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Sinister - Afterburner
( 4315 letture )
A volte ritornano...

...e che ritorno!

Non trovo parole differenti per presentare questo came-back dei Sinister. In tutta onestà, non avrei mai immaginato di ritrovare gli olandesi in questo stato di forma, come del resto credo che anche il più incallito e ottimista fan, fatichi a credere alla proprie orecchie. Difatti, contro ogni più rosea previsione, dopo tre anni di assenza dalla scena, pausa preceduta da lavori tutt'altro che entusiasmanti, e susseguirsi di voci che davano la compagine per spacciata, gli orange si ripresentano sul mercato con una line-up nuova, ma soprattutto un prodotto di qualità.

Liquidata la singer Rachel Heyzer-Kloosterwaard, che in Creative Killings e Savage or Grace era riuscita a dimostrare tutti i suoi limiti, il microfono passa a Kloosterwaard, ex-batterista; scelta questa, decisamente felice, vista la possente timbrica di cui Aad è dotato, non facendo rimpiangere il mitico Mike van Mastrigt. Ma non è stato questo, l'unico passaggio di testimone: infatti Alex Paul abbandona le sei corde a favore della chitarra, così da dare spazio alle new entry Bas Van Den Bogaarde e Paul Beltman, rispettivamente basso e batteria.

Onde evitare equivoci, lo sottolineerò sin da subito: non pensate di trovare nel lettore un disco di stampo alla Cross The Styx, Diabolical Summoning o Hate; perchè questo nuovo Afterburner, per quanto non suoni come qualcosa di rivoluzionario, è comunque una decisa sterzata da parte della band verso soluzioni stilistiche del tutto nuove. Accantonate le atmosfere cupe ed opprimenti dei primi capolavori, e la confusione dei successivi, il sound finale risulta fresco e accattivante, nel quale non mancano incursioni melodiche, calate in strutture più complesse, ma il tutto senza perdere di incisività e potenza. Riff veloci e graffianti, drumming serrato e incalzante e linee di basso equilibrate si fondono magistralmente grazie ad una produzione cristallina e una maestria frutto di oltre un decennio di esperienza. Gia la opener The Grey Massacre è tutto un programma dell'assalto che segue: tra mid-tempo, accelerazioni furiose e splash di elettronica gli otto brani filano che è un piacere. Per questo è forse un azzardo promuovere un brano su gli altri, anche se la title track, ma soprattutto le riuscitissime Flesh of the Servant e Men Down sembrano avere una marcia in più.

Probabilmente è presto per valutare se quest'ultima fatica sia da considerare un nuovo inizio per i rinati Sinister, o, nel peggiore dei casi, l'ultimo vagito carico di orgoglio, di una band che ha fatto storia; di certo c'è Afterburner... che, congetture a parte, è una delle uscite più interessanti di questo 2006.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
34.54 su 33 voti [ VOTA]
Lisa Santini
Martedì 1 Aprile 2014, 23.46.33
3
Senza offesa questo album Afterburner, non e' il migliore. Io preferisco di piu' "The Carnage Ending".
UnderCover
Giovedì 17 Dicembre 2009, 21.07.50
2
Li ho visti 4 volte dal vivo nel periodo in cui uscì "Afterburner" vivo mi sono anche divertito con i pezzi del suddetto ma su disco un piattume bestiale, il drumming più che serrato è sparato ma senza un senso i pezzi talvolta sembrano fotocopie. Le incursioni melodiche sono adolescenzialmente scontate e il riffing demotiva ll'ascolto uno dei più scadenti fra le varie scempiaggini prodotte (certo il periodo Rachel fu anche peggio ma non per colpa della singer l'unica che si salvava di quel combo) anche perchè il successivo "The Silent Howling" riesce comunque a tenergli degnamente testa in negativo s'intende.
Hydra
Venerdì 12 Gennaio 2007, 12.35.03
1
Disco splendido!Lo ascolto di continuo e nn stanca mai. Consigliatissimo.
INFORMAZIONI
2006
Nuclear Blast / Audioglobe
Death
Tracklist
1 - The Grey Massacre
2 - Altruistic Suicide
3 - Men Down
4 - Afterburner
5 - Presage Of The Mindless
6 - Into Submission
7 - The Riot Crossfire
8 - Flesh Of The Servant
Line Up
Aad Kloosterwaard (Voce)
Alex Paul (Chitarra)
Bas van den Bogaard (Basso)
Paul Beltman (Batteria)

Link e Contatti:
Sinister @MySpace
 
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