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Saxon - St. George`s Day Sacrifice – Live in Manchester
( 1994 letture )
Nel panorama hard & heavy ci sono band leggendarie che oggi mantengono (volenti o nolenti) un basso profilo. Tra queste, gli inossidabili Saxon riescono ancora a sfornare ottimi dischi di inediti e a proporre spettacoli irrinunciabili. Dopo ben trentacinque anni di carriera e venti lavori in studio, il gruppo capitanato dal trascinatore di folle Biff Byford non sembra voler arrendersi all’avanzare dell’età, ma si ostina, per la gioia dei metallari di tutto il mondo, a mantenere ritmi di concerti, ma soprattutto di produzione, decisamente anacronistici, se si pensa alla crisi che sta affliggendo l’industria discografica. In realtà gli stessi membri della band hanno confessato di aver bisogno di prendersi una pausa da questo stile di vita, ma considerando che nel biennio 2015/2016 cadrà il trentacinquesimo anniversario dei cosiddetti “big three”, ovvero i tre album più importanti della loro discografia (Wheels of Steel, Strong Arm of the Law e Denim and Leather) e che nel non tanto lontano 2019 potranno festeggiare il quarantennale di carriera, è facile pensare che l’armistizio avrà validità tra questi due importanti avvenimenti. Ma questa è solo una supposizione. Tuttavia è vero che, se pur non scadendo mai in un’eccessiva autocelebrazione, i Saxon amano festeggiare le ricorrenze significative ogniqualvolta sia possibile. Ne è la prova il fatto che Biff e soci si ritrovino il 23 aprile di quasi ogni anno per festeggiare San Giorgio, il patrono d’Inghilterra. Di solito il locale dell’evento è uno dei tanti presenti nella capitale sul Tamigi, ma nel 2013 è stato scelto il The Ritz di Manchester. Quel concerto è stato registrato e, a distanza di un anno, eccoci a parlare di questa nuova release: St. George’s Day Sacrifice – Live in Manchester.

La scaletta dello show è influenza dal fatto che la data fosse parte del tour di promozione a Sacrifice (come si evince dallo stesso titolo dell’album), ma non possono certo mancare i grandi classici. I brani tratti dall’ultimo lavoro in studio del gruppo inglese sono sei, ma con una setlist di ben ventuno tracce per due ore di concerto, trova ampio spazio il glorioso passato dei Sassoni, senza dimenticare alcune chicche dell’ultimo periodo. La qualità sonora del prodotto è innegabile, potendo vantare un ottimo missaggio dei volumi ed un coerente bilanciamento dei vari strumenti, con le classiche due chitarre ai poli opposti della scatola armonica. La particolarità di questo album che più colpisce, tuttavia, è la disarmante assenza di post-produzione (salvo quanto descritto in precedenza). Sembra quasi che l’addetto al mixer abbia schiacciato il tasto rec all’inizio del concerto e che abbia terminato la registrazione alla fine dello spettacolo. Non ci sono tagli, eccetto quello che separa un disco dall’altro, e se non fosse per la qualità dell’audio sembrerebbe un bootleg. Qualcuno descriverebbe questo doppio live album un po’ sempliciotto, ma in un'epoca in cui basta consultare YouTube per avere la conferma del fatto che un disco o un DVD dal vivo siano fedeli alla realtà e non modificati o addirittura risuonati o ricantati, non ha davvero senso immettere sul mercato un prodotto manipolato. Certo, si sarebbero potuti togliere i brevi discorsi di Biff tra una canzone e l’altra per concentrare l’attenzione sulle tracce, ma forse è proprio questo il bello. Si sa che i Saxon danno il meglio sul palco, e tutto ciò che accade on stage durante un loro concerto è degno di essere registrato, perché, al di là della performance in