Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Cult of Luna
A Dawn to Fear
Demo

Wraith (USA)
Absolute Power
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

23/09/19
IVORY TOWER
Stronger

23/09/19
JUMPSCARE
Don`t Close Your Eyes

27/09/19
FERALIA
Helios Manifesto

27/09/19
STEEL PANTHER
Heavy Metal Rules

27/09/19
DRAGONFORCE
Extreme Power Metal

27/09/19
OPETH
In Cauda Venenum

27/09/19
WEAPON UK
Ghosts of War

27/09/19
WEDNESDAY 13
Necrophaze

27/09/19
MORTEM
Ravnsvart

27/09/19
E-L-R
Mænad

CONCERTI

24/09/19
DEVILDRIVER + METHEDRAS + THAEIA (ANNULLATO!)
LEGEND CLUB - MILANO

25/09/19
DEVILDRIVER + METHEDRAS + THAEIA (ANNULLATO!)
ORION - ROMA

26/09/19
RIVERS OF NIHIL + GUESTS
CIRCOLO SVOLTA - ROZZANO (MI)

26/09/19
RATOS DE PORAO + NUCLEAR (ANNULLATO!)
SPAZIO POLIVALENTE - CARAMAGNA PIEMONTE (CN)

26/09/19
NERO DI MARTE + JUGGERNAUT
PADIGLIONE 14 - COLLEGNO (TO)

27/09/19
RATOS DE PORAO + NUCLEAR (ANNULLATO!)
TRAFFIC CLUB - ROMA

27/09/19
NERO DI MARTE + JUGGERNAUT
JOE KOALA - OSIO SOPRA (BG)

27/09/19
SOUL OF STEEL + ROBERTO TIRANTI
BLACKSMITH PUB - CRISPIANO (TA)

28/09/19
RATOS DE PORAO + NUCLEAR (ANNULLATO!)
AGRITURISMO AI DUE LAGHI - GAMBULAGA DI PORTOMAGGIORE (FE)

28/09/19
SUMMER OF THE DEAD FEST
POSTWAR CINEMA CLUB - PARMA

Enthroned - Sovereings
( 2548 letture )
L'amorfa creatura belga Enthroned, figlia di quel Cernunnos impiccatosi nel proprio appartamento a poche settimane dall'uscita del secondo gioiellino del gruppo Towards the Skullthrone of Satan, torna sul mercato musicale con una nuovo sigillo discografico dal titolo Sovereigns e con una line-up nuovamente rinnovata, ma capitanata dall'ormai consolidato mastermind Nornagest, cantante e primo chitarrista dell'act (a mezzo servizio causa tendinite), pure se nessuno fra gli attuali componenti del gruppo figurava nello stesso al momento dell'uscita del primo demo, datato 1994.

La band, al di là di tali, brevi cenni biografici, non ha bisogno di alcuna presentazione, essendo annoverata (più per l'antica nomea che per reali meriti sul campo) fra gli alfieri del black europeo continentale, in attività sin dal 1995. Ed anzi, proprio in tale anno, il gruppo fa propria la lezione norvegese di Darkthrone, Burzum e Satyricon e la reinterpreta secondo propri canoni musicali poco originali, ma per converso molto convincenti, sia attitudinalmente che tecnicamente, attraverso il rilascio alle stampe di Prophecies of Pagan Fire, tutt'ora il capolavoro della band. Gli Enthroned, così, pure se con un paio d'anni di ritardo rispetto agli appena menzionati colleghi scandinavi, riescono, a metà degli anni Novanta, a creare i giusti presupposti per la propria consacrazione artistica nell'immaginario black metal.
Ed eppure, proprio sul più bello, il meccanismo smette di girare. I fattori di tale inversione di tendenza sono molteplici. Da un lato, il cuore musicale ed ideologico del gruppo, il già citato Cernunnos, decide di togliersi la vita; dall'altro, il terzo millennio schiude i suoi apatici e bulimici occhi, portando con sé nuove e meno intellegibili tendenze di mercato, mentre il battage pubblicitario di dieci anni prima rispetto al fenomeno black metal piano piano si attenua.
La band, sic et sempliciter, si trova improvvisamente senza punti di riferimento, interni ed esterni. La decisione, allora, visti gli obbligati mutamenti musicali e di line-up, diviene quella di riversare il proprio moniker entro quella velocissima corrente black metal a matrice e scenari prettamente bellici ed apocalittici, inaugurata, soprattutto, da gruppi quali Marduk, Gorgoroth e Mayhem, ascrivendolo sulle copertine di album discreti ma tutt'altro che esaltanti come The Apocalypse Manifesto e Armoured Bestial Hell. Tale scelta attitudinale si riflette in un rivoluzionante cambio di segni nel pentagramma del gruppo, tramite una marea di soverchianti blast beat e fuligginosi tremolo-picking che vanno a prendere il posto degli eleganti up-tempo e delle incantevoli atmosfere e trame chitarristiche del binomio discografico degli esordi.
Da questo orizzonte storico in poi, la strada artistica della band, fra alti e bassi, è stata in continua salita, mentre la propria ispirazione compositiva in costante picchiata, in un costante meccanismo di tensione tra rinnovazione, storia ed originalità il quale non ha più realmente permesso alla band di afferrare nuovamente il proprio posto nella schizofrenico mercato musicale odierno.

