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IN.SI.DIA - Guarda Dentro Te
( 3300 letture )
Due soli album per guadagnarsi la fama di cult-band, una decina d'anni di attività per confermare la tesi delle band italiane che spariscono troppo presto dalla scena nonostante indubbie qualità artistiche: i bresciani IN.SI.DIA non si fanno mancare nessuna delle caratteristiche tipiche di tante realtà del Belpaese, finendo nella nicchia nonostante le potenzialità fossero state di livello superiore alla media. Quello di cui stiamo per occuparci è il loro secondo album, Guarda Dentro Te, pubblicato nel 1995 a due anni di distanza dal bellissimo esordio Istinto e Rabbia e destinato a diventare il testamento spirituale del quartetto, che si scioglierà nel 1997. La band lombarda conferma qui la propria attitudine a comporre trame ben articolate e tutt'altro che piatte, sterzando però verso un thrash-groove molto vicino a quello condotto in alto dai Pantera nel quinquennio 1990/1995; la portata viene condita con parecchi riff potenti ed incisivi, spettro di un ottimo guitar-working: Riccardo Panni sciorina ritmiche serrate e nervose, mentre Manuel Merigo cesella alcuni interessanti assolo nel corpo centrale del platter. Lo stesso Panni interpreta le canzoni con una prova vocale al solito aggressiva e sporca, rinunciando a refrain semplici o orecchiabili e dunque azzardando linee vocali di ostica assimilazione, davvero spigolose e prive di inflessioni melodiche; nonostante ciò, l'utilizzo della lingua madre risulta azzeccato per quanto non troppo comune in ambito thrash. Forse manca un po' di varietà in ambito vocale, piccolo difetto che rende meno riconoscibili e longeve le varie composizioni; un dazio quasi obbligatorio da pagare quando si decide di optare per soluzioni quanto mai estreme, rinunciando dunque all'appeal più 'classico' che ai tempi di Istinto e Rabbia aveva creato tanti paragoni con giganti del calibro di Megadeth e Metallica.

La sezione ritmica è corposa e in rilievo nel corso di tutti i brani in scaletta, con Alberto Gaspari a rendersi protagonista di una prova fantasiosa, varia e puntuale: il tutto viene peraltro esaltato da una buonissima produzione, che rende l'ascolto assai piacevole. Centrali sono anche i testi di disagio e denuncia, grande cavallo di battaglia del combo bresciano fin dai tempi del debut: Nulla Cambia, ad esempio, è un'esortazione a lottare per ciò in cui si crede senza lasciarsi consumare dalla routine e dai mass media, mentre Sì... Realtà sembra essere il grido di dolore di un individuo costretto a vivere su un letto d'ospedale e che desidererebbe soltanto poter vivere la sua vita (con annessi riferimenti all'eutanasia). Se Terzo Millennio cita la guerra nella ex Jugoslavia, Solo Allora e Tutto è Detto riaprono pagine assai introspettive focalizzandosi sulla ricerca del senso di una vita troppo spesso condizionata e manipolata dai media e dalla pioggia incessante di informazioni superflue che da essi provengono; altro inno alla libertà -mentale prima ancora che fisica- Fino a che Punto ci esorta a fuggire via dall'ignoranza e dalla sofferenza, per rifiorire in un posto lontano nel quale essere sé stessi. Scottante è il tema che anima Qual è La Differenza: un brano che punta il dito contro le lotte religiose e che in particolar modo porta i Nostri a schierarsi contro la bandiera a stelle e strisce, con l'accusa verso l'America di risolvere i problemi a suon di bombe. Mai Capirò è invece fortemente personale, narra di un altro amico che 'ha tradito' e dunque potrebbe parlare di tutti quegli inspiegabili casi di rapporto saldo che vanno in fumo, apparentemente senza senso, dopo anni, lasciando un senso di malinconia e fallimento nell'individuo che, pertanto, si ritrova ancora una volta solo; Oltre Quel Muro, infine, dipinge l'essere umano come portatore di odio e rancore, ma esorta anche a vivere utilizzando il proprio cervello per guardare oltre il muro dell'oblio che la nostra stessa società ci impone. Il canovaccio imperante è quello di brani carichi di groove e cadenze pesantissime, vivacizzate da improvvise accelerazioni (Nulla Cambia, Terzo Millennio); pezzi come Solo Allora o Qual è la Differenza -quest'ultima si potrebbe classificare come l'unico tentativo di ritornello vagamente più melodico- fanno scuotere la testa con veemenza e citano senza ombra di dubbio i già menzionati Pantera, mentre nella granitica Tutto è Detto si colgono una pregevole sezione solista ed un drumming moderno e tellurico. Fino a che Punto è invece la mazzata più canonica del lotto, una sfuriata thrash vecchio stile, veloce e infervorata da nevrotici riff a rincorsa. Al breve e struggente intermezzo strumentale che risponde al nome di Nel Silenzio seguono le feroci accelerazioni di Mai Capirò, mentre il cospicuo riffone di Oltre Quel Muro e i suoi pregevoli inserti melodici concludono il platter con un thrash-groove spesso ed inscalfibile.

