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Rory Gallagher - Irish Tour `74
( 2668 letture )
Ci sono recensioni più facili di altre da scrivere, per le quali non c'è bisogno di chissà quali frasi per spiegare il disco in oggetto. Per quanto riguarda Irish Tour '74, poi, la cosa potrebbe sembrare ancora più semplice: basta dire che questo live è un capolavoro, un monumento al talentuoso genio di Rory Gallagher e il gioco è fatto.
Semplice, no? Già, ma una recensione non può mica essere composta di una sola frase, e allora che si fa? Si elencano i pezzi uno per uno evidenziando il loro spessore esecutivo? Si descrivono la perizia tecnica e la maestria con le quali Gallagher fa cantare la propria chitarra ora con grande energia e verve, ora dosando sapientemente dolcezza, dinamismo e virtuosismo? Oppure si accenna all'incredibile affiatamento con i musicisti che lo accompagnano sul palco, al fatto che ognuno suoni all'unisono, senza mai una nota fuori posto? Basta prendere come esempio A Million Miles Away in cui la tastiera di Lou Martin si sposa alla perfezione con le note suonate dalla Stratocaster di Rory: il brano lascia ammutoliti tanta è la sua bellezza, è sufficiente chiudere gli occhi per venire trasportati dal magico mood di questa ballata blues, la quale rappresenta uno degli apici del disco.

L'apertura è invece affidata a un pezzo movimentato e coinvolgente: Cradle Rock esplode in tutta la sua potenza, dimostrandosi ancor più valida qui che non in versione studio, ma questo è un discorso che si può tranquillamente allargare agli altri pezzi; non è un segreto che la dimensione ideale per l'artista irlandese fosse il live, nel quale Gallagher riusciva a dare il meglio di sé grazie proprio all'interazione col pubblico, ricevendo da esso l'energia e l'ispirazione per suonare a questi livelli stratosferici. Rod de'Ath pesta sulla batteria che è un piacere e i giri di Gerry McAvoy sono puntuali e precisi, formando una sezione ritmica di rilievo assoluto -cosa evidente anche in Walk On Hot Coals, tanto per citarne una. Le quattro cover sono fantastiche, ognuna viene suonata da Rory in maniera egregia, con il valore aggiunto del suo tocco che dona loro personalità e fascino; bella in particolare As The Crow Flies, pezzo di Tony Joe White, in cui il Nostro si presenta da solo sul palco con una chitarra rezofonica e un'armonica dando vita a un'esecuzione acustica da pelle d'oca per intensità e passione; bellissimo infine sentire il pubblico cantare e battere le mani dopo Who's That Coming?, brano che conclude la parte live dell'album. Back On My Stompin' Ground (After Hours) è, infatti, una piacevolissima jam registrata sulla Ronnie Lane Mobile Unit durante le tappe del tour, mentre la chiusura è affidata all'ennesima rivisitazione di un brano blues, Just a Little Beat (appartenente questa volta a Rosco Gordon); nella riedizione in CD questa verrà sostituita da una breve strumentale (Maritime) che sarà poi aggiunta come hidden track alla setlist originale nel digipack edito nel 2012.

Si respira un'atmosfera di grandissima partecipazione forse amplificata dal fatto -per niente di secondo piano- che la band si sia esibita in un Paese scosso da scontri e violenti attentati da parte dell'IRA, mentre altri gruppi si guardavano bene dall'avvicinarsi a zone così pericolose; anzi le cronache raccontano di un Gallagher tranquillo e rilassato che non vedeva l'ora di salire sul palco e dare inizio al proprio show insieme ai suoi tre compagni. Già questo basta a far capire la grandezza della persona, l'importanza storica del disco e quello che può aver rappresentato per un intero popolo: poche ore prima una decina di ordigni erano stati fatti esplodere a Belfast, ma la musica era stata portata anche lì come messaggio di fratellanza e unione. Da non perdere il film-documentario che porta lo stesso titolo dell'album, il quale ci fa apprezzare -oltre alle performance del gruppo- cose semplici come i preparativi dei musicisti in un camerino spoglio, o Rory che accorda la dobro e ci mostra un paragone tra bottleneck e steel (scegliendo quest'ultimo, a suo dire più adatto per suonare quel tipo di strumento) o ancora la sua tecnica col thumbpick.
In definitiva stiamo parlando di un album che chiunque dovrebbe possedere, uno di quei lavori che non si rivolge in particolare solo ad appassionati di blues o a chitarristi virtuosi: Irish Tour '74 è adatto, semplicemente, a chi ama la buona Musica con la M maiuscola, quella suonata col cuore.



