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Stryper - Soldiers Under Command
( 2412 letture )
Stryper sì, Stryper no, fatte na pizza! La parafrasi ispirata da un celebre pezzo di Elio e le sue storie molto tese, si attaglia perfettamente a questa band, tanto bistratta e criticata nelle decadi, anche un po’ per propria colpa, se vogliamo dirla tutta. Il loro christian rock sostenuto a piene mani e senza compromessi, ha fatto arricciare i muscoli facciali a non pochi critici e rocker nel corso degli anni. Le vespette giallonere si formano nel 1982 a Orange County, California, sotto il nome di Roxx Regime per iniziativa dei fratelli Michael e Robert Sweet, con la loro famiglia nel pieno della conversione alla religione cristiana, aiutati dalla tv e dal telepredicatore Jimmy Swaggart, celebre negli Stati Uniti per le sue critiche alla musica rock e per le sue controverse dichiarazioni sull'omosessualità. Nel primo nocciolo del gruppo appare anche il chitarrista C.C. DeVille, all'epoca attivo a Los Angeles con diverse realtà prima di fare strada con i Poison dal 1984: DeVille viene rimpiazzato dal chitarrista Oz Fox (Richard Martinez) e con il monicker di Roxx Regime, la band registra sei tracce demo. Il cambiamento del nome in Stryper avviene l’anno seguente, nel 1983, quando Fox si ferma in pianta stabile insieme al bassista Tim Gaines, nativo di Portland e con svariate militanze: il numero 777, il numero di Dio e della perfezione, diviene il vessillo dei quattro, in opposizione al 666, il numero di Satana, e proprio in quel momento nasce il look giallo e nero che li contraddistinguerà durante la carriera.

Firmano per la Enigma Records e nel 1984 pubblicano l'EP The Yellow and Black Attack, che consente loro di suonare da spalla a Ratt e Bon Jovi. Dopo un anno di esperienze di alto livello, giunge l’ora di gettare in pasto ai fans il loro primo full-lenght, il qui presente Soldiers Under Command che riuscirà ad ottenere attenzione e vendite davvero notevoli nella scena degli eighties americani. Con un produttore magistrale come Michael Wagener, una garanzia per l’hard di lusso e cromato di quegli anni, il disco ghermisce una deriva class di valore con dinamiche davvero buone e un sound lucido e potente che metterà in grande spolvero i pezzi di Michael Sweet, praticamente unico compositore di tutte le track; così con un nome come Stryper, derivato dalla Bibbia (ma poteva esser altrimenti?), il quartetto pubblica il 15 maggio 1985 il debutto. Copertina da battaglia giallonera cristianamente parlando, poi fuoco alle polveri, e che polveri! Soldiers Under Command scocca come un dardo infuocato sotto una pacca di batteria consistente, la voce di Michael mostra numeri eterei e le chitarre macinano di gusto per una track che fornisce subito godevolissime atmosfere fatte di stacchi e controstacchi con tanto di ugola siderale, mentre Makes Me Wanna Sing si apre con le sei corde al limite della potenza, un cantato secco e cori da empireo che esaltano il Signore, il King Of The King. Anche qui ottime la resa e l’ascoltabilità assai catchy. Together Forever mena di brutto con chitarre fischianti, vocalizzi esasperati e una drum che Robert Sweet percuote con veemenza; nota positiva l’uso delle coralità, che appare strabiliante e nel solco della tradizione americana; insomma gran pezzo. La seguente First Love spara lì un lentone di delicatezza infinita, costruito con un gusto per le melodie davvero dominante. Peculiarità questa che accompagnerà gli Stryper lungo la loro militanza hard. The Rock That Makes Me Roll è una pedata in piena faccia tanta è l’energia class che sprigiona in maniera diretta con chitarre taglienti e massicce; Reach Out, cinque minuti e ventuno di pura libidine, si apre con una componente corale da brividi, up tempo senza fronzoli, Michael vola con le sue corde vocali intrise di titanio mentre le chitarre viaggiano che è un piacere, disegnando l’inciso che risulta una prodezza melodica, davvero grandissimi gli Stryper. Ottimo il solo in sospeso tra le due asce. (Waiting For) A Love That's Real si spalanca su un organo doppiato da una sei corde che va sul riff portante e scansioni armoniche di gigantesco sapore, Together As One, invece, si abbiglia da ballad di smisurata classe e dolcezza, capace di far accapponare la pelle per stesura, appigli e composizione, pleonastico cercare di descrivere i cori sublimi, il solo alla Toto e i cuori infranti tra gli adolescenti yankee. Un vero capolavoro assoluto. Surrender schiude le porte al finale di disco con una scheggia selvatica e cadenzata che diventa un inno sul ritornello, con un solismo trucido e spigoloso, laddove il vero anthem di Battle Hymn of the Republic chiude la release con un mix di Glory Glory Allellujah e partiture marziali, un canto di lode, marchio di fabbrica per questi californiani.