Musicalmente siamo al cospetto di una band dalle qualità notevoli ed in ottima forma fisica: le performances dei singoli sono elettrizzanti e denotano potenzialità tecniche non indifferenti, con chitarre e batteria sugli scudi. Probabilmente l'impatto e la qualità globale sono leggermente inferiori rispetto a Istinto e Rabbia, ma il particolare nulla toglie al valore di questo full length: una piccola chicca che i thrasher nostrani meritano di conoscere e apprezzare, forse meno immediato ma di certo capace di issarsi anche a parziale istantanea del periodo storico in cui è stato concepito, un periodo in cui il thrash classico aveva lasciato strada a quello più moderno di cui si è detto, che anche gli IN.SI.DIA decisero di adottare prima di sciogliersi prematuramente e consegnarsi alla storia della musica dura tricolore.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
88.96 su 26 voti [ VOTA]
Area
Venerdì 1 Febbraio 2019, 10.16.27
13
@Silvia, tra l'altro devo ancora recuperarmi le ristampe su CD e Vinile di questo e del precedente... anzi la ristampa su cd di Istinto e Rabbia l'avevo comprata quando uscì ma poi dopo con il resto me la sono presa calma. Comunque in realtà loro stavano andando bene... però stando ad alcuni interviste i rapporti tra loro si erano deteriorati... addirittura Riccardo non ha voluto partecipare alla reunion, scelta che va compresa e rispettata, però oggi si sente che manca la sua voce.
Silvia
Venerdì 1 Febbraio 2019, 10.09.28
12
Grandi IN.SI.DIA, anche x me avrebbero meritato mooooolto di più
Area
Venerdì 1 Febbraio 2019, 10.05.47
11
Torno a commentare questo disco perché ieri sera mi sono risentito il primo pezzo "Nulla cambia" dopo oltre 15 anni (l'avevo in cassetta)... Ancora mi da carica sentire Riccardo cantare "Sogni che diventano realtà ma non é tutto oro quello che luccica, sangue sarà versato, di sudore e passione e la forza di continuare... di continuare"
Area
Mercoledì 19 Dicembre 2018, 10.08.00
10
Un raro esempio gruppo Metal Italiano finito a fare dischi per una Major e che avrebbe merito di essere sulla cresta dell'onda per molto tempo... probabilmente a lungo andare non é nemmeno detto che avrebbero continuato a fare Metal. Anzi secondo me avrebbero avuto un metamorfosi simile a quella dei Metallica o si sarebbero accodati a fare della roba più moderna e che andava di moda in quel periodo. Purtroppo il destino decise diversamente.
deatphagist
Giovedì 20 Settembre 2018, 23.24.46
9
direi che, purtroppo questo album ha due punti a sfavore, la voce ( non tanto l'italiano) e l'essere qualcosa che negli anni 90....penso si era sentito abbastnza. Non ho sentito la loro prima pubblicazione e dalle parole che leggo sono molto fiducioso....p.s. il cantante mi ricorda tom araya, in versione punk...