VOTO RECENSORE
95
VOTO LETTORI
88.47 su 23 voti [ VOTA]
tarkus
Lunedì 13 Febbraio 2017, 19.48.43
12
caro Rob,,, aggiungo solo che a tale domanda Rory aveva solo 22 anni.pensa un po' se Hendrix avesse avuto il tempo di ascoltarlo almeno fino su questo live.....
Rob Fleming
Domenica 13 Dicembre 2015, 19.41.25
11
La leggenda vuole che a Hendrix fu posta la domanda su cosa si provasse ad essere il miglior chitarrista del pianeta. Lui rispose che la questione doveva essere posta a Rory Gallagher. Vero o no, Rory Gallagher è stato uno dei migliori. E sicuramente è il meno citato. Questo album è la prova della sua classe immensa. 90
Philosopher3185
Martedì 3 Febbraio 2015, 14.58.13
10
Grandissimo album di sano Rock Blues,sanguigno e diretto.
Weston-super-Mare
Mercoledì 3 Settembre 2014, 15.04.32
9
Uno dei live più belli di sempre. In ambito rock-blues probabilmente il migliore. Capolavoro che non può mancare nella collezione di chiunque ami il rock, il blues, la chitarra e in generale la buona musica, quella vera.
maurizio62
Venerdì 2 Maggio 2014, 10.49.47
8
si si si....tutti gli appassionati di rockblues con le palle dovrebbero stringerlo al cuore...ora matocc una bella rece di top priority!!
marmar
Martedì 29 Aprile 2014, 22.13.00
7
Bellissimo, tengo il vinile a suo tempo trovato in un mercatino, che colpaccio!
Fly 74
Martedì 29 Aprile 2014, 20.45.54
6
Registrazione perfetta, suoni spettacolari. Rod, Gerry, Lou e Rory sono una delle formazioni più affiatate da me ascoltate. Canzoni meravigliose, indimenticabili. Voto 100 e grazie Rory, ci rivedremo forse un giorno . . . a million miles away !
LORIN
Martedì 29 Aprile 2014, 20.42.35
5
Uno dei live migliore di sempre. Voto: il massimo.
Jimi The Ghost
Martedì 29 Aprile 2014, 19.57.24
4
Un live-evento tenutosi dopo solo due anni da quel venerdì sanguinoso del 1972: Bloody Friday. L' IRA aveva rotto completamente i rapporti con il governo britannico e proprio nell'anno 1972 aveva effettuato un totale di 1.300 attentati. Rory nel 1974 gironzolava in tour tra Dublino, Cork e proprio li in quel di Belfast, in quello scenario sanguinoso di caratterizzato da una vera resistenza. Questo è certamente un vinile che raffigura integralmente un chitarrista divenuto maturo, completo, sempre lontano dalle influenze tecniche di un ingombrante Hendrix e da tutti quelle mediatiche altre band presenti nel periodo.Il suo stile Skiffle, hard blues, country folk, inquinato dalla coda psichedelica, è unico e qui emerge completamente, direi come non mai in tutta la sua discografia. Come scrive il sempre bravo Massimo, è un disco da avere, anche perché è veramente rappresentativo di questa leggenda delle 6 corde. Jimi TG
spiderman
Martedì 29 Aprile 2014, 19.03.50
3
Ha gia' detto tutto la recensione,c'e' ben poco da aggiungere,un talento mostruoso,un vero centauro meta'essere umano meta' stratocaster,con i suoi riff leggendari incendiava il pubblico nei concerti,in quegli anni era l'unico bene accetto nelle 2 irlande,peccato per il vizio dell'alcol che gli ha distrutto il fegaton e se l' e' portato via troppo presto,l'unico rammarico per qustione generazionale e di eta' non l'ho mai potuto vedere.Per chi no lo conoscesse consiglio di vedere sul tubo ad es. per cominciare la canzone Bullfrog Blues del 1972,ecco io avrei voluto essrei li sotto il palco a scatenarmi a ritmo dinpuro rock 'n ' roll.Uno dei piu' grandinartisti che abbia maimpartorito la verde Irlanda.voto 100.Grazie per la tua musica immortale Rory.una parola solo:IMMENSO.
Carmine
Martedì 29 Aprile 2014, 11.54.44
2
Stratosferico (pure la recensione)
Vox
Martedì 29 Aprile 2014, 2.18.30
1
Live album davvero eccezionale, non c'è che dire. Grande Rory!!
INFORMAZIONI
1974
Polydor Records
Rock/blues
Tracklist
1. Cradle Rock
2. I Wonder Who
3. Tattoo'd Lady
4. Too Much Alcohol
5. As The Crow Flies
6. A Million Miles Away
7. Walk On Hot Coals
8. Who's That Coming?
9. Back On My Stompin' Ground (After Hours)
10. Just a Little Beat
Line Up
Rory Gallagher (Voce, Chitarra, Armonica)
Lou Martin (Tastiere)
Gerry McAvoy (Basso)
Rod de'Ath (Batteria)
 
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