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Mekong Delta - In a Mirror Darkly
( 3682 letture )
Complessità ed ambizione sonora son sempre stati gli elementi determinanti del sound dei Mekong Delta, una delle prime thrash metal band tedesche ad affiancare un elevato grado tecnico all’efferatezza tipica del movimento. Il gruppo di Berlino torna nel 2014 con il suo undicesimo album (se contiamo la raccolta ri-registrata del 2012, Intersections), sotto l’egida dell’etichetta discografica SPV/Steamhammer. In a Mirror Darkly si presenta con la stessa formazione di Wanderer on the Edge of Time, eccetto che per la recente fuoriuscita del secondo chitarrista Benedikt Zimniak; anche il concept di fondo del nuovo album si aggancia alla conclusione del suo predecessore, come voluto dal principale songwriter e unico membro originale Ralph Hubert, da sempre portatore del verbo Mekong Delta e della continua evoluzione della sua musica. Per quanto l’importanza storica della band sia indubbia, i Mekong Delta sono sempre stati caratterizzati da un’elevatissima caratura tecnica associata ad un songwriting altalenante, che ha trovato il suo massimo livello nei primi album, i quali tuttavia peccano di produzioni di scarso livello. Giunto ormai in prossimità del trentennale della sua carriera, il quartetto teutonico cerca ancora di stupirci con il suo dinamismo tecnico che associa la qualità del progressive all’impeto del thrash Made in Germany.

I brani sono sette e nessuno scende al di sotto della consistente durata di cinque minuti e mezzo. Come presto ci accorgeremo già dall’introduttiva strumentale Ouverture, l’efficacia dei pezzi è alquanto carente, schiacciata dal solito tasso tecnico elevatissimo e da una prolissità eccessiva nelle trame delle composizioni. A parte alcuni passaggi acustici dal sapore oscuro e riecheggiante, il sound dei Mekong Delta si presenta come sempre caratterizzato da ritmiche serrate e riffing complessi. Le vocals fanno il loro esordio in The Armageddon Machine e hanno il loro bel daffare nello snocciolare il testo sulle variazioni di tempo imposte dal drumming di Alex Landenburg. Come il precedente brano, tuttavia, mette in mostra delle chiare pecche dal punto di vista attrattivo: i riff e l’incedere dei pezzi non riescono a pungere l’animo dell’ascoltatore, come se scivolassero senza alcuna consistenza al di fuori delle casse. Proseguendo nella riproduzione è innegabile il tentativo da parte del quartetto tedesco di variare la propria proposta: The Silver In Gods Eye è un mid-tempo che inizia con un soffuso arpeggio e sfocia in un lento refrain dal sapore vagamente nevermoriano. Tra i pezzi lunghi ed eccessivamente prolissi, per quanto tutti suonati a regola d’arte -come la legge Mekong Delta impone da sempre-, spicca il punto alto del disco sia a livello di concept, sia a livello musicale: Janus. Tale brano è ispirato all’omonimo Dio Romano, caratterizzato da due volti e rappresentante dell’inizio e della fine, dei cancelli, delle porte e dei passaggi. Curiosa anche la scelta di porre tale pezzo esattamente a metà della riproduzione, chiara dimostrazione di come i Mekong Delta rivolgano sempre una particolare cura per i dettagli del proprio songwriting. Purtroppo per loro, anche se curato fin nei minimi particolari (come si può evincere anche dall’altra strumentale Inside the Outside of the Inside), è proprio il songwriting in sé ad essere la croce di un album che non coglie praticamente mai nel segno.

Una volta giunti alla conclusione di questo In a Mirror Darkly, le sensazioni percepite sono contrastanti. Da un lato vi è il sempre presente apprezzamento per la consueta dose di caratura tecnica messa in mostra dal quartetto, con ben due strumentali in grado di far risaltare la complessità di una costruzione melodica sempre elaborata e difficilmente assimilabile nei primi ascolti; d’altro canto, caratteristica abbastanza comune soprattutto ai recenti Mekong Delta, pare che il quartetto abbia dimenticato di caratterizzare le proprie capacità tecniche con un songwriting convincente e di livello elevato; inoltre, il parziale allontanamento dalle sonorità neoclassiche che hanno caratterizzato album anche recenti come Lurking Fear è una scelta che penalizza ulteriormente il risultato finale e toglie quella caratteristica univoca che solo i Mekong Delta sembravano possedere. La produzione è decisamente valida, tanto lontana dagli scadenti bilanciamenti degli anni ottanta che hanno inficiato veri e propri masterpiece come The Music of Erich Zann e The Principle of Doubt. La valutazione complessiva, comunque, non può raggiungere una sufficienza piena a causa di un songwriting altalenante e quasi mai sugli scudi, portatore di un disco piatto che necessita di moltissimi ascolti per poter essere vagamente apprezzato. L’amarezza provata per il risultato finale è tanta, soprattutto in virtù delle qualità messe in mostra da una band con alle spalle una tale grandiosa carriera trentennale, incensata da episodi artistici di alto livello. Purtroppo siamo lontani dai fasti di brani come Interludium (Begging for Mercy) e I, King, Will Come, pezzi che hanno segnato la storia della band, una storia che, recentemente, Ralph Hubert e soci non sono riusciti a ripetere. In a Mirror Darkly è l’ennesima, perfetta dimostrazione che la tecnica è quasi nulla, se non viene supportata da un songwriting valido e coinvolgente.



