 se lo merita tutto.Capolavoro.
M0RPHE01978
Venerdì 18 Aprile 2014, 15.43.31
6
sentito un paio di volte...e non mi ha detto molto, per me il loro album migliore rimane Colour Temple. Voto 60
ayreon
Venerdì 18 Aprile 2014, 14.59.57
5
a chi piacciono i VDP questo disco non farà gridare al capolavoro ma è comunque bello,li seguo dall'inizio e da "beyond daylight"in poi ho trovato che hanno personalizzato molto il loro stile,e poi non dimentichiamo che Kuntz e compagni collaborano anche per vari musical,sono una band stratosferica ,forse i migliori in europa a fare prog metal ,mi dispiacque non poco vedere cosi' poca gente a milano per il "seraphic clockwork" tour.Ad ogni modo ,questa è solo la prima parte ,aspettiamo la seconda per giudicare tutto il disco
Michele "Axoras"
Venerdì 18 Aprile 2014, 14.22.26
4
Maledetto ! Mi sarebbe piaciuto da morire recensire quest'album ! Comunque, album ben poco innovativo, e sulla linea classica dei Vanden Plas, che come hai ben detto non aggiungono nulla di nuovo al loro classico stile. Tuttavia ... che pathos ! Le canzoni sono tutte godibilissime, e in generale le sensazioni trasmesse son veramente forti. Facendo qualche passo indietro da un'analisi puramente tecnica e musicale, le canzoni di quest'album a me son piaciute veramente tanto per l'impatto emotivo: A Ghost Requiem, per non parlare di Misery Affection, o la finale Inside. Tutte condite dalla voce bellissima di Julia Steingass ! Insomma, per concludere un disco che mi è piaciuto molto, più di molti altri album precedentemente sfornati dal gruppo
davide
Venerdì 18 Aprile 2014, 13.30.25
3
per me sempre incapaci di creare passaggi degni di una menzione..passaggi memorabili..sempre quella tecnica rubata e fine a se stessa..mai lampi di genio !!!
Electric Warrior
Venerdì 18 Aprile 2014, 13.14.18
2
Questa non è una recensione, è un semplice commento.
gianni
Venerdì 18 Aprile 2014, 12.54.45
1
D'accordo con la recensione, tranne il voto...non aggiungerà nulla di nuovo, ma chissenefrega. Disco bellissimo dal primo al'ultimo secondo, emozionante e tecnico come sempre...non sono in molti a saper fare meglio.
INFORMAZIONI
2014
Frontiers Records
Prog Metal
Tracklist
1. Vision 1ne
2. Vision 2wo – The Black Knight
3. Vision 3hree – Godmaker
4. Vision 4our – Misery Affection Prelude
5. Vision 5ive – A Ghosts Requiem
6. Vision 6ix – New Vampyre
7. Vision 7ven – The King and the Children of Lost World
8. Vision 8ight – Misery Affection
9. Vision 9ine – Soul Alliance
10. Vision 10n – Inside
Line Up
Andy Kuntz (Voce)
Stephan Lill (Chitarra)
Günter Werno - Tastiere
Torsten Reichert (Basso)
Andreas Lill (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Julia Steingass (Voce addizionale nelle tracce 4, 5, 7, 8, 10)
Christian Köbler (Voce addizionale)
Manuel Lothschütz (Voce addizionale)
Dave Esser (Narrazione)
 
RECENSIONI
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