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Embryonic Devourment - Reptilian Agenda
( 1164 letture )
Quante volte è stato detto che tra suonare bene e creare canzoni ascoltabili c’è una grandissima differenza? Centinaia, probabilmente; forse migliaia, ma si vede che questa lezione non è giunta alle orecchie degli Statunitensi Embryonic Devourment (un nome, un programma). Reptilian Agenda è il loro fatidico terzo album e a conti fatti la lezione non l’hanno imparata per benino, se sotto il mero aspetto tecnico sono inattaccabili, proponendo ottime soluzioni e stacchi al fulmicotone, cambi tempo invidiabili e una perizia chirurgica d’altro canto una produzione plastificata ed un cantante al limite dell’inascoltabile rovinano il tutto.

Il concetto di canzoni inascoltabile viene applicato a Reptilian Agenda perché, nel 2014, risulta inspiegabile come musica talmente tanto finta e plastificata possa essere proposta sperando nella misericordia e/o nella tolleranza dell’ascoltatore di turno. Si comprende benissimo la volontà di risultare naturali e aggressivi allo stesso tempo, peccato che questo stoni con il risultato finale: canzoni piatte, statiche e identiche l’una all’altra, se si escludono gli sprazzi di virtuosismo di Sealed With Resin, abbinate ad un comparto lirico incentrato sulla teoria delle razze aliene di forma rettiliana che avrebbero invaso il mondo. La fissazione con le cospirazioni e le teorie per cui l’evoluzione sia dovuta a razze provenienti da altri mondi e questi ultimi siano qui tra noi ce l’hanno in molti (pure il sottoscritto), ma incentrare un’intera discografia su tale concetto risulta piuttosto ripetitivo. Esistono band nel calderone del metal che sono monodirezionali in quanto a testi (Immortal, Deicide, Cannibal Corpse, Marduk e via discorrendo), ma qui si rasenta il ridicolo, purtroppo.

Prima di scrivere questa recensione il sottoscritto si è sparato molteplici interpretazioni, da parte di altrettante testate giornalistiche via web, del suddetto disco; non son qui di certo a comparare il metro giudizio di ogni singolo recensore, ma questa operazione mi ha fatto riflettere. Una domanda è salita dentro me: ci si accontenta di così poco, oggigiorno, da lodare e incensare tanta pochezza? Bastano duecento riff spiattellati uno dietro l’altro senza nessun filo logico per poter definire Reptilian Agenda una delle migliori uscite di quest’anno? Se la situazione è realmente questa, ho paura che presto in molti dovremo relegarci ad ascoltare i famosissimi “soliti volti noti”. Tutto ciò che salva gli Embryonic Devourment da un capitombolo di enormi dimensioni è la loro bravura tecnica, ma anche di questa ormai se ne ha a palate e proposta sotto infinite salse specialmente in un genere come il technical death . Ci si potrebbe aggrappare al cavillo, cercare l’uovo nel pelo e il pagliaio nell’ago ma, con le migliaia di valide uscite che muoiono nel disinteresse generale, dischi come questo meritano solamente di prendere polvere negli scaffali, o quantomeno di non arrivarci. Se si cerca della pura e semplice perizia tecnica torniamo ad ascoltare Death, Nocturnus, Cryptopsy, Suffocation e tutti quei gruppi che nel suono ricercato e potente decine di anni fa han forgiato un genere, suonandolo con passione e dedizione alla causa, e stiamo alla larga dai cloni rettiliani.



VOTO RECENSORE
57
VOTO LETTORI
99 su 3 voti [ VOTA]
Delirious Nomad
Martedì 22 Aprile 2014, 12.20.30
2
Stavo anch'io monitorando il numero di rece come te capo ! 10000 è un bel numero, spero che in maggioranza siano migliori di questo dischetto qua XD
MrFreddy
Martedì 22 Aprile 2014, 11.51.35
1
Il disco non l'ho ancora sentito, ma l'ho visto stroncato in diverse recensioni e la cosa mi dispiace, soprattutto in virtù del fatto che il primo mi era piaciuto davvero tanto e ad un primo ascolto mi aveva genuinamente impressionato. Piccolo appunto: questa è la recensione numero 10000 pubblicata sul sito
INFORMAZIONI
2014
Deepsend Records
Technical Death Metal
Tracklist
1. Challenging All Forms Of Hope
2. Masonic Angel Dust
3. Reptiliphiliac
4. Experimental Deformation
5. Suffer The Seas Of Gore
6. Sealed With Resin
7. Whilst The Rich Dine
8. Blood Gift
Line Up
Austin Spence (Voce,Basso)
Adam Weber (Chitarra)
Lauren Pike (Chitarra,Voce)
Luke Boutiette (Batteria)
 
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