sé, è molto interessante ascoltare quello che un singer navigato come il signor Byford ha da dire, ma è anche curioso scoprire la reazione del pubblico agli aneddoti raccontati dal frontman britannico. E ce n’è per tutti i gusti: dal divertimento con le groupies negli 80s a quello in privato con le proprie mogli al giorno d’oggi; dai ringraziamenti per aver comprato l’ultimo disco (rivolti anche a chi lo avrebbe poi comprato il giorno dopo) agli elogi per i due gruppi spalla; dal dedicare Never Surrender (mai arrendersi) al pubblico, ma soprattutto ai giovani, al ringraziare per aver votato i Saxon come miglior band inglese nel 2012. C’è anche spazio per un riferimento al Manchester United, vincitore della Premier League nel 2013, e al Manchester City, vincitore l’anno precedente, sottolineato da un “uno per uno non fa male a nessuno”. Ma la storia più incredibile è quella secondo cui la polizia aeroportuale del Regno Unito abbia trapanato una delle Les Paul di Quinn in cerca di merce di contrabbando, dato che l’entourage tornava fresco fresco dal Venezuela. Oltre a ciò che accade sul palco, però, è davvero spassoso sentire i buu ed i fischi del pubblico ogni qualvolta venga menzionata una città inglese che non sia Manchester. Ovviamente è la più vicina Leeds ad ottenere la massima manifestazione di sfottò campanilistico. Ma il 23 aprile si festeggia il patrono inglese, e quindi il buon Biff, spronando la città di Manchester e ricevendo alcuni responsi negativi, ricorda al pubblico che, nonostante sia ovvio che questo non sia composto interamente da Mancuniani, è giusto incitare la città almeno in quanto ospite, indipendentemente dalla provenienza degli spettatori. Insomma, un ottimo lavoro che cattura, almeno in parte, ma comunque più di un qualsiasi altro live album, l’essenza di un concerto dei Saxon.

Per concludere, un piccolo pensiero sulla festa di San Giorgio. In Inghilterra, come in Italia, il giorno dedicato al patrono nazionale non è festivo. Nonostante ciò, in terra d’Albione questa ricorrenza è particolarmente sentita, e anche se negli ultimi anni il fervore è in calo, continua ad essere una buona occasione per festeggiare. Il fatto che un gruppo che suona heavy metal organizzi quasi ogni anno un concerto per celebrare il santo patrono britannico è indice di un attaccamento alla cultura del proprio Paese che, specialmente nella nostra epoca in cui i valori morali sembrano essersi presi una vacanza a tempo indeterminato, dovrebbe appartenere ad ognuno di noi. Non accigliatevi, non c’è nessuna propaganda nazionalista e nessuna crociata di fede tra le righe. La questione è che se si vuol accendere uno spirito europeista si dovrebbe prima essere orgogliosi della propria cultura nazionale, al di là di tutti i difetti che le persone di un determinato stato possano avere. Dopo aver chiuso con Princess of the Night, i Saxon hanno trasmesso Jerusalem, un inno nazionale non ufficiale musicato da Hubert Parry prendendo il testo dalla poesia di William Blake “And did those feet in ancient time”. In Italia qualcuno ha provato ad inserire citazioni da Virgilio, Cecco Angiolieri, Dante, Petrarca etc…in un brano originale, eppure c’è ancora gente che identifica il metal con birra, borchie e suoni fastidiosi. Sta alle nuove generazioni far capire al vicino di casa che la nostra musica è una più che degna espressione artistica e al vicino di casa riconoscere dignità ad una manifestazione creativa al di là di questioni di gusto personale.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
77.54 su 11 voti [ VOTA]
Hm is the law
Giovedì 15 Maggio 2014, 20.21.09
9
I Saxon non deludono mai!