La band verrà guardata male, spesso ostracizzata, sopratutto in Europa, per l’attitudine sfacciatamente cristiana spesso calcata anche oltre il lecito, il lanciare bibbie dal vivo all’audience, il loro look rigidamente cromatico, seppure parecchio glam e al passo con i tempi; pochi gli perdoneranno questo insieme di cose. Eppure dal lato puramente musicale i fratelli Sweet e soci non hanno mai avuto da imparare più di tanto da nessuno, visto il loro tecnicismo, il songwriting vario, le melodie e le vocalità celestiali; in sostanza una vera band di spicco nel filone class e hard rock, sebbene qualcuno li volesse incasellare solo e solamente nel christian rock alla stregua di Shout, Joshua, Ken Tamplin e affini. Gli Stryper sono sempre stati un gruppo di respiro internazionale al di fuori di certi confini di fede e matrice musicale. Soldiers Under Command fece il botto e portò i lungocriniti a vendere mezzo milione di copie con grandi passaggi su MTV, pubblicità ed airplay a manetta. Dopo l'inaspettato successo l’Enigma ristampò l'EP The Yellow and Black Attack, in precedenza diffuso con una tiratura di sole ventimila copie, con l'aggiunta di due tracce e con una nuova copertina. La carriera dei gialloneri prese il volo e ancor oggi non si è stoppata, nonostante ripensamenti, progetti solisti, cambi di look e un album di cover come The Covering, impastato con il tritolo, dove il combo ha mostrato ancora una volta il suo potenziale forsennato. Un anno dopo, nel '86 uscirà un nuovo, maiuscolo, album come To Hell With The Devil con un singolo pazzesco come Calling On You, ma questa è un’altra storia che vi racconteremo più in là.



VOTO RECENSORE
84
VOTO LETTORI
79.08 su 24 voti [ VOTA]
Shadowplay72
Venerdì 1 Dicembre 2017, 20.24.40
24
no non ho detto che e' sottovalutato @klostridiumtetani,ma solo quello che penso io di quest'album.non possiamo avere tutti gli stessi gusti,ma diciamo che io e te,grazie alla nostra cultura musicale,spesso siamo d'accordo!
klostridiumtetani
Venerdì 1 Dicembre 2017, 19.41.36
23
@Shadow, invece io non riesco a capire perché "Murder..." sia così sottovalutato. Secondo me è un quasi capolavoro. Tutte canzoni in perfetto stile "Stryper" e di ottima fattura . Ma non tutti sono "me" !
Shadowplay72
Venerdì 1 Dicembre 2017, 19.26.32
22
Si infatti no more @Silvia e' un buon album.ma anche gli altri in fin dei conti non sono brutti.forse solo murder e' mediocre!