VOTO RECENSORE
58
VOTO LETTORI
77.45 su 22 voti [ VOTA]
Aceshigh
Giovedì 7 Dicembre 2017, 9.20.36
25
Buon album; non al livello delle loro migliori release (e inferiore anche al precedente - ottimo - Wanderer on the Edge of Time), ma un'insufficienza qui mi sembra eccessiva. Per me un 75 ci sta tutto.
Carmine
Venerdì 9 Maggio 2014, 14.45.29
24
Sono in linea con Monky, i Mekong Delta erano un'altra cosa. La frase finale della recensione dice tutto.
Orso
Venerdì 9 Maggio 2014, 8.38.26
23
Opinione rispettabilissima quella di Monky. Spesso le sue valutazioni sono vicinissime ai miei gusti. In questo caso, però, siamo quasi agli antipodi. Ho il cd già da un paio di settimane e non riesco a toglierlo dal lettore. Non ne faccio una tragedia, per carità. Dico solo che quelle che per il recensore sono tracce che non vanno a segno per me sono brani poco accessibili tutti da scoprire. Quella che viene definita prolissità per me è completezza e ricercatezza. Certo, i primi grandissimi dischi per me sono superiori, però...
The Void
Mercoledì 30 Aprile 2014, 13.31.36
22
@monky: ho iniziato ad ascoltarlo, presto arriverò (;
Fox
Martedì 29 Aprile 2014, 12.03.13
21
Sui Mekong ho sempre letto opinioni contrastanti. Personalmente di loro ho solamente "Wanderer..." -che reputo un eccellente album ma non ho gridato al miracolo- ma il resto della loro discografia non la conosco. Credo sia inutile prendersi a pugni per decidere se sono dei geni o solo dei bravi musicisti. Se li adori prenditi l'album altrimenti ignorali.
Fiery Phoenix
Domenica 27 Aprile 2014, 14.17.00
20
Skydoom, mi sa che prima di dare del "Dreamtheateriano" a un recensore dovresti cliccare sul suo nome per vedere i suoi ascolti abituali . Poi se non sei d'accordo con lui va bene lo stesso, basta che spieghi dove non è d'accordo e lasci qualcosa di costruttivo per chi decide di leggere i commenti
Malleus
Sabato 26 Aprile 2014, 11.29.43
19
Sinceramente sono abbastanza in linea con la recensione, non è un album sufficiente, per carità, tecnicissimi, ottima esecuzione ecc.. Ma non mi è rimasto veramente niente dopo l'ascolto. E non mi ha esaltato neanche la produzione.
skydoom
Venerdì 25 Aprile 2014, 15.47.09
18
ho ascoltato 3 volte di seguito l'intera opera dei mekong delta. chi non riesce a percepire l'anima del gruppo nell'aggrovigliato e volutamente "impossibile" songwriting, non può recensire questo album. chi è nato con i mekong, dopo vari ascolti, continuerà a gridare al miracolo. è solo una questione di gusti ma sembra che chi ha valutato questo prodotto sia più abituato ad ascoltare gruppi come dream theather, di più facile ascolto ma non per questo di inferiore qualità. secondo me è perfetto e contorto come il precedente, sicuramente differente dalle prime uscite (probabilmente più memorabili)
perse
Giovedì 24 Aprile 2014, 16.33.36
17
Monky senza /con offesa smettila di fare recensioni !!!!!!!!!!!!!!!!
Galilee
Giovedì 24 Aprile 2014, 14.09.43
16
Mi permetto di dire la mia. Lurking fear non è stato recensito da Monky ed è seguito da molti commenti che dissentono l'opinione del recensore. Questo magari è proprio un disco mediocre. Per ora non ho letto ancora nessuna opinione di uno che abbia ascoltato il disco, ne qui ne altrove. Quindi tutto può essere.