Sovereigns, purtroppo, non fa nulla per discostarsi più di tanto da questa linea di tendenza decennale del gruppo, anche se il cd rappresenta un miglior bilanciamento stilistico fra le due anime storiche della band, identificabile temporalmente a partire dalla dipartita di Lord Sabathan, cicatrizzato da qualche divagazione artistica di maggior peso, alla quale non si era poi così abituati in casa Enthroned (vedasi i corni nell'intro del disco, il sempre più compatto utilizzo di canti gregoriani nei brani, o le maggiori digressioni tecniche delle chitarre). Tuttavia, si vorrebbe scacciare una certa sensazione di banalità, ma la voce del disincanto non cessa di urlare come il disco sia più un insieme di meri, ma esperti tentativi, che un complesso di idee coerentemente sviluppate.
Ma attenzione. Qualche spiraglio di luce (metaforica, ci mancherebbe) all'interno del disco abbaglia. Come già accennato, i sopra menzionati nuovi elementi nel songwriting dei belgi vanno accolti con piacere, assommati ad un più robusto utilizzo dei synth (Of Feathers and Flames, The Edge of Agony), chitarre connesse a pedaliere ad estensione elevata (Sine Qua Non, Divine Coagulation), mid-tempos ben cadenzati (gradevoli i giri di tom del disco) dai sapori esoterici (Lamp of Invisible Lights o lo stacco centrale di Of Shrines and Sovereigns). Da ultimo, voce e quattro corde si rendono protagonisti di una prova tutt'altro che insufficiente, ma non esaltante per converso.

Con alle spalle una carriera ventennale, gettoni di presenza in molteplici gruppi ed una valevole capacità tecnica, i membri degli Enthroned continuano ad incartarsi indolentemente sulla stessa, poco emozionante formula musicale degli ultimi tempi e, recuperando qualche ordinario riff trash/black ed una struttura ritmica sterilmente furente, realizzano un nuovo disco, sufficiente ma per nulla incisivo sotto alcun aspetto (i Watain potrebbero quasi gridare al plagio).
Sovereigns è il disilluso emblema artistico dell'esperta e nobile maestranza, il quale dà un colpo al cerchio ed uno alla botte, sperando, a seconda dei casi, nella bontà o nella pigrizia dell'ascoltatore. Al contrario, nell'iperaffollata selva musicale odierna, un semplice tentativo artistico non potrà mai squarciare alcuna cappa di positivismo culturale indossata da chi conosce la genesi della scena musicale black metal e si ricorda di come gli Enthroned suonassero a metà degli anni Novanta.
Tuttavia, come già scritto, gli elementi dell'agognata sufficienza ci sono tutti, ma i dubbi nel cuore non si placano: al decimo album di studio, quale futuro si stanno costruendo gli Enthroned?

Si consiglia l'ascolto di Of Feathers and Flames e Lamp of Invisible Lights.
Disco d'esperienza.



VOTO RECENSORE
66
VOTO LETTORI
63.72 su 11 voti [ VOTA]
Abbadon87
Domenica 17 Agosto 2014, 0.24.29
5
Il mio gruppo preferito insieme ai Dissection sono molto fiducioso per il prossimo album poiché si stanno ripredendo proponendo dei buoni album da Xes Hereticum in poi sono calati ma riescono di sicuro a rimanere tra le Top 10 della scena black internazionale. Indubbiamente un gruppo non fondamentale ma che hanno contribuito notevolmente alla scena. Voto:78
vecchio peccatore
Mercoledì 11 Giugno 2014, 17.27.45
4
Per me va bene anche un 70, non è nulla di eccezionale ma i suoi 40 minuti scorrono via anche abbastanza piacevoli, l'atmosfera comunque la sanno creare abbastanza bene.
Punto Omega
Sabato 26 Aprile 2014, 17.01.29
3
Non è un capolavoro, ma scorre via in maniera fluida e piacevole. Per me un 7+ ci sta tutto.
andrea
Sabato 26 Aprile 2014, 15.37.12
2
devo ancora ascltarlo bene anche io ma dai primi ascolti sono rimasto molto bene imrpessionato (del resto obsidium mi era piaciuto in piena). diciamo che quello che ci vedo io è particolarità più che mediocrità (primi pezzi su tutti), che dopo tanti anni ci sta tutta. bene così!
doomale
Venerdì 25 Aprile 2014, 22.20.36
1
ascoltato per ora solo una volta.....quindi per ora rimando un giudizio piu in la......Pero mi e` sembrato un buon album...Vediamp se crescera con gli ascolti.
INFORMAZIONI
2014
Agonia Records
Black
Tracklist
1. Anteloquium
2. Sine Qua Non
3. Of Feathers and Flames
4. Lamp of Invisible Lights
5. Of Shrines and Sovereigns
6. The Edge of Agony
7. Divine Coagulation
8. Baal al-Maut
9. Nerxiarxin Mahathallah
Line Up
Nornagest (Voce, Chitarre)
Neraath (Chitarre)
ZarZax (Chitarre)
Phorgath (Basso)
Menthor (Batteria)
 
RECENSIONI
66
65
60
ARTICOLI
22/10/2017
Live Report
BELPHEGOR + ENTHRONED + HATE + NERVOCHAOS
Circolo Colony, Brescia, 19/10/2017
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]