Silvia
Venerdì 1 Dicembre 2017, 19.24.21
21
Ci daro' un altro ascolto allora... Comunque No More Hell to Pay ha avuto successo negli States da quel che ho capito (anche se non significa niente a livello creativo). Anche alcuni pezzi dalla carriera solista di Michael Sweet sono molto carini
klostridiumtetani
Venerdì 1 Dicembre 2017, 19.22.38
20
Volevo dire "Reborn" , non "The Covering" (che tra l' altro neanche ce l' ho! ) .
Shadowplay72
Venerdì 1 Dicembre 2017, 19.08.59
19
no more e fallen sono buoni album,murder non mi piace!
Shadowplay72
Venerdì 1 Dicembre 2017, 19.07.40
18
verissimo @Silvia.io li ho approfonditi e ribadisco che da against the law in poi,hanno perso un po' di creativita'.comunque non sono proprio brutti gli ultimi.diciamo dignitosi!
klostridiumtetani
Venerdì 1 Dicembre 2017, 19.07.18
17
A me sono piaciuti molto anche su "Murder..." e i successivi. Poi "the covering" , "Fallen" e "No more..." non hanno nulla da invidiare ai "classici" , secondo me.
Silvia
Venerdì 1 Dicembre 2017, 19.05.13
16
Si' hai ragione, ho provato ad ascoltare il resto della discografia ma non mi ha preso tanto (non ho approfondito pero'). Comunque mi farebbe molto piacere se venissero in Europa in tour ma non credo, purtroppo. comunque i live odierni che vedo in rete sono incredibili. Certe persone invecchiano solo sulla carta
Shadowplay72
Venerdì 1 Dicembre 2017, 18.58.15
15
Si @Silvia,anche yellow e' mostruoso,ed erano davvero una grande band.lo sono ancora,ma non hanno sfornato piu' capolavori al livello di quelli citati prima.comunque grandi!
Silvia
Venerdì 1 Dicembre 2017, 18.53.20
14
Mi fa piacere che anche voi li consideriate un gran gruppo, quindi ricordo bene, hahaha . Ciao @rik, concordo su tutto, e credo che anche il penultimo album abbia scalato le classifiche americane... Si' hai ragione il look era molto singolare e io personalmente non amo gli uomini truccati ma alla fine (cosi' come trovavo Michael Sweet affascinante a prescindere dal look) quello che contava erano i pezzi e ti diro', li ho ripresi da poco dopo tutti questi anni e me li ricordo ancora . Li ho ascoltati tantissimo fino a In God We Trust, perche' invece su Against the Law tabula rasa! Poi come dici tu che voce, un cantante incredibilmente sottovalutato che ancora oggi canta in maniera strepitosa persino i vecchi pezzi @Shadowplay, si' a me oltre a quei titoli piace anche il loro primo EP The Yellow and Black Attack.
Shadowplay72
Venerdì 1 Dicembre 2017, 16.15.32
13
gli alfieri del Christian metal.anche io li ho seguiti fino a against the law,album street metal,poi hanno appensatito le loro sonorita',ma non mi piacciono piu' tanto.i loro miglior album oltre questo,to hell with the devil,e in god we trust.bravi.michael sweet poi una voce pazzesca!