Electric Warrior
Giovedì 24 Aprile 2014, 14.02.58
15
La produzione di scarso livello dei primi album dei Mekong Delta è stata praticamente uno dei loro marchi di fabbrica. Io sono un fan del gruppo, ma oggettivamente dico che la recensione almeno è un po' più approfondita rispetto a quelle di altri commentatori, o "recensori", come preferite. Anche Lurking Fear per Metallized era una mezza cacata, alla fine è questione di gusti, come accade per tante altre band che non sto a citare.
Monky
Giovedì 24 Aprile 2014, 11.32.58
14
@The Void: fammi poi sapere. Le critiche costruttive sono sempre apprezzate.
davide
Giovedì 24 Aprile 2014, 10.29.19
13
il disco in digitale è comprabilissimo..ovviamente per chi lo voleva !
The Void
Giovedì 24 Aprile 2014, 0.56.27
12
Non vedo l'ora di averlo tra le mani per poterlo ascoltare...senza volertene, ma spero di "stroncarti" Monky, ma solo perchè spero mi piaccia il disco eh... (:
*^*
Mercoledì 23 Aprile 2014, 22.54.34
11
(I commenti, non la rece)
*^*
Mercoledì 23 Aprile 2014, 22.53.50
10
Epic fail.
CYNIC
Mercoledì 23 Aprile 2014, 22.14.43
9
e poi come si fa a non amare alla follia un gruppo che a sfornato due pilastri della musica come 1990 - Dances of Death 1994 - Visions Fugitives
CYNIC
Mercoledì 23 Aprile 2014, 22.02.07
8
@ CrimsonDart @ Steelminded, SI avete ragione!!!! a me Wanderer on the Edge of Time, è piaciuto molto. Se questo si avvicina allora sono proprio contento dei leggendari MEKONG DELTA
CrimsonDart
Mercoledì 23 Aprile 2014, 21.43.54
7
@CYNIC cioè, fammi capire, tu commenti e critichi l'opera di un recensore (comprensibilissimo, ci mancherebbe altro) sulla base non della tua opinione del disco, ma delle parole scritte da un'altro? E chi ti dice che non sia il secondo recensore a prendere una cantonata pazzesca? Cominciare un dialogo avendo le basi serie per un confronto sarebbe meglio IHMO...
Steelminded
Mercoledì 23 Aprile 2014, 21.39.49
6
Cynic, lizard t'ha beccato con le mani nel sacco... very funny
CYNIC
Mercoledì 23 Aprile 2014, 21.31.25
5
ciao Lizard, io In a Mirror Darkly non c'è lo, e neanche ho avuto modo di ascoltarlo perchè in rete non si trova!! Però se è come Wanderer on the Edge of Time, allora ha ragione il recensore di ''true metal'' '''''io mi baso al momento solo sulle recens....'''''' Lizard
Lizard
Mercoledì 23 Aprile 2014, 20.56.45
4
Tra l'altro... il disco usciva oggi in Scandinavia e il 25 in Germania... sarei curioso di sapere dove e per quanto tempo avete avuto occasione di ascoltare il disco con tanto approfondimento.
Lizard
Mercoledì 23 Aprile 2014, 20.50.24
3
Ragazzi, senza offesa, ma se avete da commentare fatelo a ragion veduta e argomentando le vostre opinioni sull'album e non sul recensore. Quello che scrivono altre webzine ci interessa meno di nulla, dato che opinioni anche opposte purché argomentate sono comunque valide in un campo tutto sommato soggettivo come la musica. Se è un capolavoro, fateci capire perché, altrimenti serve a poco discutere per assoluti o questionando sul recensore.
davide
Mercoledì 23 Aprile 2014, 20.37.31
2
senza o con offesa....ma questo recensore è paz....si parla di capolavoro...........
CYNIC
Mercoledì 23 Aprile 2014, 20.17.48
1
@ "Monky" ''SENZA OFFESA'' su TRUE METAL c'è la rece... opposta cioè capolavoro di album da parte dei MEKONG DELTA!!!!!!!!!
INFORMAZIONI
2014
SPV/Steamhammer
Thrash
Tracklist
1. Introduction + Ouverture
2. The Armageddon Machine
3. The Silver in Gods Eye
4. Janus
5. Inside the Outside of the Inside
6. Hindsight Bias
7. Mutant Messiah
Line Up
Martin LeMar (Voce)
Erik Adam H. Grosch (Chitarra)
Ralph Hubert (Basso, Chitarra Acustica)
Alex Landenburg (Batteria)
 
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