fdrulovic
Sabato 10 Maggio 2014, 1.41.26
8
Caro Ribbon come disse qualcuno "purtroppo s'è fattal'italia, ma non si fanno gl'italiani". Ci manca la nozione di Patria, di Unita' che hanno altri popoli come i Brits
Enomis
Venerdì 9 Maggio 2014, 23.18.44
7
Ho iniziato a seguire da poco questi "cugini degli Irons" (credo sia riduttivo chiamarli così, ma sono anche loro padrpni di casa quando si parla di NWOBHM), e devo dire che mi hanno davvero impressionato; si sente lo stampo NWOBHM nelle loro canzoni, e questo è sicuramente un punto a loro favore a mip parere; inoltre, come fa giustamente notare Ribbon in conclusione, è sempre bello avere a che fare con band 'colte', dà veramente un valore aggiunto alla musica metal, bistrattata da bigotti e prevenuti, che ritengono più comodo adeguarsi al pregiudizio che indagare la verità dei fatti... Bravi Sassoni!
LORIN
Venerdì 9 Maggio 2014, 18.37.10
6
Ribbon ti faccio i complimenti per il commento numero quattroarole sante! Per quanto riguarda il disco ed i Saxon, ho finito le parole per descriverli: UNICI E BRAVISSIMI. DA SEMPRE.
xXx
Venerdì 9 Maggio 2014, 16.48.16
5
bellissimo l'ultimo paragrafo. complimenti ribbon
Ribbon
Venerdì 9 Maggio 2014, 16.31.28
4
Prima di tutto, mille grazie a Carmine e a Michele...in secondo luogo mi rivolgo ad Andrea: Jerusalem è un brano che è ormai diventato un inno abbinato alla ricorrenza di San Giorgio...la questione è che per la maggior parte degli inglesi (Saxon compresi) il 23 di aprile è una data da festeggiare, ed è un piacere scoprire che una band di vecchietti sia ancora così legata alla cultura del proprio Paese e che, organizzando un concerto proprio quel giorno, sia possibile che questo sentimento di appartenenza venga trasmesso anche ai giovani...sarebbe bello che anche in Italia fosse così, ma dato che abbiamo costantemente sotto gli occhi gli esempi dei nostri non sempre candidi politici e dei furbetti che se ne infischiano delle regole, è più facile criticare il nostro stesso Paese piuttosto che lodarlo...uno Stato è fatto di persone, e se le nuove generazioni crescessero con la consapevolezza che lo Stivale, al di là di qualche mela marcia, è un bene da conservare, forse il futuro ci regalerebbe delle piacevoli sorprese.
Michele "Axoras"
Venerdì 9 Maggio 2014, 15.52.25
3
Complimenti per la recensione, davvero. Mi è piaciuta tutta l'ultima parte in special maniera !
Carmine
Venerdì 9 Maggio 2014, 14.46.33
2
I Saxon sono una garanzia, non tradiscono mai. Ottima rece Ribbon!
Andrea
Venerdì 9 Maggio 2014, 14.30.34
1
Complimenti per l'ultimo paragrafo della recensione. Ma non ho capito cosa sia "Jerusalem" e che cosa abbia a che vedere tale assioma con l' Europa.
INFORMAZIONI
2014
UDR Music
Heavy
Tracklist
Disco 1
1. Sacrifice
2. Wheels of Terror
3. Power and the Glory
4. Made in Belfast
5. Rock ‘n’ Roll Gypsy
6. And the Bands Played on
7. I’ve Got to Rock (To Stay Alive)
8. Night of the Wolf
9. Conquistador
10. Broken Heroes
11. Guardians of the Tomb

Disco 2
1. Never Surrender
2. Ride Like the Wind
3. Crusader
4. Stand up and Fight
5. Dallas 1 P.M.
6. 747 (Strangers in the Night)
7. Wheels of Steel
8. Strong Arm of the Law
9. Denim and Leather
10. Princess of the Night
Line Up
Biff Byford (Voce)
Paul Quinn (Chitarra)
Doug Scarratt (Chitarra)
Nibbs Carter (Basso)
Nigel Glockler (Batteria)
 
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