rik bay area thrash
Venerdì 1 Dicembre 2017, 15.53.49
12
@Silvia, ciao Gli stryper li ho seguiti assiduamente fino a against the law, e nonostante siano stati un pochino presi in giro ad inizio carriera per via del look modello 'ape maia' , i ragazzi in questione hanno saputo per loro indubbie capacità, realizzare album veramente validi e di qualità. Sono stati bravi a creare un blend molto buono unendo heavy metal e melodie che ti si stampavano immediatamente in testa. Sottovalutato oltre misura il singer, un grande interprete. Senza dimenticare gli altri componenti la band, tutti musicisti preparati e con la giusta inventiva. Le loro soddisfazioni a livello di vendite di dischi se le sono ampiamente meritate ( in u.s.a. ovviamente) (imho)
Silvia
Venerdì 1 Dicembre 2017, 15.37.48
11
Comunque la recensione si chiude con "Un anno dopo, nel '86 uscirà un nuovo, maiuscolo, album come To Hell With The Devil con un singolo pazzesco come Calling On You, ma questa è un’altra storia che vi racconteremo più in là.". Concordo, album maiuscolo e Calling on You gran bel singolo che fra l'altro passava alla Power Hour (o simile) di continuo quindi perche' non raccontate la storia? Non so, ripeto, forse e' solo la mia percezione, ma li ho sempre considerati come un grande gruppo
Silvia
Venerdì 1 Dicembre 2017, 15.11.27
10
Ah non avevo ancora commentato questo capolavoro che avevo in cassetta e che ascoltavo allo sfinimento... Al netto del trucco, parrucco e testi da predicatori (tutte cose che non rientrano nei miei gusti e che non hanno molta importanza comunque x me) un grande album, voce stupenda e un bel tiro, grandi musicisti! Anche x me voto di ben superiore al 90 e il loro album che preferisco, piu' heavy dei successivi forse, che non mi dispiacevano x niente comunque fino a In God We Trust. In ogni caso fa piacere riascoltarlo anche oggi, forse x me e' un classico avendolo amato tanto e rievoca grandi ricordi ... Come molte metallare dell'epoca (credo...) avevo un debole x Michael Sweet (oltre che x Joe Elliott), hahaha, che tempi Da segnalare come la sua voce e il suo fascino non siano cambiati di molto, incredibile!
Rob Fleming
Domenica 7 Febbraio 2016, 19.09.11
9
Li trovai in vinile a pochissimo e mi dissi che per quelle poche lire potevo azzardare l'acquisto. Che colpo di fortuna. Uno dei migliori investimenti della mia vita.
InvictuSteele
Martedì 30 Giugno 2015, 17.16.43
8
Capolavoro da 90. Li adoro
GorgoRock
Venerdì 2 Maggio 2014, 19.15.06
7
Grande album...voto 90... Look 100
AntonioS
Venerdì 2 Maggio 2014, 10.37.54
6
Per me questo disco è il miglior lavoro che gli Stryper abbiano mai prodotto. Già dal successivo e comunque pregevole "To Hell with the Devil" il tasso di "zuccherosità" si alza un po' troppo per i miei gusti. Un 90 bello pieno.
Galilee
Mercoledì 30 Aprile 2014, 16.51.07
5
Mi mancano proprio.... uff.
deedeesonic
Sabato 26 Aprile 2014, 17.49.41
4
Era ora! Una bella recensione degli Stryper! Dei fuoriclasse assoluti, bistrattati perchè fanno "Christian metal". Bella recensione, alla quale però farei un unico appunto sull'incipit: la colpa è di chi fa "arricciare il naso", o di chi lo "arriccia"? Spero nelle review di altri loro album (l'ultimo "No more hell..." fantastico!)
CYNIC
Sabato 26 Aprile 2014, 17.19.05
3
per favore eliminatelo il voto lettori, NEW LOOK a metallized!! 65,8 VERGOGNATEVI
LORIN
Sabato 26 Aprile 2014, 15.40.13
2
Band questa bravissima ed in particolare questo disco è bellissimo anche se Against the law è un po migliore. Complimenti per averlo rispolverato.
herr julius
Sabato 26 Aprile 2014, 15.18.53
1
Bell'album per una band di fuoriclasse anche se per me il top rimane Aginst the law. voto 65
INFORMAZIONI
1985
Enigma Records
Hard Rock
Tracklist
1. Soldiers Under Command
2. Makes Me Wanna Sing
3. Together Forever
4. First Love
5. The Rock that Makes Me Roll
6. Reach Out
7. (Waiting For) A Love that's Real
8. Together As One
9. Surrender
10. Battle Hymn of the Republic
Line Up
Michael Sweet (Voce, Chitarra)
Oz Fox (Chitarra, Voce)
Tim Gaines (Basso, Tastiera, Voce)
Robert Sweet (Batteria)
 
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