Mulo
Martedì 16 Febbraio 2016, 12.38.15
8
Bell veramente,anche se l'influenza dei Metallica si fa sentire non poco... Consigliato!
MetalMark
Sabato 10 Gennaio 2015, 19.18.36
7
D'accordissimo con la rece.... qui siamo di fronte ad un lavoro di assoluto livello! Grandi IN.SI.DIA
spiderman
Venerdì 16 Maggio 2014, 17.48.38
6
Bella ed esaustiva recensione di Rino,veramente ben fatta per un grande e sfortunato gruppo,i meravigliosi e storici In.Si.Dia.Questo album e' una autentica sonora mazzata.Gli eccezionali testi, e le tematiche trattate vanno perfettamente a braccetto con un ispirato songwriting che da maggior risalto a dei ritornell accattivanti,penetranti e immediati,senza intaccare minimamente pero'la terremotante intensita' dell' opera tutta,messa egregiamente in risalto dalla convincente ed accusatoria voce di Riccardo Panni.Le mie preferite sono le tracce 1,4,5,7,aggressive,dure e crude,autentici pugni in faccia,le restanti tracce comunque non sono da meno perche' sono accompagnate da veloci e sbizzarite chitarre e da picchiar duro sulle pelli del nuovo Alberto Gaspari con dei refrain azzecatissimi come in Solo Allora e Terzo Millennio.Ottima la prova di Manuel Merigo che nella struggente e strumentale Nel Silenzio raggiunge dei vertici assolistici di rara intensita' e bellezza.Ottima anche la produzione di Omar Pedrini,si proprio lui ,lo stesso dei Timoria,e' merito anche suo e della sua abilita' a far si che questo sia un album veramente ben fatto che da risalto ad un suono nitido e potente al contempo.Non capiro' mai perche' un gruppo cosi' talentuoso,dopo 2 autentiche gemme si sciolse cosi' prematuramente privando l' Italia di un ottimo trash vecchio stampo,mah!mistero. voto: 83
LAMBRUSCORE
Venerdì 16 Maggio 2014, 13.07.54
5
Da non credere, 5 commenti -compreso il mio - per loro e ben 55 per i loro concittadini Timoria -che il solo nominarli "mi incute un cevto timove" , questa presa sa un Fantozzi-...
AL
Giovedì 8 Maggio 2014, 15.51.09
4
bravi davvero. ottima rece Rino. questo anche per me è di poco inferiore al precedente ma comunque ottimo album di thrash italiano.
Galilee
Martedì 6 Maggio 2014, 1.05.49
3
Grande band e grande disco. Riascoltandoli ora, sono a parer mio maledettamente attuali.
Slasher
Sabato 3 Maggio 2014, 18.32.59
2
Nel loro piccolo, hanno cambiato qualcosa anche loro sfornando un disco davvero buono, per me, di poco inferiore rispetto ad "Istinto e rabbia" ( con la quale gli ho scoperti). Da quello che ho capito si sono appena riformati, chissà se avranno intenzione di produrre un nuovo disco?
er colica
Sabato 3 Maggio 2014, 13.31.54
1
si un po' di differenza ne sound rispetto a istinto e rabbia c'è e forse i pantera sono i "colpevoli" però non troppo, la cosa che è cambiata di più per me è la produzione stavolta più curata ed automaticamente più professionale.
INFORMAZIONI
1995
Polydor Records
Thrash
Tracklist
1. Nulla Cambia
2. Sì... Realtà
3. Terzo Millennio
4. Solo Allora
5. Tutto è Detto
6. Fino a che Punto
7. Qual è la Differenza
8. Nel Silenzio
9. Mai Capirò
10. Oltre Quel Muro
Line Up
Riccardo "Yard" Panni (Voce, chitarra)
Manuele "Manny" Merigo (Chitarra)
Fabio Lorini (Basso, Cori, Voce su traccia 7)
Alberto Gaspari (Batteria)
 
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